libri, consigli e pensieri

da libreria Atlantide e Solea, i nostri commenti sul mondo dei libri: recensioni, appuntamenti e curiosità

un noir di MARCUS MALTE, I MORTI DANZANO IN PUNTA DI PIEDI, Aprile 30, 2009

I lettori troveranno ritmo e stile in questo noir francese popolato dai fantasmi del passato, e avranno il loro bel da fare per sbrogliare una matassa complicata ad arte dall’autore. Che con I morti danzano in punta di piedi si è meritato una dozzina di premi letterari in terra di Francia, sua patria.

MARCUS MALTE, I MORTI DANZANO IN PUNTA DI PIEDI, PIEMME
Quando si imbatte in Ariel, Alex Astrid ha già preso una penosa china. Lui è un poliziotto, uno in gamba, di quelli dal fiuto infallibile. Di quelli che, a furia di bazzicare nelle fogne della società, un po’ ci si è perso. Di quelli a cui il destino ha già presentato il conto, e che vive in una casa con i fantasmi delle persone che ha amato e perduto. Ariel Weiss non ha neanche vent’anni, ma ha la sapienza dei secoli. È bello come un dio e pericolosamente ambiguo, oltre che sospettato di vari omicidi. Alex crede di dominarlo, invece viene invischiato nella sua rete. Le indagini lo conducono sulle tracce di Florence, amica-amante di Ariel, e di un altro personasggio, Matthieu. I tre sono uniti da un legame impiegabile e morboso, un amore profondo senza contorni né limiti, che si eleva al di sopra dei comuni mortali. Una sorta di patto di sangue. Anni dopo, la vigilia di Natale, l’inferno si spalanca di nuovo sotto i suoi piedi. Un manoscritto anonimo nella posta, il racconto nero su bianco di quella vecchia storia. Ferite mai guarite si riaprono. Alex non aveva capito tutto. Alex aveva solo sfiorato la verità. E ora tutti i fantasmi del passato si presentano alla sua porta.

 

in anteprima, CORMAC MCCARTHY, SUTTREE, EINAUDI Aprile 30, 2009

prossimamente in libreria:
CORMAC MCCARTHY, SUTTREE, EINAUDI

Il capolavoro di Cormac McCarthy, un romanzo spesso paragonato a quelli di Joyce, Steinbeck e Faulkner
Un’odissea della precarietà e della miseria, la discesa agli inferi, e la «rinascita», di un alcolizzato solitario che vive sulle rive del Tennessee
negli anni Cinquanta. Pubblicato, dopo vent’anni di lavoro, nel 1979, finalmente esce anche in Italia il libro di McCarthy piú forte, piú commovente.
Cornelius «Buddy» Suttree è un uomo sulla trentina. Vive in una decrepita casa galleggiante sul Tennessee ancorata nei dintorni di Knoxville, ogni tanto pesca qualcosa per guadagnare giusto il necessario a sopravvivere. La sua unica ambizione sembra essere quella di bere, tanto da essere fermato spesso per ubriachezza molesta. Eppure non è sempre stato cosí: Suttree viene da un passato di privilegi fino a quando non ha ripudiato la famiglia
benestante, gli agi in cui è cresciuto, una moglie e un figlio. Il romanzo prende le mosse dall’uscita di prigione di Suttree (è stato un anno dentro per un furto in una farmacia) e racconta della sua vita accanto ai balordi e agli esclusi del Sud degli Stati Uniti: «ladri, derelitti, puttane, bari, ubriaconi, truffatori, accattoni, assassini, pervertiti e tutta un’infinita varietà di debosciati». Tra questi spicca Gene Harrogate che Suttree ha incontrato in prigione, un vagabondo «che non ha mai fatto una doccia in tutta la sua vita», un personaggio indimenticabile, ingenuo e amorale allo stesso tempo, deciso a «conquistare» Knoxville o morire provandoci. Cosí, la storia di Suttree – che ha i tratti caratteristici di molti eroi di McCarthy: un solitario impenitente, vittima di un isolamento per molti versi incomprensibile – si converte nel ritratto di una vita anonima, senza compromessi, che gode dell’esistenza nelle sue forme piú dure, dove momenti di puro lirismo si alternano a una riflessione sull’identità e l’esistenza. Grazie a una struttura narrativa semplice, costruita con episodi che lasciano un’impronta indelebile nella memoria, questo romanzo – che è stato paragonato all’Ulisse di Joyce per la densità della sua prosa e alle Avventure di Huckleberry Finn per l’onnipresenza del fiume – è la conferma di quanto Cormac McCarthy sia a pieno titolo un classico della narrativa contemporanea.

