libri, consigli e pensieri

da libreria Atlantide e Solea, i nostri commenti sul mondo dei libri: recensioni, appuntamenti e curiosità

il programma del Festival Luglio 31, 2008

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Ci siamo, il corriere ci ha portato un collo con un discreto numero di copie del programma del Festival di Letteratura 2008. Quello di Mantova, ovviamente, il primo grande Festival di Letteratura d’Italia.

Per aggiornarsi sugli autori presenti, clicccate qui:

www.festivaletteratura.it

per ritirare una copia del programma, passate in libreria!

 

THE TALES OF BEEDLE THE BARD, nuovi racconti di JK ROWLING Luglio 31, 2008

la notizia è fresca, proprio di oggi 31 luglio (compleano dell’autrice e di Hpotter, guarda caso). JK ROWLING ha annunciato che pubblicherà attraverso il suo istituto di beneficenza CHLDREN’S HIGH LEVEL GROUP The tales of Beedle The bard, in distribuzione nelle librerie dal 4 dicembre (in lingua inglese, of course). Il testo si compone di cinque brevi storie fantastiche, inzialmente era stato vergato in sette preziose copie dall’autrice lo scorso anno, e solo una era stata posta all’asta. Amazon si era aggiudata la singola copia, e ora collabora con Bloomsbury, Scholastic per il lancio del libro; che si arricchisce in questa versione per le masse di un commento di un professore emerito, nientepopodimeno che Albus Silente, carte trovate direttamente nel suo archivio.

132 pagine in totale, in due diverse edizioni, Standard Edition (6,99 sterline) e Collector Edition (50 sterline…)

Qui trovate una galleria fotografica del volume messo in asta nel 2007, che si è aggiudicato Amazon:

http://www.guardian.co.uk/books/gallery/2007/nov/20/harrypotter?picture=331321287

 

ancora Breaking Dawn, una intervista a Stephenie Meyer e un trailer Luglio 29, 2008

Stephenie Meyer parla di Breaking Dawn

http://www.youtube.com/watch?v=UVEvEtF08S8

Stephen Meyer talks about Breaking Dawn, the final book in the Twilight Saga.

E un TEASER TRAILER realizzato per Breaking Dawn, su Youtube

http://www.youtube.com/watch?v=MEpWfz3cOx4

Il link al nostro precedente articolo su Breaking dawn:

http://buoneletture.wordpress.com/2008/02/15/breaking-dawn-si-conclude-la-saga-di-stephenie-meyer/

 

Eraldo Baldini a Faenza Luglio 28, 2008

CARE AMICHE E CARI AMICI DELLA BALENA,
si chiudono gli “Incontri con l’Autore” all’interno dei Martedì d’Estate a Faenza.

Martedì 29 luglio alle ore 21,30 in Piazza del Popolo (lato Palazzo del Podestà) la Libreria Moby Dick presenta Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri “Quell’estate di sangue e di luna”
(Einaudi editore)

E’ l’estate del 1969. A Lancimago, paese rurale di poche centinaia di anime, quattro inseparabili amici undicenni, Enrico, Billo, Valerio e Gianni, seguono alla tivù la missione Apollo che porterà il primo uomo sulla Luna. Ma sul villaggio, proprio in quei giorni, si scatena un crescendo di eventi terribili e misteriosi. La natura stessa pare ribellarsi o impazzire, mentre aleggiano sui campi i fantasmi di superstizioni dimenticate e di antiche paure. Di fronte all’ottusità degli adulti saranno i quattro bambini, e soprattutto Enrico, che trova un alleato nella memoria lunga di nonno Siro, a fronteggiare l’orrore e a comprenderne il senso. Ma perché, trent’anni dopo, lo stesso Enrico accompagna a Lancimago il figlioletto?

