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tardi

 

 

“È necessario raccontare le storie dei prigionieri sopravvissuti, perché sono state subito dimenticate. Il cinema le ha spesso narrate in chiave di commedia, con gli stereotipi del tedesco stupido e mangiacrauti e del francese furbo e intelligente… Pochi hanno descritto la miseria quotidiana di cercare bucce di patata nella spazzatura, di bere infusi di corteccia strappata dalle palizzate, di non parlare d’altro che di fame, fame, fame. L’amarezza, l’umiliazione, la vergogna che mio padre ha provato lo hanno accompagnato per il resto dei suoi giorni”. Queste parole di Renè Tardi possono servire da introduzione ad uno dei graphic novel più belli visti quest’anno: l’autore ha chiesto al padre Jacque, sottufficiale fatto prigioniero dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale di scrivere le sue memorie di quei giorni. Da quelle pagine è nato questo libro che descrive la situazione quotidiana di chi era impegnato a sopravvivere in quei giorni. Insieme alle memorie di René troverete anche quelle di Jean Grange,  compagno di prigionia (padre della moglie di Tardi, Dominique). Per completare il quadro di famiglia, la figlia di Tardi, Rachel, ha pure collaborato nella realizzazione del libro, mentre il figlio Oscar ha fornito il suo aiuto per la documentazione.

Jacques Tardi // Io René Tardi prigioniero di guerra allo Stalag 2B, Coconino press
Un figlio interroga il padre. Dopo “Maus” di Spiegelman, un’altra pietra miliare del graphic novel di memoria sulla Seconda guerra mondiale.

Vita quotidiana nel campo di prigionia: la fame cronica e le malattie, i rari pacchi che arrivano da casa, le docce, il lavoro, i sogni di fuga, l’impiccagione delle guardie tedesche dopo la fine della guerra… Una storia senza eroi. Un libro da non perdere per tutti gli appassionati di Storia.

 

Centinaia di pagine scritte su tre quaderni in una grafia fitta e minuta. Jacques Tardi, il maestro del fumetto francese contemporaneo, ha chiesto al padre René, sottufficiale fatto prigioniero dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, di scrivere le sue memorie su diari per trarne un graphic novel intenso, toccante, anti-epico, in grigio e rosso sangue. È il racconto degli orrori e della crudeltà della guerra, poi delle tetre giornate di una prigionia durata quattro anni e otto mesi in uno Stalag in Pomerania vicino al fronte russo, tra le angherie dei tedeschi e il persistente incubo della fame. Infine, dopo la liberazione, la lunga, estenuante marcia di ritorno a casa a trenta gradi sotto zero nella neve. E addosso una sensazione di sconfitta che non se ne andrà più. L’omaggio di Jacques Tardi alla memoria del padre, simbolo di tutti i prigionieri di oltre 120 campi di detenzione tra Germania e Polonia, dei sopravvissuti e di tutte le vittime della ferocia e dell’insensatezza delle guerre, è diventato un atto d’amore familiare che attraversa più generazioni. Ai ricordi di René Tardi si uniscono quelli di Jean Grange, suo compagno di prigionia e padre della moglie di Tardi, Dominique. E al graphic novel hanno collaborato anche la figlia di Tardi, Rachel, che si è occupata della colorazione al computer, e il figlio Oscar per la documentazione e le ricerche iconografiche.

 

“È necessario raccontare le storie dei prigionieri sopravvissuti, perché sono state subito dimenticate. Il cinema le ha spesso narrate in chiave di commedia, con gli stereotipi del tedesco stupido e mangiacrauti e del francese furbo e intelligente… Pochi hanno descritto la miseria quotidiana di cercare bucce di patata nella spazzatura, di bere infusi di corteccia strappata dalle palizzate, di non parlare d’altro che di fame, fame, fame. L’amarezza, l’umiliazione, la vergogna che mio padre ha provato lo hanno accompagnato per il resto dei suoi giorni”. Jacques Tardi

 

Una storia piena di rabbia e dolore, compassione e umanità. La storia di un uomo che diventa memoria e voce collettiva di tutti i prigionieri di guerra.