Traduzione di Maurizia Balmelli
Cormac McCarthy, nato nel Rhode Island nel 1933, è cresciuto in Tennessee, dove ha frequentato l’Università, abbandonandola due volte. Entrato nel ‘53 nell’Air Force, vi è rimasto per quattro anni. Ora vive a El Paso, Texas, lontano dal clamore. Nel catalogo Einaudi sono disponibili Il guardiano del frutteto, Figlio di Dio, Meridiano di sangue, Cavalli selvaggi, Oltre il confine, Città della pianura (questi ultimi tre raccolti anche nella Trilogia della frontiera), Non è un paese per vecchi, La strada e Sunset Limited.

 

Peter Sis, Il messaggero delle stelle (e altro di astronomia) Aprile 30, 2009

Con Il Muro, volume per ragazzi sulla giovinezza trascorsa all’ombra della cortina di ferro, ha conquistato riconoscimenti in ogni angolo del globo.La bravura di Peter Sis ci è stata confermata anche da L’albero della vita in cui fa rivivere le passioni e le imprese della vita di Charles Darwin, e in questo nuovo (solo per l’Italia, in realtà è degli anni ‘90) delizioso libro che accompagna la mostra dedicata a Galileo a Pisa. Anche in questa nuova opera Sis mostra tutto il fascino dei suoi disegni preziosi, elaborati e coinvolgenti al tempo stesso.

http://www.petersis.com/


SIS PETER
MESSAGGERO DELLE STELLE, Rizzoli

GALILEO GALILEI
Nella città di Pisa nacque un bambino con le stelle dentro gli occhi. I suoi genitori lo chiamarono Galileo. In ogni epoca nascono uomini coraggiosi, pronti a sfidare la tradizione per esplorare nuove idee. Galileo Galilei fu uno di questi: puntò il telescopio verso il cielo e osò dire che la Terra non è il centro dell’universo, ma solo uno dei pianeti che ruotano attorno al Sole. Capovolgendo la visione del mondo diffusa fin dall’antichità, Galileo non ha cambiato soltanto la scienza, ma il modo in cui gli uomini guardano se stessi: ci ha svelato i segreti delle stelle, e allo stesso tempo ci ha fatto capire quanto siamo piccoli, smarriti in un universo di cui non conosciamo i confini, ma che dobbiamo avere il coraggio di guardare. Età di lettura: da 7 anni.

e visto che il 2009 è l’Anno internazione dell’Astronomia, ecco qualche altro suggerimento:

GRAHAM IAN
VIAGGIO NELLO SPAZIO
VIAGGIO INTERATTIVO NEL SISTEMA SOLARE E OLTRE. POP-UP, LINGUETTE, DISCHI ROTANTI, FINESTRELLE
EDITORIALE SCIENZA

Un viaggio tridimensionale alla scoperta dello spazio: sarà possibile assistere alla creazione della coda di una cometa, alla rotazione delle galassie e all’esplosione delle stelle. Partecipare alle più grandi avventure cosmiche che l’essere umano abbia mai intrapreso, dai primi sbarchi sulla Luna all’avanzatissima Stazione Spaziale Internazionale. Età di lettura: da 6 anni.


VALENTE ANDREA
GUARDA CHE LUNA!
IL CASTORO

Era un bel po’ prima dell’anno zero e il filosofo Anassagora guardava la Luna e pensava che qualcuno abitasse lassù. Qualche secolo dopo la posizione della Luna nel sistema dei pianeti faceva venire il mal di testa a Tolomeo. E poi tutti a scrivere, a comporre, a girare film. Beethoven e Chopin le hanno dedicato sonate, Leopardi e Calvino poesie e racconti, Méliès uno dei suoi film più bizzarri. E finalmente un bel giorno, precisamente il 21 luglio del 1969, qualcuno si è deciso a metterci piede. In questo libro sono raccolti 28 racconti, un po’ scientifici e molto umoristici, su tutti quelli che hanno guardato, studiato, raccontato, ammirato, cantato, toccato la Luna. Età di lettura: da 9 anni