Unite le idee e il lavoro di Eraldo Baldini a quelli di Alessandro Fabbri, scrittore e sceneggiatore ventinovenne già vincitore del “Campiello Giovani”, e ciò che ne risulta è un romanzo potente e incalzante che si fa leggere tutto d’un fiato, e nelle cui pagine ora angosciose, ora pervase da una sottile ironia, si muovono personaggi indimenticabili legati in una densa coralità, come su un palcoscenico in cui si rappresenti la parabola stessa della vita, sempre impegnata a fare i conti con il lato più oscuro del Mistero.

Eraldo Baldini è nato a Russi (RA). Dopo essersi specializzato in Antropologia Culturale ed Etnografia ed avere scritto diversi saggi in quei campi, agli inizi degli anni Novanta si dedica alla narrativa.
Nel 1991 vince il Mystfest di Cattolica col racconto “Re di
Carnevale”: è di lì che inizia la sua carriera di scrittore. Oggi è non solo romanziere affermato  in Italia e all’estero, ma anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali.
Vive a Porto Fuori, una frazione di Ravenna tra la città e il mare.

Arrivederci.
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Libreria Moby Dick
Via XX Settembre, 3/b
48018 Faenza (RA)
Tel. e fax: 0546/663605

 

Se solo lo avessi saputo Luglio 26, 2008

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Dal sito dei librai indipendenti Usa, una breve compilation su cosa è meglio evitare quando si apre una libreria, dall’eloquente titolo Se solo avessi saputo. . .

Una lettura interessante per gli aspiranti librai!

http://news.bookweb.org/6193.html

 

appuntamenti in TERRAZZA. il calendario aggiornato Luglio 26, 2008

arterìa in terrazza presenta
salotto post litteram estate – segni in forme diverse
Cassero di Castel San Pietro (BO) Via Matteotti, 3
in collaborazione con la Libreria Atlantide, Castel San Pietro Terme
info: www.arteria.bo.itmyspace.com/salottopostlitteram
mail:
info@arteria.bo.itufficiostampa@arteria.bo.it

Le prossime proposte della rassegna:

Lunedì 28 luglio 2008 :: 21.00

Angelo Zabaglio e Andrea Coffami in Lavorare stronca (tespi editore)

Gianluca Liguori in Credo in un solo io (tespi editore)

Lavorare stronca è una raccolta di racconti, un libro che spesso scivola nell’avanguardia letteraria, senza schemi che limitino l’espressione e pervaso da un sano incontrastato umorismo. Credo in un solo io utilizza la poesia per raccontare la politica e la società di oggi.

Martedì 29 luglio 2008 :: 21.00

Eliselle, Fidanzato in affitto (Newton Compton) introduce Marco Nardini

Cristal è una ragazza come tante: iscritta a tempo perso a Giurisprudenza (più per volere dei genitori che suo), lavora saltuariamente come copywriter ed è devotamente fidanzata da due anni con Max, nei confronti del quale si dimostra sempre ubbidiente e sottomessa.

mercoledì 30 luglio 2008 :: 21.00

Cristiano Ferrarese, 1967 (Hacca edizioni). introduce: Simone Olla

il libro: Una voce maleducata grida per tutto il 1967, da un manicomio, la sua storia (o leggenda?) o-scena e malsana. Gesù il Cristo come unico referente delle sue azioni e una poliziotta cicciona e sempre ubriaca come propria nemesi… 1967 è la continua deviazione senza sosta della cattiva coscienza collettiva che esploderà muta nell’anno seguente… il devastato 1968…

Venerdì 1 agosto :: 21.00 Gabriele Cremonini, Sputasangue (Pendragon)

Alla fine del Seicento, le sperdute contrade immerse nei boschi e nelle valli dell’Appennino tra l’Emilia e la Toscana, lontane da tutto e da tutti, sono il palcoscenico ideale della ferocia sanguinaria di bande dedite al brigantaggio, che accumulano ricchezze spargendo il terrore nella zona.

Lunedì 4 agosto 2008 :: 21.00

Giuseppe Signorin, Appartamenti (Arcipelago) introduce Alcide Pierantozzi

il libro: romanzo d’esordio di Giuseppe Signorin, che dopo alcune esperienze nel campo dell’arte contemporanea, si è cimentato con una forma narrativa sperimentale. Un libro da vedere e ascoltare in una dimensione interiore, che sappia cortocircuitarsi con l’altro dei media elettronici.

