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English: Wild black bear hunting near the summit of Clingmans Dome in the Great Smoky Mountains National Park, in the southeastern United States. (Photo credit: Wikipedia)

Vorrei vedere voi mantenere la calma se vi trovaste nei panni di Marv Pushkin, incastrati sotto il vostro suv mentre un orso vi sta addentando un piede! Va bene, forse odiate quel tipo di vetture, forse voi non avreste portato il vostro team in un angolo sperduto di Alaska per socializzare e fare squadra,  non vi aspettereste di  veder apparire qualcuno in grado di far rispettare la legge in mezzo ai boschi, e di certo (come nostri clienti) non avete la spocchia e la presunzione del protagonista! Estremamente  divertente!

Aiuto! Un orso mi sta mangiando! ,Mykle Hansen, Meridiano Zero
Traduttore F.Francis
Intrappolato in una remota foresta dell’Alaska, rintanato sotto il suo Suv per difendersi da un orso che ha già assaggiato i suoi piedi, Marv Pushkin – avido e narcisista executive manager di una megacorporation di Seattle, cultore del Pensiero Positivo dalla spassionata idiosincrasia per la natura incontaminata – aspetta pazientemente che la civiltà intervenga in suo soccorso sotto forma di squadra di ranger, elicottero o ambulanza. Come unico kit di sopravvivenza recuperato con una strategica manovra di cric: salamini piccanti texani e un paio di birre con cui ingoiare tutta una scorta di antidolorifici da sottobanco. Ma perché cavolo si è lasciato tentare da un’improbabile spedizione aziendale di caccia all’orso – mirata a rinforzare lo spirito di squadra – nel cuore della “trendissima zona selvaggia”? Tra improperi e ciniche freddure, egocentrico e sfacciatamente arrogante, Marv ammicca al lettore travolgendolo nel suo irresistibile stream of consciousness sociopatico fatto di allucinazioni ursine, tirate sulla presunta stupidità del genere umano – per non parlare di quello animale – e misogini attacchi a moglie e amante. Il romanzo più folle e scorretto di uno dei maestri della “bizarro fiction”.

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Kenai Lake, Alaska

Kenai Lake, Alaska (Photo credit: Wikipedia)

Abbiamo parlato nelle nostre newsletter de La bambina di neve (Einaudi), poi de Ghiaccio fra le mani (ancora Einaudi), ora, sarà un caso o forse no, torniamo nuovamente nei freddi territori del Nord America,in Alaska, con questo nuovo (per i nostri lidi) convicente libro di David Vann.

Una storia di disperazione e fallimento , di lotta tra uomo e natura, in cui l’umano affronta le proprie paure con arroganza, ma senza esser pronto a subire sconfitte. È in realtà il romanzo d’esordio di David Vann, considerato uno dei più promettenti nuovi autori d’oltreoceano, decisamente da seguire con una tragica storia alle spalle, il suicidio del padre, trovato impiccato.

Troneggia sontuosa nelle pagine del libro la rigogliosa natura dell’Alaska, e la pochezza delle risorse che l’uomo ha a disposizione per affrontare i rapporti con le persone più vicine.

Da dove vengono i sogni,David Vann, Bompiani

Una piccola isola al largo della penisola di Kenai, Alaska. Un lago ghiacciato. Un matrimonio in crisi. Gary, spinto da trent’anni di progetti abbandonati, e Irene, perseguitata dal suo passato, cercano di rinsaldare la loro vita insieme. Inseguendo il vecchio sogno di Gary, si spingono fino a Caribou Island e, col bel tempo e con la tempesta, in salute e in malattia, riescono a costruire il tipo di casetta che un tempo li aveva attirati in Alaska. Dall’altro lato del lago, sulla terraferma, la figlia di Gary e Irene, Rhoda, sta iniziando la sua vita da adulta. Sogna il matrimonio perfetto, mentre il suo fidanzato, il dentista Jim, immagina come potrebbe essere un futuro completamente diverso. Dall’autore di L’isola di Sukkwan, romanzo acclamato in tutto il mondo, la sconvolgente storia di un matrimonio: di una coppia che deve affrontare le ombre del passato e il peso delle aspettative verso se stessi e l’altro. Splendidamente scritto, brutalmente onesto nel suo ritratto dell’amore, questo romanzo di David Vann lo riconferma come uno dei più importanti autori americani contemporanei.

