libri, consigli e pensieri

da libreria Atlantide e Solea, i nostri commenti sul mondo dei libri: recensioni, appuntamenti e curiosità

un saggio storico, I verbali di Hitler Ottobre 1, 2009

I verbali di Hitler. Rapporti stenografici di guerra 1942-1945
Volume 1: 1942-1943
a cura di Helmut Heiber
LEG EDITORE

Fu la grave crisi di fiducia nei confronti dei suoi generali – in particolare Halder e Jodl -, sorta a motivo dell’arbitraria esecuzione delle sue direttive durante l’avanzata tedesca nel Caucaso nell’estate del 1942, a indurre Hitler a istituire il “Servizio Stenografico al quartier generale del Führer” (Stenographischer Dienst im Führerhauptquartier). A suo vedere, la registrazione stenografica delle riunioni con i collaboratori militari avrebbe evitato che i comandanti potessero in futuro addurre, a propria giustificazione, l’aver ricevuto ordini diversi da quelli effettivamente da lui trasmessi. Già nei primi due anni di guerra Hitler richiedeva due volte al giorno un rapporto sulla situazione bellica, senza però che i capi militari supremi venissero convocati, a meno che la situazione lo richiedesse. Con l’inizio della campagna orientale, le riunioni informative – che si tenevano nella cosiddetta “Wolfsschanze”, presso Rastenburg, nella Prussia Orientale – diventarono più regolari: quotidianamente si tenevano la riunione di mezzogiorno e la riunione serale. Successivamente, Hitler iniziò a far stenografare sinteticamente le sue “conversazioni a tavola” (verbali che abbracciano il periodo tra il 5 luglio 1941 e il 7 settembre 1942). Dopo lo scontro con Jodl (avvenuto proprio la notte del 7 settembre), Hitler ordinò la registrazione stenografica anche delle riunioni informative, affidata a personale qualificato.
Di inestimabile valore storico, I verbali di Hitler travalicano le valenze legate alle risoluzioni strategiche; dall’opera traspaiono i rapporti quantomeno conflittuali tra Hitler e i suoi generali, quei generali che, negli anni dell’autogiustificazione, ebbero gioco relativamente facile nell’imputare il naufragio di idee sempre giuste e promettenti degli stati maggiori al dilettantismo del loro “caporale comandante”.

 

IL LIBRO DELLE TERRE IMMAGINATE , GUILLAUME DUPRAT, IPPOCAMPO Settembre 30, 2009

SI è meritato il BOLOGNA RAGAZZI AWARD 2009 per la categoria NON FICTION questo ottimo testo, di certo originale. Non resta che presentarlo con le motivazioni della giuria della Fiera del libro per Ragazzi di Bologna :

IL LIBRO DELLE TERRE IMMAGINATE , GUILLAUME DUPRAT, IPPOCAMPO

Le terre di sogno per le quali ci conduce Guillaume Duprat, sono, a ben vedere proprio le terre davvero amate dalla scienza, quelle che ci fanno riflettere su temi filosofici che scaturiscono dalla geografia. Lo splendido viaggio onirico di Duprat è orientato verso importantissime mete che hanno impressionato, impaurito, lusingato, stimolato la mente di molte generazioni di uomini. Qui le cartografie e i simboli, i modi insinuanti, onirici, di raffigurare la terra, ci dicono quanto sia toccante e commovente la fatica compiuta dall’uomo per ritrarre il suo pianeta. Il Mito è qui riproposto come uno splendido alleato della geografia, fornendo così, con la delizia di queste immagini stilisticamente coerenti, anche un itinerario attualissimo che oggi va percorso con nuove ragioni, pensando a nuovi traguardi. Perché questa terra guardata da cartografi che erano visionari e poeti, è quella terra che dobbiamo difendere, amandola con l’amore colto e fantasioso di cui ha dato prova Duprat: solo tenendo conto di questa arcana bellezza, potremo davvero salvarla.

 

Bruno Giorgini alla Libreria Irnerio Settembre 30, 2009

SABATO 3 OTTOBRE ALLE 18,00
ALLA LIBRERIA IRNERIO,
IN VIA IRNERIO, 27 BOLOGNA

BRUNO GIORGINI
presenta il suo romanzo

“I DUE ARCOBALENI.
VIAGGIO DI UN FISICO TEORICO NELLA COSTELLAZIONE DEL CANCRO”
(Aracne editrice)

Intervengono:
FRANCO BERARDI (BIFO)
SILVIO BERGIA,
PAOLO FABBRI

letture di ALICE REINA

“I due arcobaleni” raccontano la storia di un uomo malato di cancro. Fin dal primo giorno l’uomo annota tutto su due quaderni, convinto che tutto quanto e’ dicibile sia sopportabile. Nella terra di nessuno che sta tra la vita e la morte, tenuto per mano dalla donna, egli s’incammina. Incontra un leopardo africano e il gatto di Schrodinger, molti amici e signore bellissime, una guerra radioattiva e la pioggia dei veleni, qualche riflessione scientifica, un grafico su Nature e molta scaramanzia, dei medici guerriglieri e demolitori, e dei medici pacifici e riparatori, i suoi due figli e i suoi due padri, una laguna, un ponte, molte paure, qualche sofferenza, un grande ospedale, un Dio affabile, una barca sull’orlo del naufragio, una citta’ d’acqua, la nascita di una stella, le cellule della vita che danno la morte e altro ancora, fino all’automa di Turing, la macchina che non sa decidersi.

