libri, consigli e pensieri

da libreria Atlantide e Solea, i nostri commenti sul mondo dei libri: recensioni, appuntamenti e curiosità

La veglia inutile, di Nadeem ASLAM Ottobre 31, 2008

Nadeem Aslam ci aveva colpiti con MAPPE PER AMANTI SMARRITI, un gran bel libro sui disastri che il fanatismo può recare all’umanità, con cui si era aggiudicato diversi premi. Ci appassiona anche con LA VEGLIA INUTILE, dove sono i venticinque anni delle guerre che stanno insanguinando l’Afghanistan ad essere protagonisti e a turbare le vite dei diversi protagonisti che compaiono: un medico inglese settantenne, una donna russa in cerca del fratello scomparso, un giovane talebano e altri .
Dimenticate l’Afghanistan e il mondo arabo proposto da certi editori dopo il successo de IL CACCIATORE DI AQUILONI, testi a volte ripetitivi.
Con LA VEGLIA VIGILE siamo di fronte a un testo ambizioso e riuscito, lirico e duro al tempo stesso, senza estetismi e pietismi, capace di offrire al lettore uno spaccato dei costi che le guerre arrecano alle persone: “la guerra fredda era fredda solo per gli abitanti dei paesi ricchi”, già, altrove la situazione era ben diversa!

Nadeem Aslam. La veglia inutile, Feltrinelli

Lara, una giovane russa, è in Afghanistan alla ricerca di notizie sul fratello, un veterano dell’invasione sovietica. Chi potrà fare luce sulla sua scomparsa? Attraverso i sentimenti, le passioni, le emozioni, Aslam ci introduce nel cuore del Medio Oriente di oggi.
Il libro
Lara, una giovane russa, è in Afghanistan alla ricerca di notizie sul fratello, un veterano dell’invasione sovietica. Chi potrà fare luce sulla sua scomparsa? Forse Marcus Caldwell, un inglese che vive all’ombra delle montagne di Tora Bora. Forse David, formalmente una spia di Washington, che si trova nel Paese dai tempi dell’invasione sovietica. Forse James, soldato delle forze speciali statunitensi. O forse Casa, il giovane talebano, sarà lui a custodire il segreto?
Cinque vite molto diverse si ritrovano al punto di intersezione di decenni d’invasioni, occupazioni e violenze. In una prosa memorabile, Aslam racconta i complessi legami – d’amore e disperazione, dolore e salvezza, follia e chiarezza – che legano questi individui. Le storie, il romanzo degli ultimi terribili venticinque anni della tragedia afghana, si rivelano agli occhi di Lara – e a quelli dei lettori – in tutta la loro brutalità.

Riproponiamo anche quanto avevamo scritto due anni fa, in occasione dell’uscita della versione pocket de  MAPPE PER AMANTI SMARRITI:

“è appena uscito in formato tascabile uno dei libri più premiati nel mondo degli ultimi anni (Kiriyama Pacific Rim Book Prize, Encore Awards, finalista alla corrente edizione dell’IMPAC DUBLIN LITERARY AWARD. . .). NADEEM ASLAM, autore di MAPPE PER AMANTI SMARRITI, vive in Inghilterra da ormai 25 anni, ed è proprio colà che si snoda questa vibrante vicenda che mette a nudo le debolezze e le difficoltà che affiorano quando culture diverse vengono a contatto. Musulmani, Sikh, occidente, religioni e musica, cibo, perfino le stagioni (che possono diventare cinque, se ci aggiungiamo quella dei monsoni), quante cose possono dividere! E’ un romanzo che colpisce immediatamente, dalla prima pagina, venato di poesia, capace di ritrarre in modo impietoso i disastri che il fanatismo religioso può provocare. Memorabile la pagina sull’atteggiamento dei bianchi verso gli immigrati: si passa dal periodo in cui l’atteggiamento era:”Non voglio vederli nè lavorare al loro fianco” a:”Non m’importa di lavorare al loro fianco se proprio devo,, purchè non debba anche rivolgere loro la parola”. Il passo successivo: “Non m’importa parlare con loro se proprio devo farlo sul luogo di lavoro, purchè non mi tocchi parlare con loro anche fuori dalle ore lavorative” e si termina con “Non m’importa se socializzano negli stessi posti dove vado io, se proprio devono, però non voglio trovarmeli nella casa accanto” arrivando in questo modo agli anni Settanta, dagli Anni Cinquanta del primo “ragionamento”.


