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Elisa Zamboni, La ladra di ombre, In.edit

Alhena è una giovane ladra del Regno del Grido. Costretta a rubare dal proprio passato, a soli quindici anni ha commesso più furti di chiunque altro senza essere mai stata fermata. Ciò che la distingue dagli altri è proprio questo: è capace di sparire senza lasciare tracce. Ma basta un colpo, forse puntato troppo in alto, a sconvolgere totalmente la sua vita. Basta un piccolo particolare a distruggere tutto ciò per cui ha lottato fino a quel momento. Al fianco di una regina in cerca del fratello perduto e di un maggiordomo di cui ha sconvolto l’esistenza, Alhena dovrà affrontare un viaggio lungo e complesso sulle tracce di suo cugino, in pericolo per colpa sua, e di un principe esiliato dalla sua patria. Ma riuscirà a portarlo a termine?

 

Elisa Zamboni è nata a Modena il 22 Febbraio 2000 e vive a Ozzano dell’Emilia. È da quando ha imparato a leggere che desidera inventare una storia tutta sua, e con questo libro, che ha iniziato a scrivere a undici anni, il suo sogno ha potuto finalmente avverarsi. Dividendo il suo tempo libero tra il pianoforte, che suona da autodidatta, e la scrittura, proseguirà i suoi studi al Liceo Linguistico di Imola.

 

La ladra di Onde di Elisa Zamboni (In.edit edizioni 2014)

 

 

 

Chiara Martelli, La spada di Lasrin, In.edit

Sarah ha quattordici anni e ha sempre vissuto in campagna. Costretta a trasferirsi in città con la madre, i suoi problemi aumentano sempre più fino a indurla a scappare in un bosco. Qui farà un misterioso incontro e grazie ad una spada magica, Lasrin, verrà catapultata in un altro mondo da cui non potrà più tornare indietro. Chiusa nella prigione di una fortezza nera conoscerà Galaxy, una principessa che da anni soffre sotto le torture del re Louvan. Insieme cercheranno di conquistare la libertà e raggiungere il regno di Elodea, senza però sapere cosa le aspetta. Alle loro vicende si intreccerà anche la storia di un giovane schiavo che, contravvenendo alle rigide leggi imposte dalla società, complicherà la situazione già critica per l’avvicinarsi di una guerra.

Sarah compirà cose che non si sarebbe mai nemmeno immaginata, combatterà per salvare la propria vita e un mondo a cui non appartiene, e imparerà a credere in sé stessa.

 

Chiara Martelli è nata il 19 Aprile 2000 a Bologna e vive a Ozzano dell’Emilia. Dalla sua passione per la lettura è nata la voglia di scrivere che ha portato alla stesura del suo primo libro, composto durante gli anni delle scuole medie. Nei prossimi anni, oltre a completare il suo percorso scolastico al Liceo Linguistico e a dedicarsi ai suoi hobby, in particolare l’equitazione, scriverà i due romanzi successivi.

 

La spada di Lasrin di Chiara Martelli (In.edit edizioni 2014)

 

 

Un affascinante romanzo a fumetti, perfettamente in sintonia con i disegni: un viaggio di ritorno in Italia diventa lo spunto per una resa dei conti necessaria, forse l’occasione per una rinascita… Un artista davvero raffinato, il francese Alfred

 

Alfred, Come prima, Bao Publishing 

 

 

Due fratelli. Una Cinquecento ehe ha visto giorni migliori. Un lungo viaggio in macchina. E quasi vent’anni di silenzi che diventano insopportabili, lasciando spazio a confidenze troppo a lungo negate, ad ammissioni che sono l’inizio di una necessaria guarigione, della possibilità di perdonare e di perdonarsi.
L’autore Nato nel maggio 1976 in una famiglia di artisti, Alfred scopre ben presto il piacere di creare mondi, personaggi, atmosfere. Inizia a pubblicare con Delcourt nel 1997 e subito dopo lavora un po’ dappertutto.

alfred

 

 

 

Sul grande schermo. Libri.