Un libro denso e ricco, in cui la scienza viene in soccorso delle emozioni che travolgono chi si scopre alla fine del viaggio senza preavviso, ed offre strumenti. Sta poi a ciascuno maneggiare questi strumenti, la filosofia, la scienza, la religione, la passione che ciascuno sceglie di darsi, categorie per misurare il mondo che, davanti all’ineluttabile, fanno cadere il velo e danno – forse, a volte – un senso al viaggio sin qui compiuto.
Temi alti e definitivi, universali, che “I due arcobaleni” riesce a trattare senza che la vicenda personale diventi biografismo, ma opportunita’ di ricerca e confronto.

BRUNO GIORGINI e’ ricercatore in fisica teorica presso il Dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Bologna e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Dopo avere studiato i buchi neri e le origini del cosmo, si muove oggi tra sistemi caotici e sistemi complessi. Ha lavorato per lunghi periodi a l’Universite’ Paris VI e Paris VII, all’ESPCI (Ecole Superieure de Physique et Chimie Industrielle de la ville de Paris) e al Politecnico di Milano. A Bologna ha fondato il laboratorio di Fisica della citta’. Oltre ad articoli scientifici ha scritto alcuni libri di varia umanita’.
Dal 1986 collabora con Radio Popolare di Milano di cui e’ attualmente direttore responsabile.
In qualche scampolo di tempo frequenta la libreria Irnerio, e l’ha scelta per presentare il suo libro a Bologna, dopo averlo fatto a Mantova, in anteprima nazionale, al Festival della letteratura.

Sara’ un pomeriggio interessante.
Ed ovviamente, la presentazione diventera’ chiacchierata con un bicchiere di buon vino in mano, come piace a noi.

Vi aspettiamo!

Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita

Per informazioni:
LIBRERIA IRNERIO
VIA IRNERIO, 27 BOLOGNA
TEL E FAX 051251050
libreria.irnerio@libero.it
libreriairnerio.blogspot.com

 

Alcântara, Jean Marie Blas de Roblès. Frassinelli Settembre 30, 2009

Si potrebbe quasi definirlo un felice feuilleton questo ampio romanzo, ambientato nel Brasile dei giorni nostri, e nell’Europa dilaniata dalla guerra dei Trent’anni, vista attraverso la figura di Athanasius Khirchner, l’eclettico gesuita inventore del microscopio, anticipatore dell’egittologia, grande erudito, che compare tra le pagine del libro grazie ad una ricerca condotta sulla sua figura.
Un romanzo che ha catturato il favore dei lettori e dei critici (Prix Medicis e altri )con i suoi personaggi buoni e cattivi, per le sue pagine ora tragiche, ora comiche, per l’erudizione e la capacità di non abbandonarsi ad essa. E per i suoi protagonisti, eroi moderni di un Brasile in rapido mutamento.

Alcântara,
Jean Marie Blas de Roblès. Frassinelli

Sullo sfondo di un Brasile affascinante e misterioso, un romanzo unico, ricco di storie, invenzioni e personaggi indimenticabili.

Eléazard von Wogau, eroe inquieto di questa incredibile foresta di storie, è stato mandato dal suo giornale come corrispondente ad Alcântara, l’ultimo avamposto del Nordeste brasiliano. Dove un giorno riceve un affascinante manoscritto, biografia inedita di un famoso gesuita del Seicento. Comincia così una ricerca a cavallo tra verità e finzione, destinata ad avere ripercussioni sorprendenti anche sulla sua vita privata. Quasi che il viaggio straordinario nell’universo di Athanasius Kircher si rispecchiasse nelle vicende di personaggi che fanno a gara per dare senso a un mondo forsennato e patetico: Elaine, archeologa in missione improbabile nella giungla del Mato Grosso, Moéma, studentessa alla deriva, o ancora Nelson, ragazzino fragile delle favelas di Pirambù che sniffa il piombo fuso della vendetta. Siamo in Brasile, il Paese degli eccessi. Siamo anche nella terra incognita di un romanzo-fiume, nel quale ogni parte si apre con un capitolo della biografia di Kircher, «il maestro delle cento arti», genio barocco, antenato dell’egittologia e della vulcanologia, inventore del microscopio e della lanterna magica. Non si può fare a meno di pensare al realismo magico di Borges e Cortázar, a Italo Calvino e Umberto Eco, o ancora a Potocki e al suo Manoscritto trovato a Saragozza, senza mai esaurire la lussureggiante unicità di questo romanzo ricco di storie, invenzioni e personaggi indimenticabili. Alcântara è il frutto di dieci anni di lavoro, un romanzo che supera i generi grazie a una formidabile erudizione messa al servizio di un meraviglioso senso della narrazione.

