I piccoli editori, le piccole realtà, stentano assai in un mondo costruito su misura per i grandi, dove l’ossessione per il profitto e per il guadagno di nuove fette di mercato porta poi alle degenerazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Per questo, vogliamo dedicare uno spazio alle nuove proposte di chi fatica a trovare spazi, pur proponendo ottime cose.
Questa settimana, presentiamo le Edizioni Otto\Novecento.
“La casa editrice Otto-Novecento si dedica esclusivamente alla pubblicazione di classici italiani per dare vita a una sorta di viaggio ideale attraverso appunto la letteratura italiana degli ultimi due secoli. I testi letterari o narrativi sono sempre presentati in versione integrale e, per le edizioni critiche, anche annotata. In particolare, per i volumi della collana “La corona d’argento”, ogni testo è particolarmente curato nell’apparato delle note per agevolare la comprensione di parole desuete, modi di dire, espressioni idiomatiche di difficile interpretazione.
Attualmente, il progetto editoriale, si sviluppa in tre collane: “Adularla minima”, particolarmente dedicata agli autori del Novecento italiano più conosciuti e apprezzati: da Vasco Pratolini a Luigi Pirandello, da Ada Negri a Corrado Alvaro; “La corona d’argento” presenta in edizione critica l’opera omnia dei massimi esponenti della letteratura italiana dell’Ottocento e primo Novecento; la collana “Saggi” propone agli appassionati di letteratura italiana gli studi più recenti degli autori italiani degli ultimi due secoli. “
Il libro che presentiamo oggi:
Questo romanzo si pone al crocevia della cultura dell’800. Un’opera di denuncia sociale che passa attraverso l’introspezione psicologica e si fa letteratura. Ambientato nel mondo delle risaie della pianura padana, le stesse che furono teatro del celebre “Riso amaro”, il libro propone nella storia di una ragazza e dei suoi sogni un tema ancora attuale, come testimonia il prezioso testo di Gadda che lo accompagna.
La Marchesa Colombi (Maria Antonietta Torriani), In risaia
Maria Antonietta Torriani nacque a Novara il primo gennaio 1840 e lo stesso giorno fu battezzata in Duomo. Era la secondogenita della famiglia: il padre, Luigi, era orologiaio e la madre, Carolina Imperatori, «addetta alla casa »; la sorella, Giuseppina, era nata nel 1837. La famiglia Torriani risiedeva, con la nonna paterna e le sue tre figlie, sorelle di Luigi, in un appartamento di proprietà, sotto il portico delle Canobbiane, in piazza delle Erbe al numero civico 104. Qualche anno più tardi, nel 1847, dopo che, morto il padre, la madre si risposò con il già maturo chimico Martino Moschini, la nuova famiglia si trasferì in casa di quest’ultimo sempre in piazza delle Erbe al numero 101. Nello stesso anno nacque il fratellastro Tommaso. Dopo aver compiuto i primi studi alle scuole Canobbiane Maria Antonietta frequentò a Novara il «Civico Istituto Bellini d’Arti e Mestieri», come allieva esterna almeno dal 1850 al 1853, anno in cui morì la madre. Nel 1865 morì anche Martino Moschini. Il periodo immediatamente successivo è piuttosto oscuro~ per la mancanza di documenti: forse la Torriani passò qualche tempo in collegio. Alla fine degli anni sessanta comunque si trasferì a Milano dove cominciò a collaborare con alcune riviste e dove strinse amicizia con Annamaria Mozzoni; con lei collaborò come insegnante e conferenziera nell’opera di sensibilizzazione per l’emancipazione della donna. Fu amica di Carducci che le dedicò Autunno romantico (in Rime nuove). Nel 1875 sposò Eugenio Torelli Viollier, fondatore del «Corriere della Sera». Collaborò, f1rmandosi dal 1877 con lo pseudonimo Marchesa Colombi (tratto da una commedia di Paolo Ferrari), a giornali e riviste, come critico, esperta di moda e buone maniere, opinionista e fu prolifica scrittrice di racconti e romanzi anche per l’infanzia. Si separò dal marito dopo alcuni anni di matrimonio. Continuò la propria attività di scrittrice di successo: alcune sue opere vennero tradotte in vari paesi. Ambientò diversi romanzi e racconti a Novara e nel territorio novarese. Si trasferì a Torino e dopo il 1900 si appartò dagli ambienti mondani e letterari. In questa città si spense nel 1920. È sepolta a Cumiana (To).