Martedì 5 agosto 2008 :: 21.00

Alcide Pierantozzi, L’uomo e il suo amore (Rizzoli) Introduce Marcello Fois

L’uomo e il suo amore ti prende e ti porta lontano. Ti prende per il vigore di una vicenda che cresce su di sé con un secondo romanzo all’interno del romanzo stesso, sul tema del divenire, ammesso che qui le cose divengano davvero.

Mercoledì 6 agosto :: h. 21.00

Francesca Mazzucato, Kaddish profano per il corpo perduto (Azimut editore)

Reading di racconti inediti su corpi, visioni e deviazioni. La scrittrice leggerà con accompagnamento di musica francese racconti su corpi ipnotizzati, corpi desideranti, su attimi di erotismo spiato, su visioni ipnotiche di luoghi e non-luoghi, deviazioni e patimenti. Partecipa al reading Giovanni Boccomino, attore del Testoni di Bologna.

GLI INCONTRI PROSEGUONO FINO AI PRIMI GIORNI DI SETTEMBRE!

 

in arrivo dopo le ferie: Estasi culinarie, di Muriel Barbery Luglio 25, 2008

Lo aveva già pubblicato Garzanti con il titolo GOLOSITA’, ora, dopo il successo de L’ELEGANZA DEL RICCIO, ci riprova EDIZIONI EO. Lo Troveremo in libreria a settembre

Muriel Barbery

Estasi Culinarie

E’ il massimo critico gastronomico del pianeta. Ha costruito e distrutto reputazioni, allestito festini sontuosi, imposto al mondo il suo gusto sopraffino attraverso i giornali e la televisione. Ora si trova in punto di morte e vorrebbe ricordare e rivivere il sapore perfetto, quello che da bambino lo ha segnato per sempre. E parte per un lungo viaggio del piacere, in un passato fatto di profumi e odori, fragranze e aromi.

Gustati tra spiagge e campagne, o in sontuosi saloni, carni e pesci prelibati, zuppe raffinate e dolci finissimi punteggiano gli episodi di tutta un’esistenza e segnano le tappe di una meticolosa educazione al gusto. Fino a ritrovare, forse, nel punto più estremo, il vero gusto della vita.

 

La somma dei giorni, una recensione dalla Nuova Libreria del Corso Luglio 25, 2008

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le ragazze della NUOVA LIBRERIA DEL CORSO
( http://www.nuovalibreriadelcorso.it ) di Castelfranco Emilia hanno cominciato la loro avventura da libraie. Ecco una recensione di Benedetta per La somma dei giorni, di Isabel Allende.

“LA SOMMA DEI GIORNI”. ISABEL ALLENDE, FELTRINELLI 2008

Benedetta Mangione, 25 Luglio 2008

Isabel Allende si racconta….si lascia andare e come in un Diario, riscrive se stessa, la sua vita, le sue gioie e i suoi dolori. Primo fra tutti, la morte della sua adorata figlia Paula, già protagonista di uno dei libri più intensi dell’autrice.

Non ho la presunzione di definirmi un critico letterario ma solo un’amante dei libri e soprattutto, della Allende che seguo dai suoi esordi con “La Casa degli Spiriti”……questo libro è intenso, pieno di emozione, scritto col cuore ed è evidente che nulla è lasciato però al caso.

La presenza di Paula aleggia tra le pagine, tra aneddoti commoventi ed ironici, personaggi ben definiti ed estremamente reali (lo sono davvero, il marito, i figli, gli amici), con uno stile letterario inconfondibile, magnetico e carismatico……

Splendide le pagine in cui lei ricorda la sua esperienza alle Olimpiadi Invernali di Torino nel 2006…..ho sentito vicine quelle ricordanze…..molto vicine.