Mappe per amanti smarriti
Nadeem Aslam
FELTRINELLI
Traduzione: Delfina Vezzoli
Collana: Universale Economica

In breve
Una vicenda di amori impossibili che ci introduce nella vita segreta di una comunità di immigrati pachistani in una città europea. Storie di persone che vivono vicinissime a noi e che non potrebbero esserci più distanti e ignote. Il tentativo coraggioso di descrivere dall’interno il conflitto che nasce dalla precarietà dei sentimenti e dall’urto delle culture.
Il libro
Siamo in un’innominata città inglese, uguale a molte altre in Europa, ai cui margini vive una comunità pachistana. Il romanzo si apre con la scomparsa di due amanti, Chanda e Jugnu e ben presto la polizia decide di arrestare i due fratelli di Chanda, indignati dalla loro relazione adulterina. La trama si svolge attorno a questa indagine e apre un mondo al tempo stesso vicinissimo a noi e assolutamente ignoto e inimmaginabile. Kaukab, cognata di Jugnu, vive da più di quarant’anni in Inghilterra, non parla la lingua e cerca di avere a che fare il meno possibile con i bianchi. Donna semplice e ignorante, di stretta fede musulmana (si potrebbe anche dire fanatica), è il personaggio più estraneo a noi, al quale però, nel corso del romanzo, sarà quasi impossibile non affezionarsi. Profondamente infelice, lacerata tra le regole morali delle proprie origini e la realtà che la circonda, Kaukab rispecchia i profondi conflitti che agitano l’intera comunità. La sua rigidità ha allontanato, uno dopo l’altro, i figli che quasi non vogliono avere più contatti con lei perché vedono nel suo fanatismo le cause della sparizione dello zio Jugnu e della sua compagna. Shama, il marito di Kaukab, è invece una specie di libero pensatore, convinto che le due culture debbano e possano integrarsi. Suo malgrado, s’innamora perdutamente di Soraya, una bellissima giovane divorziata appena giunta dal Pakistan. Ma è un amore tragico, che lo renderà per sempre infelice. Ed è sul filo delle infelicità di Shama e Kaukab che corre questo straordinario romanzo, infuso di una fortissima sensualità, arricchito da immagini e metafore che trasformano la quotidianità occidentale in qualcosa di magico e inusuale e che, con amore e struggimento, mette a nudo i disastri che il fanatismo religioso può provocare.”

 

esercitarsi al voodoo con Sarkozy Ottobre 30, 2008

Archiviato in: le news dal mondo del libro — atlantidelibri @ 4:43 pm
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alcuni titoli sono davvero geniali, prendiamo il caso de Storia dell’iceberg che affondò il Titanic,
di Elliott Claudio – Cefalo Rosaria, un libro per bambini edito da Lavieri (anche carino, diciamolo).
e anche questo non scherza:
Nicolas Sarkozy : Le manuel vaudou (Broché) , Yael Rolognese

K&B

Vous détestez Nicolas Sarkozy parce qu’il est trop de droite ? Vous
méprisez Nicolas Sarkozy parce qu’il n’est pas assez de droite ? Vous vous
demandez s’il réfléchit parfois avant de parler ? Vous pensez à prendre un
second job pour sortir la tête de l’eau ? Bien joué ! Vous pensiez élire
un homme d’État qui réformerait le pays et ferait rayonner la France de
par le monde ? Et pourtant, vous avez toujours autant de mal à boucler vos
fins de mois et rêvez d’envoyer balader cette société qui ne profite
qu’aux riches pour aller vendre des frites au bord de la mer. Respirez.
Car c’est là que le manuel vaudou Nicolas Sarkozy entre en jeu. Grâce aux
sortilèges concoctés par le spécialiste en sorcellerie Yaël Rolognese,
vous pouvez conjurer le mauvais oil et empêcher Nicolas Sarkozy de causer
davantage de dommages. Alors qu’attendez-vous ? Quand vous prendrez votre
retraite à 87 ans, il sera trop tard. Agissez au plus vite et commencez à
reconstruire le paysage politique français grâce au manuel vaudou Nicolas
Sarkozy.

Sarko ha minacciato di adire le vie legali contro l’editore, mostrando scarso fairplay. (o magari, in seguito a qualche dolorino nuovo…)
l’offerta editoriale comprende un bambolino e 12 spilloni, con le frasi “celebri” del Presidente. Eiste anche la versione Segolene, ovviamente.
 

Ehi, chi ci credeva più? È uscito GLI ULTIMI INCANTESIMI, di Silvana DE Mari! Ottobre 30, 2008

Ehi, chi ci credeva più? È uscito GLI ULTIMI INCANTESIMI, di Silvana DE Mari! Ne avevamo prenotato l’uscita per marzo 2008, ora, con circa 7 mesi di ritardo, finalmente abbiamo in libreria GLI ULTIMI INCANTESIMI, che prosegue le avventure cominciate con L’ULTIMO ELFO e L’ULTIMO ORCO.Due libri speciali per ragazzi e adulti! A C Q U I S T A  R  L O  in una libreria indipendente è una bella cosa!

