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Archive for ottobre 2009

Che la festa cominci
Ammaniti Niccolò, Einaudi

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il piú grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica.
Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un’avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana.
L’irresistibile comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtú della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti.
E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

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Un pizzico di mistero, un po’ di sovrannaturale, e qualche spruzzata di gotico, il tutto presentato in forma di “mother suspense”. Cosa ci può essere di più angosciante per una madre che notare strani comportamenti nella piccola figlia: non la chiama mai mamma, ha una paura ossessiva dell’acqua, disegna una casa che chiama “sua” che non è quella in cui abita con la madre. Un thriller particolare capace di tener desta l’attenzione del lettore.

LE VOCI DI MIA FIGLIA, MARGARET LEROY, FANUCCI

Grace ha una figlia di quattro anni, Sylvie, avuta da una relazione con un affascinante quarantenne quando aveva appena diciotto anni, e ora è seriamente preoccupata per ciò che osserva in lei. Sylvie ha incubi che la perseguitano, prova un puro terrore per l’acqua, aggredisce gli altri bambini senza un motivo apparente, e ha una strana fissazione per una foto di un villaggio di pescatori trovata per caso su una rivista che tiene accanto al suo letto e che si ostina a chiamare ‘casa’. Cosa c’è che non va in Sylvie?
Superando i pregiudizi di amici e conoscenti, la sua solitudine e l’indifferenza del padre della bambina, Grace si troverà ad affrontare il mistero che si cela dietro il comportamento di sua figlia, finendo per scoprire una verità davvero difficile da credere e rischiando di mettere in pericolo l’unica cosa che conta veramente nella sua vita: l’amore per Sylvie.

La scrittura di Margaret Leroy è come un sogno. “

Tony Parsons

Lo straordinario romanzo di Margaret Leroy. un’opera di grande sensibilità e originalità in cui vita presente e passata si itrecciano in modo sorprendente. Un grande successo internazionale.”
Margaret Leroy, dopo aver provato lavori di ogni genere, e con alle spalle un matrimonio fallito, si è specializzata nell’assistenza sociale per bambini. Dopo aver incontrato il suo secondo marito, con il quale ha avuto una figlia, ha lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

il sito dell’autrice: www.margaretleroy.com

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Leggere di una autrice stimata da un personaggio come Thomas Bernhard fa venir subito voglia di approfondirne la conoscenza: il grande autore austriaco era tutto meno che un dispensatore abitudinario di lodi ai colleghi, e ai suoi conterranei. Grazie a Zandonai (e anche a Forum, che ha pubblicato il suo autobiografico Appunti da un manicomio) per averci proposto questa sua raccolta di racconti da cui emerge il valore artistico e l’originalità della voce di Christine Lavant, poetessa e scrittrice austriaca segnata da una vita difficile e tormentata. Una lettura di spessore piena di poesia e intensità, che ci porta nei territori vicini al misticismo religioso, all’amore per Dio e il divino

Christine Lavant, Nell, Zandonai

“Ci sono persone che agiscono nobilmente per tutta la vita, spendono la loro bontà poco per volta, senza dare nell’occhio, ma quando un grande slancio coglie gli animi piccoli, è come un’esplosione di fuochi d’artificio, danno tutto in una volta, senza risparmio . . .”

Nei cinque racconti di Christine Lavant qui pubblicati “bellezza” e “tristezza” risplendono in egual misura: i protagonisti sono bambini e donne, i “piccoli” evangelici, quelli che con timore e tremore ancora credono “che prima o poi un incantesimo ci tocchi e ci rapisca dalla terra e dal mondo degli uomini”. Ma i miracoli, sempre attesi, giungono per lo più troppo tardi e i suoi personaggi si trovano a dover stringere accordi con Dio, implorandolo e persino minacciandolo, consapevoli che cambiamento e capacità d’amore sono raggiungibili solo a patto di varcare gli estremi confini del dolore. La narrativa di Christine Lavant si innalza costantemente al di sopra del mondo visibile e il suo linguaggio, pervaso da una luce quasi dolorosa e teso come un arco verso il mondo spirituale, si fa preghiera. E le preghiere sono simili agli uccelli: libere e difficili da catturare, eppure messaggere di una salvezza inattingibile.