 

Il nuovo libro di Antonio Tabucchi , dal 30 settembre (acquistalo in una libreria indipendente) Settembre 29, 2009

Il nuovo libro di Antonio Tabucchi è una raccolta di racconti:

Il tempo invecchia in fretta
Nove storie
Antonio  Tabucchi

Feltrinelli

In breve
“Le parve di essere quel bambino che all’improvviso si ritrovava con un palloncino floscio tra le mani, qualcuno glielo aveva rubato, ma no, il palloncino c’era ancora, gli avevano soltanto sottratto l’aria che c’era dentro. Era dunque così, il tempo era aria e lei l’aveva lasciata esalare da un forellino minuscolo di cui non si era accorta?”. Nove storie esemplari che intrecciano il tempo reale con il tempo della storia e con il tempo interiore. Sono le storie di Antonio Tabucchi.
Il libro
Tutti i personaggi di questo libro sembrano impegnati a confrontarsi col tempo: il tempo delle vicende che hanno vissuto o stanno vivendo e quello della memoria o della coscienza. Ma è come se nelle loro clessidre si fosse alzata una tempesta di sabbia: il tempo fugge e si ferma, gira su se stesso, si nasconde, riappare a chiedere i conti.
Dal passato emergono fantasmi beffardi, le cose prima nettamente distinte ora si assomigliano, le certezze implodono, le versioni ufficiali e i destini individuali non coincidono.
Un ex agente della defunta Repubblica democratica tedesca, che per anni ha spiato Bertolt Brecht, deambula senza meta a Berlino fino a raggiungere la tomba dello scrittore per confidargli un segreto. In una località di vacanze un ufficiale italiano che in Kosovo ha subito le radiazioni dell’uranio impoverito insegna a una ragazzina l’arte di leggere il futuro nelle nuvole. Un uomo che inganna la propria solitudine raccontando storie a se stesso diventa protagonista di una vicenda che si era inventato in una notte d’insonnia.
Come in un quadro di Arcimboldo, dove le singole figure compongono in prospettiva la figura maggiore che le ospita, i personaggi di questo libro disegnano l’ineffabile volto di una stagione. È la nostra epoca impietosa e futile, fatta di un tempo anfibio che non scandisce più la vita e del quale ci sentiamo ospiti estranei. Storie straordinarie che entrano in modo indelebile nel nostro immaginario, anche se non appartengono al piano dell’immaginario ma a una realtà di cui forse abbiamo perso il codice.
Sono le storie di Antonio Tabucchi.

La stampa francese su Il tempo invecchia in fretta
“Forse quello che ci suggeriscono le storie di Tabucchi è che ci sono parti di noi condannate a un fuso orario perpetuo. E solo qualcosa di molto antico – il mito, il sogno, la letteratura? – può riconciliarle, farle funzionare insieme, dar loro una cadenza e una forma. Ma bisogna affrettarsi: il tempo invecchia in fretta, dicono i presocratici.”
“Le Monde”

“Antonio Tabucchi è un maestro assoluto del nondetto, della suggestione. Non ha mai bisogno di forzare la mano e preferisce lasciare spazio alla sua inclinazione alla flânerie, al mistero. E il suo tempo che invecchia ne risulta ancora più lancinante.”
“Hebdo”

“Se l’Italia sta male, Tabucchi, al contrario, non potrebbe stare meglio. Ogni suo libro è un regalo raro, un piacere da assaporare con calma.”
“Le Point”

“Un racconto dopo l’altro, Tabucchi intreccia monologhi interiori, rêveries e reminiscenze storiche per affrontare la più vertiginosa delle questioni: quella del tempo che fugge cancellando i nostri ricordi nelle sabbie mobili del passato. È proprio la fragilità dei nostri destini che Tabucchi mette in scena in questi racconti che sembrano sonate malinconiche. Sottigliezza pura.”
“L’Express”

“Che scrittore sublime! È letto dai migliori lettori del mondo.”
“Le Figaro”

 

Bologna, un secolo d’amore Settembre 28, 2009

Mercoledi’ 30 settembre alle ore 18,00
presso la libreria Irnerio
via Irnerio, 27 a Bologna

presentazione del volume
BOLOGNA: UN SECOLO D’AMORE”
di GIANNI MARCHESINI e ADALBERTO BORTOLOTTI (Gianni Marchesini Editore)

Intervengono:
MARCO GUIDI, ADALBERTO BORTOLOTTI, MATTEO MARANI, GIANNI MARCHESINI

Alla libreria Irnerio, mercoledi’ 30 settembre, ecco un modo per rendere omaggio ai 100 anni di vita del Bologna F.C., condividendo ricordi e racconti con alcuni dei piu’ noti giornalisti bolognesi.

