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Sapevamo di poter contare sulla bravura di David Almond, capace di scrivere storie magnifiche come Skellig ( o l’altrettanto fantastico Contare le stelle, in attesa di nuova edizione dopo quella di Mondadori), ma questo suo ultimo libro supera anche le nostre ottimistiche aspettative. E’ un libro molto ambizioso, destinato al pubblico dei ragazzi dai 14\15 anni in su (concorre per l’Andersen, ecco i finalisti http://buoneletture.wordpress.com/2014/03/24/eccoli-i-finalisti-del-premio-andersen-italiano/), ma di certo adatto anche a chi ne ha molti di più, e ve lo consigliamo davvero (nel mondo di lingua inglese è stato pubblicato in due diverse edizioni, per ragazzi e per grandi).

Si celano tante cose dietro la facciata di Billy, questo ragazzino definito “mostro” dal padre,che riversa direttamente su di lui i suoi sensi di colpa, la difficoltà a capire la sua realtà: è figlio di un peccato, tra un predicatore e una parrucchiera, per questo costretto ad essere segregato in una squallida casa mentre fuori accade qualcosa di terribile all’umanità.
Un padre però anche capace di amare a modo suo, in modo imperfetto, certo, ma corrisposto da Billy.
Ogni pagina, ogni capitolo è una sorpresa sull’educazione alla vita di Billy, i rapporti con i genitori, la scoperta del mondo e delle altre persone, dei suoi sentimenti; tante tappesulla sua strada per la comprensione di un universo che non ha mai visto: il lettore ne sarà stupito.

Un libro difficile per l’autore, che ha riportato sulla pagina il suo rapporto con la religione, e che ha voluto rendere il linguaggio di Billy nella sua maniera particolare: sottratto al mondo esterno, riporta le parole come le sente pronunciare, uno “stile” che può risultare difficile da decifrare nelle prime pagine, per poi diventare più fluido, anche con “l’evoluzione” del ragazzo:nella seconda parte, potrà finalmente incontrare l’esterno, e aprirsi a nuova vita. (complimenti al traduttore, per essere venuto a capo di tale impresa!)

La vera storia del mostro Billy Dean,

English: Photograph of author, David Almond

English: Photograph of author, David Almond (Photo credit: Wikipedia)

  Almond David, Salani
Traduttore, G.Calza
Billy Dean, figlio di un amore proibito, amato in modo singolare, vive per molti anni chiuso in una camera murata, protetto e tenuto segreto a tutti. Quando finalmente potrà uscire si ritrova sopraffatto da una realtà che non capisce, violenta e terribile. Poi, grazie all’aiuto delle persone che lo amano, scopre di avere un dono speciale, che però si trasformerà in una nuova forma di prigionia… La storia magnetica e assoluta di una rinascita minacciata dalla indescrivibile violenza del mondo. Una storia in prima persona che vibra della forza dirompente delle parole, perché per raccontarla Billy Dean usa la sola lingua che ha imparato a conoscere. “Il primo libro di David Almond per lettori maturi non è solo drammatico ed emotivamente ricco di suspense, ma anche disegnato vividamente, come ci si potrebbe aspettare da un maestro narratore. È denso di momenti toccanti e scene comiche e solleva inquietanti interrogativi su ciò che accade all’innocenza in un mondo dove tutti vogliono qualcosa.” (The Guardian)

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il libro del mese secondo il COORDINAMENTO DELLE LIBRERIE PER RAGAZZI (in calce trovate l’elenco di questo fantastico gruppo di librai, che seleziona ogni mese le pubblicazioni più interessanti)

TESTI: Bernard Friot

ILLUSTRAZIONI: Silvia Bonanni

TRADUZIONE: Rosa Pavone

TITOLO: ALTRE STORIE A TESTA IN GIU’

EDITORE: Il Castoro

PREZZO: € 13,5

Bernard Friot ha il raro dono di raccontare con ironia, senza sarcasmo, l’animo umano, e di saperlo raccontare con modo così lieve da parlare indistintamente ad adulti e ragazzi: ecco la migliore letteratura, quella a cui non viene da dare etichette ma che sappiamo essere alta per la sua lingua, la sua empatia col lettore, la sua onestà.

Lo fa nel tempo lungo di una autobiografia e allo stesso tempo nell’attimo breve delle raccolte di racconti, la quarta ormai questa, che gioca in alternanza di sorrisi, di voce data a paure e dolori, di un respiro capace di mettere in luce le contraddizioni del mondo adulto, quelle della crescita, di descrivere fino anche a ferire con dolcezza quei pensieri che noi adulti teniamo celati. Si pone a dare voce al nostro guardarci e al guardare il mondo con gli occhi di bambini e ragazzi, un mondo che velocemente va spogliandosi del suo essere popolato da adulti infallibili per lasciare il posto ad un errare umano, accolto e

compreso, quasi cullato dagli occhi del narratore.