 

“A me interessa raccontare la storia di un uomo in conflitto col proprio tempo, con il conformismo di un’epoca. [Mario Martone]

Il giovane favoloso, di Mario MARTONE, con Elio Germano nel ruolo di Giacomo Leopardi, per seguirne la tormentata esistenza tra Recanati e Napoli

 

 

 

 

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L’urlo e il furore

 

Un film di James Franco. Con James Franco, Joey King, Dave Franco, Seth Rogen, dal libro di William Faulkner

 

Il 1929, passato alla storia come l’anno del crollo di Wall Street che segnò l’inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per la letteratura americana. Escono infatti “Addio alle armi” di Hemingway e “L’urlo e il furore” di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimi tra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e i fanatismi di quel Sud di cui pativa l’interminabile decadenza, incominciata con la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa il teatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato e presente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, che scandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.

 

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Il film di Christophe Honoré si ispira a Ovidio e al suo “Le Metamorfosi”, ambientandolo però ai giorni nostri: la giovane Europa marinerà la giornata scolastica per salire a bordo di un camion con un ragazzo seducente, di nome Giove.

 

 

 

 

Birdman, di Alejandro González Iñárritu e interpretato da Michael Keaton, Zach Galifianakis, Emma Stone e Edward Norton. Dal libro di Raymond Carver Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Minimum Fax

 

 

 

LA SCHEDA

Con questi diciassette racconti, pubblicati negli Stati Uniti nel 1981, Carver che fu subito riconosciuto come maestro della “short story”, mise di fronte a scrittori, critici e lettori un nuovo universo narrativo. Scrisse “The Nation” all’uscita del libro, “Duecento anni fa Wordsworth e Coleridge diedero inizio ad una rivoluzione quando proclamarono di voler scrivere con la “lingua veramente usata dagli uomini”. Ma nessuno dei due ci riuscì fino in fondo. In questi racconti Raymond Carver ci è riuscito. In maniera impressionante.”

 

Al cinema, Figli di Dio, dal romanzo di Cormac McCarthy, con la regia di James Franco

 

 

 

Cormac McCarthy, Figli di Dio, Einaudi

Trad di R.Montanari

Gli abitanti della contea di Sevier, Tennessee, sono abituati alla violenza della natura, alle tempeste di ghiaccio e alle alluvioni, agli animali da preda che popolano la montagna. Ma quando dal folto dei boschi emerge una creatura mostruosa, vestita di sgargianti abiti femminili, dal volto dipinto, sanno che è arrivato il momento di agire.

 

Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è uno dei tanti «poveri bianchi» che popolano le catapecchie e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori dal tempo dove la Storia è scandita dai linciaggi e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità e l’incesto sono la regola, dove la miseria e l’abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un’aula di tribunale o di una stanza d’ospedale.

Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard, il contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, si trasforma in un animale da preda: da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo.

Le scorribande sempre piú sanguinose di questo serial killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee, e a commentarle è un coro di personaggi che, come sempre, attinge a quel museo degli orrori che è l’immaginazione di uno scrittore peraltro capace di insospettate, improvvise delicatezze.

 

 

e dopo le ferie….

 

English: Margaret Atwood - Munich 19.10.2009 D...

English: Margaret Atwood – Munich 19.10.2009 Deutsch: Margaret Atwood – Literaturhaus München – Lesung am 19.10.2009 (Photo credit: Wikipedia)

Federico Rampini, Rete padrona. Amazon, Facebook, Google & co. il volto oscuro della rivoluzione digitale, Feltrinelli

“Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi” – “Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzionedi Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente. Con questo libro vi porto in viaggio con me nella Rete padrona. È un viaggio nel tempo, per confrontare le speranze e i progetti più generosi di un ventennio fa con le priorità reali che plasmano oggi il mondo delle tecnologie. È un viaggio nei luoghi e nei paesaggi della California dove ho vissuto a lungo, che ritrovo sempre più affascinanti, ma in preda a una feroce divaricazione sociale tra le élite digitali e il resto della società. È un viaggio tra i personaggi che hanno segnato quest’epoca, da Bill Gates a Steve Jobs, a Mark Zuckerberg, e tra tanti altri profeti e visionari meno noti, che già stanno progettando le prossime fasi dell’innovazione. Perché capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini

 

Robert Galbraith, Il baco da seta, Salani

Il nuovo giallo scritto da J.K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith dopo il successo de Il richiamo del cuculo.