 

“Jacques Tardi è tra i più grandi disegnatori francesi di sempre: un’istituzione vivente nella patria della graphic novel, dove il fumetto ha piena dignità letteraria”. Il Corriere della Sera

e qui trovate l’anteprima online:

http://issuu.com/coconinopress/docs/io_rene___tardi_prigioniero_di_guer

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molto suggestivo questo graphic novel dedicata alla grande opera di Melville. Ismaele, Quequog, Achab e la Balena rivivono nelle emozionanti tavole di Bill Sienkiewicz, autore dal disegno pittorico molto particolare, capace di giocare molte carte per farci apprezzare la sua arte.. Forse, un formato leggermente più grande dell’albo sarebbe stato ideale.

Non è una novità editoriale, ma confessiamo che ci era sfuggita: e mica dobbiamo proporre solo cose pubblicate da qualche giorno!

Herman Melville, Moby Dick, Nicola Pesce Editore

MOBY DICK – Herman Melville / Bill Sienkiewicz

Bill Sienkiewicz, uno dei maggiori artisti del fumetto mondiale, autore di cicli memorabili di personaggi celebri come Elektra, Daredevil, Batman e Wolverine, raggiunge qui l’apice della sua evoluzione artistica esaltando il respiro epico e simbolico del capolavoro di Herman Melville, dipingendo una furiosa e mistica caduta verso gli abissi, dove eroismo e follia finiscono per confondersi irrimediabilmente.

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siamo ad inizio degli anni Ottanta, due ragazzine punk tedesche decidono di conoscere l’Italia viaggiando senza soldi, in autostop. Ma non sarà un viaggio esaltante alla Goethe con i suoi limoni, la scoperta della realtà che si cela dietro l’aspetto del Paese del sole si trasfoma in un incubo, tra l’impatto devastante con la mafia siciliana, i pregiudizi nei confronti di chi decide di vivere in libertà i propri giorni (autostoppista = poco di buono disposta a tutto), la scoperta delle droghe pesanti. Una puntuale ricostruzione autobiografica e del preciso momento storico che l’Italia viveva, vista con gli occhi di due ragazze. Ancora una volta, una grande opera firmato Coconino Press, che ben fa intendere le potenzialità che il graphic journalism ha di far percepire la realtà!

Ulli Lust // Troppo non è mai abbastanza, Coconino press

Due ragazzine punk tedesche e il loro viaggio in Italia in autostop. Un sogno di ribellione e libertà che si trasforma in incubo. Un toccante atto d’accusa contro il machismo e la violenza sessuale.

“Qual è il sucidio più lento? Nascere e aspettare che tutto finisca.” Siamo all’inizio degli anni 80: a 17 anni Ulli Lust, austriaca di nascita e berlinese d’adozione, annota queste righe nel suo diario. Nello stesso anno la giovane punk decide di partire con la sua amica Edi, senza denaro o documenti, per un viaggio attraverso l’Italia in autostop. Con la matita e la china Ulli Lust descrive le tappe del suo viaggio: le due amiche passano per Verona, Cattolica, Pescara, Roma, ma la loro vera meta è la Sicilia. Che però si rivelerà non la terra promessa sognata, ma un mondo difficile, straniero, che non rispetta le donne. Il road movie alla Thelma e Louise, ispirato dalla voglia di libertà, ribellione e avventura dell’adolescenza, è inizialmente allegro ma si tramuta presto in un incubo. In Sicilia le due protagoniste incontrano l’eroina e un ambiente dominato dalla presenza della mafia. Diversi uomini prima infastidiscono, poi aggrediscono sessualmente e umiliano le due ragazze. L’amica di Ulli diventerà una tossicomane, ma alla fine entrambe riescono a salvarsi. Malgrado i tanti momenti difficili passati, il viaggio in Italia delle due ragazze resta un’affermazione di libertà e indipendenza: una storia dalla parte delle donne. Lo sguardo spietato su se stessa e sulla società è uno dei marchi di riconoscimento di Ulli Lust. Alcune illustrazioni ricordano gli studi critici sulle classi sociali realizzati dagli autori del settimanale satirico Simplicissimus, che la Lust annovera fra i suoi maestri. Ma l’artista s’ispira anche ad autori come Gilbert Hernandez e Art Spiegelman, all’autrice femminista Marilyn French e all’austriaco Odon von Horvath. Thelma e Louise a 17 anni. Testimonianza autobiografica, indagine sociale e road movie si intrecciano in un tragicomico, commovente graphic novel.