Christine Lavant (1915-1973) è una delle figure più affascinanti, intense e tormentate della letteratura austriaca del secondo Novecento. Poetessa dalla grande forza visionaria, paragonata per il suo linguaggio e la combattività della sua fede alle mistiche Hildegard von Bingen e Teresa d’Avila, è stata apprezzata da Thomas Bernhard, che ne ha curato un’antologia poetica, Paul Celan e Ingeborg Bachmann.
Tra le sue opere pubblicate in italiano ricordiamo la raccolta di versi Poesie scelte (Gorizia 1986) e la vibrante testimonianza biografica Appunti da un manicomio (Udine 2009).

Un paio di sue poesie:

Dovrai tenermi
Nella rete della tua volontà.
Non voglio più uscire nel mondo
Dove il sole sorge e cala senza senso
e febbrilmente la luna si riduce in quarti.
Qui dentro non c’è né notte né giorno,
qui manca la tentazione delle stelle
di risollevarsi da un dolore antico
per dover precipitare in quello nuovo.
Nella tua rete la debolezza è buona.
Come una farfalla redenta dalla luce
il cuore angosciato si addormenta.
Dovrai tenermi
Con tutto ciò che ho perduto
e che mi rende pesante,
così pesante come una pietra
da far vibrare spesso la rete della tua volontà.
(da La ciotola vuota del mendicante 1956)

Miete la falce de sole il mio primo sonno.
Da colli di uccelli – che vogliono torcersi! -
Martirio cola nel mio animo.
Campi di colore leonino si struggono nella foschia.

Lodi la mia anima il Signore! -
In nessun luogo fra il cielo e l’inferno
Avverrà più un miracolo simile.

Terra! Apprenderò il tuo viso di mela
Alla croce della mia superbia.

Oh, che io riesca a portarla
sino su quel Calvario beffardo,
il letto di parto della mia disperazione.
(da L’arte come la mia è soltanto vita mutilata 1978)

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Care amiche e cari amici della Balena,
vi segnaliamo il terzo appuntamento domenical-pomeridiano della rassegna “Faenza ieri”, tre libri per la storia della città, alla Libreria Moby Dick.

Domenica 25 ottobre alle ore 18,00 verrà presentata la ristampa anastatica della “Guida storica di Faenza” pubblicata nel 1882 da mons. Antonio Montanari.

Ci accompagneranno in questa ideale visita alla città di fine ‘800 Sandro Bassi, scrittore, giornalista, naturalista nonché guida turistica, e Pier Paolo Peroni, presidente della Pro Loco di Faenza e ideatore delle fortunate “Visite guidate” ai tesori della città.
Per l’occasione, e grazie alla disponibilità della Biblioteca Comunale Manfrediana, esporremo una ampia scelta delle guide pubblicate su Faenza, a partire dall’800 e fino ai giorni nostri.

Antonio Montanari nacque nel 1839. Dopo gli studi in seminario divenne dottore in Teologia. Fin dall’inizio del suo ministero sacerdotale si dedicò all’insegnamento, prima a Faenza e poi a Cervia, dove fu canonico della cattedrale e professore nel locale seminario. Ritornato a Faenza si distinse come uno dei fondatori della Società di Mutuo soccorso fra i sacerdoti della diocesi, di cui fu segretario per ben
15 anni e successivamente membro del consiglio direttivo. Dall’aprile
1914 fu canonico arcidiacono della cattedrale, nomina allora di spettanza dei conti Ferniani e che comportava anche la cura della chiesa del Pio Suffragio. Fu insignito del titolo onorifico di cappellano segreto di Benedetto XIV.
Nonostante gli impegni pastorali coltivò sempre la passione per gli studi. La sua fama è principalmente dovuta alla “Guida storica di Faenza”, edita per la prima volta nel 1882 dal Marabini, e a “Gli uomini illustri di Faenza”, opera pubblicata in tre volumi dal 1882 al 1886, di cui il terzo interamente dedicato agli artisti. Nonostante risultino per certi aspetti ormai datate, tali opere mantengono ancora una indiscutibile importanza e validità.
Il Montanari fu anche poeta e compose molti versi di circostanza e diversi lavori letterari, fra cui alcuni studi danteschi e un manuale sui verbi francesi. Morì il 7 maggio 1920.