 

Quando lo scrittore Owen Quine scompare, sua moglie assume l’investigatore privato Cormoran Strike. Sulle prime crede che suo marito se ne sia andato per qualche giorno di sua volontà, come ha già fatto in passato, e vuole che Strike lo ritrovi e lo riporti a casa. Ma con il procedere dell’indagine di Strike appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore ha appena terminato un manoscritto pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce. Se fosse pubblicato, il libro rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler zittire lo scrittore. E quando Quine viene ritrovato morto, brutalmente assassinato in circostanze bizzarre, Strike si trova in una corsa contro il tempo per capire il movente di un assassino spietato, diverso da tutti quelli che ha incontrato finora… Appassionante e ricco di colpi di scena, Il baco da seta è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

 

 

 

Geoff Dyer, Il sesso nelle camere d’albergo , Einaudi

L’eccentrico auto-reportage dell’autore di “Natura morta con custodia di sax” – Venticinque anni di vita, ovvero venticinque anni di letture, ricordi, viaggi, incontri e disavventure. L’amore per una cantante indiana, con la voce da eterna ragazza, e quello per una donna bellissima intravista in un negozio; le camere d’albergo con il letto immenso e lo specchio a figura intera, che subito suscitano pensieri erotici; l’Algeria di Camus, che ormai esiste solo nei suoi libri e nel cuore di chi li ha letti. E l’Africa, raccontata dal genio spericolato di Kapuscinski… Con l’intelligenza del critico e la passione del narratore, Dyer ci attrae nel suo mondo, e ci dice che l’unico modo per capire e apprezzare la vita è essere curiosi, entusiasti e folli quanto basta. Geoff Dyer si è conquistato la devozione di un gruppo di attenti lettori grazie ai suoi insoliti romanzi, ma anche a una serie di opere difficilmente etichettabili: prima fra tutte, Natura morta con custodia di sax, un libro a metà tra il racconto e la riscrittura della vita dei grandi del jazz. Nel corso della sua lunga carriera Dyer ha firmato saggi brevi dedicati ai temi piú diversi:

fotografia, scultura, cinema, letteratura, ma anche scritti di natura vagamente autobiografica. Il sesso nelle camere d’albergo raccoglie una parte di questa sua sorprendente produzione.

 

 

Wulf Dorn, Phobia, Longanesi

Dorn torna con un romanzo adrenalinico che riporta sulla scena il protagonista de La psichiatra.

 

Londra, una notte di dicembre nel quartiere di Forest Hill. L’automobile del marito nel vialetto di casa. La chiave nella toppa. I passi che risuonano in corridoio. Rumori familiari per Sarah Bridgewater. Ma l’uomo che trova in cucina non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen. Sostiene di essere Stephen, e conosce delle cose che solo il marito di Sarah può conoscere. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza, né la polizia è preoccupata del fatto che il marito risulti svanito nel nulla. Sarah sa che può contare solo su una persona:

l’amico psichiatra Mark Behrend. Con il misterioso sconosciuto ha così inizio un duello psicologico, in cui ogni punto vinto o perso può significare riuscire a sopravvivere o venire brutalmente uccisi…

 

Ricordate LA TREDICESIMA STORIA? il nuovo libro dell’autrice 

Diane Setterfield, Le nere ali del tempo, Mondadori

Quand’era ragazzo, William Bellman ha ucciso un corvo con la fi onda.

L’episodio era stato subito archiviato come un incidente che capita nelle scorribande dell’adolescenza, e nessuno aveva pensato alle conseguenze.