PIOVESAN MANUELA
IO,HUBBLE. . ..E IL CIELO
FALZEA

Quella misteriosa, immensa, sconfinata distesa azzurra che sovrasta le persone, denominata cielo, è il chiodo fisso di Andrea, sempre alla ricerca di scoprirne i misteri, di scorgerne meteoriti, galassie, comete e persine pianeti. Solo il pensiero che Hubble, il suo telescopio spaziale, possa raccontargli l’universo, lo riempie di eccitazione e felicità. È proprio insieme ad Hubble che, una fatidica sera, Andrea diventa testimone di qualcosa di incredibile: prima una montagna di luce . … di più, una valanga di luce, avente sembianze animali, e poi qualcuno o qualcosa, forse un alieno . . .. poi uno botto fortissimo.

 

Paolo Rumiz, Italia in seconda classe, Feltrinelli Aprile 30, 2009

un nuovo affascinante racconto di viaggio per Paolo Rumiz, firma prestigiosa del settore e del giornalismo. Tutta l’italia in seconda classe, ovviamente
senza NE PAS se PENCHER AU DEHORS, o lanciare oggetti dal finestrino!


Paolo Rumiz, Italia in seconda classe, Feltrinelli

“Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don’t
fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti.
Si fa l’Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a
mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette
business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di
scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a
costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso
rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di
rottamazione. “In tasca, un’idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Viadivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l’Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono
chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l’aereo, ha fatto l’Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d’India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia.” Paolo Rumiz. Con i disegni di Altan e una premessa del misterioso 740.

 

La Vergine Napoletana di Giuseppe Pederiali, Garzanti Aprile 30, 2009

Giuseppe Pederiali è un vero e proprio signore tra gli autori. Lo abbiamo incontrato diverse volte, e ci ha sempre colpito per la spontaneità, la genuinità e la gentilezza con cui si metteva a disposizione del pubblico (e dei librai), per la sua capacità di raccontare la sua terra e di coinvolgere gli spettatori, per la conoscenza enciclopedica dei fatti che narrava. Un insieme di cose che raramente si presentano in una sola persona!
Con LA VERGINE NAPOLETANA Pederiali lascia la sua Pianura Padana per scendere a Sud, immergendosi nelle atmosfere del genere storico. Il suo è un affresco ottimamente riuscito di un Medioevo in cui asprezza e bellezza si fondono armonicamente, dove l’avventura e la passione, la storia universale e quella personale dei protagonisti si combina con sapienza. Si è documentato molto Giuseppe Pederiali per restituirci le avventure dei tanti personaggi che affollano questo romanzo storico, da Federico II a Corradino di Svezia, da Carlo d’Angiò a Celestino V, ai tanti popolani: un ottimo esempio di romanzo storico italiano!

La Vergine Napoletana di Giuseppe Pederiali, Garzanti

«La fanciulla era rimasta bella come da bambina. Bastava guardarla per capire che possedeva anche grazia e pudore. Sebbene vestisse una camicia di rozza tela legata alla vita da una corda, e i piedi calzassero zoccoli di legno, non avrebbe sfigurato accanto alle più nobili dame napoletane. Il contrasto tra la sua grazia e l’ambiente dove viveva, e tra la sua bellezza e la modestia degli indumenti, era talmente forte che Cicella ne guadagnava ancora più di quel che le spettasse . . non le mancava niente, inclusa quella vera o presunta malizia nello sguardo, comune alle giovinette pronte per un marito.»

LA STORIA

Due cavalieri, uno bianco e uno nero, partono alla ricerca dell’ultimo discendente di Federico II. In un paese dilaniato dalle guerre tra fazioni e piegato dalla carestia, il modenese Giovanni Vezzani e il saraceno Yusuf Ibn Gwasi vogliono rilanciare l’utopia del grande imperatore svevo. Inseguono l’esile filo d’una le ggenda: perché prima di salire al patibolo, il giovane Corradino di Svevia, nipote di Federico, avrebbe sposato una vergine napoletana che gli avrebbe dato un figlio…

Inizia così un susseguirsi di imprevedibili avventure, da Lucera, splendida città-giardino araba, alle brumose campagne padane, dalla rocca di Castel del Monte nelle Murge alla Toscana. Al centro del romanzo c’è la Napoli medievale, con la struggente bellezza dei suoi luoghi e della sua gente, che Pederiali dipinge con tinte vivacissime.

