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SAGGI STORICI:

Niall Ferguson, Il grido dei morti, Mondadori

 

Porta d’accesso al «secolo breve», guerra che avrebbe dovuto porre fine a tutte le guerre, «inutile strage »: il primo conflitto mondiale fu una tragedia che costò la vita a oltre nove milioni di persone e inferse all’Europa della Belle Époque una ferita profonda che ne trasfigurò per sempre il ruolo sul palcoscenico della storia mondiale. La Grande guerra fu lo sbocco finale della corsa agli armamenti perseguita dalle principali potenze europee (in particolare dalla Germania), il frutto avvelenato dell’imperialismo, l¿esito dell’azione di forze storiche talmente potenti e vaste che nessun politico, diplomatico o militare fu in grado di contrastarla. In breve, una sorta di fatale e ineluttabile Armageddon.

Sono queste le interpretazioni che gli storici hanno dato delle origini e delle cause della prima guerra mondiale. Ma davvero il Reich tedesco rappresentava una minaccia per l’ordine e la stabilità dell¿Europa? Davvero si trattò di un conflitto inevitabile? A queste e altre domande risponde lo storico Niall Ferguson. Muovendosi in una interdisciplinare «terra di nessuno», confrontando dati economici e finanziari, rileggendo i testi dei «poeti di guerra», gli articoli dei principali quotidiani dell’epoca, come pure i libri di memorie o i documenti diplomatici, Ferguson fa piazza pulita di tanti miti e luoghi comuni e solleva questioni cruciali che intaccano alla radice la nostra percezione e conoscenza della prima guerra mondiale: è vero che l’opinione pubblica accolse la guerra con entusiasmo, come spesso è stato scritto? E quale peso ebbe la propaganda nei paesi belligeranti? Se le condizioni di vita nelle trincee erano così spaventose, se le armi impiegate erano così micidiali, perché gli uomini continuarono a combattere e non disertarono o non si ammutinarono? Chi vinse la pace, o meglio, a chi toccò di pagare il prezzo della guerra? E soprattutto: ne valse la pena? Alla fine Il grido dei morti, nelle sue conclusioni provocatorie e sconcertanti, originali e controcorrente, ci consegna un’unica, terribile verità: la prima guerra mondiale non fu soltanto una tragedia. Fu il più grave errore della storia moderna.

 

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Christopher Clark,

I sonnambuli,

Come l’Europa arrivò alla Grande Guerra

trad. di D. Scaffei, Laterza

 

1914. Re, imperatori, ministri, ambasciatori, generali: chi aveva le leve del potere era come un sonnambulo, apparentemente vigile ma non in grado di vedere, tormentato dagli incubi ma cieco di fronte alla realtà dell’orrore che stava per portare nel mondo.

 

La mattina di domenica 28 giugno 1914, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e sua moglie Sofia arrivarono in treno a Sarajevo e salirono a bordo di un’autovettura, imboccando il lungofiume Appel, per raggiungere ilmunicipio. Non apparivano affatto preoccupati per la loro sicurezza. Venivano da tre giorni di soggiorno nella cittadina di vacanze di Ilidze, dove non avevano incontrato che facce amiche. Avevano perfino avuto il tempo per un’imprevista visita al bazar di Sarajevo, dove avevano potuto muoversi senza essere disturbati nelle viuzze affollate di gente. Non sapevano che Gavrilo Princip, il giovane serbo bosniaco che li avrebbe uccisi solo tre giorni dopo, era anch’egli nel bazar, intento a seguire i loro movimenti.

Anche l’Europa si avviava inconsapevole al dramma. Non sapeva di essere fragile, frammentata, dilaniata da ideologie in lotta, dal terrorismo, dalle contese politiche. Così l’atto terroristico compiuto con sconcertante efficienza da Gavrilo Princip ai danni dell’arciduca ha un esito fatale: la liberazione della Bosnia dal dominio asburgico e l’affermazione di un nuovo e potente Stato serbo, ma anche il crollo di quattro grandi imperi, la morte di milioni di persone e la fine di un’intera civiltà.

 

Impeccabilmente documentato, sostenuto da una prosa brillante e provocatoria, questo libro è un modello esemplare di ricerca.

Max Hastings, “Sunday Times”

 

Ci sono molti libri sulla prima guerra mondiale, ma pochi illuminanti come questo. Clark indaga ogni dettaglio, ma è particolarmente acuto sulle cause balcaniche del conflitto.

“Financial Times”

 

Il libro è stato inserito dal “New York Times” tra i 10 Best Books of 2013

 

 

 

La prima guerra mondiale. Dodici punti di svolta ,

Ian F. Beckett (Autore), C. Veltri, Einaudi

 

A un secolo dall’assassinio dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, le ripercussioni del devastante conflitto mondiale che ne segui durano ancora oggi. In questo saggio, lo storico Ian Beckett isola dodici eventi cruciali della prima guerra mondiale. Soffermandosi su episodi sia celebri sia pressoché dimenticati, l’autore racconta la storia della Grande Guerra da una prospettiva inedita, sottolineando di volta in volta il ruolo del caso come quello della strategia, episodi giganteschi come solo apparentemente poco rilevanti, la dimensione sociale come quella militare e l’evento di lungo periodo come quello che esaurisce rapidamente la sua portata storica. “La prima guerra mondiale” adotta una prospettiva globale, accompagnando il lettore dai campi belgi intenzionalmente inondati per arrestare l’avanzata tedesca alle immagini della tragica battaglia della Somme proiettate nei cinematografi inglesi, dall’idealismo della Washington di Thomas Woodrow Wilson alla catastrofica offensiva tedesca del Lys, nel 1918. La guerra è di per sé un enorme agente di trasformazione, ma Beckett ci mostra che gli sviluppi storici più significativi non si verificarono solo sui campi di battaglia o nei palazzi del potere, bensì anche nei cuori e nelle mentalità dei popoli.

 

 

DUE COLPI DI PISTOLA, DIECI MILIONI DI MORTI, LA FINE DI UN MONDO

 

STORIA ILLUSTRATA DELLA GRANDE GUERRA

Emilio Gentile    , Laterza

 

Dieci milioni di morti, tre imperi secolari annientati, rivoluzioni, guerre civili, nuovi Stati, nuovi nazionalismi, nuove guerre. E la fine del primato europeo nel mondo. Sono queste le conseguenze dei due colpi sparati a Sarajevo il 28 giugno 1914. Un mese dopo esplode la guerra europea: in quattro anni, diventa la prima guerra mondiale. Nel continente che domina il mondo, la modernità trionfante della Belle Epoque si trasforma nella modernità massacrante di una guerra totale. La prima guerra mondiale lascia un marchio tragico nella coscienza umana: venti anni dopo, una seconda guerra mondiale, con cinquanta milioni di morti, lo rende indelebile. Gli storici interrogano la grande guerra: perché scoppiò, perché tanti milioni di soldati furono massacrati e perché altri milioni continuarono a combattere per tanto tempo? Conoscere la sua storia è la condizione per trovare una risposta. Emilio Gentile racconta con parole e immagini l’evento che ha dato origine all’epoca in cui viviamo.