Diventato grande, sposato e con dei fi gli, William ha totalmente dimenticato quel lontano episodio. Ma i corvi non hanno dimenticato.

All’improvviso uno sconosciuto entra misteriosamente nella vita di William, e la fortuna gli volta le spalle, peggio ancora, iniziano a morire le persone a lui più care e il suo intero mondo crolla. Disperato, nel tentativo di salvare quel poco che sembra rimanergli tra le mani, accetta di stringere un patto. Un patto piuttosto rischioso, con un partner abbastanza strano, che sembra condurre a un affare decisamente macabro. E così nasce l’impresa Bellman & Black..

 

 

Margaret Atwood, L’altro inizio, Ponte alle grazie

Con L’altro inizio, Margaret Atwood chiude il cerchio della Trilogia dell’Adamo Pazzo, ampia e raffinatissima riflessione da parte di una scrittrice da sempre interessata alle tematiche ambientaliste, sulla degenerazione di una società che ha fatto della sperimentazione genetica una vera e propria fede. Tra pagine commoventi, a tratti piene di ironia e di un tocco di macabro umorismo, la Atwood accompagna il lettore nella ricerca della risposta più ardua: una rinascita è ormai possibile? – Sul pianeta Terra è tempo di contare i sopravvissuti al Diluvio Senz’Acqua, il devastante flagello scatenato dall’azione sconsiderata dell’uomo, illuso di poter controllare la propria esistenza abusando della scienza. I pochi umani scampati, accompagnati dai Craker, la specie pacifica, creata in laboratorio, tentano di riprendere la propria vita nel villaggio rifugio. Ma la convivenza di questi mondi, l’umano e il transgenico, si regge su un equilibrio molto precario, che rischia di spezzarsi sotto il peso di incomprensioni e sospetti reciproci, e delle terribili minacce di morte che continuano a giungere dall’esterno. E mentre Toby, ex Giardiniera di Dio, esperta di funghi e api, tenta di mediare tra le parti, sostenuta dalle amiche Ren e Amanda, Zeb, l’uomo che lei ama, in un disperato atto di rivincita parte alla ricerca di Adamo 1, fondatore della religione dei Giardinieri.

 

Stephen King, Mr Mercedes, Sperling

 

Il Re del brivido non smette mai di sorprendere…ha scritto il miglior thriller dell’anno! – All’alba di un giorno qualsiasi della primavera 2009, davanti all’ufficio di collocamento di una cittadina americana, si è formata una lunga coda di giovani, donne, uomini che sperano di trovare un lavoro.

All’improvviso su di loro piomba invece una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo, un poliziotto che sta per andare in pensione, William Hodges, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che lui compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il mostro, il vecchio Hodges può contare solo sull’intelligenza e l’esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un’incalzante caccia all’uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita con maestria da uno Stephen King in grande forma.

Un thriller ad alta tensione con due dei migliori personaggi del Re visti negli ultimi tempi.

 

 

Bill Bryson, L’estate in cui accadde di tutto, Guanda

C’è un anno nella storia degli Stati Uniti in cui il paese ha scommesso sul suo futuro, sulla fiducia, sullo slancio, sull’ottimismo. È il 1927, l’anno in cui Charles Lindbergh, un pilota del Minnesota, riesce a raggiungere Parigi con il suo spirit of st. Louis dopo 33 ore di volo; è l’anno di una stella del baseball, quel Babe Ruth diventato leggenda per i suoi fuoricampo e le sue continue trasgressioni, alimentari e sessuali. È anche l’anno in cui la settimana lavorativa passa da 60 a 48 ore, si rafforza il proibizionismo, e si assiste alla prima trasmissione di un’immagine nell’etere, quella che presto sarebbe diventata nota come televisione…

 

 

Massimo Recalcati – L’ora di lezione, Einaudi

Un elogio dell’insegnamento che non può accontentarsi di essere ridotto a trasmettere informazioni e competenze. Un elogio della stortura della vite che non deve essere raddrizzata ma coltivata con cura e riconquistata nella sua singolare bellezza.