La vergine napoletana intreccia nella maniera più appassionante storia e leggende, personaggi storici come Carlo d’Angiò e Celestino V ma anche figure rubate al mito, come il nano-mago Iennarone e il femminiello Fabiello oppure l’Orco che blocca un passo appenninico. Non mancano, tra vicoli e castelli, affascinanti personaggi femminili: la dolce Cicella, la «vergine napoletana» che giace con il bellissimo e sfortunato Corradino; o la bella e spregiudicata Zeza, che si esibisce con Pulcinella nelle piazze della città; o ancora Allegra, la figlia dell’ebreo Saul Mantino, che vive in quello che diventerà vico Scannagiudei. E poi monache innamorate e osti buongustai, sicari implacabili e un popolo che può passare in un attimo dalla festa al massacro.

Giuseppe Pederiali ci porta in un Medioevo di forti contrasti, vivace e appassionato: certo segnato dalla violenza e dalla carestia, da crudeltà e tradimenti, ma anche ravvivato da storie d’amore vere profonde, dalla lealtà al proprio signore e da grandi ideali.

Giuseppe Pederiali è nato a Finale Emilia e vive a Milano. E’ autore di romanzi storici di grande successo, come Il tesoro del Bigatto, Donna di spade, Stella di piazza Giudìa, I ragazzi di Villa Emma. Per Garzanti ha pubblicato i thriller Camilla nella nebbia, Camilla e i vizi apparenti e Camilla e il Grande Fratello, i racconti L’osteria della Fola e Il paese delle amanti giocose, il romanzo-biografico Il sogno del maratoneta.

 

Joe Lansdale, il nuovo libro Aprile 29, 2009

Sotto un cielo cremisi,
Joe R. Lansdale,
FANUCCI

Quando Hap e Leonard vengono contattati da un loro vecchio amico, Marvin Hanson, non immaginano lontanamente cosa gli sta per succedere. Gadget, la nipote di Hanson, si è innamorata di uno spacciatore che la sfrutta per i suoi loschi scopi e la picchia senza pietà. Un’occasione per Hap e Leonard di menare le mani, dare una bella lezione, fare un po’ di pulizia e riportare la dolce e fragile fanciulla tra le braccia del nonno: insomma, un gioco da ragazzi. Ma come al solito la situazione precipita e ci scappa un cane lanciato da una finestra di un camper, un bel po’ di teste rotte e un proiettile conficcato nella coscia del pusher. Per di più Hap decide di buttare nel cesso tutta la cocaina che c’è in giro, per un valore di migliaia di dollari. Un errore che porterà i nostri eroi a una lotta senza limiti, tra inseguimenti e colpi di scena, voltafaccia e tradimenti, e che li costringerà ad affrontare un gioco più grande di loro. E per finire, si troveranno faccia a faccia con un killer spietato e leggendario, chiamato Vanilla Ride, e dopo quell’incontro le loro vite non saranno più le stesse.

Tornano in libreria Hap e Leonard, gli esilaranti protagonisti della serie più amata di Joe R. Lansdale, in un romanzo tumultuoso e coinvolgente, che trascina il lettore fino all’ultima pagina.

 

In libreria dal 28 aprile, LICIA TROISI, LA RAGAZZA DRAGO – L’ALBERO DI IDHUNN, MONDADORI Aprile 27, 2009

LICIA TROISI, LA RAGAZZA DRAGO – L’ALBERO DI IDHUNN, MONDADORI

La vita di Sofia è cambiata da quando un eccentrico professore di antropologia l’ha adottata e l’ha portata con sé in un’antica casa sul Lago Albano. Qui ha scoperto di essere l’erede di Thuban, l’ultimo dei draghi, colui che imprigionò Nidhoggr nelle viscere della Terra. Il sigillo che incatena la perfida viverna sta per rompersi e lo spirito di Thuban deve risvegliarsi in Sofia per combattere l’ultima lotta e difendere l’Albero del Mondo.
Cullata dal guscio protettivo della casa del Professor Schlafen, dopo un primo feroce scontro, la ragazza sta imparando a fare i conti con i propri poteri. Ma proprio mentre la vita sembra scorrere tranquilla, oscuri sogni e premonizioni la tormentano. La guerra è ancora in corso e la condurrà lontano dal Lago Albano, in una città dall’ambiguo passato in cui antiche leggende stanno per riprendere vita. E intanto, nuovi nemici si profilano  all’orizzonte…
aUTorE Licia Troisi, romana, astrofisica, è nata nel 1980. Con le saghe delle “Cronache del Mondo Emerso” e delle “Guerre del Mondo Emerso”, ha venduto più di 800.000 copie in Italia e si è imposta come grande scrittrice fantasy anche all’estero.