 

 

 

ROMANZI:
Humphrey Cobb
Orizzonti di gloria, Castelvecchi

Scritto nel 1935 e adattato per il grande schermo nel 1957 da Stanley Kubrick, Orizzonti di gloria è una storia di coraggio e sacrificio: un romanzo, scritto da un reduce e ispirato a fatti realmente accaduti.

Durante la Prima Guerra Mondiale, sul Fronte occidentale i soldati francesi ricevono l’ordine di assaltare il «Formicaio», una roccaforte tedesca; la mossa appare subito azzardata, perché diretta contro un presidio praticamente inespugnabile. Dopo il prevedibile fallimento dell’attacco, che causa ingenti perdite, viene aperta un’inchiesta con lo scopo di trovare un capro espiatorio al disastro annunciato. Così, un piccolo gruppo di uomini scelti a caso tra i ranghi inferiori viene trascinato dinanzi alla Corte Marziale con l’accusa di codardia. Il processo che ne segue è la farsa agghiacciante di una pachidermica e impietosa macchina di potere, che passa da una forma di orrore omicida a un’altra, guidata in realtà solo dagli astrusi interessi di una minoranza.

HUMPHREY COBB

(1899 – 1944) Sceneggiatore e romanziere, nato a Siena da genitori anglosassoni. Dopo aver prestato servizio nell’esercito canadese per tre anni durante la Prima Guerra Mondiale, rientra negli Stati Uniti per lavorare dapprima nel mercato azionario, poi nella marina mercantile, nell’editoria, in pubblicità, e infine per l’Office of War Information – antesignano della Cia – redigendo materiale di propaganda. Cobb è inoltre autore di None But the Brave (1938) e della sceneggiatura del film San Quintino (1937) con Humphrey Bogart.

 

 

Sangue, paura, follia. La missione suicida di un giovane tenente sul fronte dell’Isonzo. Germano Bandiera è solamente un giovane, ma sente la responsabilità delle vite degli uomini che gli hanno affidato, in quel carnaio orribile che fu la Prima Guerra Mondiale

 

Un testo recuperato di Carlo della Corte, nato a Venezia nel 1930. Giornalista e collaboratore di varie testate, giornalista televisivo, poeta, cinefilo, esperto in comics, fu anche scrittore di fantascienza, ma quel che racconta in questo libro, è la terribile realtà di quel conflitto

 

Il grande balipedio. La missione suicida di un giovane tenente durante la prima guerra mondiale

Carlo Della Corte, Endemunde

 

Un balipedio, spiega il dizionario, è un “campo sperimentale per il tiro dei cannoni e per altre esercitazioni a fuoco”. Ed è così che il fronte dell’Isonzo, martoriato da una tempesta d’armi d’ogni tipo, appare al giovane tenente Germano Bandiera: un colossale tiro a segno funestato dalla stupidità e dal cinismo degli alti comandi. Letterato benestante e sensibile, combattente contro voglia e istintivamente antieroe, Bandiera si trova a dover guidare il suo plotone di guastatori in una missione tanto inutile quanto impossibile: recuperare tre pesantissime corazze di bronzo abbandonate sul campo di battaglia. Alla cronaca di una realtà fatta di fango e sangue, paura e abbrutimento, il racconto alterna i flussi di pensiero d’un venticinquenne cui l’impronta di un’educazione alto borghese impedisce di comprendere fino in fondo la natura classista “di uno scontro fra torme di contadini spaventati.” “Il grande balipedio” non è solo un duro romanzo di guerra. È anche la metafora di una resa all’insostenibile irrazionalità d’un gioco troppo grande e infernale.

 

PROSSIMAMENTE , un graphic novel

 

Joe Sacco,

La grande guerra , Rizzoli 

 

L’acclamato autore di “Palestina” con “La Grande Guerra” regala una nuova prospettiva sul conflitto più sanguinoso della Storia recente.

 

“Unico, devastante, indelebile.” – Kirkus Reviews

 

a Grande Guerra è tra i Best Book Kirkus Reviews del 2013 nella categoria non fiction “Guerra, eserciti e strategie militari”.

 

Lanciata il 1° luglio del 1916, la Battaglia della Somme è passata alla storia come il simbolo della follia della Prima guerra mondiale: solo durante il primo giorno morirono quasi 20.000 soldati inglesi e ne rimasero feriti più di 40.000. In “La Grande Guerra”, Joe Sacco racconta gli eventi con “un’opera panoramica” dettagliata, che ritrae vividamente le imponenti posizioni di artiglieria dietro le trincee, la violenza e la disperazione delle decine di migliaia di soldati costretti alla ritirata o morti e seppelliti in massa. Stampato su carta di pregio, piegato a fisarmonica e confezionato in un elegante cofanetto, il libro è accompagnato da un fascicolo che riporta un saggio e una preziosa nota d’autore.

 

 

 

 

 

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idee per il Natale. Libri di viaggi. Al freddo..

Dieci cani per un sogno,
Varigas François, Castelvecchi
Il 28 aprile 1982 François Varigas parte da Frobisher Bay, nell’isola di Baffin, per una traversata del Grande Nord canadese, che si concluderà dopo un anno a Dawson City, al confine tra lo Yukon e l’Alaska. Porta con sé solo lo stretto indi

East Coast of Baffin Island in spring

East Coast of Baffin Island in spring (Photo credit: JP Newell)

spensabile – una tenda e poche altre cose – e viaggia su una slitta trainata da una muta di cani da lui personalmente allevati e addestrati. Scritto con l’aiuto del giornalista Jean-François Chaigneau, “Dieci cani per un sogno” è la rievocazione di quell’avventura memorabile: una corsa massacrante, lunga settemila chilometri, in mezzo ai ghiacci e alle tormente, sfidando il gelo, la fame e gli animali selvatici; e superando momenti terribili in cui la morte sembrava l’unica via di fuga da solitudine e disperazione. Alla fine, il temerario esploratore francese avrà stabilito una serie impressionante di primati: l’attraversamento completo dell’isola di Baffin, la traversata della regione artica in inverno, la prima spedizione in solitaria con un equipaggio di cani, il record di distanza coperta in un solo anno e la prima esplorazione tra foresta boreale e tundra artica. Varigas, grande lettore di Jack London, racconta la storia vera di un’impresa estrema e commovente, vissuta con l’unico ma inestimabile conforto dell’affetto dei suoi cani.