 

 

Sara Rattaro – Niente è come te, Garzanti

Dopo il successo di Non volare via, a lungo in classifica in Italia tra i libri più venduti, Sara Rattaro torna con un romanzo potente e intenso che sa come avvicinarsi al cuore di tutti noi. La storia di quell’istante in cui non importa più cosa è giusto o cosa è sbagliato. La storia di un padre coraggioso e di una ragazza speciale. La storia di un amore che non conosce né tempo né ostacoli. Perché a volte l’unica cosa che conta è lottare per quello che si ama veramente.

 

 

 

Amara Lakhous – La zingarata della verginella di via Ormea, E.o

Un nuovo divertente romanzo con protagonista il giornalista di cronaca nera Enzo Laganà che dovrà indagare sul caso di una quindicenne di San Salvario che dice di essere stata violentata da due rom. È davvero avvenuto uno stupro o si tratta di una zingarata? Chi è veramente Drabarimos? Lakhous continua a esplorare l’identità italiana fra italianissimi, anti-italiani e nuovi italiani.

 

 

Anita Nair – Il custode della luce, Guanda

Il nuovo romanzo della scrittrice indiana autrice di Cuccette per signora.

Nell’India del XVII secolo un padre lotta per la salvezza del figlio, destinato dalla madre a diventare Chaver, guerriero suicida.

 

 

Ala al-Aswani – Cairo Automobile Club, Feltrinelli

Anni Quaranta. Tra le pale dei ventilatori del Cairo Automobile Club l’Egitto dei pascià amoreggia con i diplomatici europei. Magnificenza e decadenza si attardano nei salotti reali, mentre negli spazi comuni, un esercito di servitori si affanna a soddisfare le esigenze di El-Kwo, ciambellano del re. Infine con Abdelaziz Hamam scopriremo gli ultimi sussulti dell’Egitto pre-nasseriano: l’arroganza delle classi dominanti, la miseria dei reietti, il risveglio del sentimento nazionalistico. ‘Ala al-Aswani riprende i racconti popolari e indica l’unica via giusta per il suo paese: una democrazia egiziana da costruire.

 

 

Thomas Pynchon – Bleeding edge, Einaudi

New York, 2001. Maxine Tarnov ha una piccolo agenzia di investigazioni specializzata in frodi. Da quando le hanno tolto la licenza può lavorare come più le aggrada, frequentando un mondo ai margini della legalità e dedicandosi all’hackeraggio. Thomas Pynchon, in questa detective story, descrive un mondo tra innocenza e corruzione, tanto più vicino a noi quanto più sembra solo il frutto della sua geniale fantasia.

 

 

 

Valerio Varesi, La strategia della lucertola, Frassinelli

In una Parma innevata, il marcio sembra nascondersi ovunque: la corruzione dilaga, il crimine è fuori controllo e la rabbia cresce. Soneri è il più arrabbiato di tutti perché crede ancora nella giustizia e se la vede sfuggire. Il commissario, infatti, segue una serie di piste confuse: un telefonino abbandonato sul greto del fiume; un vecchio morto di freddo nei sotterranei di un ospizio; la misteriosa scomparsa del sindaco. Sembrano indizi scollegati, eppure Soneri sente che dietro tutti quei casi si cela un’unica strategia. La strategia della lucertola, che depista i predatori lasciandosi dietro la coda. Ma questa volta l’inseguitore non si fa ingannare.