Arrivederci a domenica.
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Libreria Moby Dick
Via XX Settembre, 3/b
48018 Faenza (RA)
Tel. e fax: 0546/663605
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Mobydick mailing list

Per contattarci direttamente scrivi a : info@libreriamobydick.net

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pensavate che Elizabeth avesse trovato la felicità sposando Mr Darcy, a conclusione de ORGOGLIO E PREGIUDIZIO? non secondo Amanda Grange: in Mr Darcy, Vampire, il marito nasconde un segreto….  Sigh!

http://www.sourcebooks.com/products/history/fiction/9781402236976-mr.-darcy-vampyre.html

Mr. Darcy, Vampyre
By: Amanda Grange

Product ISBN: 9781402236976
Price: $14.99

Publication Date: July 2009

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Amanda Grange, bestselling author of Mr. Darcy’s Diary, gives us something completely new—a delightfully thrilling, paranormal Pride and Prejudice sequel, full of danger, darkness and deep romantic love

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Classifiche, i più venduti ad Atlantide dal 8 ottobre 2009 .

La classifica dei libri più venduti dal 8 ottobre ad Atlantide. Arriva Stefano Benni e conquista subito la prima piazza!
n. 1 Stefano Benni, Pane e tempesta, Feltrinelli
n. 2 Antonio Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta, Feltrinelli
n.3 Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, Marsilio
n. 4 Josè Saramago, Quaderno, Bollati Boringhieri
n. 5 Orhan Pamuk, Il museo dell’innocenza, Einaudi
n. 6 Bianchini Margherita, 101 cose da fare a Bologna, Newton
n. 7 Hertha Muller, In viaggio su una gamba sola, Marsilio
n. 8 Herta Muller, Il paese delle prugne verdi, Keller
n. 9 Patrick Dennis, Zia Mame, Adelphi
n. 10 Marco Buticchi, Il respiro del deserto, Longanesi

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Le sorelle Materassi lette da Paolo Poli

IL TERZO ANELLO – AD ALTA VOCE

http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/alta_voce/archivio_2009/eventi/2009_10_05_sorellematerassi/index.cfm

Un classico “ad alta voce” sulle frequenze di Radio3: una lettura di dodici tra i più celebri romanzi della letteratura mondiale, uno al mese, accompagnata dalla grande musica di Radio3

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“Credo di essere affascinata dal cosiddetto gruppo di Bloomsbury come molti miei contemporanei di ogni nazionalità”: Cosa c’entrano quei raffinati londinesi, Virginia Woolf e gli altri del gruppo di Bloomsbury, si domanderanno i lettori, con questa scrittrice che ci ha affascinato con le vicende di Pedra Delicado?

All’inizio degli anni novanta, Alicia Giménez s’imbatte in una frase, datata 15 dicembre 1929, di Virginia Woolf  “Se questo diario non l’avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle mie mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly, sul suo personaggio. Tutta la storia tra noi, gli sforzi miei e di Leonard per liberarci di lei, le nostre riconciliazioni”. Nelly è Nelly Boxall, domestica nella casa dei  Woolf dal 1916 al 1934. Quella frase pare un invito rivolto proprio a lei, fino all’avventura londinese che la porta incredibilmente in contatto con il vero diario di Nelly.