Dopo i volumi dedicati agli 80 ed ai 90 anni di vita del Bologna, Gianni Marchesini dedica agli appassionati rossoblu’ “BOLOGNA, UN SECOLO D’AMORE”, un volume che celebra la storia della squadra dal 1909 ai giorni nostri, con vicende che non possono non sovrapporsi con quelle della citta’ stessa, diventando interessante dunque non solamente per gli appassionati di calcio, ma anche per chiunque si interessi di vicende bolognesi.

Il volume e’ arricchito dai contributi di Adalberto Bortolotti, Alberto Bortolotti e Gianfranco Civolani, giornalisti bolognesi conosciuti da tutti, e dagli interventi, tra gli altri, di Cesare Cremonini, Andrea Mingardi, Gianni Morandi, Gianluca Pagliuca ed Eraldo Pecci.

Un prezioso valore aggiunto al volume e’ rappresentato da un dvd su Giacomo Bulgarelli, che e’ in corso di realizzazione in collaborazione con l’Associazione Giacomo Bulgarelli.
Il dvd, una volta pronto, potra’ essere ritirato gratuitamente da chi avra’ acquistato il volume, grazie al buono omaggio che verra’ dato al momento dell’acquisto.

Un breve profilo dei giornalisti che interverranno  mercoledi’ pomeriggio

MARCO GUIDI
Conduttore della presentazione.
Gia’ caporedattore a “Il Resto del Carlino – con cui ora collabora – “Il Messaggero” e “Il Mattino”.
E’ stato inviato di guerra, ed autore di numerosi libri.  Appassionato di calcio e del Bologna.

ADALBERTO BORTOLOTTI,
co- autore del volume. Gia’ direttore di “Stadio” e del “Guerin Sportivo”, e’ uno dei giornalisti sportivi piu’ autorevoli in Italia, e massimo esperto di calcio.

MATTEO MARANI
Direttore del “Guerin Sportivo”. Autore di “Dallo scudetto ad Auschwitz”, dedicato all’allenatore del Bologna Arpad Weisz, ebreo e morto in campo di concentramento.

GIANNI MARCHESINI
Autore di “Bologna, un secolo d’amore”, aveva gia’ dedicato volumi agli 80 ed ai 90 anni del Bologna.
Gia’ inviato del “Resto del Carlino” e del “Messaggero” per calcio, ciclismo e pugilato. Dal 1981 ha dato vita ad una casa editrice, che ha pubblicato oltre 30 volumi, dall’ “Almanacco del ciclismo” di Davide Cassani alla storia di Modena, Fiorentina, Napoli.

Come e’ nostra abitudine, concluderemo l’incontro con un aperitivo. Un ottimo modo per celebrare un compleanno cosi’ significativo.
Vi aspettiamo!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita.

per informazioni:
Libreria Irnerio
Via Irnerio, 27 Bologna
tel e fax 051251050
e-mail libreria.irnerio@libero.it
blog: www.libreriairnerio.blogspot.com

 

Anche ad un premio Nobel può essere rifiutata la pubblicazione. Settembre 28, 2009

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Anche ad un premio Nobel può essere rifiutata la pubblicazione.

Scrive Saramago : “Visto che sono pubblicato in Italia da Einaudi, di proprietà di Berlusconi, gli avrò fatto guadagnare qualche soldo». Nonostante il premio Nobel ricevuto e i rapporti decennali lo scrittore portoghese ha dovuto trovare un altro editore per pubblicare il suo QUADERNO: Bollati Boringhieri; l’opera è il frutto degli scritti apparsi nel suo blog. Einaudi ne ha rifiutato la pubblicazione, ritenendolo un libro diffamatorio nei confronti del Presidente del consiglio\Editore.