Leggere questo libro è come “girare l’angolo” e poter vedere con i suoi occhi, poter godere della dinamica di eventi e romanzi che molti di noi magari già conoscono bene….mi ha fatto un certo effetto scoprire com’è nato il suo splendido “Zorro”, oppure cosa e quale ispirazione l’ha portata al “Piano Infinito”, come si è trovata ad iniziare “D’amore e ombra” o “Ritratto in Seppia”. E’ come avere davanti un pittore con la sua tela e poi, spostarsi dal suo punto di vista e vedere ciò che lui stesso vede.

“Temevo che questo mio nuovo libro provocasse una rottura in famiglia perché la gente non accetta mai volentieri che le proprie cose private vengano messe in pubblico”. Queste, le parole della scrittrice in occasione dell’uscita del libro.

La ringrazio allora di aver corso il rischio di far saltare la famiglia. A mio parere ne è valsa la pena.

 

Poesia dorsale alla Biblioteca Comunale di Castel San Pietro Luglio 24, 2008

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Successo della gara di poesia dorsale (poesie scritte utilizzando i dorsi e quindi i titoli di libri) che si è tenuta alla biblioteca di Castel San Pietro Terme sabato 21 giugno dalle 21,30 in poi in occasione della Notte dell’Amicizia.

Nella suggestiva atmosfera del cortile interno della biblioteca, fra gli applausi di un attento pubblico di una quarantina di persone, compresi una decina di bambini, dopo il saluto del sindaco Vincenzo Zacchiroli, sono state lette tutte le poesie in gara (oltre una cinquantina, ma erano molte di più in quanto tante persone ne avevano presentate diverse, ed è stata necessaria una pre-selezione).

La Giuria, di cui facevano parte l’Assessore alla cultura Federica Ottavi, l’artista castellana Anna Boschi, un bibliotecario di Imola, una bibliotecaria di Castel San Pietro e un utente, ha premiato con buoni per l’acquisto di libri alla Libreria Atlantide e ingressi gratuiti per la piscina comunale le seguenti composizioni:

Sezione adulti (il regolamento prevedeva l’uso di sei titoli):

I cento sensi segreti

vissuti

dal fondo dell’anima

e adesso puoi andare

La fine è il mio inizio

in ogni caso nessun rimorso

(roberto michinelli)

Premio speciale della giuria:

Catalogo delle amiche:

la bruttina stagionata

la zia marchesa

la brava terrorista

scusate, dimenticavo

la cantatrice calva

(cristina rambelli)

Sezione Bambini (quattro titoli):

Uffa mamma uffa papà

e adesso che succede?

divento grande

rincorrendo la luna

(filippo r.)

 

una carrellata di libri di viaggio Luglio 23, 2008


ARGEMI RAUL
PATAGONIA CIU CIUF
LA NUOVA FRONTIERA

Un marinaio in pensione, che racconta di essere discendente del leggendario bandito Butch Cassidy, e un macchinista disoccupato della metropolitana di Buenos Aires decidono di assaltare un treno che percorre 400 chilometri nella Patagonia Argentina, per liberare un loro compagno e impossessarsi di un ricco bottino. Una volta sul treno però le cose non vanno come previsto: tra turisti tedeschi, partorienti e senatori corrotti, i due improvvisati rapinatori si ritrovano coinvolti in situazioni drammatiche e assurde, che si risolveranno con una sparatoria o con una partita di calcio. Patagonia ciuf ciuf è allo stesso tempo un romanzo noir e una narrazione caustica e umoristica sulla realtà argentina che scorre rapida sui binari della Patagonia.



AIME MARCO
TIMBUCTU, Bollati Boringhieri

Un reportage scritto da un antropologo con la sensibilità di un poeta, attento alla luce, alle polveri, ai minimi particolari e, allo stesso tempo, attento alle impronte che l’economia globale lascia su quel mondo ormai solo apparentemente lontano. Ma “Timbuctu”, al di là del mito, rimane un luogo per osservare se stessi e guardare al proprio mondo: “Vista di qua, da questa piazza sabbiosa che confonde l’immensità del Sahara con la più antica moschea d’Africa, la sabbia anarchica delle dune con la terra impastata e lavorata dagli uomini, anche l’Europa appare diversa. E mi accorgo che, se non fosse stato per il mito costruito su Timbuctu, forse non sarei riuscito a scrivere tutto questo.” (Marco Aime).