“Ho imparato più cose dalla strada che dai libri”  Ulli Lust

“Osservatrice senza indulgenze del maschilismo, femminista senza eccessi, Ulli Lust disegna una visione cruda dei rapporti tra uomini e donne” Le Monde

“Un’autobiografia appassionante, un libro bello e selvaggio, femminista e autocritico. Un’odissea tragica che parla di amicizia e fine delle illusioni” Les Inrockuptibles

“Una splendida lezione di vita e di coraggio”  Livres Hebdo

ecco una intevista all’autrice, tornata in Italia per presentare le sue tavole originali al Goethe Institut di Roma:

https://www.youtube.com/watch?v=Z4dTZJ-8hfc

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“Il filo conduttore presente in tutti i miei libri è il fatto che qualcuno sta sognando  luoghi o sta cercando di raggiungere un posto, e percorrerà molta strada. Penso che se non avrei lasciato Praga miei libri sarebbe stato diverso. E penso che tutto quello che ho fatto nei miei libri in questo Paese deriva dal sentimento di lasciare un altro luogo e venire in un nuovo posto. “

Lo dice Peter Sis, autore del libro che presentiamo e che caldeggiamo. Le sue opere precedenti potevano essere collocate nello scaffale dei ragazzi (i premiati Il muro, L’albero della vita..), questo potrebbe sembrare di più difficile collocazione: tra i ragazzi? Insieme ad altri graphic novel? insieme ai libri di poesia orientale? Sicuramente tra i libri consigliati! L’autore comunque lo definisce il suo primo lavoro per gli adulti.

Peter Sis, autore cecoslovacco, ha lasciato la sua nazione per stabilirsi negli States, e nel 2012 si è meritato l’ Hans Christian Andersen Award per l’illustrazione: onorificenza ben meritata! In questa sua rappresentazione de LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI ispirata all’opera del poeta sufi Attar Din la sua immaginazione, elaborata ed originale, abbraccia alcuni stilemi orientali, ben adattandosi allo spirito del testo, sempre in linea con la sua ispirazione colma di poesia. Un libro fantastico per chi ama la beltà!

“Per me l’arte dell’illustrazione è pari alla letteratura. Ci sono vari livelli di significato. Il mio modo di creare poesia è l’illustrazione. Non so se, rimasto a Praga, avrei fatto le stesse cose, ho deciso di mostrare alle persone quale era la mia vita là. A volte mi sento di aver mostrato qualcosa di molto o forse troppo intimo, come quando qualcuno va a spifferare dei segreti. Ma probabilmente questo meccanismo è alla base di molte storie e film e molte opere d’arte”.

peter sis

Peter Sis
La conferenza degli uccelli
Traduzione di Livia Signorini
i cavoli a merenda, Adelphi

La conferenza degli uccelli è un poema persiano del dodicesimo secolo che racconta come, per sottrarsi al caos e alla disperazione che opprimono il mondo, l’Upupa raccolga la moltitudine degli uccelli e la guidi alla ricerca di un re perduto, Simurg, che si dice abbia tutte le risposte. È l’inizio di un viaggio meraviglioso e tremendo verso la dimora di Simurg, protetta da sette misteriose valli. In ognuna, gli uccelli dovranno affrontare insidie mortali: ma chi riuscirà a superarle otterrà una rivelazione inattesa. I versi di Farīd ad-Dīn ‘Attār – di cui quasi nulla si sa, tranne che a un certo punto della vita intraprese un lungo viaggio dalla Persia fino alla remota India – incantano da sempre chi li legge o li ascolta, e hanno ispirato a Peter Brook uno dei suoi spettacoli più sorprendenti: ma solo Peter Sís poteva trasformarli in questa stupefacente partitura visiva.