GLI ULTIMI INCANTESIMI, di Silvana DE Mari

Salani

“Gli ultimi incantesimi è una storia di Regine. Una storia di Guerriere. Il loro destino non è scolpito su un muro, ma scandito da una filastrocca che, dai passi di una bambina a quelli di un’altra, attraversa i secoli. Tra tutte le regine la più disperata è quella degli Orchi, disposta a sacrificare non solo la vita, ma l’eternità. La più sola è la Regina del Mondo degli Uomini. La più disarmata è la Regina del popolo deportato dei Nani, condannato a morire nelle miniere, la più improbabile è Masciak la Grassa, la figlia del boia, Signora degli Eserciti.

Tutte dovranno imparare a combattere e a vincere, perché il futuro del mondo passa dalla libertà e dalla forza delle madri, passa dal loro diritto inalienabile di scegliere il padre dei loro figli, mostrare il viso, sentire il vento nei capelli, dal loro diritto inalienabile di non essere battute, vendute, comprate, sfruttate, ripudiate, lapidate, bruciate. Gli ultimi incantesimi è una storia di eroi involontari, improvvisati, minori, quelli bassi, i brutti, i deboli, i qualsiasi. È un coro di voci piccole. L’eroe più piccolo è un bambino terrorizzato dai mostri che vivono nell’ombra sotto il suo letto.”

Silvana De Mari

I GIUDIZI

“Silvana De Mari utilizza gli stilemi della fantasy per parlare di cose reali.”

Philip Pullman

UN BRANO

“Ci sono cose anche più sacre della vita, come la dignità e la libertà. La morte non è così terribile. È essere schiavi che è terribile. Se non lasciamo in eredità ai nostri figli la stessa libertà che abbiamo ricevuto dai nostri padri, saremo degli indegni.”

L’AUTORE

Silvana De Mari, medico chirurgo, ha lavorato in Italia e, come volontaria, in Etiopia. Da quando le è venuto il dubbio che i mali dell’anima siano devastanti quanto quelli del corpo, si occupa di psicoterapia. Per Salani ha pubblicato negl’Istrici L’Ultima stella a destra della luna, La bestia e la bella e L’ultimo Elfo (Premio Andersen 2004), che l’ha consacrata star internazionale della fantasy: tradotta in diciotto lingue, Silvana De Mari è l’autore italiano più venduto nel mondo dopo Camilleri. Da Salani sono usciti inoltre L’ultimo Orco (2006), secondo libro della saga iniziata con L’ultimo Elfo, e il saggio sulla fantasy Il drago come realtà.

 

Il manoscritto dell’imperatore, di Valeria Montaldi Ottobre 30, 2008

È un vero romanzo storico quello proposto da Valeria Montaldi, di quelli “voltapagine”, dove ad un ritmo serratissimo si sovrapponeuna vicenda emozionante, stretta tra il potere di un imperatore,Federico II di Svezia e qullo del papato di Innocenzo.Senza dimenticare avventura e sentimento, senza dimenticare l’attenzione per i dettagli e la ricostruzione storica. Davvero una regina del genere, Valeria Montaldi!

Il manoscritto dell’imperatore, di Valeria Montaldi, Rizzoli

Parma, febbraio 1248. Dense colonne di fumo oscurano il cielo della città sotto assedio. L’incendio divampa nell’accampamento imperiale: i soldati di Federico II di Svevia giacciono a terra massacrati senza pietà dai cittadini in rivolta. Mentre il fuoco distrugge ogni cosa e le tende vengono saccheggiate, il manoscritto sull’arte della falconeria scritto di pugno da Federico II scompare. Nove mesi più tardi, l’imperatore delega al proprio vicario, Ezzelino da Romano, il compito di ritrovarlo. Non può permettere che vada perso per sempre. Non solo perché si tratta di un’opera dal valore inestimabile, arricchita da miniature preziose. Soprattutto perché quei fogli contengono dissertazioni che, diffuse nel momento sbagliato, potrebbero scatenare un’accusa di eresia e rompere l’equilibrio già precario con la Chiesa. Della missione è incaricato Gualdo da Margnano, fedele luogotenente di Ezzelino che, insieme con il giovane miniaturista francese Simone da Aix, raggiunge il castello di San Martino, dove forse è nascosto il trattato. Nessuno degli abitanti sembra conoscere l’esistenza di questo documento misterioso: né il castellano, né la giovane nipote, né il suo precettore, Matthew da Willingtham. Ma bisogna fare in fretta, esplorare ogni stanza, ogni andito. Perché una nuova guerra è cominciata. Le notizie sul manoscritto sono arrivate all’orecchio del papa. Innocenzo IV decide di affidare le ricerche a un inquisitore senza scrupoli. E mentre una vecchia pazza si aggira sui camminamenti delle mura e una strega esplora passaggi segreti, Matthew sarà coinvolto in crudeli giochi di potere, scanditi da enigmi sempre più insolubili. Fino a quando sarà il fato a decidere le sorti del manoscritto…

