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“Quel che è certo è che non so come costruisco i miei racconti, perché ciascuno di essi ha una vita eccentrica e tutta sua. Ma so che vivono in lotta con la coscienza per evitare gli stranieri da lei raccomandati.”

si resta sempre un poco sospesi nel leggere i libri (pochi, purtroppo), di Felisberto Hernandez. Le storie che offre al lettore scivolano tra la banalità della realtà, varcano un sottile, a volte inconsistente confine, ed eccoci trascinanti in un mondo diverso da quello a cui siamo abituati. Per poi tornare indietro, e lasciarci dubbiosi di fronte a quanto abbiamo percepito, smarriti. In questo affascinante libro le bambole costruite dal protagonista diventeranno ben presto molto diverse da quel che ci potrebbe aspettare nel racconto lungo Le ortensie…

Le ortensie,
Hernández Felisberto, La nuova frontiera
Traduzione Francesca Lazzarato

Celebrato da Calvino, García Márquez, Cortázar e Onetti, Felisberto Hernández è uno scrittore irregolare che sfugge a ogni classificazione. In questa nuova raccolta è pubblicato, dopo tanti anni, “Le Ortensie” (1949) il suo testo più lungo e più celebre. Il protagonista, un uomo elegante che vive in una grande casa nera, nutre un’eccentrica passione per le bambole che ogni notte fa sistemare in una sorta di tableau vivant. Un giorno, temendo la morte della moglie, fa costruire una bambola a sua immagine e somiglianza, Ortensia. A poco a poco il rapporto innocente e la percezione che il protagonista ha di Ortensia si evolvono fino a giungere alle estreme conseguenze: la bambola si umanizza mentre l’uomo si fa bambola. Gli altri racconti che compongono la raccolta sono: “La casa allagata”, “Pip”, “Il coccodrillo”, “Lucrezia”, “La casa nuova”, “L’avvelenata” e “Ursula”.

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COLOMBIA

COLOMBIA (Photo credit: ho visto nina volare)

Colombia, sono gli anni della guerra senza esclusione di colpi tra narcotrafficanti per il controllo del traffico di droga, con le forze dell’esercito e della polizia che non stanno certo a guardare.
L’epopea corale narrata da questo narratore di razza è quella dei pesci piccoli e dell’universo che li circonda, ma non solo: desaparecidos, rivoluzionari, prostitute, artisti  e altri, accomunati dal vivere in un luogo in cui la morte scivola sempre accanto a te, in agguato. Naturale che il primo personaggio che si incontra sia un pluriassassino, capace di resistere per lunghe ore ad un assedio delle forze dell’ordine, seminando lutti. Da cui per incanto nascerà una nuova vita, alla ricerca di un punto fermo nella vita che travalichi le emergenze che lo circondano.

Dieci anni per scrivere questa ricostruzione della tragedia del suo Paese, “senza finzioni” come dice l’autore, 35 morti come gli anni dello zingaro diretta conseguenza dell’assedio al bandito, che è comunque il perno centrale della narrazione, poche ore basteranno al lettore per gustarsi questa opera dal ritmo narrativo intenso e rapido, che resterà poi a lungo dentro di lui!

Valeria Luiselli, Felisberto Hernandez, Juan Josè Saer: autori di assoluto livello presentati da pochi mesi da questo editore: necessario batter loro le mani per la validità delle scelte!

35 morti, Sergio Alvarez, La nuova frontiera
Traduzione dallo spagnolo (Colombia) di Elisa Tramontin

Un romanzo corale in cui riecheggiano la storia, la vita e le voci di un intero popolo. Trentacinque anni sempre in bilico tra speranze e cocenti delusioni, raccontati da un picaro moderno, che fa sempre quello che non dovrebbe e che si trova nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Dalla nascita in Colombia fino alle ultime peripezie a Madrid, seguiamo con il fiato sospeso l’avventurosa vita del protagonista in un succedersi di situazioni raccontate con uno stile crudo e realista: “puttane rivoluzionarie” e rivoluzionari senza rivoluzione, mogli tradite e guerriglieri gelosi, teppisti da strada e giovani sognatori, desaparecidos e cantanti di vallenatos. Una scrittura impetuosa che si gonfia come un fiume in piena pagina dopo pagina, un miscuglio di voci che gridano la loro voglia di vivere in un Paese dove amore, sesso e morte si susseguono vorticosamente.
Sergio Álvarez, è nato nel 1965 a Bogotà. Figlio di un sognatore e di una maestra di scuola, ha sempre coniugato la passione per i libri con quella per l’avventura. Il suo primo romanzo La Lectora ha ottenuto il premio Silverio Cañada della Semana Negra di Gijón nel 2002. Sergio Álvarez ha dedicato dieci anni alla scrittura di 35 Morti, un romanzo che è frutto di approfondite ricerche sulla storia e sul mondo del narcotraffico in Colombia, nonché di numerosi viaggi in tutto il Paese.

