I migliori libri del 2008 secondo scrittori e critici inglesi. Monica Ali, A.S.Byatt, Jonathan Coe, Dave Eggers, e molti altri raccontano le loro letture preferite dell’anno:
http://www.guardian.co.uk/books/2008/nov/29/best-books-year-2008-review
I migliori libri del 2008 secondo scrittori e critici inglesi. Monica Ali, A.S.Byatt, Jonathan Coe, Dave Eggers, e molti altri raccontano le loro letture preferite dell’anno:
http://www.guardian.co.uk/books/2008/nov/29/best-books-year-2008-review
la collana Verde Nero di Edizioni Ambiente è apparsa diverse volte nelle pagine del nostro notiziario. Ci troviamo davanti ad un progetto estremamente interessante, capace di rappresentare attraverso il giallo lati oscuri della società italiana, quelli riguardanti i crimini verso l’ambiente (e in Italia, siamo secondi solo a pochi. . .) . Ecco la presentazione del progetto secondo le parole dell’editore:
” I crimini contro l’ambiente sono crimini contro di noi, il futuro dell’ambiente è il futuro di ciascuno di noi: da questa consapevolezza prende le mosse VerdeNero Blog, spazio di discussione e catalizzatore di conoscenze e proposte critiche sui temi dell’ecomafia raccontati dalla collana di narrativa VerdeNero.”
Dopo Loriano Macchiavelli, Tullio Avoledo, Simona Vinci, è il turno di Carlo Lucarelli:
Navi a perdere, di Carlo Lucarelli, Edizioni Ambiente
«In fondo al mare le balene cantano. Lo fanno anche le navi? Sembrano immobili sul fondo, immobili e mute, ma non è vero, perché ormai lo sappiamo che non c’è mai niente di fermo, nel mare, neanche un relitto di ferro arrugginito, incrostato di alghe e di sale, appoggiato a un fondo di sabbia e di roccia da anni e anni e anni.»
Ci sono navi che affondano, purtroppo capita. E spesso non si riesce più a trovarle, colpa degli abissi marini.
Poi ci sono navi che sono lì lì per affondare e invece, dopo che l’equipaggio le abbandona, ricominciano a muoversi e si spiaggiano da qualche parte. Succede, ad esempio alla Rosso, dicembre 1990. Eppure ci deve essere qualcosa di strano in alcune di queste navi fantasma. Perché altrimenti entrerebbero in azione Capitanerie di Porto, Procure, Commissioni parlamentari, Nuclei speciali dei Carabinieri? Saranno le modalità del naufragio a non convincerli? O le rotte? O i marinai che scompaiono? O forse saranno i documenti di carico, così poco chiari?
Tra i più attivi, alla ricerca della verità, c’è il comandante Natale De Grazia, pool investigativo della Procura di Reggio Calabria. Ma muore improvvisamente.
Sebastiano Vassalli si era già cimentato con la vita di Dino Campana, sommo poeta. In questo agile librettino si dedica al suo ultimo Natale felice, a Marradi, nel 1916, insieme all’amata Sibilla Aleramo
Natale a Marradi. L’ultimo Natale di Dino Campana
Sebastiano Vassalli, Interlinea Editore
Un grande scrittore torna su un personaggio e poeta, Dino Campana, al quale aveva già dedicato “La notte della cometa”. Scrive Vassalli: “E il Natale del 1916: in Italia, un Natale triste. Tutti o quasi tutti gli uomini validi sono lontani da casa, in quelle trincee tra le montagne dove si soffre e si muore per una guerra che, nonostante la retorica ufficiale, non ha in sé proprio niente di epico . … Eppure per Dino Campana l’ultimo giorno felice fu il Natale a Marradi. Perché Dino e Sibilla Aleramo siano andati a Marradi, dove lei non era mai stata, proprio in quel giorno di Natale del 1916, non si sa . . .. Forse prima di perdersi in quel crepuscolo della ragione dove stava precipitando da più di un anno, lui ha voluto mostrare i suoi luoghi d’infanzia all’unica persona che aveva avuto un moto d’affetto nei suoi confront . . .”
Quindici anni dopo.
Ne sono cambiate di cose da quel Sabato 4 dicembre 1993, il primo giorno di apertura di Libreria Atlantide, al 4 dicembre 2008. Tralasciando questioni personali come il paio di chili in più e i capelli in meno dei librai, nessun angolo di mondo si è sottratto alle mutazioni, nel bene e nel male. Atlantide, un pò per merito proprio, un pò per fortuna, e anche grazie ai lettori che ci hanno incoraggiato nel progetto, ha resistito alle tante tempeste che si sono abbattute sulle piccole realtà, non senza fatica.