 

le edizioni Shake Aprile 26, 2009

I piccoli editori, le piccole realtà, stentano assai in un mondo costruito su misura per i grandi, dove l’ossessione per il profitto e per il guadagno di nuove fette di mercato porta poi alle degenerazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Per questo, vogliamo dedicare uno spazio alle nuove proposte di chi fatica a trovare spazi, pur proponendo ottime cose.

LE EDIZIONI SHAKE (www.shake.it ). Storia
La ShaKe nasce formalmente nel 1988. In realtà il collettivo editoriale che avrebbe dato origine alla cooperativa ShaKe già da diversi anni lavorava nell’ambito dell’organizzazione di eventi culturali e controculturali, tra cui la gestione di una trasmissione a Radio Popolare con cadenza settimanale (Tensioni radiozine), la presenza nell’organizzazione di un luogo “cult” nella Milano degli anni Ottanta quale l’Helter Skelter (che la rivista londinese “ID” definì l’unico spazio di Milano che meritasse di essere visto) e molto altro ancora.
Tra le diverse attività, a partire dal 1985, su iniziativa di Primo Moroni, fondatore e gestore della libreria Calusca City Lights, si creò un gruppo che aveva per proprio scopo la creazione di una rivista che proiettasse il dibattito politico oltre gli anni ottanta e sperimentasse in maniera nuova i territori dell’arte, della cultura cibernetica e delle controculture. Il suo nome era “Decoder”.
Il primo numero di “Decoder” esce nel giugno del 1987 e fin da subito assumerà un ruolo centrale nel definire i tratti essenziali della nuova cultura cyberpunk. La rivista non solo era orientata a produrre idee per il nuovo decennio, ma anche concretamente coinvolta nell’elaborare e progettare le reti telematiche amatoriali di base (quelle che allora si chiamavano BBS), che avrebbero permesso alle situazioni antagoniste italiane di dotarsi di proprie reti per scambiare opinioni e comunicati, in anticipo rispetto all’esplosione del fenomeno Internet, che avverrà solo a partire dal 1994-96.
“Decoder” ebbe un ruolo cruciale non solo nella progettazione delle reti ma anche nel definire i grandi temi critici che le reti avrebbero incontrato nel corso del proprio sviluppo. In particolare la questione del copyright/no copyright, il tema della privacy, la questione dell’organizzazione rizomatica della struttura di rete, il digital divide, l’overload informativo ecc.
Il peso della rivista tra il 1987 e il 1996 è stato assolutamente centrale nello sviluppo di una coscienza critica e democratica nell’uso delle nuove tecnologie nel nostro paese.
La rivista arriverà a vendere circa 10.000 copie per numero.
Il passo successivo è stata la produzione di Cyberpunk. Antologia di scritti politici, a opera di Raf Valvola Scelsi, nel 1990. Un testo venduto in oltre 20.000 copie, che ebbe un ruolo seminale nell’orientare il dibattito italiano sulle nuove tecnologie. Il libro venne presentato nell’ambito di un seminario tenutosi al Festival del Teatro di Sant’Arcangelo di Romagna, dove la cooperativa Shake venne invitata a organizzare una serie di eventi. Tra questi è da rimarcare l’organizzazione dell’arrivo (e i concerti) del gruppo tecnonomade Mutoid Waste Company, che sulla scorta dell’ospitalità offertagli dal comune romagnolo decise lì di trasferirsi stabilmente.
La collaborazione con il Festival dei Teatri durò per circa tre anni, intersecandosi anche con la partecipazione al festival di Poesia di Milano, organizzato dal gruppo ruotante intorno a Gianni Sassi, occasione nella quale ShaKe-Decoder poté organizzare una serie di dibattiti con alcune delle figure più importanti della scena hacker mondiale: Wau Holland, Bill Squire, il gruppo olandese di Hacktic e più in generale il Chaos Computer Club.
Sempre in questi anni la ShaKe decide finalmente di rivolgere la propria attenzione editoriale anche ad altre tematiche che da sempre erano state al centro della propria attività, quale la storia delle culture afroamericane. Si decide così di tradurre gli scritti  dell’ultimo anno di vita di Malcolm X, Con ogni mezzo necessario.
Tra gli altri progetti realizzati all’inizio degli anni novanta, la collaborazione con la rivista californiana Re/Search (di cui verranno pubblicati in italiano una serie di numeri monografici su W.B. Burroughs, J.G. Ballard, sul femminismo cyber) e l’apertura di una collana di studi e materiali interamente dedicati alle controculture  più importanti al mondo.
Questi sono stati solo i primi passi di un’avventura che nel bene e nel male è riuscita a imprimere un forte segno sullo sviluppo e la crescita di un pensiero diverso e libertario in Italia. Come non ricordare per esempio un autore come Hakim Bey, che con T.a.z. (zone temporaneamente autonome) permise di definire una vera e propria base teorica all’esistenza dei centri sociali, nella forma magmatica da essi assunta nei primi anni novanta, alle stesse reti telematiche di base ma anche ai rave illegali che cominciavano con sempre maggiore intensità a essere organizzati in tutta la penisola.
In 20 anni di attività indipendente, ShaKe ha costruito un catalogo di circa 150 titoli che spaziano dalla cultura cyberpunk alla letteratura di genere, dalle controculture al mediattivismo, passando per i movimenti e le loro molteplici capacità comunicative nell’arte come nella politica, costruendo uno spazio di critica rigoroso contraddistinto da edizioni ben curate, nei contenuti e nella grafica. E’ stato uno straordinario percorso che ora ha ripreso la propria marcia con rinnovata forza ed entusiasmo. Il dvd sulla storia del punk italiano, curato da Gomma Guarneri, apparso poco tempo fa, testimonia la conferma di alcune delle qualità migliori che avevano permesso di farci apprezzare nei più diversi ambiti: rigore nei contenuti, grafica ineccepibile e soprattutto ottima professionalità nella costruzione dei supporti multimediali.