PANZERI FULVIO (CUR.)
I LUOGHI DELL’ANIMA. IN VIAGGIO CON I GRANDI SCRITTORI, Interlinea

“Questa antologia compone un viaggio immaginario al seguito di scrittori e poeti, una specie di ipotetico itinerario che mette in scena i luoghi e le emozioni profonde che sono state affidate ai fogli dei taccuini, ai reportage, alle poesie, ai racconti. Esperienze inedite, segrete, legate al senso dell’avventura umana che il luogo ha rivelato su tutto sfolgora l’intuizione di una naturale disponibilità a farsi accogliere dal luogo che nel momento in cui si rivela coinvolge intimamente l’esistenza del viaggiatore. . .” (Dall’introduzione di Fulvio Panzeri)




SESSA PEPPE
UNA LEONESSA IN SENEGAL, ROBIN

L’esperienza di viaggio rappresenta la traccia, il filo conduttore del libro. Zaino in spalla, spesso lontano dai circuiti turistici, esclusivamente sui mezzi di trasporto locali, cibo africano e sistemazioni spesso spartane, l’autore percorre i centri principali e le regioni più remote, spingendosi verso nord nel Ferlo, all’interno, e a est fino ai confini col Mali e con la Guinea e a sud girovagando per la Casamance, bellissima e selvaggia, ma teatro di una guerra civile. Villaggi rurali, distese di baobab, il fiume Senegal, la foresta rigogliosa, il mare, ma la ragione più intima del viaggio è rappresentata dall’incontro, il bisogno di familiarizzare con i propri simili, conoscerne le passioni, gli ideali, le abitudini. E poi le genti, le tradizioni, le aspettative, il senso di solidarietà e d’amicizia, le realtà animiste e ancestrali, la medicina tradizionale. Un itinerario fisico, ma soprattutto emotivo.



MATTEUCCI ROSA
INDIA PER SIGNORINE, RIZZOLI

Per conoscere l’India bisogna gettarsi almeno una volta nei suoi affollatissimi luoghi di culto. Il viaggio di Rosa Matteucci inizia dalla regione del Kerala, dall’ashram di Amma, una famosa mistica che, in un prodigioso spettacolo di esaltazione collettiva, abbraccia ininterrottamente fino a 18.000 persone al giorno, dispensando loro un pizzico di cenere sacra e una caramella, ai più fortunati anche una mela. La seconda tappa è Tiruvannamalai, dove l’incauta visitatrice viene risucchiata da una processione in onore di Shiva: una fiumana di mezzo milione di pellegrini, tra flagellanti indù, zingari distillatori di arak scatenati al ritmo del Ballo del qua qua, lebbrosi, vedove scampate alla pira, galli battaglieri, cani spellati e porcellini neri ghiotti di deiezioni umane. Rifugiatasi in albergo, riceve l’imprevista visita di tre scimmiette che fanno irruzione nella sua stanza, la devastano e si danno a pratiche irripetibili con la sua matita per gli occhi. Terzo e ultimo approdo è Mamallapuram, stazione balneare decisamente più a misura di turista, rifugio naturale per gli espulsi dal ventre del subcontinente, per visitatori sfiancati e sconfitti. Frastornata da una realtà che gioca secondo primordiali regole di sopravvivenza, ma disposta a lasciarsi travolgere dalla tumultuosa bellezza, Rosa Matteucci consegna una guida letteraria di tranciante irriverenza e disegna uno spassoso ritratto dell’India e degli occidentali che la frequentano.




LA FOLLIA DEL MARE
di Alfredo Chiappori
Mursia

«Mi ritrovai aggrappato a un barile,
intirizzito dal freddo, incapace di muovermi.
Vidi alcuni uomini sugli scogli,
gli scampati al naufragio.
Nessuno di loro poteva soccorrermi,
perché il mare frangeva in modo pauroso.»