Ci auguriamo di poter continuare ancora a lungo il cammino intrapreso, proponendo sempre letture stimolanti e di qualità, siano novità o libri di catalogo, di piccoli o grandi editori, senza cavalcare le mode del momento, mantenendo aperto il dialogo creato con i lettori in questi anni.
Giovedì 4 dicembre 2008 sarà così un giorno speciale (resteremo aperti anche di pomeriggio): troverete eccezionalmente scontato del 15% tutto l’assortimento (per le librerie indipendenti è il massimo possibile!), compreso LE FIABE DI BEDA IL BARDO di JK ROWLING, che arriverà in libreria proprio quel giorno, qualche leccornia per festeggiare insieme, i nuovi segnalibri, e le nuove selezioni di libri consigliati.
Proprio dal 4 dicembre partiranno le aperture speciali: resteremo aperti tutti i giorni fino al 24 dicembre compreso. In un mondo più oscuro e freddo del solito gli scaffali di Atlantide si muteranno in caldo rifugio, dandovi accesso a qualcosa di solido e antico, che vi permetterà con una modica spesa di accedere alla conoscenza e al piacere: le pagine di un libro. Vi aspettiamo!
con la regia di Gabriele Salvatores, arriva sul grande schermo l’ultimo libro di Niccolò Ammaniti, COME DIO COMANDA .
la scheda del libro, edito da Mondadori:
Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio, e sono una famiglia, perché la madre se n’è andata e loro vivono soli. Cristiano potrebbe essere un adolescente come tanti, ma è Rino a non essere un padre come gli altri: disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall’assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Rino tuttavia ama Cristiano e si dedica a lui: con tenerezza, con affetto vero lo educa alla violenza e al culto della forza. Con i suoi amici Danilo e Quattro Formaggi non costituisce soltanto un trio di balordi, ma un vero e proprio clan, appassionato e affettuoso, che si prende cura del ragazzo. Alle loro vicende si intrecciano quelle della ragazzina di cui Cristiano è segretamente innamorato, Fabiana, e della sua amica Marina.
e quella del film, con tanto di trailer:
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49355
La nostra inchiesta sui libri scelti dai critici come più significativi del 2008 procede.
I venti migliori libri dell’anno secondo LIRE, il mensile di riferimento per la lettura in Francia.
In testa Yasmina Chadra con Ce que le jour doit a la nuit, per secondo un libro che riteniamo sopravvalutato, LA ROUTE di Cormac McCarthy, prossimamente anche sul grande schermo.
COOP BACCHILEGA continua la sua preziosa opera di salvaguardia della memoria dei luoghi in cui viviamo, pubblicando due bei libri:
Andar per mulini
di Venerio Montevecchi
Venti itinerari lungo il Santerno dalla montagna alla pianura
I mulini sono stati parte integrante del paesaggio italiano, nelle valli dei torrenti più nascosti come lungo le rive dei fiumi, sia in montagna che in pianura, nelle campagne e nelle città. La distribuzione dei mulini che hanno lavorato fino a circa mezzo secolo fa, risale all’epoca medievale, quando nacquero le prime corporazioni e presero corpo i primi regolamenti sulla molitura; si tratta perciò di un tessuto antico, che ha resistito per lunghi secoli ai mutamenti sociali ed economici. Solo negli ultimi decenni il mulino tradizionale ha cessato di avere rilevanza economica, sostituito dai grandi impianti industriali, che non hanno quasi nulla in comune col mulino polveroso e legato all’acqua del passato. Questi edifici sono entrati nell’immaginario comune e destano in noi molte sensazioni, più o meno fantasiose.
Nelle pagine del libro troviamo sufficienti informazioni per scindere realtà e leggenda e per imparare a conoscere nel dettaglio il mondo dei mugnai e delle farine (che non sono di solo frumento!). Dopo una breve storia della macinazione si passa a raccontare la vita e la figura del mugnaio, per arrivare infine a descrivere gli edifici tipici di ogni zona, dal monte alla valle, fino alla bassa pianura, con particolare riferimento agli insediamenti nella valle del fiume Santerno e alle lavorazioni e le manutenzioni necessarie.