Seguendo il link, troverete una intervista all’autore, in risposta alla decisione della casa editrice Einaudi di non essere interessata al libro:

http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=43100&idsezione=3

in libreria da giovedì 1 ottobre:
Josè Saramago, Quaderno, Bollati Boringhieri
I pensieri scomodi, le spietate diagnosi e le appassionate invettive di un grande premio Nobel
Prefazione di Umberto Eco

Il Quaderno raccoglie interventi che Saramago ha scritto dalla sua residenza di Lanzarote tra il settembre 2008 e la fine di marzo 2009. Non un romanzo, non un’opera teatrale né una raccolta di poesie: genere, quest’ultimo, che Saramago stesso dice di aver frequentato poco. Eppure, a chi si appresta a leggere queste pagine il dubbio sorgerà: perché di poesia – tra quelle righe fulminee e taglienti, capaci di stilare una spietata cartella diagnostica del nostro presente – ce n’è, eccome. Se a scandire il tempo e a dettare l’urgenza di queste cronache sono gli accadimenti del mondo (dagli ultimi atti della presidenza di George W. Bush alle intemperanze del nostro presidente del consiglio, dalla crisi finanziaria che ha sconvolto i mercati occidentali alle polemiche su Guantánamo, dalla libertà limitata di Roberto Saviano ai recenti bombardamenti sulla Striscia di Gaza), sono nondimeno momenti di vera poesia e di straordinaria bellezza quelli contenuti nelle pagine sulla notte in cui Obama ha vinto le elezioni americane, il ricordo dedicato a Fernando Pessoa, l’omaggio alla città di Lisbona, o l’episodio del ritorno alla Torre di Belém della statua dell’elefante che dà il titolo al suo ultimo romanzo (Il viaggio dell’elefante, Einaudi, Torino 2009).
E il tono, come il cielo su Lanzarote, cambia di conseguenza, indomito e imprevedibile: dalla sapiente grammatica della prosa lirica, dove ogni parola è ponderata, adagiata al posto giusto, a tenere il ritmo della meditazione, all’irrompere violento dello sdegno nelle invettive contro i recenti attacchi alla democrazia, alla libertà religiosa e ai diritti umani, cui abbiamo assistito e assistiamo in Europa e oltreoceano, ma soprattutto contro la minaccia alla libertà di espressione, che il Nobel portoghese difende col furore dello scrittore che sotto Salazar ha conosciuto le durezze della censura. «Un libro di vita», lo definisce Pilar del Rio, sua traduttrice spagnola e compagna di vita da oltre quindici anni. E un’esortazione a non confondere le utopie con più pallide speranze.
l’autore
José Saramago (Azinhaga, 1922), scrittore e premio Nobel per la letteratura (1998), è autore di romanzi, cronache, raccolte di poesie e testi teatrali. Curatore del supplemento culturale del quotidiano «Diario de Lisboa» e vicedirettore del «Diario de Noticias» subito dopo la Rivoluzione dei garofani, da noi è amato soprattutto per i suoi romanzi. Tra i più noti, tutti per Einaudi, Memoriale del convento (1982), L’anno della morte di Riccardo Reis (1984), La zattera di pietra (1986), Il Vangelo secondo Gesù (1991), Cecità (1995), Le intermittenze della morte (2005).
Gli scritti qui raccolti sono apparsi sul blog caderno.josesaramago.org.

 

Un marchio di qualità per le librerie indipendenti: 406 librerie insignite Settembre 28, 2009

Un marchio di qualità per le librerie indipendenti: 406 librerie insignite

Il Centre National du Livre (France) ha istituito un marchio di qualità per le librerie indipendenti francesi, atttribuito a 406 realtà. I criteri di scelta:
Vendere in prevalenza solo libri (no cd, dvd, giochi , cartoleria)
Non essere collegate a nessun gruppo economico, ma essere realmente indipendenti
Avere un assortimento caratterizzato da una notevole varietà editoriale (non solo libri degli editori più grossi)
Garantire un elevato livello di professionalità e servizi
Animare la scena culturale del luogo di appartenenza.

Al prestigio del marchio, si aggiungono alcune tangibili esenzioni fiscali, elargite dal Ministero della Cultura. Che si aggiungono ad altri simpatici aiuti che rendono più semplice l’esistenza dei colleghi d’oltralpe, come questo “Prêts économiques aux entreprises de librairie” avente per oggetto “Accompagner le développement et la reprise de librairies indépendantes par des prêts à taux zéro.”
Gli aiuti:
http://www.centrenationaldulivre.fr/?PRETS-ECONOMIQUES-AUX-ENTREPRISES
E il marchio:
http://www.centrenationaldulivre.fr/?406-librairies-labellisees-LiR

406 librairies labellisées LiR

Le ministère de la Culture et de la Communication a souhaité la création d’un label permettant de distinguer les “librairies indépendantes de référence” et de les soutenir au travers, notamment, d’un dispositif d’exonération de taxe professionnelle.

Pour sa première année de mise en œuvre, le label a été attribué par décision du Ministre en date du 31 août 2009 à 406 librairies.