Da questo diario prende il via questa ottima ricostruzione del clima dei tempi, della vita dei coniugi Woolf vista attraverso lo sguardo ingenuo fino a un certo punto di una persona appartenente ad una diversa classe sociale: il tutto ben orchestrato dalla mano abile di Alicia Gimenez Bartlett.

Alicia Giménez-Bartlett,
Una stanza tutta per gli altri, Sellerio

Attraverso gli occhi della domestica che servì in casa dell’enigmatica Virginia Woolf, un racconto sul gruppo di Bloomsbury. Una stanza tutta per gli altri è un romanzo sottile, anticonvenzionale, attraversato da una vena antiretorica.
Traduzione di Maria Nicola

«Credo di essere affascinata dal cosiddetto gruppo di Bloomsburycome molti miei contemporanei di ogni nazione. Le pagine che seguono sono una commistione di frammenti del diario di Nelly Boxall e brani del romanzo basato su fatti reali che un giorno finirò di scrivere». Con questa finzione, il ritrovamento del diario di una domestica di casa più la sistemazione di appunti stesi durante una ricerca storico biografica, si annuncia un racconto sul gruppo di Bloomsbury, e soprattutto sulla sua affascinante ed enigmatica protagonista, Virginia Woolf. Solo che Una stanza tutta per gli altri tradisce la sua promessa (già nel titolo, parodistica parafrasi del celebre saggio emancipazionista della Woolf Una stanza tutta per sé) per essere sopratutto il romanzo di Nelly, la domestica che dal 1916 al 1934 servì in casa Woolf. Il romanzo, certo, di ciò che Nelly vedeva: il marito Leonard, i sodali del gruppo, Lytton Strachey, la sorella Vanessa, grande pittrice, Catherine Mansfield, Vita Sackville-West, brandelli di vita della Hogarth Press; e di Virginia, la presenza, quasi volatile, l’ipersensibilità, il suo amore per essere amata. Ma il gruppo di Bloomsbury è solo una cornice, uno sfondo, e forse, viene voglia di dire, una placenta che nutre un mondo di donne che anela a nascere, ma diventa presto solo il decorso di una ossessione impossibile a sciogliersi, di una specie di legame invincibile e doppio. Quello di Nelly per Virginia, dapprima adorata senza discussione; poi progressivamente odiata e amata in un desiderio mimetico, nello sforzo ostinato e respinto insieme di liberarsene. E il legame di Virginia per Nelly, che le sembra una personalità da romanzo: «Se questo diario non l’avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle miei mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly», confessa la grande scrittrice, quasi sperando di poter scrutare nella psicologia della domestica come in una Signora Dalloway sfortunata. Una stanza tutta per gli altri è un romanzo sottile, anticonvenzionale, attraversato da una vena antiretorica, in cui si può leggere di un intricato rapporto, descritto senza soggiacere a miti e fascinazioni. Ma si può leggere anche una versione di Nelly del gruppo intellettuale più influente del Novecento che lo dilegua in una specie di sentimento del contrario e ne rovescia l’atmosfera, rendendolo ironicamente ancora di più rappresentativo del secolo.

Alicia Giménez-Bartlett (Almansa,1951) vive a Barcellona.È la creatrice della serie dell’ispettrice Petra Delicado, cui appartengono, Giorno da cani, Messaggeri dell’oscurità, Morti di carta, Riti di morte, Serpenti nel Paradiso , Un bastimento carico di riso,Il caso del lituano, Nido vuoto e Il silenzio dei chiostri, tutti pubblicati nella collana La memoria. Nella collana Il contesto questa casa editrice ha pubblicato anche Vita sentimentale di un camionista, Segreta Penelope e Giorni d’amore e inganno. Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

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Sul grande schermo, la vita di Christine de Pizan, Cristina di Pizzano, donna straordinariamente colta vissuta nella seconda metà del Trecento, originaria proprio della frazione del comune di Monterenzio. La regia è affidata all’esordiente Stefania Sandrelli, noi ricordiamo il bel libro che Maria Giuseppina Muzzarelli ha voluto dedicargli, e quello pubblicato nel 1996 da Regine Pernoud.