Bernard sa parlare tanto al suo lettore che corre solo con gli occhi sulla pagina che a un pubblico che ne ascolta l’avvicendarsi delle storie ad alta voce.

A forza di leggere ad alta voce le sue avventure per centinaia di ragazzi, mi sembra di conoscere il ragazzino in copertina, quel Luca con “gli occhi azzurri, ma proprio azzurri”, e forse non riuscirei a immaginarlo diverso, gli occhi grandi che abitano i visi dei personaggi della sua illustratrice, Silvia Bonanni, e come nelle migliori coppie autore-illustratore ormai i personaggi sono vestiti dei collage di Silvia.

E fra colori e parole, possiamo dirlo? C’è una piccola frase, il libro è dedicato a Roberto Denti, e vale anche per noi, per il Roberto che ha creduto in questo e in decine di altri autori, per il Roberto che fa la strada con noi, ogni giorno, quando esce un libro nuovo o ripubblicano un libro che ci mancava, e come ogni grande maestro ha nascosto in ognuno di noi una voce che ne racconta l’importanza. Di aver storie sempre in testa e di una ironia a testa in giù.

Narrativa da 10 anni

La Libreria dei Ragazzi di Milano – Via Tadino 53, tel. 02/29533555

Nuova libreria il Delfino di Pavia – Piazza Vittoria 11, tel. 0382/539384

Libreria Coop Nautilus di Mantova – Piazza 80° Fanteria 19, tel. 0376/360414

Il treno di Bogotà di Vittorio Veneto – Via Martiri della Libertà 32, tel. 0438/072347

Il libro con gli stivali di Mestre (VE) – Via Mestrina 45, tel. 041/0996929

Libri e Formiche di Parma – Via Cairoli 13, tel. 0521/506668

Libreria Volare di Pinerolo – Corso Torino 44, tel. 0121/393960

La Libreria dei Ragazzi di Brescia – Via San Bartolomeo 15/A, tel. 030/3099737

Libreria Spazio Terzo Mondo di Seriate (BG) – Via Italia 73, tel. 035/290250

Libreria Timpetill – Cremona – Via Mercatello 50, tel. 0372/800802

Libreria dei Ragazzi Baobab – Porcia (PN) – Via dei Serviti, tel. 0434/924234

Libreria dei Ragazzi il Mosaico – Imola (BO) – via Emilia Est 223, tel. 0542/21949

Libreria Librambini – Vimodrone (MI) – Viale Martesana 95, tel. 02/25007282

il bollettino completo, con le selezioni dei migliori libri del mese, lo trovate qui: http://www.liberweb.it/CMpro-v-p-791.html

 

“Aveva sentito dire che la gente non muore quando deve, ma quando vuole” scriveva Gabriel Garcia Marquez, morto a 87 anni. salutiamolo con l’inizio de Cent’anni di solitudine.

«Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito».

19/03/2009 La Ministra de Cultuta de Colombia ...

19/03/2009 La Ministra de Cultuta de Colombia Paula Moreno y el escritor colombiano Gabriel García Marquez fueron los encargados de entregar el Mayahuel de Plata a Victor Gaviria (Photo credit: Wikipedia)

 

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Israel Yoshua Singer, fratello di Isaac e grande autore: dopo LA FAMIGLIA KARNOWSKI, uno dei libri migliori del 2013, Adelphi propone questa affascinante immersione nel panorama umano inconfondibile del mondo ebraico dell’Europa Orientale, con un protagonista che riassume in sè i vizi e le virtù dell’essere umano: è così facile farsi trascinare dalla passione, o anche così facile sembrare un asceta… . Un altro grande libro, con un pizzico di ironia in più rispetto a LA FAMIGLIA!