 

Quindici uomini e una bottiglia di rum. I migliori romanzi sul mare Settembre 28, 2009

Capita, con i libri. Ne leggi uno, e subito ti viene voglia di trovarne un altro con lo stesso argomento, con la stessa ambientazione. In questo momento è stato il mare a catturarmi, passando in breve tempo dalle onde australiane di Tim Winton ai drammi del mare di Dumas, per approdare a quell’indimenticabile libro che è La vera storia del pirata Long John Silver, un libro che è un vero e proprio inno alla grande letteratura! Ecco così un nutrito  elenco dei top 20 libri sui sette mari: avventure, esplorazioni di terre e di personalità, e grandi classici.

Da leggere con un sottofondo speciale: http://www.youtube.com/watch?v=nzcv5TJkJBA , la canzone originale dei pirati, Fifteen men and a bottle of rum

La ballata del vecchio marinaio, di Samuel Taylor Coleridge, varie edizioni
Se le “Lyrical Ballads” sono considerate il manifesto del romanticismo inglese, questa “Ballata del vecchio marinaio” che apre la raccolta, ne è la tessera più emblematica. Riscritta e ritoccata più volte, a seguito dei continui approfondimenti critici della vocazione poetica di Coleridge, questa storia di colpa e di faticosa rigenerazione diventa allusiva di una condizione umana di misteriosità e indecifrabilità, di un rapporto sempre sfuggente tra il singolo e il cosmo. La poesia di Coleridge – come dimostrano gli altri poemetti raccolti nel volume, da “Christabel” a “Kubla Khan” ad “Amore” – si impone oggi come evocazione onirica, discesa negli abissi dell’animo e dell’inconscio, sostenuta da una lucida coscienza dei processi stilistici.

Moby Dick di  Herman Melville, suggeriamo l’edizione Adelphi, tradotta da Cesare Pavese
Ishmael, narratore e testimone, si imbarca sulla baleniera “Pequod”, il cui capitano è Achab. Il capitano ha giurato vendetta a Moby Dick, una immensa balena bianca che, in un viaggio precedente, gli aveva troncato una gamba. Inizia un inseguimento per i mari di tre quarti del mondo. Lunghe attese, discussioni, riflessioni filosofiche, accompagnano l’inseguimento. L’unico amico di Ishmael morirà prima della fine della vicenda. E’ Queequeg, un indiano che si era costruito una bara intarsiata con strani geroglifici. Moby Dick viene infine avvistata e arpionata. Trascinerà nell’abisso lo stesso Achab, crocefisso sul suo dorso dalle corde degli arpioni. Ishmael è l’unico che sopravvive, usando, come zattera, la bara di Queequeg.

L’isola del tesoro, di Robert Louis Stevenson, varie edizioni
Una mappa nascosta in un baule. Un ragazzino senza paura. Un marinaio con una gamba di legno. La Più straordinaria storia di pirati di tutti i tempi.

Lord Jim, e anche Tifone, e Il negro del Narciso – Joseph Conrad
Joseph Conrad è per antonomasia il grande narratore delle storie di mare, e un sontuoso esploratore dell’animo umano. Mentre l’Impero Britannico raggiungeva il suo àpice, Conrad sfruttò la sua esperienza prima nella marina francese e, successivamente, in quella britannica per scrivere romanzi e racconti che riflettono aspetti di un impero “globale” e, allo stesso tempo, esplorano gli abissi della mente umana.

Quattro drammi sul mare, Alexandre Dumas, Magenes
Rifugiatosi a Bruxelles nel 1851 per sfuggire ai suoi creditori, Dumas si dedica alle ricerche per una biografia di Lord Byron. Queste lo portano a interessarsi ai resoconti di drammi e naufragi in tutti gli oceani del mondo. Lo scrittore si tuffa allora a capofitto in queste avventure, raccogliendo testimonianze e diari di bordo di chi è sopravvissuto. Nasce così questa raccolta pubblicata nel 1852 sotto il titolo Les drames de la mer.

Le avventure del capitano Hornblower, Forester Cecil, Rizzoli
Tra il 1700 e il 1800, ai tempi in cui Napoleone dominava l’Europa, solo la Royal Navy di Sua Maestà Britannica sfidava la potenza francese. Al suo servizio c’erano uomini dalle vite avventurose, il cui spirito è perfettamente impersonato da Orazio Hornblower, un ufficiale che, da semplice guardiamarina, arriva ai vertici del comando divenendo ammiraglio. Taciturno antieroe a disagio nella società civile, ma imbattibile al comando della sua nave, Hornblower è il protagonista di una trilogia che del mare ha l’irrequietezza e l’imprevedibilità. Una grande epopea di guerra sui mari, nella quale alle battaglie si susseguono gli abbordaggi, alle ribellioni le epidemie e ai tradimenti gli amori difficili e le incursioni in terra nemica.