    I vagabondi delle nevi
    Sciamplicotti Alberto, Alpine studio
Creta, l’isola di Minosse e del labirinto del Minotauro, l’isola dove fu nascosto Zeus per sfuggire all’antropofogia di suo padre. Iran, il paese di Sherazade e de “Le mille e una notte”, delle carovaniere, del petrolio, dei Pahlavi e della rivoluzione islamica. Karakorum, il Pakistan e il fascino delle montagne più alte della terra e le tracce dei grandi esploratori del passato. Luoghi differenti che sembrerebbero non avere nulla in comune, ma dove invece il tramite è dato dalla curiosità e dalla voglia di esplorare il mondo con ai piedi un paio di sci. Così l’isola di Creta viene attraversata in inverno seguendo i sentieri più segreti e colmi di neve della catena dei Lefka Ori e del Monte Ida, l’Iran scoperto attraverso i nomadi backthiari e gli inaccessibili Monti Zagros, il Karakorum vissuto fra i ghiacciai dell’Hispar e del Biafo inseguendo il sogno del viaggio perfetto, quello che non ha mai fine. Vagabondare fra le nevi del mondo trova così il suo senso in quella ricerca che non ha mai termine, generata dalla curiosità, quella voglia di vedere e scoprire il diverso e il differente che in fin dei conti è l’unica via che può permettere a ognuno di noi di svelare i lati più nascosti e personali dell’essere umano.

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English: Royal Flying Corps Sopwith Camel in 1...

English: Royal Flying Corps Sopwith Camel in 1914-1916 period. (Photo credit: Wikipedia)

consigli per i regali di Natale. Un memoir della Seconda Guerra Mondiale, o della Prima?

 L’ ultimo nemico,
    Hillary Richard, Castelvecchi
“In apparenza eravamo egoisti ed egocentrici senza nessun Sacro Graal cui dedicarci: la guerra provvide a darci uno scopo e in una maniera graziosamente gustosa”. Richard Hillary, studente di Oxford e pilota della RAF nei giorni della Battaglia d’Inghilterra, pubblica “L’ultimo nemico” pochi mesi prima di morire, a ventitré anni, durante un volo notturno. È il suo unico libro, si potrebbe definirlo reportage di guerra, memoria autobiografica e testimonianza generazionale, ma più di ogni altra cosa è il romanzo di formazione di un giovane che perde tutto e trova se stesso. Il pilota Richard è un individualista, un esteta scettico che si rende conto, poco alla volta, di essere parte dell’Umanità e di condividerne i dolori come le speranze. Dovrà prima lottare nell’aria con il nemico, vedere gli amici cadere uno dopo l’altro, attraversare le rovine di Londra, provare infine sulla propria carne il male della guerra. Durante la missione del 3 settembre 1940 viene abbattuto e precipita gravemente ustionato nel Mare del Nord. I duelli aerei lasciano allora il posto alla trafila degli interventi chirurgici, alla necessità di scrivere e al desiderio nascosto di tornare a volare. La fine, e l’ambigua trasformazione del ragazzo in mito, ci viene raccontata da Arthur Koestler nel saggio introduttivo.

Vittoria tra le nuvole, Yeates V.M, Elliot
Combattimenti, solitudine, fatica, paura, cameratismo, donne: tutto viene raccontato in questo classico sulla guerra aerea combattuta nel 1914-1918, basato sulle esperienze del suo autore, uno dei più valorosi piloti del Royal Flying Corps. Lo stile scorrevole, antiretorico e il suo realismo ne hanno fatto uno dei più appassionanti racconti della vita sul fronte occidentale: i rapporti con i francesi, le chiacchiere tra ufficiali, il reperimento dei medicinali, il suono del grammofono, gli sforzi dei comandanti affinché il narratore diventasse un pilota più aggressivo, la frustrazione di non riuscire ad affrontare gli avversari più agguerriti… L’autore è profondamente onesto nel raccontare lo stress crescente e lo sfinimento dei suoi amici, morti uno dopo l’altro, la sua battaglia per arrivare vivo fino alla fine e la disillusione nei confronti della guerra e dei suoi superiori. Yeates scrisse questo suo unico romanzo, che pubblicò pochi mesi prima di morire di tubercolosi, con la speranza di poter ottenere i soldi necessari per curarsi e poter provvedere alla sua famiglia. Messo poco dopo fuori commercio, durante la Seconda guerra mondiale divenne un libro di culto per i piloti inglesi, ma vendette solo un migliaio di copie e non fu ristampato prima del 1961, ottenendo finalmente il successo internazionale.

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English: Italy lineup before the anthems durin...

 

Volpe Francesco, Props – Piloni. Rugbisti, Absolutely Free Press

Lo dice anche Ambrogio Bona, 61 anni, 50 presenze in Nazionale: “Io non ho giocato a rugby, io ho fatto il pilone”. Su di loro poggia il destino dell’intera squadra.
Brutti, sporchi e cattivi ai tempi dei pionieri, e non solo, si sono trasformati in star mediatiche, personaggi da copertina, idoli della gente. Moderni gladiatori capaci di accendere il pubblico e la fantasia senza rinnegare i valori del rugby. Di più, esaltandoli.

Coraggio, sudore, sacrificio, il gusto dello scontro frontale, dell’uno contro uno. In questo libro vi raccontiamo storie di piloni. Rigorosamente italiani, non rigorosamente campioni.

Dai pionieri agli eroi del Sei Nazioni, agli amatori delle serie inferiori. Storie di rugby, ma soprattutto storie di vita.
Il che, in fondo, è la stessa cosa.

Christian Marchetti
Angelo Croce,
La grande meta,
L’Italia del sei nazioni, Castelvecchi

L’Italia del rugby si presenta all’appuntamento del Sei Nazioni con la grinta e la volontà di chi ha fatto di tutto per esserci al massimo della forma. Parisse e compagni hanno un compito arduo: farsi valere tra i grandi di questo sport per scongiurare il pericolo di portare a casa il famigerato cucchiaio di legno.