Israel Yoshua Singer, Yoshe Kalb, Adelphi

Chi è l’uomo che alla domanda (“Chi sei?”) dei settanta rabbini appositamente convenuti a Nyesheve dalle grandi città della Polonia russa e della Galizia risponde solo: “Non lo so”? Nahum, genero dell’onnipotente Rabbi Melech ed esperto della Qabbalah, tornato pressoché irriconoscibile a Nyesheve dopo quindici anni di un misterioso errare? O – come invece sostengono i nemici di Rabbi Melech – il più miserabile dei mendicanti di Bialogura, Yoshe il tonto, che tutti laggiù ricordano silenzioso e salmodiante, e che per placare una spaventosa epidemia hanno unito in matrimonio a Zivyah la puttana, la figlia idiota dello scaccino? E un asceta, un santo, degno di succedere all’ormai anziano rabbino di Nyesheve e di guidare i hassidim, o un peccatore, uno spergiuro? Ma se davvero è Nahum perché ha abbandonato la mite e sottomessa Serele, e dove è stato nei lunghi anni successivi all’incendio che ha devastato la corte rabbinica e alla morte della selvaggia Malka, la quarta moglie del Rabbi? “Dovevo farlo” e “Per il mondo” sono le enigmatiche risposte. Mai la comunità ebraica è stata tanto lacerata e divisa – al punto da istituire un tribunale che risolva il caso -, mai ha conosciuto una così sanguinosa faida, quasi che le sue sorti fossero appese all’esile filo di una vacillante identità e di un incomprensibile

Portrait of Israel Joshua Singer

Portrait of Israel Joshua Singer (Photo credit: Wikipedia)

vagabondare.

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Sapevamo di poter contare sulla bravura di David Almond, capace di scrivere storie magnifiche come Skellig ( o l’altrettanto fantastico Contare le stelle, in attesa di nuova edizione dopo quella di Mondadori), ma questo suo ultimo libro supera anche le nostre ottimistiche aspettative. E’ un libro molto ambizioso, destinato al pubblico dei ragazzi dai 14\15 anni in su (concorre per l’Andersen), ma di certo adatto anche a chi ne ha molti di più (nel mondo di lingua inglese è stato pubblicato in due diverse edizioni, per ragazzi e per grandi).

Si celano tante cose dietro la facciata di Billy, questo ragazzino definito “mostro” dal padre,che riversa direttamente su di lui i suoi sensi di colpa, la difficoltà a capire la sua realtà: è figlio di un peccato, tra un predicatore e una parrucchiera, per questo costretto ad essere segregato in una squallida casa mentre fuori accade qualcosa di terribile all’umanità.
Un padre però anche capace di amare a modo suo, in modo imperfetto, certo, ma corrisposto da Billy.
Ogni pagina, ogni capitolo è una sorpresa sull’educazione alla vita di Billy, i rapporti con i genitori, la scoperta del mondo e delle altre persone, dei suoi sentimenti; tante tappesulla sua strada per la comprensione di un universo che non ha mai visto: il lettore ne sarà stupito.

Un libro difficile per l’autore, che ha riportato sulla pagina il suo rapporto con la religione, e che ha voluto rendere il linguaggio di Billy nella sua maniera particolare: sottratto al mondo esterno, riporta le parole come le sente pronunciare, uno “stile” che può risultare difficile da decifrare nelle prime pagine, per poi diventare più fluido, anche con “l’evoluzione” del ragazzo:nella seconda parte, potrà finalmente incontrare l’esterno, e aprirsi a nuova vita. (complimenti al traduttore, per essere venuto a capo di tale impresa!)

English: Photograph of author, David Almond

English: Photograph of author, David Almond (Photo credit: Wikipedia)

La vera storia del mostro Billy Dean
  David Almond, Salani
Traduttore, G.Calza
Billy Dean, figlio di un amore proibito, amato in modo singolare, vive per molti anni chiuso in una camera murata, protetto e tenuto segreto a tutti. Quando finalmente potrà uscire si ritrova sopraffatto da una realtà che non capisce, violenta e terribile. Poi, grazie all’aiuto delle persone che lo amano, scopre di avere un dono speciale, che però si trasformerà in una nuova forma di prigionia… La storia magnetica e assoluta di una rinascita minacciata dalla indescrivibile violenza del mondo. Una storia in prima persona che vibra della forza dirompente delle parole, perché per raccontarla Billy Dean usa la sola lingua che ha imparato a conoscere. “Il primo libro di David Almond per lettori maturi non è solo drammatico ed emotivamente ricco di suspense, ma anche disegnato vividamente, come ci si potrebbe aspettare da un maestro narratore. È denso di momenti toccanti e scene comiche e solleva inquietanti interrogativi su ciò che accade all’innocenza in un mondo dove tutti vogliono qualcosa.” (The Guardian)

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Paris à la nuit

Paris à la nuit (Photo credit: Tallapragada)

una incredibile protagonista per questo libro, più propensa a sognare di vivere ne LA MONTAGNA INCANTATA di Mann, con il suo affascinante sanatorio, tutta quella neve intorno, che a gustare le emozioni quotidiane… Non è di meno il secondo personaggio principale, Louis, un critico cinematografico ben deciso a rifugiarsi nei capolavori che ben conosce piuttosto che frequentare i triti luoghi comuni della vita contemporanea. Con queste premesse, con la modernità liquida che ci circonda, con la precarietà e la velocità, può nascere tra una professoressa di matematica come Sylvia e un orso come Louis qualcosa capace di tenerli avvinti per un lungo periodo? Non una vita comune, questo no, ma un comune sentimento, che forse potremmo chiamare amore, in questi giorni da post “Frammenti di un discorso amoroso”…