Il nuovo romanzo di Valeria Montaldi, che unisce una profonda conoscenza storica a un impeccabile stile narrativo, non è soltanto una serrata avventura medievale, ma anche un’acuta rappresentazione dei rapporti fra Stato e Chiesa, fra etica religiosa e pensiero laico che, letta oltre le righe, si presta a inevitabili discussioni e confronti con il nostro tempo.

Il booktrailer del libro:

http://www.youtube.com/watch?v=RVxW9v0hfh4

 

Claudio Magris, Roberto Calasso, Pietro Citati + Baudelaire e Caproni Ottobre 29, 2008

un grande classico e tre saggi sulla letteratura, da parte di grandi autori!
Nella finora inedita traduzione di un poeta I fiori del Male di Baudelaire, e un saggio di Alfredo Calasso, La folie Baudelaire. Per coronare questa carrellata nella letteratura, un altro illuminante saggio di Pietro Citati, La Malattia dell’infinito e Claudio Magris con Alfabeti.

Charles Baudelaire
I fiori del male, Marsilio

introd. e commento di Luca Pietromarchi
traduzione di Giorgio Caproni
I fiori del male

“I Fiori del male sono lo specchio, lucido fino alla crudeltà, dei contrasti fra un moralismo tutto di comodo e la disperata aspirazione a una morale assoluta” Giorgio Caproni

Questa edizione presenta I Fiori del male e le poesie condannate nell’inedita traduzione di Giorgio Caproni, alla quale egli attese fino ai suoi ultimi giorni.
Una traduzione esemplare che costituisce il commosso omaggio di una delle grandi voci della lirica italiana al capolavoro di Baudelaire, sottesa dall’intento di prestare al lavoro di traduzione il senso più alto di ricreazione poetica.
Il volume è accompagnato da un’ampia introduzione di Luca Pietromarchi e da un commento che riserva a ogni poesia un’interpretazione tematica e stilistica precisa quanto elegante, destinata a fornire un indispensabile strumento critico per l’intelligenza del più tragico e commovente canzoniere moderno.

Charles Baudelaire nasce a Parigi il 9 aprile 1821, lo stesso anno di Flaubert e Dostoevskij. Perduto il padre all’età di sei anni, segue una carriera scolastica irregolare, contraddistinta da premi di versificazione latina ed espulsioni per indisciplina. Le sue frequentazioni parigine preoccupano la famiglia che lo fa imbarcare per le Indie. Giunto a La Rèunion, Baudelaire interrompe il viaggio e torna a Parigi. Alla maggiore età entra in possesso dell’eredità paterna che rapidamente dissipa in lussuosi capricci. Ridotto in povertà cerca sussidio in diverse attività letterarie. La pubblicazione dei Salons nel 1845 e 1846 ne fa uno dei padri della critica d’arte moderna, mentre le sue prime poesie lo accreditano tra i più dissacranti poeti della bohème parigina.
La rivoluzione del 1848 lo vede sulle barricate, animato da un rancore sociale che l’avvento del Secondo Impero volgerà in malinconia personale e compassione per gli sconfitti. Ha intanto iniziato la traduzione in francese dell’opera completa di Edgar Allan Poe.
Nel 1857 esce la prima edizione de I Fiori del male, immediatamente condannata per oltraggio alla morale.
Alle poesie in versi si alternano saggi (Il pittore della vita moderna, Marsilio 2002) e componimenti in prosa (Lo spleen di Parigi). “Sono stanco della Francia e desidero dimenticarla”: nel 1864 Baudelaire si trasferisce a Bruxelles, dove le sue conferenze sugli stupefacenti (I paradisi artificiali) cadono nel più assoluto disinteresse. Colpito da emiplegia è riportato a Parigi, dove muore il 31 agosto 1867, senza aver ritrovato la parola, ma lucido nel suo supplizio.