La storia, le immagini, le mete, le dichiarazioni, tutto il mondo del rugby italiano raccontato da un ex giocatore Angelo Croce e dal giornalista Christian Marchetti

Andrea Pelliccia, Up & Under, Absolutely Free Press

Dalla partita d’esordio di un quattordicenne non troppo convinto della propria passione per il rugby, alle emozioni di un arbitro italiano impegnato per la prima volta a Twickenham, autentica cattedrale della palla ovale; dalle vicende della squadra giovanile del Petrarca Padova in trasferta, viste con gli occhi dell’autista che li porta verso Parma, alla storia di una strana amicizia incentrata su un passato sportivo comune ma un presente completamente opposto fra un avvocato di successo e un mendicante; fino alla cronaca particolare di un allenamento con la Nazionale Italiana e al racconto thriller di due amanti rapiti da misteriosi malviventi, dove l’unico indizio è un portachiavi con un piccolo pallone ovale. Affrontando storie e generi diversi, Pelliccia regala un felice affresco dello sport nel quale, più che in altri, conta il rispetto della fatica e degli avversari.
“Per ogni giocatore di rugby degno di questo nome, ogni partita è come una finale.”

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| Ariadna & Teseo |

| Ariadna & Teseo | (Photo credit: arquera)

Teseo, il mitico eroe vincitore del Minotauro, rivive nelle pagine di Mary Renault. Fu Bompiani a pubblicarlo per la prima volta negli anni cinquanta, con la traduzione di Luciano Bianciardi; in seguito, diversi editori rinverdirono il successo del libro, che ora approda presso la scuderia Castelvecchi. In buona compagnia, per quanto riguarda il genere storico: Wilkie Collins (Antonina, ovvero la caduta di Roma), Wallace Breem (Aquila nella neve) sono due brillanti esempi di ottima letteratura proposta da questo editore negli ultimi mesi.

Infanzia e gesta dell’eroe mitologico vengono riproposti in un ricchissimo e plausibile affresco, garantito dal libraio!

Mary Renault, Il re deve morire, Castelvecchi
traduzione di Ida Felici

teseo re di atene il piu’ affascinante personaggio della mitologia greca rivive tra le pagine di questo luminoso romanzo ambientato in un passato arcaico nel quale si rievocano gli anni di gioventu gli amori e le lotte leggendarie dell’eroe che uccise il minotauro. oliver prescott il celebre critico del new york times defini’ questo libro il piu’ bel romanzo storico dei nostri tempi. svincolato dal suo carattere sovrannaturale teseo diventa qui il protagonista di una storia terrena che attraversa atene troia corinto creta e altri luoghi geografici e del pensiero. attraverso una narrazione di raro rigore semantico e dal ritmo serrato la ricostruzione della vita del re di atene e dei rapporti tra i miti (persetene minosse medea…) restituisce in un contesto nuovo eppure fedele i contorni umani dei personaggi restaurando i significati archetipici della mitologia greca originaria. questo romanzo considerato il capolavoro di mary renault e’ il primo di un dittico che l’autrice ha compiuto con il ritorno di teseo.

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THE HEROES: il titolo fa riferimento ad una collina, così chiamata dagli “Uomini del Nord”, di importanza strategica per dominare il territorio. Perché di eroi ce ne sono pochini, nel senso tradizionale del termine, in questo romanzo. Che farebbe parte di un ciclo narrativo: The heroes è un volume a sé stante, al di fuori della cosiddetta Trilogia della Prima legge ( First Law).
Una sorta di “fantasy realistico” visto che non ci sono mostri, creature fantastiche, e altri elementi tipici del genere: ci sono però personaggi molto ma molto originali, presentati senza troppa epicità, ma con tutti i difetti degli esseri umani!

Decisamente, un nuovo gioiello presentato da un editore competente, candidato al David Gemmell Legend Award come miglior libro!

Joe Abercrombie, The Heroes, Gargoyle

Il booktrailer in inglese

 

Bremer dan Gorst, maestro di spade caduto in disgrazia, ha giurato di reclamare sul campo di battaglia l’onore perduto. È ossessionato dalla redenzione e assetato di violenza, dunque non gli importa molto di quanto sangue scorrerà, anche se si trattasse del proprio. Il Principe Calder non ha alcun interesse per l’onore e di certo non ha intenzione di finire ammazzato. Tutto quello che vuole è il potere, e si servirà di qualsiasi bugia ed espediente, tradirà tutti gli amici per raggiungerlo. Almeno sino a quando non sarà lui a dover combattere. Curden lo Strozzato, l’ultimo uomo onesto rimasto al Nord, ha dedicato la sua vita all’arte della guerra, ricavandone solo ginocchia gonfie e nervi logori. Non gli importa nemmeno più chi sia a vincere, vuole soltanto fare la cosa giusta. Ma è possibile individuarla nel mondo che gli sta crollando intorno? Il destino del Nord sarà deciso da tre sanguinosi giorni di battaglia. Ma con entrambi gli schieramenti corrotti da intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie, è improbabile che siano i cuori più nobili o anche le armi più potenti a prevalere.

Un romanzo storico:
Aquila nella neve, Breem Wallace, Castelvecchi
Relegato nel più estremo lembo dell’Impero, il veterano di guerra Paulinus Maximus deve difendere i confini della Britannia dalla costante minaccia barbarica. Il coraggio, la lealtà, l’esperienza dimostrati in un’impresa tanto ardua gli valgono la nomina a Generale dell’Occidente, l’ambizione di una vita. Ma insieme al titolo giunge l’ordine di una missione destinata a segnare il futuro di Roma: Maximus deve raccogliere e guidare una legione romana per difendere la frontiera del Reno, confine cruciale nello scacchiere imperiale. Sull’altra riva del fiume, le popolazioni nemiche sono unite e preparano la conquista della Gallia, una scorribanda che in breve potrebbe arrivare dritta al cuore dell’Impero. Solo un grande generale può riuscire a impedire il disastro.

Da Tanizaki a Nicolaj Lilin, grandi autori raccontano il tatuaggio.
Il cuore sulla pelle. Arte e dolore del tatuaggio in 22 racconti dal mondo, Edt
Il tatuaggio è di moda, ma non è soltanto una moda. È un costume arcaico della civiltà umana che ciclicamente torna in superficie rinnovando i suoi significati e i suoi simboli. È un fossile vivente, un gesto antichissimo passato indenne attraverso le riprovazioni e le proibizioni. È, soprattutto, un legame tra memoria, avventura e corpo, parente stretto della scrittura e dell’arte. Non dovrebbe dunque stupire che la letteratura lo abbia ospitato e accudito fin dagli esordi, in pagine che spesso si soffermano sul fascino dell’allusione simbolica, sul rapporto quasi erotico fra tatuatore e corpo tatuato, sulle rifrazioni del desiderio che un segno indelebile lasciato sulla pelle può scatenare. Questo libro testimonia alcune di queste rifrazioni immaginarie attraverso le parole degli scrittori di ogni tempo e paese: il tatuaggio come feticcio erotico, marchio criminale, sogno infantile, retaggio d’avventura, simbolo tribale, fantasia sadica, forma d’arte. Quelle raccolte fra queste pagine sono mappe di mondi ignoti, tatuaggi della mente che accendono il bisogno di conoscenza e di avventura, seguendo una linea d’inchiostro che scorre ininterrotta dalla pelle incisa di un corpo al foglio bianco dello scrittore.