Il giro del mondo di un navigatore solitario, di Joshua Slocum, Mattioli
“Avendo deciso di intraprendere un viaggio intorno al mondo e, visto che la mattina del 24 aprile 1895 il vento era favorevole, a mezzogiorno salpai l’ancora, spiegai la vela e mi allontanai rapidamente da Boston, dove la Spray era rimasta comodamente ormeggiata per tutto l’inverno. Si udirono i fischi del mezzogiorno proprio mentre lo sloop si allontanava a gonfie vele. Un fotografo, sul pontile esterno di East Boston, le scattò una foto mentre gli sfrecciava accanto. Nel punto più alto della barca, la bandiera era completamente spiegata. Il mio cuore batteva forte” (Joshua Slocum).

Sud. La spedizione dell’Endurance, Ernest Shackleton, Nutrimenti
(sta per uscire per questo editore la nuova edizione di questo classico)
Il lupo di mare, Jack london, Mursia
Il mare unisce le vite di Wolf Larsen, il duro comandante del Ghost, e quella di Van Weyden, delicato e giovane scrittore. Due uomini che non potrebbero essere più diversi: la forza fisica contro la ragione; la legge del più forte contro le regole sociali. Due uomini divisi in tutto, ma uniti dall’attrazione per una eterea poetessa finita, anche lei per caso, a bordo del Ghost, che naviga a caccia di foche. È un duello mortale quello che si scatena, combattuto con il corpo e con la mente in un vorticoso intreccio di colpi di scena fino all’epilogo dove il mare, ancora una volta, cambierà per sempre i destini degli uomini.

Capitani coraggiosi, Rudyard Kipling, varie edizioni
I capitani coraggiosi sono i marinai dei pescherecci impegnati nelle stagioni di pesca tra i ghiacci dell’Islanda e i banchi di Terranova, nel tempestoso Atlantico del nord. È gente abituata a una vita aspra e a una fatica durissima. Un ragazzo miliardario e viziato, Harvey, caduto in mare da un trasatlantico, viene miracolosamente raccolto da uno di questi pescherecci. A bordo Harvey si trova forzato a dover dividere per la stagione di pesca l’esistenza rude dei pescatori, tra cui trova un ascoltatore attento, Dan, figlio del comandante. Le settimane in mare, tra avventure e pericoli, forgiano un’amicizia profonda fra i due e trasformano Harvey in un uomo che saprà per sempre distinguere i valori positivi di una persona.

Kon-Tiki, diThor Heyerdahl, Robin
Questo non è uno dei soliti resoconti di viaggio, ma la storia vera di sei uomini che hanno sfatato un’eresia scientifica con l’aiuto di una zattera di balsa, suscitando grande scalpore nel mondo degli esperti. Nel 1947 Thor Heyerdahl, con cinque compagni di viaggio, attraversa l’Oceano Pacifico, dalle coste del Perù alla Polinesia su una primitiva zattera di legno di balsa. I componenti della spedizione rivivono la leggendaria fuga del dio Kon-Tiki dalle coste americane, nell’intento di spiegare la curiosa somiglianza fra i documenti culturali della Polinesia e quelli della civiltà preincaica. Un diario di viaggio e di avventure, appassionante e ironico, che ha fatto sognare intere generazioni

Un vagabondo nei mari del sud, Bernard Moitessier, Mursia
Partito da Singapore nel 1952 con la sua giunca Marie-Thérèse, Moitessier fronteggiò in navigazione solitaria il monsone dell’Oceano Indiano, approdando infine sugli scogli dell’arcipelago Chagos. Sull’isola di Mauritios riuscì a guadagnarsi da vivere e a costruire con le proprie mani il Marie-Thérèse II, l’imbarcazione destinata a risalire l’Atlantico per portarlo fino a Trinidad. Nel mare delle Antille il navigatore perse anche questa barca. Da allora Moitessier ha doppiato Capo Horn un paio di volte e si è avventurato in un giro del mondo solitario senza scalo.

Diaana Souhami, L’isola di Selkirk, Sperling & Kupfer.
La vera storia di Alexander Selkirk, l’uomo cui Daniel Defoe si è ispirato per il suo personaggio: Robinson Crusoe. Correva l’anno 1704 quando il tempo si fermò per questo eroe che fu recuperato solo quattro anni e cinque mesi dopo il naufragio, da un vascello di passaggio. 1606 giorni di sopravvivenza e di adattamento che sfociarono in una resa totale ai ritmi dell’Isola, dove l’unica legge è la più spietata selezione naturale.

Jan Jacob Slauerhoff, Schiuma e cenere, Iperborea
E’ un mondo di erranti quello di questi cinque racconti, di vagabondi, di avventurieri, di pellegrini, di pirati, di conquistatori e di randagi. Viaggi di una ricerca che è in realtà una fuga, che sposta sempre più in là una pretestuosa, irraggiungibile meta. E viaggi che, sullo sfondo di uno straniante esotismo, sono sempre discesa negli insondabili abissi dell’animo.