Nella seconda parte del libro si descrivono nel dettaglio i mulini lungo il Santerno, suddivisi per zone geografiche e trattati in venti itinerari, contenenti numerose informazioni utili a chi desidera visitarli e conoscere, nello stesso tempo, il territorio di riferimento. Si parte dalle più alte valli secondarie vicine allo spartiacque appenninico per giungere ai più remoti mulini della bassa, nei pressi della confluenza del Santerno nel Reno
I sapori del Bosco, di Anna Andrini, - Cucinare con castagne, marroni, funghi e tartufi
Forse non tutti sanno che con castagne e marroni si può impostare un pranzo completo e che le ricette con questi frutti del bosco sono davvero tantissime, in gran parte derivanti dalla tradizione popolare. Nelle colline dell’Appennino Tosco-Romagnolo la coltura del castagno risale agli inizi del secondo millennio, in epoca Matildica, quando grandi estensioni vennero impiantate a castagneto per dare sostentamento alle popolazioni che iniziavano ad insediarsi nei territori montani. La tradizione popolare di preparare cibi con le castagne (i frutti selvatici), i marroni (i frutti coltivati) e i loro derivati ha quindi radici molto lontane. Il castagneto è un frutteto a tutti gli effetti, le piante, infatti vengono innestate, potate e curate e il sottobosco viene ripulito ogni anno con molta cura. La posizione preferita dal castagno è quella dei versanti rivolti a nord-est e a nord-ovest, più freschi e umidi. Per questa serie di motivi, sotto i castagni spuntano funghi in grande quantità, molti dei quali di grande pregio alimentare, come gli ovoli e i porcini.
A completare il tema, quindi, vengono presentate numerose ricette a base di funghi, che si prestano ad essere ingrediente per piatti più complessi o essere essi stessi il componente principale di ricette deliziose.

Il Reno, il lungo fiume del nord, è il vero protagonista di queste splendide fiabe raccolte da Donzelli in un elegante volume, impreziosito da riproduzioni di quadri, illustrazioni di nereidi e ninfe, vedute del corso d’acqua e dei suoi dintorni, tutte ad opera di artisti dell’Ottocento.
È proprio il grande fiume(ah, dimenticavamo, quello tedesco, non quello emiliano . . ..), tranquillo ed impetuoso, il leitmotiv della raccolta che tiene unite fiabe capaci di spalancare le porte di un mondo romantico, fantastico e meraviglioso, dominato dalla magia e da animali mitologici dei fiumi come ondine, tritoni, ma anche creature arlanti, cavalieri coraggiosi, matrigne cattive e sorellastre terribili
Clemens Brentano, esponente del romanticismo tedeso, arriva all’essenza delle tradizioni, delle mitologie che accompagnano lo scorrere del fiume, pescando a piene mani dalle tradizioni popolari. Lo fa con un stile poetico ed intenso, inserendo anche canti e versi nella narrazione, aggiungendo qua e là qualche tocco di humour nero. Pare di cogliere nelle sue pagine lo spirito dell’epoca, e del popolo tedesco. Vi potrete trovare anche una incredibile creatura fatata, Radice Verbale. Che testualmente confessa ad un “umano”: “io sono la fata del suolo tedesco, e mi chiamo Radice Verbale. Ti ho sempre amato per il Tedesco bello, puro e corretto che parli, e per questo ti ho ricoperto di benedizioni”
Ne deriva uno splendido libro, tuttora attualissimo e godibilissimo, capace di far sognare gli adulti.
Le fiabe del Reno, di Clemens Brentano, Donzelli
edizione italiana a cura di Camilla Miglio e Laura Bocci
Clemens Brentano appartiene alla più romantica delle famiglie europee: fratello della scrittrice Bettina, cognato e amico fraterno dello scrittore Achim von Arnim, figlio di una delle amiche più intime di Goethe. Talento geniale, erotico e mistico, chitarrista vagabondo, enfant terrible dei salotti romantici, demoniaco ma capace di votarsi al capezzale di una monaca stigmatizzata, è stato anche un grandissimo conoscitore e reinventore del patrimonio di canti e fiabe della cultura europea. La “Fiaba del Reno” incarna uno dei suoi momenti più alti, di immediato godimento per i più giovani, compresi i bambini, e di deliziosa lettura per gli adulti. In queste storie affascinanti, che rileggono in chiave colta le molteplici radici folkloriche della fiaba europea, il mondo del Reno, insieme reale e fantastico come ogni sogno sa essere, si popola di animali parlanti, di ondine e di sirene. Troneggia al suo centro la bella Loreley, l’eroina acquatica più famosa e fatale; ma vi compare anche il Vecchio Padre Reno in persona, che favorisce amori e amicizie, ma che sa punire con severità gli empi; e poi, principesse, fanciulle infelici, matrigne e sorellastre, mercanti e imbroglioni, girovaghi e artigiani. In questa cornice si muove il protagonista: un mugnaio dal cuore aperto, che sa lasciarsi sorprendere e che è sempre pronto a recuperare una dimensione di armonia tra la natura terrestre, aerea e subacquea: un uomo semplice che insegna a lasciarsi catturare dalla fantasia.
L’autore secondo Wikipedia:
Clemens Maria Brentano, pseudonimo di Clemens Wenzeslaus Brentano de La Roche (Ehrenbreitstein (oggi Coblenza), 9 settembre 1778 – Aschaffenburg, 28 luglio 1842), è stato uno scrittore e poeta tedesco, esponente del Romanticismo.