Un libro dedicato a queste generazioni perdute, all’incapacità emotiva, con degli spunti brillanti, ironici e caustici che fanno pensare a quel che potrebbe scrivere Jane Austen ai giorni nostri: la fondazione Jane Austen offre ad alcuni studenti la possibilità di passare uno splendido anno a Londra, ben alloggiati, liberi dalle preoccupazioni e dalle costrizioni della vita quotidiana, a condizione di dedicarsi (senza strafare) a qualche progetto accademico. Frutto della brillante cooperazione franco – britannico. Logico che i partecipanti a questo programma possano sentirsi in difficoltà al ritorno in patria, così la Fondazione per rendere meno traumatico il passaggio alla vita quotidiana si prende cura di questi singolari reduci offrendo loro ospitalità gratuita per un lungo periodo in uno stabile di sua proprietà, una sorta di camera di decompressione prima di affrontare la realtà.. Non è un mondo incantato, questo?

Mille anni di giovinezza
di Isabelle Coudrier, Clichy

Traduzione di Maurizio Ferrara

Sylvia, professoressa di matematica e sceneggiatrice occasionale, apprezza la purezza algebrica e mal si adegua alle equazioni irrisolvibili dell’esistenza. Lettrice accanita di Thomas Mann, si lascia spesso trasportare dall’immaginazione sul balcone del sanatorio di Davos per contemplare quelle nevi la cui eternità evoca in lei i numeri primi. Louis, intransigente critico cinematografico, rifugge i luoghi comuni, non soltanto nei film ma anche nel mondo che lo circonda. Naturalmente, Louis e Sylvia non possono amarsi. Per lui, l’amore è il più scontato degli intrighi. Per lei, è complicato come la quadratura di un cerchio. Non importa: vivranno tutte le tappe dell’amore senza mai ammetterlo, allontanandosi per settimane dopo ogni stadio come per convincersi che tra loro non ci sia niente di importante. Solo il destino potrà fargli ammettere che l’amore è eterno come le nevi di Davos e che costituisce l’unico scenario possibile per la vita umana. Forse troppo tardi. Mille anni di giovinezza è la storia di un amore apparentemente impossibile ma che si rivelerà infine vitale, la storia di una generazione allo sbando che non vuole apparire scontata, che non sa come inventarsi e come vivere una storia singolare e inedita. Isabelle Coudrier, giovane sceneggiatrice francese che qui esordisce nel romanzo, non compiange questo eccesso di lucidità, ma esplora con profondità e maestria la psiche dei personaggi rendendoceli umani e assolutamente vicini.

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 Pochi decenni fa poteva capitare anche questo, che nella vicina Svizzera un ragazzino fosse costretto a nascondersi perché clandestino, per aver seguito la mamma italiana lavoratrice in quel Paese. Non si poteva fare rumore, giocare in cortile, avere una infanzia come quella degli altri bambini. Vanna Cercenà, con grande sensibilità, ricorda l’inizio degli anni Settanta ne:

Svizzera

Svizzera (Photo credit: Wikipedia)

Vanna Cercenà, Non piangere, non ridere, non giocare, Lapis

Illustrazioni di

Francesca D’Ottavi

In Svizzera, nella metà degli anni ’70, trentamila bambini italiani figli dei nostri emigrati vivevano in clandestinità, “sepolti vivi” nelle case per evitare di essere denunciati ed espulsi. Questa storia è un omaggio a loro e a tutti i bambini invisibili del nostro oggi.

Svizzera, 1970.

Teresa si nasconde in una soffitta piccola e vuota: non dovrebbe essere lì, sua mamma – lavoratrice stagionale e straniera – non potrebbe portarsela dietro. Ma stare lontane è difficile e Teresa la segue, pronta a passare tantissimo tempo chiusa fra quattro mura. Quello che ancora non sa è che sta per affrontare una grande avventura, insieme ad un gatto rosso e a un nuovo amico…

Un romanzo scritto per «tramandare la memoria del nostro passato di migranti» perché «ci aiuti a capire i problemi di chi lascia per necessità il proprio paese e cerca da noi una vita migliore».

«Non piangere non ridere non giocare rientra nel filone delle storie che riannodano i fili della memoria dispersa, con un tratto di evidente originalità, scegliendo di affrontare un tema, quello dell’emigrazione italiana, ampiamente rimosso».

Eleonora Rizzoni – Letturacandita

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