Due rappresentanti argentini, venditori di elettrodomestici alle prese con le dure leggi del commercio, una coppia stranamente assortita per un romanzo divertente e dalla straordinaria freschezza narrativa.
Carrera e Fracassi, Daniel Guebel, La linea editore
Julio César Carrera e Carlos “Cacho” Fracassi sono due rappresentanti della stessa impresa di elettrodomestici che non potrebbero essere più diversi: tanto estroverso e volgare l’uno (qualità che gli valgono però ottime vendite), quanto timido e incapace l’altro. Questa incompatibilità caratteriale viene tuttavia smussata dalle rocambolesche vicende cui i due vanno incontro. E così, tra uno scambio di mogli, un viaggio nella poverissima provincia argentina e la perdita del lavoro, i due divengono la versione moderna di Don Chisciotte e Sancho Panza, in una lotta dei perdenti e dei mediocri che svela un’umanità irriducibile ai dettami economicisti della società odierna.

Un saggio storico
La battaglia di Stalingrado, Alfio Caruso, Longanesi
Stalingrado (l’odierna Volgograd) fu teatro della più lunga e sanguinosa battaglia della seconda guerra mondiale, uno scontro che durò dall’estate del 1942 all’inverno del 1943. Il 22 novembre, per quasi trecentomila uomini della Wehrmacht e dei suoi alleati, chiusi in una sacca dalle armate sovietiche, iniziò un tragico conto alla rovescia. Il freddo, la fame, la sete, le malattie uccisero più tedeschi degli attacchi russi. La città divenne un incubo, un cumulo di macerie, un inferno: ogni ferita era a rischio d’infezione, la sopravvivenza una sfida quotidiana. Il 2 febbraio del 1943, contravvenendo all’ordine del Fuhrer di resistere a ogni costo, si arresero in centoventimila: di questi solo seimila tornarono a casa dopo una lunga detenzione, durata per alcuni tredici anni. Dopo oltre cinque mesi di battaglie, il mattatoio contava più di un milione e mezzo tra morti e feriti, dall’una e l’altra parte. Dei settantasette soldati italiani che avevano partecipato all’assedio se ne salvarono soltanto due. Con la sconfitta di Hitler e dei suoi eserciti nella battaglia di Stalingrado, ebbe finalmente inizio il cruento tracollo del Terzo Reich.

Viaggio, avventura e fotografia:
Shackleton in Antartide. La spedizione Endurance (1914-1917) nelle fotografie di Frank Hurley, Nutrimenti
Frank Hurley (Sydney, 1885-1962) è il fotografo e cineoperatore che ai primi del secolo ha soggiornato più a lungo in Antartide. Partecipò nel 1911-1914 alla spedizione Aurora di Douglas Mawson e, appena conclusa quella, raggiunse quella di Sir Ernest Shackleton che doveva attraversare il continente passando per il polo. L’Endurance non raggiunse mai le coste antartiche e con il suo equipaggio rimase imprigionata dai ghiacci del mare di Weddell. Andò alla deriva per mesi, sino a quando il 21 novembre 1915 finì letteralmente in frantumi, stritolata dai ghiacci. La marcia dei naufraghi verso il mare trascinando le scialuppe sul pack, l’approdo a Elephant Island, la traversata di ottocento miglia per raggiungere un porto di baleniere e cercare soccorsi, il successivo recupero dei naufraghi, fanno ormai parte del mito di Shackleton. In questo libro quel mito viene mostrato attraverso più di duecento fotografie che Frank Hurley scattò durante i due anni che trascorse sul pack prima e su Elephant Island poi, come membro della spedizione Endurance. Nonostante fosse stato costretto ad abbandonare gran parte delle attrezzature e alcune centinaia delle lastre fotografiche impresse durante la spedizione, Hurley continuò il suo lavoro sino alla fine, documentando con gli ultimi scatti a sua disposizione l’arrivo dei soccorsi e il salvataggio dei naufraghi di Elephant Island il 30 agosto

una forte esperienza di vita
Correre o morire, Jornet Kilian, Vivalda
In montagna, ma non solo, Kilian, eroe e ragazzo semplice, ha rivoluzionato il mondo dello sport. Una persona straordinaria racconta la sua esperienza. Insieme a Kilian affronterete fatiche epiche come la traversata di corsa dei Pirenei, proverete l’adrenalina degli arrivi alle più prestigiose ultra-trail del pianeta, correrete per il piacere di farlo osservando pensieri e sensazioni del corpo, scoprirete segreti per trovare la volontà quando le forze vi abbandonano. Sentirete i vostri piedi e il vostro corpo fluire con l’ambiente, ballare con il terreno adattandosi alle sue forme e vi troverete inaspettatamente alla fine del libro. Una grande esperienza di vita e di lettura, non solo per gli appassionati. Prefazione di Simone Moro.

per l’elegantone
The perfect gentleman. La ricerca dello stile e dell’eleganza senza tempo a Londra,Sherwood James, De Agostini
La ricerca dell’eleganza perfetta nell’abbigliamento maschile inevitabilmente conduce nel West End, settore storico di Londra dove, dal 1666, i quartieri di Mayfair, Piccadilly e Saint James’s sono stati scelti da sarti, produttori di scarpe, cappellai, gioiellieri e profumieri come sede dei loro atelier. Oggi questa enclave di eccellenza presenta la più alta concentrazione di marchi specializzati in beni di lusso per uomini dal gusto raffinato, e proprio in queste antiche strade i gentiluomini moderni che apprezzano la qualità, lo stile e la migliore esecuzione artigianale possono seguire le orme di grandi appassionati della cura sartoriale come lord Brummell, Edoardo VII, Oscar Wilde, Winston Churchill, il duca di Windsor, Cary Grant, Fred Astaire, il principe Carlo e, più recentemente, gli affascinanti duca di Cambridge e principe Harry. “The Perfect Gentleman” è dedicato ai protagonisti nel mondo degli accessori maschili di lusso: presenta non soltanto i complementi indispensabili per accompagnare un abito fatto su misura in Savile Row, ma anche gli articoli più esclusivi prodotti da enoteche, armerie, cartolerie e tabaccherie storiche. Attraverso secoli di vicissitudini economiche e politiche, questi marchi hanno resistito all’affermarsi della fabbricazione di massa e al declino della produzione industriale inglese per servire generazioni di clienti illustri che li hanno insigniti del prestigioso Royal Warrant. Prefazione di Terence Stamp.