 

Vittorio Zucconi, Lessico Famigliare, Mondadori

Nella Milano degli anni Cinquanta, fulminato dalla profezia di un parroco che gli annunciava un grande avvenire secondo uno speciale disegno di Dio, il giovane Vittorio Zucconi comincia il viaggio nella vita, gravato dalla responsabilità della missione ma senza nessuna voglia e nessuna idea, sprecando talento, pigramente, con incoscienza. Attraverso l’avventura della vita, vissuta nella infruttuosa ricerca di quale fosse questo benedetto “disegno di Dio”, Zucconi racconta le emozioni effimere dell’Italia del miracolo, la scoperta del “resto del mondo”, l’illusione di un destino americano, la estenuante dolcezza della vita di una famiglia italiana dove nessun figlio può mai essere all’altezza delle aspettative. Fino alla dolce resa finale, alla constatazione che diventare vecchi è obbligatorio ma diventare adulti è facoltativo. Un libro disincantato che farà sorridere tutti coloro che sono stati almeno una volta nella vita trafitti dalla crudele domanda: “cosa vuoi fare da grande?” e che conforterà chi si è finalmente arreso all’impossibilità di scoprire che cosa Dio abbia disegnato per noi e, dunque, al trionfo dell’incoscienza.

 

Corrado Augias, Il lato oscuro del cuore, Einaudi

Clara studia “storia della psicanalisi”. La sera, seduta in cucina, rimane sveglia fino a tardi ad analizzare i casi delle “grandi isteriche” e le cronache del rapporto con i medici che le ebbero in cura: Freud, Jung, Charcot… In quei momenti sospesi, il piccolo appartamento in cui vive con il padre, il fratello e la nonna sembra spalancarsi in un abisso notturno, capace di riportarla indietro nel tempo e trascinarla nelle profondità di queste grandi narrazioni. Perché questo sono, prima di tutto: storie di vita, di corpi e di amori; ossessioni e incomprensioni, guarigioni e scacchi. Storie di donne. Ma poi, per curiosità più che per bisogno, Clara comincia a lavorare nel bar del fratello. E sarà allora che, tutt’a un tratto, la vita vera spazzerà via, con la sua forza e i suoi spigoli, gli anni di isolamento e di studio solitario. Abituata a confrontarsi con la teoria di un inconscio remoto, già catalogato e raffreddato, Clara si troverà alle prese con una vicenda misteriosa e ambigua, un omicidio che affonda le radici in un vortice di sentimenti incandescenti, di violenza e di colpa. Nel territorio violato delle periferie di oggi l’attende l’incontro con Mirella, una di quelle donne sopraffatte che per lei sono sempre state soltanto personaggi da studiare sui libri: scoprirà per la prima volta l’emozione e la paura di ascoltare, lei per prima, un cuore che si schiude, e che esige da lei una risposta.

 

Michelle Paver, L’occhio del falco -Cronache dell’età del bronzo, Mondadori

L’eruzione del vulcano Thalakrea ha coperto il cielo di una spessa nube di cenere. Hylas s’imbarca su una nave diretta all’isola di Keftiu, devastata dal vulcano, per cercare Pirra. Vuole chiederle perdono per averla tradita. Ai temibili corvi, sempre alle sue calcagna e alla ricerca del pugnale bronzeo, si aggiunge un nemico ancora più temibile: la peste. Hylas scopre, inoltre, di avere ereditato un dono terribile: può comunicare con il mondo degli spiriti, e dunque con i suol genitori… Ma riuscirà a ritrovare Pirra? L’amica, rimasta orfana della madre sacerdotessa, trova intanto conforto in un falco, con il quale ha stabilito un legame telepatico. Quando Echo spiega le ali, lo spirito di Pirra vola con lei.

 

« Le strade attraversano lunghe il paese, i villaggi si stendono nella luce grigia, gli alberi stormiscono e le foglie cadono, cadono. Per le strade vanno passo passo, con le loro divise stinte e sudice, le grige colonne. I visi setolosi sotto gli elmetti d’acciaio sono sottili e scavati dalla fame, dalla miseria, stenti e ridotti ai lineamenti che segnano l’orrore, il valore e la morte. »

 

 

Il romanzo venne pubblicato a puntate sul quotidiano tedesco Vossische Zeitung tra il Dicembre del 1930 e il Gennaio del 1931. Successivamente venne pubblicato nell’Aprile del 1931. L’opera racconta l’esperienza vissuta da un giovane reduce dalle trincee della prima guerra mondiale, al rientro in Germania e il tentativo di reinserirsi nella vita quotidiana. Si colloca cronologicamente come seguito di Niente di nuovo sul fronte occidentale e prima del romanzo Tre camerati, a formare una trilogia capace di raccontare in maniera esemplare l’orrore: in questo libro il tema è quello del ritorno a casa dei sopravvissuti alla Prima guerra mondiale, alla sconfitta della Germania. Di cinquecento uomini iniziali della compagnia, solo una trentina ce l’ha fatta.