Hugo Pratt, Corto Maltese, una ballata del mare salato, LIZARD
Storie di mare e di marinai, mondi lontani e sconosciuti, isole perdute negli oceani, individui alla ventura, naufragi, durezze e improvvisi slanci d’umanità nascosta. Naufragi, rapimenti, fughe, amori impossibili. Il marinaio Corto Maltese è sempre dedito alla ricerca affannosa di nuove isole e, in questo caso, nel corso della prima guerra mondiale, si ritrova agli ordini di un misterioso signore.

Caccia notturna, e altri romanzi con protagonista il capitano Aubrey, Patrick O’Brian, Tea
Il capitano Aubrey al comando di un nuovo vascello, oltre a eseguire l’incarico affidatogli di catturare la nave francese “Cornélie”, deve ritrovare il veliero da guerra “Surprise”, col quale, poi, proseguirà il viaggio fino al Nuovo Galles del Sud. Qui sarà testimone degli orrori della famigerata colonia penale di Botany Bay, dove dovrà affrontare un ambiente squallido e ostile.

Alvaro Mutis, Abdul Bashur, sognatore di navi, Einaudi
Abdul Bashur è la figura che anima vari episodi del romanzo e l’autore può dare libero sfogo a tutti i suoi estri: la fantasia, la temerarietà, il gusto provocatorio della sfida, l’astuzia e infine la coerenza di fronte al miraggio della nave ideale. Il filo conduttore del racconto è la ricerca inesauribile del supremo oggetto del desiderio, per sua natura irraggiungibile, la meta che vale il più grande dei sacrifici.

Jean-Claude Izzo, Marinai perduti, Roma, E/O
La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre “Ulisse” contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l’Aldebaran, è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. I tre sono costretti all’immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l’una con l’altra.

Thorkild Hansen, Il capitano Jens Munk, Iperborea
Nel 1619 Jens Munk salpa da Copenaghen e intraprende un viaggio appassionato alla ricerca del passaggio Nord-Ovest per la Cina. E’ l’impresa che deve coronare la sua vita, perché Munk, figlio di un nobile danese caduto in disgrazia e frutto di una relazione illegittima, ha iniziato giovanissimo la scalata per conquistare un posto d’onore nella società. Il mare, il luogo della sua infanzia sul fiordo di Oslo e lo scenario dei racconti del padre è l’ambiente naturale per realizzare se stesso

Bjiorn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver, Iperborea
Ci sono libri che danno pura gioia. È quel che capita con il romanzo di Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell’infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce. Chi racconta in prima persona è Long John Silver, il terribile pirata con una gamba sola dell’”Isola del Tesoro”, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quell’”e poi”? che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro.

Due anni a prora, Richard Henry Dana, Incontri nautici
Figlio del poeta e giornalista Richard Henry Dana Senior, scrisse il classico delle letteratura nautica Two Years Before the Mast, (Due anni a prora), cronaca di una navigazione durata due anni (1834-1836) intorno al continente americano, decisa dopo aver interrotto gli studi a Harvard. Durante il viaggio, da Boston fino in California, Richard doppiò Capo Horn. Uno dei primi esempi di narrativa di questo genere, servì da apripista ad una generazione di romanzieri del mare, a cominciare dall’Herman Melville di Moby Dick.

 

In uscita, MILENA AGUS, LA CONTESSA DI RICOTTA, NOTTETEMPO Settembre 28, 2009

In libreria dal 1 ottobre -

MILENA AGUS, LA CONTESSA DI RICOTTA, NOTTETEMPO
Tre sorelle occupano tre appartamenti di un palazzo nobiliare, un tempo tutto loro, nell’antico quartiere Castello di Cagliari. La maggiore, Noemi, sogna gli splendori perduti e tenta di ricostruirli con avarizia e puntiglio, mentre la seconda, Maddalena, sposata a Salvatore, sogna un figlio che non vuole venire, e l’ultima, detta “contessa di ricotta” per che ha le mani e il cuore di ricotta, sogna l’amore. Ed è lei la sola ad avere un figlio, Carlino, indecifrabile terremoto e squisito pianista. Intorno alla famiglia e alle sue tenaci illusioni, ci sono personaggi piú solidi, piú concreti, ma non meno sfuggenti, perché, dopotutto, solo le illusioni non fuggono: la vecchia tata, l’ombroso vicino, il pastore Elias.
Milena Agus, nel suo quarto romanzo, ci riporta a quel mondo tutto suo, dove incanto e disincanto si mescolano senza mai sciogliere il verdetto, il mistero; e dove ogni vita disegna la sua parabola come tante stelle cadenti, che appaiono e scompaiono in un fulgido cielo nero.