Peter Sis è nato a Brno, in Cecoslovacchia, ed è cresciuto a Praga. Ha studiato pittura e cinema all’Accademia delle Arti Applicate di Praga e al Royal College of Art di Londra. Ancora giovane, ha lasciato l’Europa per stabilirsi negli Stati Uniti, dove vive da anni con la famiglia. Vincitore di moltissimi premi, è l’autore di L’albero della vita: Charles Darwin e il muro.

qui, un bell’articolo articolato sul suo lavoro:

http://topipittori.blogspot.it/2012/05/un-disegno-esatto.html

ecco qualche notizia invece sulla sua fonte di ispirazione, LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI di ATTAR DIN:

Farid al-Din Attar, è stato un mistico sufi e un grande poeta persiano.  (da wikipedia)

Era figlio di un ricco speziale (la parola attar significa per l’appunto in arabo e persiano “speziale”, “preparatore di rimedi medici, erbe medicamentose o profumi”, “profumiere”, ma di fatto equivaleva quasi alla professione del medico) e ricevette un’eccellente educazione. Studiò l’arabo, la medicina e le scienze religiose. Da giovane aiutò il padre in bottega e alla sua morte la ereditò. Da speziale, i clienti che si rivolgevano a lui gli confidavano tutti i loro problemi ed egli ne era profondamente toccato. Infine decise di abbandonare la sua attività e viaggiò moltissimo. Durante la sua permanenza a Kufa, a Mecca, a Damasco, in Turkestan ed in India, ebbe l’occasione di incontrare numerosi maestri (shaykh) sufi. Al suo ritorno promosse il Sufismo.

Alcuni studiosi ritengono che Attar fu ucciso durante la distruzione della città da parte degli invasori Mongoli. Sulla sua morte si narra il seguente aneddoto: Un soldato mongolo lo catturò e, avendo scoperto chi egli fosse, lo voleva condurre dal suo ufficiale superiore quando si presentò un uomo, offrendo denaro per comprare il prigioniero. Il soldato stava per accettare ma Attar disse al soldato che valeva molto di più di quanto pattuito. Continuarono il tragitto e poco dopo si presentò un altro uomo che offriva una somma maggiore per comprarlo, ma egli convinse il soldato a rifiutare poiché valeva molto di più anche della cifra proposta. Poco dopo un vecchio si presentò offrendo, in cambio di Attar, un fascio di legna. Il poeta, in genuino spirito sufi, disse al soldato di accettare l’offerta poiché Non c’è nulla che valga più di questo. Il soldato s’infuriò e uccise Attar all’istante.

Attar è uno dei più famosi poeti mistici iraniani. Le sue opere furono d’ispirazione per Jalal Rumi e per molti altri poeti mistici. Attār, insieme a Sana’i di Ghazna, fu colui che influenzò maggiormente Rumi nelle sue concezioni sul sufismo. Rumi li cita entrambi numerose volte nelle sue opere e con la più alta stima. Rumi lodò Attār nel seguente modo:
« Attār percorse errante le sette città dell’amore – Siamo ancora nella stessa Via. »

Fu uno degli autori più prolifici della letteratura persiana. Scrisse più di un centinaio di opere di varia lunghezza: si va da poche pagine a grossi tomi. Solo una trentina delle sue opere è giunta fino ai giorni nostri.