Shake Edizioni ,
Mamma dammi la benza, di Gaznevada

IL LIBRO:
Il “dopo ‘77″ a Bologna porta con sé storie di vita e di scoperte, di intuizioni e di creatività. La colonna sonora della città era punk/new wave e i musicisti di punta i Gaznevada, in origine “Centro D’Urlo Metropolitano”. Di loro si diceva che fossero il braccio armato musicale della coltissima Traumfabrik dei mitici fumettisti Scozzari e Andrea Pazienza e della scuola Rank Xerox di Tamburini e Liberatore.

In realtà i Gaz all’inizio erano un tozzo, caciarone, magnifico gruppo punk. Poi divennero altro. Studiarono, maturarono, sperimentarono. Ma all’inizio erano questo, un gruppo punk, di intelligenza sopraffina e dalla mano pesante.

“Mamma dammi la benza!”, pubblicato dalla Harpo’s di Oderso Rubini nel marzo del ‘79, è la testimonianza concreta della loro forza d’urto: la band, attiva da tempo, lasciava con questo album il primo segno del proprio passaggio sulla nuova scena rock italiana. Incendiandola. Nella loro grezzezza, i nove brani di quella leggendaria cassettina bruciavano come un lacrimogeno esploso a un metro dagli occhi.

L’urgenza e il sarcasmo dei primi Gaznevada li ritroviamo oggi nelle tracce di questo cd utile a capire cosa era il punk e cosa invece non è più. Roba vecchia di trent’anni che fa ancora male. Da maneggiare con cura, senza farsi fregare dalla nostalgia. Cattivi, come sempre!

“Ecco il suono della mia generazione, eccolo lì, esisteva e lo avevo-avevamo scoperto . . Ma di che cosa si trattava, aveva un nome ’sta roba? Sì che ce l’aveva: era PUNKROCK! Ma che cosa significava punk? Significava ciò che esistenzialmente eravamo e non sapevamo bene come interpretare, ma che sentivamo nelle viscere già da tempo.” Gianluca Galliani (alias Nico Gamma)

“Sandy Banana (o Billy Blade, fate voi), Robert Squibb, Andy Droid, Bat Matic, Nico Gamma e Johnny Tramonta presero la scena rock italiana e la rivoltarono come un calzino. Nello splendore della loro scorrettezza, quei nove pezzi nocivi infettano come una lametta sporca sulla carne bianca di un bambino.” Luca Frazzi