Immaginate uno studente delle scuole professionali come Ernst, il narratore, partito per difendere la patria, lasciando i banchi di scuola per vedere la morte in faccia, uccidere con la baionetta un soldato francese, far morire dissanguato un graduato inglese, vedere cadere uno dietro l’altro i commilitoni (spesso compagni di classe)

Remarque in Davos, 1929.

Remarque in Davos, 1929. (Photo credit: Wikipedia)

,emozioni rese magistralmente da Remarque. Poi, sentirsi esclusi dalla gretta società che li ha mandati al macello, lontani, orfani dello spirito fraterno che li hanno legati agli altri fanti in trincea: che senso ha tornare a scuola, dopo essere diventati uomini in questo modo? Come convivere con quanto è rimasto dentro di quei tremendi giorni?

 

Un grande autore, Remarque,le cui opere finirono bruciate dai solerti nazisti…

 

Erich Maria Remarque, La via del ritorno, Neri Pozza

 

Quattro anni trascorsi in trincea, in un inferno di orrori, in un lembo di terra tutta buchi e distruzione, tra brandelli di divise, lampi d’artiglieria e missili che solcano il cielo come fiori colorati e argentei… e poi in un giorno del 1918 ecco, improvvisa, la pace. Niente più mitragliatrici, niente più spari, nessun sibilo di granate. Comincia la ritirata e il ritorno in Germania per Ernst e la sua compagnia. Trentadue uomini, su più di cinquecento fanti partiti all’inizio della Grande guerra. Attraversano la Francia camminando lentamente, con le loro divise stinte e sudicie, i volti irsuti sotto gli elmetti d’acciaio. Magri e scavati dalla fame, dalla miseria, dagli stenti. Anziani con la barba e compagni smilzi non ancora ventenni, coi lineamenti che segnano l’orrore, il coraggio e la fine, con occhi che ancora non riescono a capire: sfuggiti al regno della morte, ritornano davvero alla vita? Lungo la strada incontrano i nemici, gli americani. Indossano divise e mantelli nuovi, scarpe impermeabili e della misura giusta. Hanno armi nuove e tasche piene di munizioni. Sono tutti in ordine. Al loro confronto Ernst e i suoi hanno l’aspetto di una vera banda di predoni. Eppure, una sola parola sgarbata e si lancerebbero all’assalto, selvaggi e sfiatati, pazzi e perduti. Arrivano in Germania di sera, in un grosso villaggio. Qualche festone appassito pende sopra la strada. Dei manifesti stinti dalla pioggia danno Il benvenuto. Ma nessuno li accoglie. Nessuna ragazza li saluta lungo la via, soltanto qualche bambino affamato corre loro accanto. Tutti sembrano tornati a occuparsi di se stessi, la vita continua come se loro fossero degli accessori. È quella davvero la patria, quella la casa? Oppure il fronte, quell’inferno di orrore e distruzione è penetrato così a fondo nei loro cuori che il lembo di terra della trincea è diventato la loro vera patria, terribile e straziante? Pubblicato per la prima volta a puntate sulla Vossische Zeitung e poi in volume nel 1931, La via del ritorno, riproposto qui in una nuova traduzione, fa parte, insieme con Niente di nuovo sul fronte occidentale e Tre camerati, della trilogia di Erich Maria Remarque dedicata alla Grande guerra. È uno dei libri più riusciti dello scrittore messo al bando dai nazisti, un’opera in cui la potenza delle immagini e delle parole si coniuga perfettamente con la storia narrata di un giovane reduce della Grande guerra. La prosa lieve e malinconica di Remarque raggiunge in queste pagine la sua più compiuta espressione, indugiando con maestria sui desolati paesaggi del terribile conflitto e restituendo al lettore l’anima di un personaggio che è il simbolo di un’intera generazione: una generazione che ha creduto di tornare a casa e dimenticare l’inferno delle trincee, e che invece ne è rimasta sopraffatta.