La scheda del film: http://www.comingsoon.it/scheda_film.asp?key=47611&film=Christine-Cristina

Regia: Stefania Sandrelli
Sceneggiatura: Giacomo Scarpelli, Marco Tiberi, Furio Scarpelli, Stefania Sandrelli
Attori: Amanda Sandrelli, Alessio Boni, Alessandro Haber, Roberto Herlitzka, Sara Bertelà, Paola Tiziana Cruciani, Blas Roca Rey, Antonella Attili, Mattia Sbragia

Un’ italiana alla corte di Francia. Christine de Pizan, intellettuale e donna ,
Muzzarelli M. Giuseppina, Il Mulino

Suo padre era originario di Pizzano, un paese vicino a Bologna. Lei, nata in Italia ma vissuta in Francia, fu sempre Christine de Pizan. Tra la fine del Trecento e i primi del secolo successivo, fu la prima donna intellettuale di professione. La sua figura è stata riscoperta negli ultimi anni in Francia e nei paesi di lingua inglese, e infine anche in Italia (dove Stefania Sandrelli sta preparando un film sulla sua vita). Il nuovo libro di Giuseppina Muzzarelli offre un breve e partecipato ritratto della vita e dell’opera di questa donna fuori dal comune. Era singolare, a quei tempi, il fatto che Christine ricevesse dal padre, noto medico e astrologo, una straordinaria istruzione; più tardi, rimasta vedova e priva di risorse, quell’istruzione le consentì di proporsi come scrittrice di apprezzate opere che lei stessa produceva e faceva miniare, facendosi in certo senso editrice avanti lettera. Scrisse opere di storia, di araldica, di poesia, riflessioni sulla pace, sulla guerra, sulla fortuna ma soprattutto fu oppositrice fiera ed efficace dei pregiudizi contro le donne.

Storia di una scrittrice medievale. Cristina da Pizzano ,
di Pernoud Régine, Jaca Book

Di origine italiana, Christine vive in Francia, nella seconda metà del XIV secolo, dove il padre è astronomo-astrologo e medico alla corte di Carlo V. La sua esistenza è colpita da prove e difficoltà: vedova a venticinque anni, con a carico tre figli oltre alla madre e i fratelli, caduta in disgrazia a corte, deve affrontare diversi ostacoli per affermare le sue capacità di scrittrice. I suoi conflitti personali, filtrati da una sensibilità poetica e da una non comune acutezza, divengono lo spaccato di un’epoca cerniera (la fine del ’300 e l’inizio del ’400) e danno voce ai problemi del tempo, dal suo punto di vista di donna

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Le conferenze di “Salto Quantico” – “Festa della storia”