Nello stile caratteristico dei poeti sufi, Attār esalta l’amore terreno come metafora e preludio dell’amore divino: sebbene quello umano fosse una forma d’amore lontana dalla perfezione, esso ha comunque un riflesso spirituale, poiché l’”amato” diventa l’Essere supremo. Una delle sue parabole metaforiche preferite è l’amore tra il sultano Mahmud di Ghazna per il suo schiavo Malik Ayaz. Nella sua opera Ilāhī-Nāme (Il poema Celeste) troviamo otto storie riguardanti il loro amore e la loro devozione reciproca.

La sua opera più conosciuta è tuttavia il Manṭiq al-ṭayr (Il Verbo degli uccelli).

LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI (Diverse edizioni italiane, Mediterranee e Se)

L’opera si configura come una sorta di magistrale favola esoterica che ha per oggetto il tema del viaggio, al tempo metaforico e reale, che l’anima intraprende perché si distacca dal mondo transeunte della materialità per tuffarsi nell’oceano senza rive del mistero divino.

La lingua degli uccelli – il cui titolo originale è Mantiq al-Tayr – è una summa del migliore e più raffinato misticismo islamico e insieme un messaggio universale di apertura al trascendente.

L’opera – che è un classico nel suo genere – si configura come una sorta di magistrale «favola esoterica», che ha per oggetto il tema del «viaggio», al tempo metaforico e reale, che l’anima intraprende perché si distacca dal mondo transeunte della materialità per tuffarsi nell’oceano senza rive del mistero divino. Protagonista un gruppo di volatili (l’upupa, il pappagallo, il falco, il pavone, ecc.) che, riunitisi a convegno, spiccano il volo alla volta del loro bramato sovrano, il Simorgh (o «Fenice») della mitologia iranica, posto agli estremi limiti della terra conosciuta.

Per raggiungerlo, dovranno, tra molti pericoli, attraversare «sette valli», che rappresentano altrettante «tappe» o «stazioni» di un vero e proprio itinerario iniziatico, che si ammanta di simboli universali, suscettibili di interpretazioni plurime. Dei centomila uccelli avventuratisi alla ricerca del loro Signore, a non più di «trenta» (in persiano: si morgh) sarà però dato il privilegio di raggiungere la tanto agognata meta.

Questi, difatti, finiranno per specchiarsi nel volto accecante del Re, alla vista del quale, inceneriti, scopriranno – paradossalmente – di essere tornati al punto di partenza.

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Top of Il Giogo Pass in the Gothic Line, looki...

Top of Il Giogo Pass in the Gothic Line, looking toward the north. (Photo credit: Wikipedia)

 

imminente:

MONTE BATTAGLIA
UNA STORIA DELLA LINEA GOTICA

di VIRNA PAOLINI, SIMONE CORTESI E GABRIELE PEDDES, Black Velvet

http://blackvelveteditrice.com/Monte-Battaglia

Settembre 1944. Lo sfondamento della Linea Gotica a Castel del Rio, sull’Appennino bolognese, rivive nei ricordi di una nonna all’epoca bambina.

Ispirato all’eroica figura del capitano americano Robert Roeder, Monte Battaglia è anche il racconto di quegli eventi che sono alla base della Repubblica italiana. Un soldato americano va incontro a un tragico destino in un paese che non lo dimenticherà mai. Una storia emblematica della seconda guerra mondiale.

In appendice, testi e fotografie sulla vita quotidiana a Castel del Rio durante e dopo lo sfondamento della Linea Gotica.

VIRNA PAOLINI (Castel del Rio, Bologna), già autrice di racconti pubblicati anche nelle riviste «Maltese narrazioni» e «Fernandel», debutta nel mondo del fumetto con la storia di questo libro.

SIMONE CORTESI (Bologna, 1987), diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna al corso di laurea in Fumetto, ha realizzato il volume Enrico Mattei – Vita, disavventure e morte di un cavaliere solitario (Becco Giallo, 2012) su testi di Francesco Niccolini.