Giorgio Caproni (1912-1990), la cui opera poetica è raccolta nei “Meridiani” Mondadori, è stato uno dei grandi traduttori italiani della letteratura francese. Si ricordano, in prosa, la sua traduzione di Morte a credito di Céline e de Il tempo ritrovato di Proust, nonché dell’opera in versi di René Char e di Apollinaire, mentre la scena italiana gli deve le versioni del teatro di Jean Genet.

Luca Pietromarchi insegna lingua e letteratura francese all’Università di Roma Tre. Ha studiato l’opera francese di Alberto Savinio (Dal manichino all’uomo di ferro, Milano 1984), per quindi rivolgersi all’esotismo romantico (L’illusione orientale, Milano 1990) e alla poesia di La Tour du Pin (Les Anges sauvages, Parigi 2001). Per la Letteratura universale Marsilio ha curato l’edizione di La regina del Mattino di Gérard de Nerval (1992).

La folie Baudelaire, di Roberto Calasso, Adelphi (36 euro)
Al centro di questo libro si trova un sogno dove l’azione si svolge in un immenso bordello che è anche un museo. È l’unico suo sogno che Baudelaire abbia raccontato. Entrarvi è immediato, uscirne difcile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo il sognatore ma ciò che lo circondava. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e altri due che solo attraverso di lui si svelano: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perdo e illuminato, Baudelaire si era costruito un «chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso», che chiamò la Folie Baudelaire («Folie» era il nome set­tecentesco di certi padiglioni dedicati al­l’ozio e al piacere), situandolo sulla «punta estrema della Kamčatka romantica». Ma in quel luogo desolato e attraente, in una terra ritenuta dai più inabitabile, non sarebbero mancati i visita­tori. Anche i più opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura.
Qui si racconta la storia, discontinua e fra­­stagliata, di come la Folie Baudelaire venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Una sto­ria fatta di storie che tendono a intrecciar­si – finché il lettore scopre che, per alcuni decenni, la Folie Baudelaire è stata anzitutto la città di Parigi.


Pietro Citati, La malattia dell’infinito, Mondadori, il primo capitolo del libro on line e la scheda del testo:
http://www.librimondadori.it/web/mondadori/mediabox/sfoglialibro?_SfogliaLibro_WAR_SfogliaLibro_idScheda=ISBN_978880458305

“L’infinito è nemico dell’uomo” dice Joseph Conrad nel romanzo che inaugura la letteratura del Novecento, Lord Jim. La “malattia dell’infinito” è il tema segreto, profondo come un fiume sotterraneo, che Pietro Citati ha scelto per comporre la sua vasta e fascinosa conversazione sulle opere e sulle esistenze dei romanzieri, dei poeti, degli artisti del ventesimo secolo. Il desiderio d’infinito, lo sguardo appuntato al di là dei consueti orizzonti umani, popola di una folla di stranieri la letteratura occidentale. Il pensiero della propria inappartenenza accompagna lo scrittore novecentesco come una musica cupa e in sordina, dando eco e risonanza ai suoi libri. Così, D’Annunzio è “il grande Straniero, che occupava come un dio fastoso e corrucciato le stanze immaginarie del Vittoriale”; Robert Walser è un escluso che bussa e bussa alla porta della vita; Pirandello “uno straniero in un luogo straniero “; Robert Musil ha la sensazione che “tra lui e il mondo si fosse stabilita per sempre ¿ una montagna di ghiaccio”; Marina Cvetaeva “aveva deciso di essere straniera sulla terra, come una gnostica”; Gottfried Benn è un “abitatore di stanze singole ¿ che vive abbandonato al silenzio e al ridicolo”. Persino Giorgio Bassani, un autore che a lungo sembra conservare “la grazia e la gioia di vivere delle persone normali”, diventa quasi all’improvviso “quello che non sapeva di essere: un ebreo, un paria, uno straniero”. L’artista del Novecento – che sia uno scrittore, o un regista come Dreyer e Chaplin, o un ballerino come Nijinsky – abita la tenebra, racconta l’ombra, la follia, la debolezza, la morte. Uno dei numi tutelari del secolo, Carl Gustav Jung, “comprese che il mondo della luce non era fatto per lui: doveva abitare nel mondo della notte “; Fernando Pessoa, come tutti i grandi poeti moderni, “ascoltava il mare di Tenebra”; Virginia Woolf deve “discendere, gradino per gradino, nel pozzo, nelle acque profonde, negli abissi delle tenebre e della follia ¿ sfruttare l’ombra ¿ affondare di nuovo nella tenebra, trovando in essa la ragione e il fondamento della sua arte”. Karen Blixen sembra a tratti devota alla riconciliazione, all’armonia del mondo, ma poi conferma anch’essa, negli enigmatici finali dei racconti, il suo invincibile attaccamento alle ironiche divinità dell’ombra. Come forse non ha fatto in nessuno dei suoi libri precedenti, nella Malattia dell’infinito Pietro Citati parla anche di sé. In un saggio su Hofmannsthal nasconde la più precisa definizione breve che si possa dare del suo metodo di scrittore e di critico: “Un’anima squisita e melanconica si introduceva nelle cose: per un momento, provava un brivido davanti al mondo estraneo; e poi, lentamente, con arti da polipo e da ragno, se ne appropriava, lasciando sulla carta una bella forma ibrida, che in parte aveva i colori di Hofmannsthal in parte i colori del libro o dell’oggetto nei quali si era insinuato”. Nei saggi affettuosi, commossi, maliziosi dedicati agli amici che ha avuto, con cui ha lavorato (fra tanti: Cioran, Fellini, Gadda, Fruttero e Lucentini, Calvino, Manganelli, Bertolucci), ci dà, sospettiamo, quanto di più prossimo a un’autobiografia sia lecito aspettarsi da questo scrittore che da sempre tenta di scomparire dietro l’impersonalità del saggista.