Stelio Montebugnoli e Massimo Teodorani

Il progetto S.E.T.I.
Metodi e Ipotesi di Ricerca di Intelligenze Extraterrestria

22 ottobre ’09 Castel San Pietro Terme
Ore 20,30 presso Sala Cassero

Interverranno: Il Sindaco Sara Brunori
L’Assessore alla Cultura Federica Ottavi

presenta: Il presidente di Salto Quantico Gloria Nobili

PROGETTO S.E.T.I.
·         Per cercare tracce di vita intelligente nello spazio si deve tenere conto che, dovendo osservare con strumenti da terra, si possono utilizzare solo le onde elettromagnetiche che corrispondono alle bande radio ed ottica . Infatti l’atmosfera è trasparente solo alle frequenze relative a queste bande mentre alle altre (infrarossi, ultravioletti, X e Gamma) è completamente opaca. Il programma SETI prevede quindi l’uso di grandi radiotelescopi, come è la ‘Croce del Nord’ di Medicina, per la ricerca nella finestra radio. Grazie all’enorme sensibilità offerta da queste complesse strumentazioni, essi sono in grado di ricevere anche un eventuale messaggio radio trasmesso da un’ipotetica civiltà extraterrestre con un livello di segnale incredibilmente basso. Per superare il problema di puntare correttamente l’antenna del radiotelescopio ed anche in quale momento osservare, si è scelto di effettuare le osservazioni SETI in parallelo (piggy back) alle normali osservazioni svolte dall’ antenna parabolica VLBI. Esistono inoltre altri progetti che completano il SETI standard; il SETT (Search for Extraterrestrial Technology); il SETV (Search for Extraterrestrial Visitation) ed infine il Progetto OSETI (Optical SETI).

·         I RELATORI:
Stelio Montebugnoli : responsabile tecnologico della Croce del Nord e della gestione della stazione radioastronomica di Medicina. E’ coinvolto, all’interno del polo europeo, nella progettazione del grande radiotelescopio internazionale di prossima generazione SKA (Square Kilometre Array). E’ il responsabile per l’INAF del programma della Agenzia Spaziale Italiana per il monitoraggio di detriti spaziali (creati dalle attività umane nello spazio) .E’ il responsabile nazionale del programma SETI. E’ membro dell’Accademia di Astronautica di Parigi. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo per divulgare il  SETI (Congressi annuali di astronautica e UNESCO, Parigi).
Massimo Teodorani è laureato in Astronomia e ha successivamente conseguito il Dottorato di Ricerca in Fisica Stellare. A livello di ricerca operativa, si è occupato di molti tipi di eventi esplosivi in ambienti stellari lavorando presso osservatori di tutto il mondo e, più recentemente, della ricerca di pianeti extrasolari e di intelligenze extraterrestri ( progetti SETI e SETV). Ha anche scritto svariati libri divulgativi in materia di fisica quantistica, fisica atomica e nucleare, fisica delle anomalie luminose in atmosfera, astronomia, astrofisica, bioastronomia e argomenti aerospaziali.

·         N.B. Entrambi i relatori hanno partecipato alle ricerche sui fenomeni luminosi anomali di Hessdale (Norvegia).

N.B. Durante l’intervallo sarà possibile acquistare libri scritti dai relatori, avere notizie sull’associazione e . . .

L’associazione “Salto Quantico”.
Il nome dell’associazione deriva dal termine usato in Fisica atomica per indicare la possibilità che ha un elettrone di ‘saltare’ dalla sua orbita attorno al nucleo dell’atomo ad un’altra più esterna e più energetica. Ciò può accadere se l’elettrone ha assorbito un ‘quanto di energia’! Ed è questo lo spirito dell’associazione: essere uno sprone all’attività di divulgazione scientifica per far compiere un salto quantico a chi vuol saperne di più a livello di informazione ed alfabetizzazione di base in campo scientifico.
L’associazione, pur essendo nata fondata solo da 1 anno, ha già concretizzato una serie di varie attività, quali i laboratori serali di fisica, di chimica e di astronomia, oltre a conferenze di stampo scientifico.
In concomitanza con la dichiarazione del 2009 come Anno internazionale dell’Astronomia, l’associazione è lieta di contribuire alle celebrazioni che si tengono in tutto il mondo con una seconda conferenza di ambito astronomico , dopo quella avvenuta il 22 aprile 2009 sulle ultime ricerche sui pianeti extra-solari, riguardante il progetto S.E.T.I. (Search for Extraterrestrial Intelligence). Tale argomento rappresenta una moderna applicazione delle trasmissioni ‘senza fili’ iniziate con gli studi di Maxwell e gli esperimenti di H. Hertz e Augusto Righi e proseguiti poi con le realizzazioni di Guglielmo Marconi (a cui fu conferito il premio Nobel per la Fisica nel 1909 proprio per i suoi successi in tale ambito).

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