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Kenai Lake, Alaska

Kenai Lake, Alaska (Photo credit: Wikipedia)

Abbiamo parlato nelle nostre newsletter de La bambina di neve (Einaudi), poi de Ghiaccio fra le mani (ancora Einaudi), ora, sarà un caso o forse no, torniamo nuovamente nei freddi territori del Nord America,in Alaska, con questo nuovo (per i nostri lidi) convicente libro di David Vann.

Una storia di disperazione e fallimento , di lotta tra uomo e natura, in cui l’umano affronta le proprie paure con arroganza, ma senza esser pronto a subire sconfitte. È in realtà il romanzo d’esordio di David Vann, considerato uno dei più promettenti nuovi autori d’oltreoceano, decisamente da seguire con una tragica storia alle spalle, il suicidio del padre, trovato impiccato.

Troneggia sontuosa nelle pagine del libro la rigogliosa natura dell’Alaska, e la pochezza delle risorse che l’uomo ha a disposizione per affrontare i rapporti con le persone più vicine.

Da dove vengono i sogni,David Vann, Bompiani

Una piccola isola al largo della penisola di Kenai, Alaska. Un lago ghiacciato. Un matrimonio in crisi. Gary, spinto da trent’anni di progetti abbandonati, e Irene, perseguitata dal suo passato, cercano di rinsaldare la loro vita insieme. Inseguendo il vecchio sogno di Gary, si spingono fino a Caribou Island e, col bel tempo e con la tempesta, in salute e in malattia, riescono a costruire il tipo di casetta che un tempo li aveva attirati in Alaska. Dall’altro lato del lago, sulla terraferma, la figlia di Gary e Irene, Rhoda, sta iniziando la sua vita da adulta. Sogna il matrimonio perfetto, mentre il suo fidanzato, il dentista Jim, immagina come potrebbe essere un futuro completamente diverso. Dall’autore di L’isola di Sukkwan, romanzo acclamato in tutto il mondo, la sconvolgente storia di un matrimonio: di una coppia che deve affrontare le ombre del passato e il peso delle aspettative verso se stessi e l’altro. Splendidamente scritto, brutalmente onesto nel suo ritratto dell’amore, questo romanzo di David Vann lo riconferma come uno dei più importanti autori americani contemporanei.

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Alaska

Image via Wikipedia

Per dodici anni nessun agente letterario volle proporlo ad un editore. Alla fine però il testo fu pubblicato, inizialmente negli Stati Uniti, ora in diverse altre nazioni. E per fortuna, diciamo noi! Quella di David Vann è una storia estrema, di un padre e di un figlio, di una fuga in Alaska, in un territorio isolato,una vicenda che culmina in tragedia. Una lezione di letteratura, un libro conturbante, che può partire dalle orme di Jack London o di Cormac McCarthy, per poi giungere ai temi contemporanei del sottile equilibrio su cui cammina la mente umana.

David Vann, L’isola di Sukkwann, Bompiani

Un’isola selvaggia nel sud dell’Alaska, raggiungibile solo via mare, ricoperta di foreste e di montagne scoscese. Jim decide di portare in questo angolo di mondo il figlio tredicenne, per un anno intero, e di vivere con lui in una capanna isolata. Dopo una serie di fallimenti personali, vede in questo esilio la possibilità di un nuovo inizio, e di ricostruire il rapporto con il ragazzo, che conosce così poco. Ma il rigore imposto da quel tipo di vita e le inadeguatezze del padre trasformano presto il soggiorno in un incubo, e la situazione diventa velocemente e inesorabilmente incontrollabile. La potenza della natura e le ombre della mente condurranno padre e figlio in un solco violento e imprevedibile che segnerà il loro destino. Con L’isola di Sukkwann David Vann riesce a tracciare gli esatti profili di una natura selvaggia e, insieme, le sinuose e malferme fattezze delle sirene che abitano la mente dell’uomo; e si impone, immediatamente, come uno dei più importanti e promettenti giovani autori americani.

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