Siamo nel 1789, l’anno della Rivoluzione francese e della Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Una piccola casa editrice pubblica a Parigi una «Raccolta delle più interessanti relazioni di naufragi, svernamenti e altri eventi funesti in mare» dal XV al XVIII secolo. L’autore è un avvocato illuminista di Reims, appassionato di mare, che, anche se non ha mai navigato, intraprende un viaggio straordinario tra i flutti bizzarri e impetuosi del Grande Blu, dall’India all’Africa, dall’Oceano Pacifico al Circolo polare artico, passando per le isole e le coste più remote della Terra.
Più di due secoli dopo Alfredo Chiappori ritrova per caso su una bancarella di libri usati di Milano questo volume, le cui pagine «sanno ancora di salmastro». Se ne appassiona e, con un linguaggio brillante e ironico, riscrive e riporta a galla queste storie affascinanti di navi perdute e di impavidi comandanti e marinai che si sono persi tra le onde nella ricerca del famoso Passaggio a nord ovest, o si sono schiantati sul reef, o sono naufragati in terre sconosciute abitate ancora da uomini primitivi. Tutti travolti dalla follia del mare.

L’Autore

Alfredo Chiappori è nato a Lecco nel 1943. Pittore e disegnatore, ha pubblicato numerosi libri di strisce satiriche. Ha collaborato, tra l’altro, a «Linus», «La Stampa», «l’Unità», «la Repubblica», «Storia Illustrata», «Panorama», «L’Europeo». Dal 1988 pubblica i suoi disegni satirici sul «Corriere della Sera». Nel 1997 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il Porto della Fortuna, con il quale ha vinto il premio Giuseppe Dessì e il premio Molinello. Sono seguiti La breva (2001), Il mistero del Lucy Fair (2002), premio Gaeta, premio La Cultura del Mare, premio Albatros, premio Forte Village. Nel 2004 ha pubblicato Franco destino, romanzo autobiografico sulla sua infanzia.



GRANDE CARLO
TERRE ALTE
IL LIBRO DELLA MONTAGNA, Ponte alle Grazie

“Poesia, entusiasmo e adrenalina”: è questa la montagna raccontata da Carlo Grande. È lo scenario della Sainte-Victoire che rapisce Cézanne, o la luce dolce sulle vigne descritta da Pavese. È un possibile antidoto al rituale moderno della velocità, “un silenzio di voci che bisbigliano” e che svelano una natura archetipica e indicibile. Ma sono anche i luoghi di una fatica quotidiana e paziente che si perde nel tempo, forre oscure e minacciose come le Forche Caudine o la gola di Roncisvalle, vette himalayane che attirano l’uomo nella “zona della morte”. Sono le montagne da sempre teatro di lotte e invasioni: da Annibale che varcò le Alpi allo sterminio dei catari, fino alla Resistenza ai nazifascismi e alla pacifica opposizione alle mostruose gallerie della TAV. In un sottile gioco tra parola e allusione, scrittura e immaginazione, Grande ci prende per mano e, in compagnia di Herzog, Buzzati, Thoreau, Mann, Rigoni Stern, ci invita a riscoprire il gusto dell’andare a piedi e del “salire”, accettandone i rischi e le avventure: “Per non cancellare il proprio paesaggio interiore e perdere così la gioia di vivere”.