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Considerare i bambini persone all’inizio del Novecente era di certo più rivoluzionario di credere nella fraternità dei popoli, nei pari diritti tra uomo e donna: Janus Korczak spese tutta la sua esistenza per stare vicini ai bambini, a quelli più deboli, nella Polonia di inizio secolo. Esseri umani, alla pari degli adulti, questa la fondamentale verità proclamata con ogni mezzo, ogni giorno della sua vita da Janus Korczak. Per i piccoli delle famiglie non abbienti i primi anni della vita significavano denutrizione, ignoranza, stenti, violenze da parte dei genitori e dei più grandi: fin dai suoi primi incarichi come volontario per la Società delle biblioteche gratuite, per poi arrivare a dirigere alcuni Orfanotrofi, cercò sempre di porsi allo stesso livello dei suoi amati bambini.La sua attività di medico prima, di educatore e di autore di libri in seguito lo rese una figura nota anche all’estero, fino ai giorni terribili della Seconda Guerra Mondiale. Le sue origini ebraiche lo condannarono, insieme a tutti gli ospiti dell’orfanotrofio del Ghetto di Varsavia, alla deportazione a Treblinka. Il giorno della partenza dalla capitale polacca, uscirono ordinati e mano nella mano, con gran dignità: gli ufficiali tedeschi riconobbero il direttore, e gli proposero di restare a Varsavia, e far partire per la “destinazione finale” solo i bambini. Non li abbandonò, ovviamente. Questo libro è la storia della sua vita, esemplare:

 

Io non mi salverò. La vita di Janusz Korczak
di Monika Pelz, Castelvecchi

Traduzione di Fabio Cremonesi
Le teorie di Janusz Korczak sulla realtà infantile hanno rivoluzionato non solo la pedagogia, ma l’intero modo di concepire il bambino nella società occidentale. Il medico e scrittore polacco capì prima di altri che l’unica strada per riconoscere i diritti dei bambini era quella di vedere e di sentire come vedono e sentono loro, di considerare il loro mondo allo stesso livello di importanza del nostro. Maturò l’idea, ancora oggi attualissima, che per aiutare i bambini nel loro sviluppo occorre considerarli nella loro interezza, unificando i saperi della medicina, della psicologia, della pedagogia, della sociologia, ma anche della storia, della poesia e della religione. Nato in una famiglia di origini ebraiche, Korczak fondò nel 1911 la Casa degli Orfani, un istituto autogestito dagli stessi bambini. Quando nel 1942 i nazisti prelevarono dall’orfanotrofio duecento dei suoi ospiti per condurli ai campi di concentramento, Korczak – che pure fino a quel momento era stato risparmiato per la sua notorietà – incapace di abbandonarli, decise di seguirli, trovando la morte nel campo di Treblinka. Narrata con ritmo incalzante, questa biografia letteraria scritta dalla filosofa Monika Pelz racconta la vita, le opere e il coraggio del grande pedagogo. Una vita che oggi, a settant’anni dal suo tragico epilogo, ha ancora molto da insegnare.

LA SUA VITA: da Wikipedia.

Janusz Korczak – nome d’arte di Henryk Goldszmit – nacque a Varsavia nel 1878 in una famiglia ebrea ben integrata; ribelle fin dall’infanzia, non sopporta la suddivisione in classi e il fatto di essere nato ricco. L’agiatezza economica svanì quando il padre morì a causa di una grave malattia mentale quando Janusz aveva solo diciotto anni.

Studente liceale, per mantenere la famiglia impartiva lezioni private. Nel 1899 scrisse il suo primo testo teatrale e divenne componente della Società delle biblioteche gratuite, destinate ai bambini e agli operai più giovani. L’anno seguente iniziò a pubblicare sul periodico Wedrowiec (“Viaggiatore”) degli articoli sui bambini e sulla loro educazione.

Negli anni 1898-1904 Korczak studiò medicina all’Università di Varsavia e, dopo il conseguimento della laurea, divenne un pediatra. Nel corso della Guerra Russo-Giapponese nel 1905-1906 egli fu impiegato come medico militare. Appena rientrato pubblicò dei libri tra i quali Joski, Maszki e Srule (bambini ebrei) e subito dopo Jozki, Jaski e Franki (bambini polacchi). Fu anche arrestato per la sua visione della società polacca, che giudicava ingiusta.

Nel 1911 venne approvato il suo progetto per la Casa degli Orfani, di cui poi divenne il direttore. L’orfanotrofio era gestito dagli stessi bambini, che lo sostenevano grazie al loro lavoro manuale e artigianale, pianificavano il lavoro, mantenevano un governo attraverso un Tribunale e un Giornale e organizzavano attività culturali e attività di gioco.

In questo spazio Korczak fece allestire, per la messa in scena del 18 luglio 1942, l’Ufficio postale di Rabindranath Tagore. In questo dramma un bambino muore senza poter uscire dalla sua casa a causa di una terapia sbagliata del medico. Alla domanda: “Perché hai fatto recitare ai bambini un testo così triste?” Korczak rispose: “Perché i bambini imparino a morire serenamente”.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Korczak fu arruolato come ufficiale medico. Egli lavorò inoltre alla radio conducendo la trasmissione Le piccole conversazioni del vecchio dottore, durante le quali rispondeva alle domande di genitori e educatori. Nel 1914 pubblicò Come amare il bambino, testo fondamentale della moderna pedagogia. L’invasione tedesca comportò grandi difficoltà anche all’interno dell’orfanotrofio, testimoniate nel testo di Korczak Diario del ghetto. Successivamente, nel 1929 pubblicò Il diritto del bambino al rispetto.

La mattina del 5 agosto 1942 fu deportato nel Campo di sterminio di Treblinka insieme a tutti i bambini ospiti dell’orfanotrofio ebraico del Ghetto di Varsavia. I bambini uscirono dalla loro Casa vestiti con gli abiti migliori, ordinati, mano nella mano. Il corteo era chiuso dallo stesso Korczak che badava a mantenere i bambini sulla carreggiata. Riconosciuto dagli ufficiali nemici venne trattenuto perché una tale personalità non avrebbe dovuto seguire il destino degli altri, ma egli si rifiutò di abbandonare i suoi bambini. Sembra sia morto di dolore durante il trasporto.