 

Michael Pollan riescirà a tenere desta la vostra attenzione parlando di dadolate e di cottura a bassa temperatura (e di tante altre cose di cucina), promesso! Dall’autore de Il dilemma dell’onnivoro, ecco in libreria

Michael Pollan, Cotto, Adelphi
Quanto più invadenti sono i presunti virtuosismi di aspiranti cuochi, tanto meno sappiamo mettere in tavola qualcosa di decente. Michael Pollan, si sa, ama i paradossi, e nel tentativo di sciogliere quello alla base del suo nuovo libro è partito per un viaggio sulle piste dei quattro elementi con cui da tempo immemorabile cuciniamo (acqua, aria, terra, fuoco), e a caccia dei piccoli, affascinanti misteri che i maghi, non tanto della cucina ma della preparazione dei nostri alimenti, rivelano a chi sa ascoltarli. Un’avventura che lo ha portato molto lontano: a vagare nelle immense fornaci del locale nel North Carolina dove si allestisce un barbecue leggendario in tutti gli Stati Uniti o ad apprendere da un grande fornaio per quali vie sottili e imprevedibili acqua e aria trasformino il grano in pane, oppure ancora a curiosare nei laboratori di quegli autentici domatori di germi e batteri che sono i maestri della fermentazione – formaggiai e birrai. Ma altrettanto appassionanti sono gli esperimenti che Pollan compie tutti i giorni al tavolo della sua cucina, e di riflesso della nostra: che dopo aver letto questo libro ricchissimo non riusciremo più a guardare (né a usare) nello stesso modo.

“Mi han detto che la tua casa è dove sei tu. Ci ho provato ma non sempre ci riesco.”

Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente.

 

Palestina.Le case, i luoghi, gli edifici e anche le architetture abbandonate restituiscono il senso tragico della storia di quella martoriata terra. Il romanzo – reportage di Suad Amiry, romanziera ed architetto, non è pervaso da toni accusatori, dalla disperazione, ma lascia il segno!

 

Suad Amiry, Golda ha dormito qui, Feltrinelli

 

Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all’improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l’anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera? Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente. Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti. Muri a cui oggi, ai vecchi proprietari di sempre, è addirittura proibito avvicinarsi, è preclusa la vista, la memoria delle sensazioni. Come all’architetto Andoni, che vorrebbe tornare nell’abitazione che ha progettato e costruito, il “suo gioiello”, e scopre in tribunale di non poterlo fare in quanto “proprietario assente”; o come a Huda, che preferisce testardamente la cella alla condanna di non poter rientrare nella casa dei genitori. Insieme agli effetti di un conflitto storico che dura da allora, Suad Amiry, con profonda grazia e humour dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com’è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa, comune, storia.

 

 

 

 

 

Suad Amiry (1951) è un’architetta palestinese, fondatrice e direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation a Ramallah. Cresciuta tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo, ha studiato architettura all’American University di Beirut e all’Università del Michigan, specializzandosi infine a Edimburgo. Dal 1981 insegna Architettura alla Birzeit University e, da allora, vive a Ramallah. Ha scritto e curato numerosi volumi sui differenti aspetti dell’architettura palestinese. Amiry ha vinto il premio internazionale Viareggio Versilia nel 2004. Da Feltrinelli sono usciti i due volumi Sharon e mia suocera (2003) e Se questa è vita (2005), poi ripubblicati assieme in “Universale Economica” (2007), Niente sesso in città (2007), Murad Murad (2009) e Golda ha dormito qui (2013).

 

 

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