Magris Claudio
Alfabeti
Saggi di letteratura
Garzanti

«Una volta, in Cina, una studentessa dell’università di Xi’an mi ha chiesto cosa si perde scrivendo. Ardua domanda kafkiana. E leggendo? Una volta Borges ha detto che lasciava ad altri di gloriarsi dei libri che avevano scritto e che la sua gloria erano invece i libri che aveva letto.»

Alfabeti è un viaggio tra i libri e nella letteratura – o meglio, uno dei mille possibili viaggi alla scoperta dei libri, dei loro autori e di noi stessi. Il percorso inizia dalle letture d’infanzia e d’adolescenza, da quei libri fondanti che contagiano il piacere della lettura, dando il sapore del racconto e dell’avventura, aprendo alla scoperta del mondo.
In Alfabeti ci sono i libri che ci hanno formato, che ci hanno ferito e insieme hanno saputo curare la ferita. I libri che permettono di conoscere e ordinare il mondo e quelli che ne svelano il caos travolgente e distruttore, l’incanto e insieme l’orrore. I libri che fanno balenare la salvezza e quelli che si affacciano sul nulla. Soprattutto quelli che allargano i confini della letteratura e rimandano aldilà di essa.
Al cuore di questo volume è la crisi che dal Novecento getta le sue ombre e le sue illuminazioni fino a noi. Magris ne scava le radici nel Romanticismo – risalendo peraltro all’antichità e immergendosi nelle letterature anche più lontane e periferiche – e la insegue nelle tragedie che hanno segnato e segnano la nostra storia recente.
Alfabeti parla soprattutto di libri che s’intrecciano e si scontrano con la vita e con la Storia per tornare poi alla vita, plasmando gli sguardi, le idee, i sogni e le esistenze quotidiane dei loro lettori. Libri che trascendono anche la propria perfezione estetica per dire il dolore come la bellezza, l’amore come l’abiezione.
Il libro coglie soprattutto le contraddizioni talora tragiche della letteratura e dei suoi autori, capaci di far capire a tutti cosa sia l’umanità ma anche di violarla colpevolmente. Anche per questo il percorso si conclude con un’appassionata e lucida riflessione sul rapporto della letteratura con l’etica e con la politica, riflessione che mette in luce contemporaneamente la necessità dell’impegno e l’altrettanto necessaria irresponsabilità della poesia

 

Mi piacerebbe gustare il tuo sangue. Cosa leggere dopo Breaking dawn Ottobre 29, 2008

Martin Millar, Ragazze lupo, Lain

Ambiziosi, romantici e ribelli, i licantropi protagonisti di questo romanzo sanno muoversi con scaltrezza in una società ricca di conflitti

Tara Bray Smith, Farfalle nere, Mondadori

Una storia d’amore e magia in una America seducente e trasgressiva

Melissa Marr, Ink Exchange, e Wicked Lovely, Fazi

In una atmosfera fatata, un triangolo amoroso farà mettere in gioco ai protagonisti quanto hanno di più caro

Una ragazza cameriera e un vampiro avvenente ma dalla pessima reputazione sono protagonisti de:

Charlaine Harris, Finchè non cala il buio, Delos

LE avventure della principessa mezza umana Merry Gentry, sempre in pericolo di vita e impegnata nel tentativo di concepire un erede con i suoi meravigliosi uomini:

Laurell Hamilton, Sedotta dalla luna e gli altri libri con Merry Gentry, Tea

Annette Curtis, Il bacio d’argento, Salani

Un libro bello e dolce che, dietro una trama accattivante, riesce a parlare della morte con una lievità non banale

Il capostipite delle moderne saghe vampiresche è:

Anne Rice, Intervista col vampiro, Tea

Romanzo horror, romanzo gotico, romanzo storico e filosofico, Intervista col vampiro ha segnato l’inizio di una delle saghe narrative di maggior successo mondiale Anne Rice ha ricreato il mito notturno del vampiro, trasformandolo in una figura oscuramente luminosa capace di incarnare, e di raccontare, i mali, le paur dei contemporanei.