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 I MIGLIORI GIALLI DEL 2011, SECONDO ATLANTIDE

ROGER ELLORY, VENDETTA, GIANO

La MAFIA è la vera protagonista di questo ottimo noir, in cui il protagonista si troverà a dover affrontare nell’arco di un lungo periodo complotti e sporchi intrecci, corruzione e spietatezza. Un libro coinvolgente e di rapida lettura!

FRANCESCO GUCCINI E LORIANO MACCHIAVELLI, MALASTAGIONE, MONDADORI

Un nuovo personaggio, detto Poiana, ad investigare nei luoghi del nostro Appennino, un territorio ancora ricco di suggestioni!

VICTOR GISCHLER, NOTTE DI SANGUEA COYOTE CROSSING, MERIDIANO ZERO

Per chi ama i film di Quentin Tarantino, per chi cerca un noir originale e divertente, ambientanto nel nulla dell’Oklahoma.

CARLO FLAMIGNI, IL SENSO COMUNE, SELLERIO

“si chiese che senso ci fosse a svegliare uno che dorme per fargli un’iniezione per farlo dormire. Gli ospedali.” Il nuovo “giallo romagnolo” di Carlo Flamigni, Senso Comune, fa decisamente “spataccare”.

PATRICK FOGLI -FERRUCCIO PINOTTI, NON VOGLIO IL SILENZIO, PIEMME

Un noir ispirato ai silenzi e alle menzogne che circondano tragici fatti di cronaca italiani, come l’uccisione di Paolo Borsellino..

MARTIN CRUZ SMITH, LE TRE STAZIONI, MONDADORI

Tra le poche certezze dell’editoria,le inchieste di Arkady Renko (Gorky Park!) non deludono MAI!

FULVIO ERVAS, L’AMORE E’ IDROSOLUBILE, MARCOS Y MARCOS

Fulvio Ervas è davvero al meglio in questa nuova avventura dell’ispettore Stuky: il tratto ironico e pungente, l’attenzione al mondo che ci circonda,  il ritmo e l’assoluta piacevolezza della lettura ne fanno un bel candidato per le letture estive!  TREVANIAN, SHIBUMI IL RITORNO DELLE GRU, BOMPIANI

Una spy story dal ritmo e dalla trama perfetta, un thriller politico eccellente, ma non solo! Il personaggio principale, discendente di una famiglia russa emigrata in Cina, cresciuto ed educato sulla base degli ideali orientali, ostile ai valori occidentali, è assolutamente originale!

 ROGER FURST, LE SPIE DI VARSAVIA, GIANO

Un maestro dello spionaggio storico, elegante e con la capacità di rendere dettagliatamente l’ambientazione di fine anni 30, senza risparmiare colpi di scena, intrighi,  e passioni: la sua fama  verrà ulteriormente rafforzata con questo suo nuovo libro!

ELIZABETH GEORGE, QUESTO CORPO MORTALE, LONGANESI

La regina del giallo classico stupirà ancora una volta i lettori!

 CHRISTIAN MORK, DARLING JIM, MARSILIO

Molto originale! A tratti noir, a tratti gotic horror, con solide basi nella mitologia  medievale irlandese, terra in cui è ambientato, un pizzico di fantastico. Di certo nero e inquietante, come ci ricorda del resto anche la sua copertina…

BARBARA BARALDI, LA BAMBOLA DAGLI OCCHI DI CRISTALLO, CASTELVECCHI

Tra le tortuose vie del centro, a Bologna, niente è come sembra: una vibrante storia tra il gotico e il noir!

JOE NESBO, IL LEOPARDO, EINAUDI

“Salutato fin dal suo apparire in Norvegia come il capolavoro di un autentico maestro del thriller, Il leopardo ha scalato le classifiche di tutto il mondo. In Gran Bretagna è stato il secondo romanzo di un autore non di lingua inglese a raggiungere il primo posto assoluto tra i best seller. Era accaduto solo con Uomini che odiano le donne, di Stieg Larsson”

DANIEL SILVA, IL DISERTORE, GIANO

Una nuova coinvolgente spy story, un caso molto complicato per Gabriel Allon, l’agente dei servizi segreti israeliani

ROSS MCDONALD,IL PASSATO SI SCONTA SEMPRE, POLILLO

Un vero e proprio classicodell’hard boiled americano!

GIORGIO TODDE, LE INDAGINI DELL’IMBALSAMATORE, MAESTRALE
Riunite in un unico volume le indagini di Efisio Marini, personaggio storico realmente esistito nella Sardegna ottocentesca, medico inventore di rivoluzionaria tecnica di pietrificazione dei cadaveri. Splendide le descrizioni dell’isola, e quelle delle insondabili profondità dell’animo umano!

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bologna

Emilia Romagna misteriosa,
Bortolotti Matteo, Castelvecchi
A Minerbio c’è quello dei Manzoli, a Ferrara quello di Marfisa, a Corta quello di Villa Magnoni e a Traversetolo quello di Ottobono: ma quanti fantasmi ci sono in Emilia Romagna? Cavalcando una narrazione sospesa tra storia e leggenda, Matteo Bortolotti li affronta in un libro dedicato a ciò che di inspiegabile ed occulto si nasconde in una regione che, tra l’altro, ha dato i natali alla saponificatrice di Correggio e alla setta degli accoltellatori di Ravenna. Tra luoghi consacrati al culto del Maligno e monumenti esoterici, “Emilia Romagna Misteriosa” dà la parola agli amanti del Castello Estense, narra le avventure della fata Berna di Montechiarugolo e spiega i perché nascosti dai 666 archi di Bologna. Una guida anomala fatta di racconti sorprendenti dedicata a una terra dove le leggende sono storie che devono ancora essere raccontate.

La guida rappresenta una sorta di raccoglitore di inediti percorsi che si intrecciano lungo le località della dorsale montuosa dell’Appennino al confine fra Romagna e Toscana, scendendo per i piccoli paesini arroccati sulle dolci colline, attraversando le città d’arte, fino a giungere alla celebre Riviera, con le sue lunghe spiagge affollate. Itinerari alla portata di tutti, studiati per rendere unica ogni domenica dell’anno e scanditi dal ritmo delle quattro stagioni, per suggerire il periodo migliore di visita.
Ogni “viaggio” è corredato da una mappa stilizzata che indica in rosso il tragitto da seguire, segnalato da una bandierina per la partenza e una per l’arrivo, le principali tappe attraversate e i monumenti da non perdere. La descrizione del percorso è accompagnata da immagini delle località ed è arricchita da note d’approfondimento su argomenti di natura, cultura, storia e gastronomia, riportando anche alcune curiosità e leggende legate al territorio.