Clemens Brentano era il secondo figlio di Peter Anton Brentano (della famiglia dei Brentano di Tremezzo).
La sua istruzione venne affidata ad una scuola cattolica ma seguirà anche viaggi a fine istruttivo a Berlino ed altre città tedesche.
Mostrò fin dall’infanzia una spiccata inclinazione alla solitudine e alla fantasticheria, fattori sempre riscontrabili nelle future opere. Lasciò l’università di Halle per proseguire disordinatamente ma in maniera continua gli studi letterari, riuscendosi a legare e stringere amicizie con i maggiori esponenti del romanticismo tedesco. Venendo a contatto con la corrente letteraria romantica, che in quegli anni si stava espandendo in tutta Europa, cominciò ufficialmente la sua carriera scrivendo numerosi racconti, al fine di rivalorizzare le antiche leggende tedesche, famose sono infatti le raccolte di questo tipo.
Brentano non si dedicò solo alle leggende, ma anche a ricette, tradizioni e usanze della Germania contadina. In una raccolta venne anche inserita la leggenda della Lorelei, tramandata dalle popolazioni del Reno, secondo la quale su uno scoglio realmente esistente nel mezzo del fiume, una sirena con il suo magnifico canto attirasse i pescatori e li facesse naufragare a causa delle forti correnti di quella zona. Il mito è una spiegazione leggendaria delle forti correnti di un certo tratto del fiume.
Amò follemente, così traspare dalle sue opere, Sophie Mereau che dopo molte resistenze riuscì a sposare nel 1803; ma solo tre anni più tardi essa morì, di parto.
Divenne intimo amico del cognato, Achim von Arnim, il quale aveva sposato Bettina, e fu con lui a Berlino dove lavorò intensamente al movimento politico-letterario che doveva preparare la riscossa dello spirito nazionale, scrivendo inni e canzoni.
Fu un instancabile viaggiatore e autore di numerose fiabe, romanzi, novelle e impressioni di viaggio.
Gli ultimi anni della sua vita li trascorse presso una donna che ebbe grande influenza sull’ultima parte della propria esistenza ed in particolare influenzò il suo spirito, attirandolo alla fede cattolica ed ispirandogli una grande opera sulla Passione di Cristo, la Das bittere Leiden unseres Herrn Jesu Christi.
Sabato 29 Novembre alle 18,00
alla libreria Irnerio
via Irnerio, 27 Bologna
presentazione del volume di Franco Foschi
“Libro Azzurro”
(Alberto Perdisa editore – collana “Fosforo”)
Con l’autore intervengono Eros Drusiani e Guido Leotta.
Pensiero n. 609:
“Leggete. Poi si vedra’ “
Il “Libro azzurro” e’ un libro “necessario”, come scrisse Giuseppe Pontiggia a Franco Foschi nel 1997, trasmettendogli le proprie impressioni sul volume.
O almeno lo e’ per coloro – e sono tanti – che ruotano intorno al mondo del libro, in tutte le sue declinazioni.
Nella sostanza, e’ una raccolta di pensieri che riflettono sul libro in quanto tale.
Gli scrittori, i lettori, gli aquirenti e i venditori di libri sono i protagonisti di questo libro, raccolta di testimonianze dalla A di Agostino (San) alla Z di Zavattini (Cesare), sulla meravigliosa ossessione che l’amore per i libri comporta.
Un catalogo impressionante di citazioni, riflessioni, di piccole storie private e di grandi storie letterarie.
E compone alla fine, grazie anche alla raffinata ironia e al ricco e gustoso apparato di note sulle vite dei piu’ famosi scrittori, il grande romanzo del libro, quel gioco serio ed emozionante al quale pare proprio che molti di noi non possano esimersi dal partecipare, per continuare a leggere, per vedere come va a finire.
N. 589 (Ottimismo)
Bello vedere che qualcuno ci crede. In questo caso Sant’Agostino: “Confesso di appartenere al numero di coloro che scrivono facendo progressi e fanno progressi scrivendo”. Parliamo anche della vita, non solo della scrittura.
Franco Foschi e’ oramai noto al pubblico bolognese e non solo, e certamente a quello della nostra libreria.
Pediatra e scrittore, ha al suo attivo numerose pubblicazioni tra romanzi, raccolte poetiche, racconti e volumi non facilmente catalogabili (e va bene cosi’). Scrive sceneggiature per la radio e conduce la rubrica televisiva di interviste a scrittori “leggere negli occhi”, sul portale video www.arcoiris.tv
E ricordatevi la riflessione n. 102:
“Per le tarme, un libro e’ un gran buon pasto”
Vi aspettiamo!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita
per informazioni:
Libreria Irnerio
Via Irnerio, 27 Bologna
tel e fax 051251050
e-mail libreria.irnerio@libero.it
blog: www.libreriairnerio.blogspot.com