Il digipack contiene:
l’album Mamma dammi la benza!
il video di Telepornovisione (7.35 minuti)
il libro Gaznevada, a cura di Oderso Rubini, con foto, testi delle canzoni e discografia completa dei Gaznevada, più un estratto del racconto History & Hysteria di Gianluca Galliani

Edizione a cura di Oderso Rubini – Cd per gentile concessione di Giovanni Natale (EXPANDED MUSIC)

IL DISCO
1. everybody enjoy with reggae music 3.43
2. criminale 2.09
3. donna di gomma 3.17
4. bestiola 2.12
5. mamma dammi la benza 3.06
6. teleporno T.V. 5.36
7. johnny (fallo per me) 2.45
8. roipnol 5.06
9. nevadagaz 4.04

Il video di Telepornovisione by courtesy of Renato De Maria
realizzato da: Giampiero Huber, Renato De Maria, Emanuele Angiuli
Formato: Mpeg; Durata: 7.35 (visionabile con computer)
L’AUTORE:
I GAZNEVADA
Gaznevada was:
robert squibb / guitars & bass
andy droid / vocals
sandy banana / vocals & sax
bat matic / drum, percussions & vocals
nico gamma / some keyboards
johnny tramonta / rare bass & consultant

Edizione a cura di Oderso Rubini

 

Il paese di Saimir, di Valerio Varesi Aprile 25, 2009

Il paese di Saimir è l’Albania, una terra che non avrà la fortuna di rivedere: clandestino, al lavoro (nero) come muratore, senza certezze e garanzie. Il paese di Saimir, quello in cui resta schiacciato da un muro, è quello in cui viviamo anche noi.
Un gran bel libro, capace di raccontare con coraggio e passione la realtà che ci circonda (una ben squallida realtà . . .) proposto dalle Edizioni Ambiente nella collana Verdenero.

Il paese di Saimir, di Valerio Varesi, Ed. Ambiente

Saimir ha diciassette anni ed è da poco arrivato in Italia dall’Albania. È clandestino e lavora come muratore in un cantiere, naturalmente in nero, senza alcuna garanzia o sicurezza. Un giorno entra in un palazzo fatiscente, tocca il muro sbagliato e il palazzo crolla. Saimir rimane sepolto. Ma Saimir stava lavorando illegalmente: non può essere lì, è invisibile. Fuori si scatena la ferocia e l’avidità di chi è rimasto vivo, e anche chi fino a quel momento è stato capace di pietà, si inaridisce. “Il paese di Saimir” è la vigorosa denuncia, senza mezzi termini o rassicuranti sfumature, di come oggi un’imprenditoria senza scrupoli sfrutti l’immigrazione clandestina a proprio vantaggio. Attraverso una lingua dura e schietta, ma capace di commoventi aperture poetiche, Varesi traccia la parabola di un giovane lavoratore “fantasma” costretto ai meccanismi malati dell’edilizia illegale. È la storia di un’altra vittima, un altro corpo che va a ingrossare la tragica lista delle morti bianche

 

Il colonialismo italiano in Etiopia (1935-1940) Sbacchi Alberto, Mursia Aprile 25, 2009


Il colonialismo italiano in Etiopia (1935-1940)
Sbacchi Alberto, Mursia

Un efficace resoconto della dominazione italiana in Etiopia, dall’iniziale entusiasmo per la vittoriosa campagna militare ai vari tentativi di governare il Paese, per giungere alla sconfitta finale dopo l’entrata in guerra nel 1940 contro la Gran Bretagna. Tre fasi della parabola di un mito di invincibilità che il ventennio fascista aveva fatto di tutto per costruire, grazie anche all’opera della sua propaganda. In realtà, numerosi furono i focolai di ribellione mai domati, mentre i sistemi adottati per il governo della colonia si dimostrarono inadeguati. Attraverso approfondite ricerche, l’Autore evidenzia come l’impresa etiopica non riuscì a conseguire in modo completo il vero scopo che si era prefissa: la colonizzazione agraria. Il libro passa in rassegna i vari aspetti della politica coloniale fascista, il sistema amministrativo, le leggi applicate in Etiopia, l’atteggiamento italiano nei confronti dei ras, della nobiltà locale e delle diverse comunità religiose.