Leggende delle Alpi
·MARIA SAVI LOPEZ
EDIZIONI IL PUNTO – PIEMONTE IN BANCARELLA

PREMESSA DELL’EDITORE L’aumento costante di interesse per i valori storico culturali delle tradizioni locali, ha convinto l’editrice «Il Punto» a ristampare questo libro a quattordici anni dall’ultima edizione. Si è voluto riportare all’attenzione, sia dei lettori che degli studiosi, un’opera importante per una lettura filologica, ma anche per quel fascino del meraviglioso che pervade le leggende e i miti delle Alpi. Il libro di Maria Savi Lopez, edito alla fine dell’Ottocento, va soprattutto apprezzato per la sua organicità tematica, che abbraccia tutto l’arco alpino, proponendo una panoramica di indubbio fascino, ma anche per la scrittura che ormai è al di là del vecchio ed incomincia ad assumere una suggestiva parvenza di antico. Un impegno, quello della scrittrice, votato all’analisi, agli accenni comparativi, alle ipotesi di approfondimento di certo condizionate dalle coeve scuole etno-antropologiche. Ma il tutto è dominato da una profonda liricità narrativa, contrassegnata da un intento poetico sempre costante. Una poesia destinata alla gente che sa guardare al passato con serenità, cogliendo nella cultura orale delle nostre Alpi le tracce di una tradizione di cui tutti siamo un po’ figli. Ma il libro si rivolge soprattutto a chi abbia voglia, anche, di cedere alle adulazioni del mito, ai voli, sia pur pindarici, dell’interpretazione di atmosfere in cui riverberano i ricordi mai spenti dei nostri tempi fanciulli. Tempi non aridi di fantasia: unico vero e incommensurabile patrimonio che spesso va spegnendosi con l’età. L’autrice saggiamente osserva che, oltre al desiderio di analisi e studio delle proprie radici, «all’uomo che non abbia la fantasia morta e il cuore gelido piaceranno sempre i meravigliosi racconti che possono allettarlo, e mentre ammirerà le dotte dissertazioni, che toglieranno ad una riminiscenza mitologica, ad un filtro storico la grandezza leggendaria acquistata nel volgere dei secoli, ricorderà con profonda compiacenza le leggende, e non saprà mai dimenticarne l’affascinante poesia». . . INTRODUZIONE I secoli passano lasciando alle nuove gеnеrazioni una eredità di gloria o di dolore, di speranza o di sconforto, e spesso innanzi a diversi ideali, ad altre aspirazioni ed alla lenta ma inevitabile evoluzione del pensiero, della vita, della storia, perdesi il ricordo del tempo lontano; grandi figure scompaiono fra la nebbia, e l’oblio rende ignota l’origine delle nazioni, mentre la mente può smarrirsi se va studiando il lontanissimo passato. Ma non di rado avviene che le leggende, rimaste come prezioso ricordo nella coscienza popolare, conservano fra mille veli, nella semplice loro poesia o nell’epica grandezza il segreto del passato. In questo caso esse stanno come vittoriose vicino alla polve che ricopre ogni altra cosa; sono fiori che olezzano fra le spine, sono faci dalla Luce pallida o sfavillante che appariscono fra l’ombra ; sono la gloria o il pianto, le sventure o le credenze, l’odio o l’amore dei padri nostri. Esse possono ricordarci le grandi figure di uomini che li beneficarono e il pauroso aspetto dei loro oppressori; il tremendo sembiante delle divinità che andavano placate con orrendi sacrifizii, o la vanità che pareva persona, degli spiriti gentili ch’essi vedevano fra le rose e fra le nubi. Molte di queste leggende ebbero origine antichissima, quando la grave parola della Storia non andava ancora narrando i casi delle genti e le grandi imprese degli eroi.

EBERHARDT ISABELLE
SCRITTI SULLA SABBIA
Ugo Mursia Editore

Scritti sulla sabbia, pubblicato per la prima volta agli inizi degli anni Novanta, è la cronaca della vita di Isabelle Eberhardt a partire dal momento in cui scelse di immergersi nel Sahara per “andare alla deriva”, sottraendosi all’Occidente, al proprio tempo, alla famiglia per specchiarsi nel deserto. Pagina dopo pagina, il filo del racconto si confonde con la strada da lei percorsa in una sovrapposizione di vita e letteratura. L’intrepida viaggiatrice affianca altri illustri testimoni come Flaubert, Maupassant, Loti senza però scadere in quel tipico esotismo che pure fu presente in molti scrittori del secondo Ottocento. Ad alimentare la prosa della Eberhardt furono sufficienti la magia del deserto e l’impenetrabile solitudine. Una solitudine che la inghiottì a soli ventisette anni.