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Due saggi: sulla Danza e sulla Letteratura fantastica di inizio 900 Giugno 30, 2009

Flavia Pappacena ,
La danza classica ,
Le origini

Laterza

In breve

La danza classica raggiunge il massimo fulgore con il balletto ottocentesco, in cui tocca i più alti livelli di originalità contenutistica, di complessità compositiva e di perfezione formale. Questi risultati sono il frutto di una lenta maturazione avvenuta nel corso del Settecento, quando la danza acquista piena dignità artistica. Dalla fondazione dell’Académie Royale de Danse, alla corte del Re Sole, alla creazione del balletto a struttura narrativa fino alle innovazioni d’età napoleonica, Flavia Pappacena traccia la storia di una forma d’arte capace di imporsi sui palcoscenici di tutto il mondo, indagandone le problematiche e le tensioni intellettuali e creative alla luce di un suggestivo confronto con i mutamenti del gusto, con gli orientamenti della cultura visiva e teatrale e con le nuove prospettive estetiche.

Indice

Premessa – I. La danza accademica alla corte del Re Sole – II. La danza accademica sotto Luigi XV – III. Verso la danza espressiva. Il balletto come spettacolo autonomo – IV. La riforma di Jean-Georges Noverre – V. Il tramonto dell’«Ancien régime» e la nuova linea estetica – VI. L’inizio della nuova era tra tradizione e innovazione – Bibliografia – Indice dei nomi



Margherita Cottone
La letteratura fantastica in Austria e Germania (1900-1930). Gustav Meyrink e dintorni . Sellerio

160 pagine 16.00 Euro ISBN 88-389-2395-7

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un momento di grande insicurezza sociale e politica, si affermava in Austria e in Germania una letteratura detta dagli stessi autori: «fantastica». I suoi caratteri sono facilmente riconducibili alla tradizione della Schauerromantik, di Hoffmann, Poe e Villiers de l’Isle d’Adam. Muovendosi tra «orrore» e «grottesco», tra critica sociale e visione spiritualistico-esoterica, i racconti e i romanzi di Meyrink, Kubin, Strobl, Ewers, rappresentano gli esempi più significativi di una letteratura considerata «triviale», ma i cui stilemi sono riconoscibili anche in autori famosi come Franz Kafka o Georg Heym. Grazie alla pubblicazione di famose collane, come la Galerie der Phantasten, di antologie e di riviste, questa produzione si impone nel primo Novecento con testi che indagano gli aspetti oscuri dell’esistenza, gli orrori della civiltà, le paure di fronte all’inconoscibilità del mondo e della stessa identità umana cui spesso si contrappone una visione mistico-spiritualista o estetico-decadente. Una visione perimetrata sia dall’eros e dalla donna, che assume spesso tratti vampirici e aggressivi, sia dallo «spazio» in cui si muovono i personaggi di autori come Meyrink e Kubin. Nel tentativo di chiarirne la collocazione all’interno di un genere, le cui caratteristiche sono abbastanza definite grazie agli studi di Vax, Caillois e soprattutto di Todorov, il volume ricostruisce sinteticamente la storia e l’evoluzione di una letteratura oggi rimossa per l’ideologia ad essa sottesa. L’autrice si interroga sulle motivazioni che hanno contribuito alla sua rinascita, analizzandone temi e motivi quali l’oggetto animato di vita propria, il vampiro, il doppio, l’automa magico, la femme fatale. La bibliografia che chiude il volume testimonia il giustificato interesse che negli ultimi anni ha suscitato questo genere di letteratura.

Margherita Cottone è professore ordinario di Letteratura tedesca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. Ha pubblicato numerosi saggi sulla letteratura tedesca del XVIII e XIX secolo tra cui: Esoterismo e ragione. Cinque ipotesi sulla metempsicosi, Palermo 1983; Figure del Romanticismo, Venezia 1987; Itinerari. Metafore e simboli nella letteratura tedesca, Palermo 1988; Romanzo e spazio simbolico, Palermo 1992. Si è, inoltre, occupata dei rapporti tra giardino e letteratura nei volumi: Il giardino sentimentale. Il paradiso ritrovato nel ‘700 europeo, Palermo 1996; Progettare un sogno. Letteratura e giardino in Germania, Palermo 2000; Geografie letterarie, Palermo 2008.

 

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