Bologna Caput Mundi, Carlo F. Chiesa – Maurizio Catassi, Minerva
Che cosa lega la prima autrice di best seller della storia alle cupole dorate di uno dei gioielli architettonici del Cremlino? O l’inventore della oceanografia ad alcuni dei più temerari esperimenti di volo quando ancora solcare il cielo era un sogno proibito? Quel filo sottile e resistente ai secoli che si chiama “bolognesità”: un misto di temerarietà e sete di sapere, sfrontatezza e apertura al senso più pieno dell’esistenza grazie al quale personaggi geniali e avventurosi sono partiti dalla città delle torri per conquistare uno spicchio di mondo. Questo libro è un viaggio alla scoperta di alcune tra le tracce più straordinarie disseminate dai bolognesi nel corso dei secoli.

Carlo F. Chiesa, laureato in giurisprudenza, ha avviato la carriera giornalistica nella cronaca di Bologna del Giornale nuovo di Indro Montanelli prima di passare al Guerin Sportivo, di cui è stato l’inviato di calcio in giro per il mondo. Specializzatosi nella storia del pallone mondiale sul mensile Calcio 2000, attualmente scrive su Il Resto del Carlino, trattando soprattutto temi storici legati alla città di Bologna.
Con Minerva Edizioni ha pubblicato Il secolo rossoblù, Romanzo popolare, Il secolo azzurro

Maurizio Catassi si è laureato in giurisprudenza. Ama la lettura e le escursioni in montagna, ma senza salire troppo in alto. Gli piace anche viaggiare, ma senza andare troppo lontano. Si rilassa dipingendo acquerelli. Un paio di anni or sono si è imbattuto per caso in alcune vecchie storie, quasi del tutto dimenticate. Preso dalla curiosità ha cominciato a girare per Bologna e dintorni alla ricerca di tracce e testimonianze. Questo è il suo quinto libro, dopo Il fascino e il mistero, Il segreto e la sorpresa, L’incanto e lo spavento, Il sogno della Vergine.

Le stagioni dei cinni, Claudio Bolognini, Minerva
Traduzioni in dialetto bolognese di Fausto Carpani e Luigi Lepri

I cinni, dopo il felice e spensierato esordio de”L’almanacco dei cinni” ritornano con lo stesso genuino sapore. Un libro da tenere sempre con sé, un libro da comodino per addormentarsi con il sorriso.
Al tempo dei cinni i mesi scivolavano lentamente, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, ora dopo ora, persino i minuti duravano un’eternità e le stagioni, come d’incanto, recavano con sé una nuova meraviglia. Il primo giorno dell’anno si facevano di rito gli auguri, casa per casa. La notte più lunga era quella in attesa della Befana. Erano anni in cui la fine dell’estate era decretata dalle prime radiocronache di “Tutto il calcio minuto per minuto”. L’inizio ufficiale dell’autunno, invece, era sancito dal primo giorno di scuola e l’apparire dei primi grembiulini neri. Fino a quel momento, infatti, era sempre e comunque estate, perché “estate” stava a significare vacanze scolastiche. La scuola iniziava puntualmente il primo di ottobre , ogni anno, quando qualcuno non aveva ancora terminato il temibile libro delle vacanze. Le stagioni avevano davvero qualcosa di prodigioso. E mentre il tempo scorreva lentamente, i cinni iniziavano timidamente ad affacciarsi sull’uscio del mondo degli adulti.

Claudio Bolognini (Bologna 1954) ha pubblicato “L’albero dei rusticani” (Giraldi), “Apache” (Limina),”Il posto delle viole” (Giraldi), “L’almanacco dei cinni” (Minerva Edizioni), “La ballata di Dante Canè” (Renoedizioni), “La casa di Garibaldi (Nerosubianco edizioni).

Il grande libro delle mura di Bologna , Costa editore

Il libro racconta le mura in modo originale. Non si limita infatti alle sanguinose battaglie della storia, ma indaga anche sulla vita spicciola dei bolognesi che vissero le mura in mille modi curiosi… perfino come pista di pattinaggio sul ghiaccio, come alcova clandestina, come fabbrica di esplosivo proibito, come cintura sanitaria, ed altro. Il libro è un totale rifacimento del precedente “Sulle mura di Bologna, mille anni di guerra e di pace” uscito dieci anni fa.

52 Domeniche in Romagna, InMagazine
52 domeniche in Romagna mette in luce il fascino di un territorio dagli inestimabili tesori; è una guida arricchita da un calendario delle principali sagre ed eventi sparsi in lungo e in largo per il comprensorio, pensata per chi vive in Romagna e vuole scoprirne i luoghi più reconditi, ma anche per i turisti che desiderano esplorare questa terra attraverso uno sguardo più particolareggiato e originale rispetto alle classiche guide turistiche. È una selezione di suggerimenti per muoversi nel week end all’insegna della scampagnata giornaliera, dettata dalla semplice curiosità di osservare e visitare un territorio che si pregia di incredibili paesaggi.

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Venice Film Festival-winning film director Tak...

Image via Wikipedia

«Non sono il migliore in alcuna delle cose che faccio  ma nessuno è migliore di me nel farne così tante.» E’ una frase di Takeshi Kitano riportata in una sua intervista, e di certo è azzeccata. Il suo talento non si limita infatti alla regia e alla recitazione: è stato anche presentatore, ballerino di tip tap, musicista, pittore, e anche scrittore. Mondadori ha già pubblicato Asakusa Kid e Nascita di un guru, ora è Castelvecchi a proporre queste tre storie in cui è avvertibile il lirismo e la poesia espressa in opere cinematografiche come L’estate di Kikujiro: in questo caso si tratta di racconti in cui il protagonista ritorna con la memoria ad un episodio della propria giovinezza, a momenti inequivocabili di passaggio.

Boy,Takeshi Kitano , Castelvecchi

Dietro le quinte della cinematografia di Takeshi Kitano si nasconde un mondo letterario ancora poco conosciuto dal pubblico occidentale. Oltre i ruvidi profili dei suoi personaggi, anche nelle storie più violente raccontate dal regista – da Zatoichi ad Hana-bi – traspare un immaginario carico di sensibilità e lirismo. Un sapore dolce-amaro che, in questa raccolta, si concentra su uno dei luoghi preferiti dall”autore: il mondo dell’adolescenza, dei suoi sogni e delle delusioni a cui, inevitabilmente, può andare incontro chi è costretto a cimentarsi nell’impresa di fare i conti con l’avvento dell’età adulta. Tenero e divertente, Boy è un’indagine sulla vita in un tempo sospeso, una tappa obbligatoria per scoprire la letteratura di Kitano e un’occasione imperdibile per tutti i fan del geniale artista giapponese.

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