Susan Hubbard, Il sodalizio del sangue, Salani

Cosa si prova ad essere metà normale e metà vampiro? Un romanzo molto gotico!

Jan Page, Selina Penaluna, Mondadori

Selina Penaluna è una sirena, questa è la sua storia d’amore e tragedia, potente come il mare

Gordon Dahlquist, La setta dei libri, Bompiani

Un felice ritorno ai tempi in un cui un libro catturava ad ogni pagina in un vortice d’avventura, una forte dose di fantasy e un’appassionante storia d’amore

Storie classiche di vampiri

Joseph Sheridan Le Fanu, Carmilla, Newton Compton

Bram Stoker, Dracula, vari editori

William Polidori, Il vampiro, anche in versione audiolibro, Gneusz audio

Un saggio: Rosemay Ellen Guiley, Dizionario dei vampiri e dei lupi mannari, Newton Compton

C’è sempre qualcosa da imparare sul vampiro e sul lupo mannaro, suo cugino.

Le librerie indipendenti hanno sempre una idea in più!

 

ASPETTANDO HALLOWEEN GIOVEDI’ 30 OTTOBRE nella Biblioteca Comunale di Castel San Pietro Ottobre 29, 2008

ASPETTANDO HALLOWEEN GIOVEDI’ 30 OTTOBRE nella Biblioteca Comunale di Castel San Pietro

In attesa della notte di Halloween, la festa della tradizione americana particolarmente amata da tutti i bambini, mostri e principesse saranno protagonisti di uno speciale appuntamento, organizzato giovedì 30 ottobre alle ore 17,30 nella biblioteca comunale di via Marconi 29 a Castel San Pietro Terme. Si intitola infatti “Mostri contro Principesse”, la lettura animata con la partecipazione dei bambini, a cura delle Millemagichestorie proposta dal servizio Biblioteche Comunali per tutti i bambini da 6 a 11 anni.

“I mostri e le principesse sono da sempre i personaggi più amati dai bambini, ma nel corso del tempo sono cambiati tantissimo. – spiegano gli animatori delle Millemagichestorie -. Adesso non esistono quasi più i mostri cattivi e le principesse indifese di una volta, ma ci sono mostri timidi, creduloni e di salute cagionevole, e ci sono principesse dispettose, birichine e coraggiose. Quali sono i preferiti dai bambini? Due buffi personaggi presenteranno originali coppie di mostri e principesse e i bambini saranno invitati a votare il loro preferito e . .. vinca il migliore!

 

una mostra nella libreria Moby Dick di Faenza Ottobre 28, 2008

Care amiche e cari amici della Balena,
vi inviamo alcune note sulla prossima mostra che si terrà nei locali della libreria.
A presto!

Venerdì 31 ottobre, alle ore 18,00
inaugurazione della mostra “Khalkós”
incisioni di Maria Agata Amato e Pietro Lenzini.

Nel segno dell’incisione è questa nuova mostra di Pietro Lenzini in compagnia di Maria Agata Amato. Il titolo “Khalkós” ci ricorda il rame, la matrice originaria del processo calcografico.
Maria Agata Amato, di origini catanesi, è docente di incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Utilizza il mezzo incisorio con estrema libertà di segno, intervenendo anche con il colore per costruire immagini simboliche che rimandano a forme archetipe.
Pietro Lenzini presenta in questa mostra una sua recente produzione di “puntesecche”, in cui sviluppa il puro segno nella sua accezione di scavo della matrice per produrre una corposa dimensione chiaroscurale.