Sergio Alvarez è nato nel 1965 a Bogotà. Figlio di un sognatore e di una maestra di scuola, ha sempre coniugato la passione per i libri con quella per l’avventura. Il suo primo romanzo La Lectora ha ottenuto il premio Silverio Canada della Semana Negra di Gijòn nel 2002. Sergio Alvarez ha dedicato dieci anni alla scrittura di 35 morti, un romanzo che è frutto di approfondite ricerche sulla storia e sul mondo del narcotraffico in Colombia, nonchè di numerosi viaggi in tutto il paese.

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Borges, Bioy Casares, Ocampo, Puig, Arguedas, Hernández, Rulfo, Vargas Llosa, Amado, Cortázar, Soriano: tutti autori grandissimi del catalogo Einaudi degli anni d’oro, molti ora “dismessi” , a cui va aggiunto di diritto anche Felisberto Hernández, pubblicato nel 1974 con una nota introduttiva di Italo Calvino, che di lui affermava: “Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei, a nessuno dei latinoamericani, è un irregolare che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile”.

Non riuscendo a imparare la stenografia, aveva inventato e perfezionato un suo sistema stenografico. La sua prosa può vagamente esser definita “realismo onirico”, un vagabondare incongruo e senza risoluzione tra le pieghe dell’esistenza quotidiana, con degni finali che non risolvono alcunchè. Fu apprezzato da Borges e amato da Cortazar, e questo potrebbe essere un buon “incentive” per cogliere il mistero nella realtà, l’incongruo nascosto e l’ironia di quanto può capitarci…..

 

Come un personaggio dei migliori libri di Bolano, così raccontiamo la sua esperienza umana, dal Blog di Edizioni Sur:

http://blog.edizionisur.it/

” ….la vita di Hernández non fu meno bizzarra dei racconti e dei romanzi brevi alle cui trame l’autore l’ha spesso intrecciata: la vita di un ragazzo timido dalla vocazione musicale precoce, che dopo aver studiato con Clemente Colling (l’organista cieco di una chiesa di Montevideo, poi divenuto personaggio di uno dei suoi romanzi) comincia a guadagnarsi da vivere accompagnando al piano la proiezione dei film muti. Pianista errante, dagli anni ’20 sino al 1942 Felisberto si guadagna da vivere soprattutto suonando con fortuna disuguale, da solo o con un trio dal vasto ed eterogeneo repertorio: dai cinema ai caffè, dai teatri alle sale da concerto dove esegue Stravinsky.
In perenni ristrettezze economiche, prova ad aprire una libreria che fallisce, dà lezioni di piano, si sposa tre volte e ogni volta divorzia, intreccia intense relazioni amorose, trascorre due anni a Parigi con una borsa di studio ottenuta tramite Jules Supervielle, vive in misere pensioni, ingrassa mostruosamente per via di una fame insaziabile che lo renderà obeso al punto che il suo cadavere, dopo la morte per leucemia nel 1964, non passerà dalla porta di casa e dovrà essere calato dalla finestra. “

Nessuno accendeva le lampade, Felisberto Hernandez, La nuova frontiera

Di Felisberto Hernández, Italo Calvino scrisse: “Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un “irregolare” che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile.”
E in effetti Hernández sorprende il lettore con immagini sconcertanti e surreali, in cui non di rado gli oggetti o le singole parti dell’essere umano acquistano vita propria. Coniugando in maniera magistrale il ricordo e l’invenzione, il senso dell’humour e l’inquietudine, Hernández guida il lettore in un geniale gioco di analogie e associazioni di idee e seduce chi ha la fortuna di leggerlo.

Felisberto Hernández (Montevideo 1902 – 1964), pianista e scrittore, è uno degli autori più importanti della letteratura ispanoamericana del ventesimo secolo. La pubblicazione, nel 1942, del romanzo Por los tiempos de Clemente Colling segna una svolta nella sua vita e lo porta ad affiancare al pianoforte la macchina da scrivere. Seguono El caballo perdido (1943), Nadie encendía las lámparas (1947), Las Hortensias (1949), La casa inundada (1960) e Tierras de la memoria (1965).

un link alla sua opera:
http://www.felisberto.org.uy/la_obra_en_italiano.html

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