La mostra resterà aperta fino al 27 novembre, tutti i giorni ore 8,30-12,30 / 15,00-19,00. Chiuso Domenica e Lunedì mattina.
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Libreria Moby Dick
Via XX Settembre, 3/b
48018 Faenza (RA)
Tel. e fax: 0546/663605
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Mobydick mailing list

Per contattarci direttamente scrivi a : info@libreriamobydick.net

 

Roberto Innocenti, ristampate alcune sue opere Ottobre 27, 2008

pinocchio
Roberto Innocenti si è meritato l’ANDERSEN AWARD 2008, il più prestigioso tra i premi per l’infanzia, una sorta di Nobel. Finalmente tornano in libreria alcune delle sue opere più prestigiose, pubblicate in mezzo mondo, ora ristampate da LA MARGHERITA. Ci auguriamo che questo renda più popolare un grande artista, fra i migliori del mondo, che in Italia è di certo meno conosciuto di tanti giocatori di serie b….
Parliamo de L’ultima spiaggia (consigliato anche al pubblico adulto, per i tanti riferimenti letterari),La rosa Bianca, Storia di Erika, Cenerentola.
Nella sua opera troviamo una attenzione speciale alle storie, e il modo in cui ci vengono raccontate svelano una attenzione scrupolosa al paesaggio, all’ambiente, al momento storico in cui vivono i personaggi. Provate a portarci qualcosa di più toscano degli sfondi del suo Pinocchio, di più inglese del suo Canto di Natale, di più toccante del suo La rosa bianca, dove lo sfondo è il crudele mondo della seconda guerra, l’Olocausto, messo in luce grazie alla scoperta da parte di una bambina tedesca di qualcosa di molto strano che sta accadendo nelle campagne vicine alla sua città .
Roberto Innocenti fa parte della storia dell’illustrazione, senza dubbio, e tante sue tavole (Il Pinocchio impiccato, la Locanda del Gambero Rosso, per citarne solo un paio) sono da portare ad esempio a chiunque voglia conoscere il mondo dell’illustrazione.

un link per leggere qualcosa di più su di lui:
http://www.alicenelpaesedeibambini.it/alice/home%20page/il%20tamburino/A_639bis.htm

Roberto Innocenti l’Andersen Award 2008, il Nobel della letteratura per l’infanzia.

L ‘International Board of Books for Young People, Ibby, la massima organizzazione internazionale che si occupa dello studio e della promozione della letteratura per l’infanzia nel mondo, ha attribuito, per l’illustrazione, il prestigioso premio annuale a Roberto Innocenti, grande artista e grande autore di libri illustrati. Unico altro italiano nella lista d’onore del premio, che data dal 1953, Gianni Rodari, che fu designato nel 1970 per i suoi testi.

Roberto Innocenti nasce a Bagno a Ripoli (Firenze), il 16 febbraio 1940. Opera fin dagli anni Sessanta. Inizia con il cinema di animazione per poi dedicarsi prevalentemente alla grafica editoriale. Comincia a illustrare libri verso il 1970; sono di quegli anni Cappuccetto Rosso e Sussi e Biribissi. Ma è negli anni 80, che può riprendere ad occuparsi a tempo pieno di illustrazione, ottenendo un consenso sempre più vasto. Riceve numerosi premi, tra cui l’importantissimo Apple d’oro alla biennale d’illustrazione di Bratislava (BIB), la medaglia d’argento della Society of Illustrators di New York e due premi italiani, “Andersen – il mondo dell’infanzia”. I suoi libri sono tradotti e distribuiti ovunque, specie negli Stati Uniti dove è stimatissimo: Il New York Times ha detto di lui che è “uno dei più grandi illustratori al mondo di libri per l’infanzia”, eppure in Italia non ha avuto per lungo tempo i riconoscimenti che meritava; a questo proposito, una volta ebbe a dire che “in questo strano Paese gli illustratori sono considerati artisti di serie C, figurinai, roba da non prendere sul serio”.

Fra i suoi libri, valga su tutte l’interpretazione straordinaria di un classico come de Le avventure di Pinocchio (cui Roberto Benigni attinse ad ampie mani per il suo film). Difficile comunque dimenticare i già citati Cappuccetto Rosso e Sussi e Biribissi, e anche Rosabianca, storia per bambini ambientata in un campo di concentramento ed affrontata con rara sensibilità; o uno qualsiasi dei volumi realizzati per le Edizioni C’era una volta…, come La storia di Erika, L’ultima spiaggia, Cenerentola; da tenere presenti i volumi illustrati per Einaudi Ragazzi: Il sergente nella neve, Compagno Orsetto, Era calendimaggio. Indimenticabile il suo primo libro illustrato 1905: bagliori a Oriente ma anche Canto di Natale di Dickens o Lo schiaccianoci di Tchaikovskji.

 

Postcards from the future Ottobre 27, 2008

Postcards from the future è il titolo del documentario dedicato a Chuck Palahniuk. Un ampio stralcio del docu è visibile qui:

http://it.youtube.com/watch?v=Ci2VGxweA7E