GABRIELE PEDDES (Bologna, 1987), diplomato all’Accademia di belle arti di Bologna al corso di laurea in Fumetto, ha pubblicato la storia “La Puticola” sull’albo Pan (Edizioni BD, 2009) e ha vinto nel 2010 il concorso “Coop for Words – Fumetto” con Memorie 1945.

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Uno splendido graphic novel, complesso, intelligente, affascinante. Sulle acque dell’Hudson Valley solcate dal capitano Elia Twain i ricordi si accumulano, a proporre al lettore, attraverso una serie di flashback, la sua strana storia che incrocia quella del misterioso Lafayette, proprietario del battello.

Salutato dal Whashington Post come uno dei Top 10 Graphic/Comic Reads of 2012, con le sue illustrazioni a carboncino dai toni sfumati, con i rimandi a Edgar Allan Poe, Mark Twain e altri arriva anche in Italia a conquistare chi ha amato i lavori di Brian Szelnick
Il sito dedicato al libro:
http://sailortwain.com/about/

Sailor Twain o La sirena dell’Hudson,
   Mark Siegel, Bao Publishing

Un secolo fa, a bordo di un battello a vapore sul fiume Hudson, il Capitano Twain salva dai flutti una sirena ferita, la porta nella propria cabina e la cura.
Nel frattempo Lafayette, l’ambiguo armatore del battello, è perseguitato da ben altri segreti; è possibile che sappia anche lui qualcosa della sirena?
Sulla terra ferma, l’enigmatico C.G. Beaverton, uno scrittore la cui identità è rimasta misteriosa per anni, decide di rivelarsi al pubblico con un sorprendente nuovo libro, nel quale potrebbero esserci le risposte per i misteri che ossessionano tanto Twain quanto Lafayette.

il booktrailer
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important
Rizzoli Lizard propone 4 entusiasmanti capolavori del fumetto, del graphic novel, del libro illustrato: classici come Wheeling di Hugo Pratt (ah, i ricordi: certo che li ho visti su qualche “giornalino”, decenni or sono!!), e altri che lo diventeranno, come Cronache di Gerusalemme, premiato con il “Nobel” del fumetto in Francia, splendido esempio di reportage contemporeaneo:

Cronache di Gerusalemme, Guy Delisle, Rizzoli Lizard 

 

Prix Angouleme 2012
È il 2008 quando Guy Delisle e la sua famiglia si trasferiscono dalla Francia a Gerusalemme Est, dove la moglie dell’autore è impegnata in un progetto umanitario per Medici Senza Frontiere. Testimone dell’”Operazione Piombo Fuso” – la breve ma brutale azione militare nella striscia di Gaza durata dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 e risoltasi col massacro di più di mille palestinesi – Delisle racconta con stile impeccabile e potenza espressiva la vita in un Israele tormentato e sfaccettato: una quotidianità fatta di checkpoint, pasti kasher durante la Pasqua ebraica, amicizia con altri papà “casalinghi” sposati con donne delle ONG, villaggi, uliveti e insediamenti illegali, da un lato e dall’altro della Barriera di Separazione.

GUY DELISLE ha passato dieci anni della sua vita lavorando nel campo dell’animazione in Europa e in Asia. È l’autore di Pyongyang, Shenzen, Cronache birmane. Vive nel sud della Francia con sua moglie e i suoi bambini.

 

 
Wheeling e leggende indiane, Hugo Pratt, Rizzoli

Un racconto corale sulla colonizzazione dell’Ovest nordamericano, creato nel 1962 per la rivista argentina “Misterix”, aggiornato a Parigi nel 1980 e completato nel 1995, poco prima della morte del suo autore. In questa nuova edizione, l’opera che più a lungo di tutte ha accompagnato la carriera di Pratt si presenta rimontata in pannelli a tre strisce, come da lui concepita. Perla della sezione a colori prevista in chiusura di volume, quella che pare essere l’ultima creazione artistica del maestro veneziano, “un soldato e un indiano che guardano verso un orizzonte dove tenui figure danzanti sembrano dileguarsi tra nubi azzurrine”, come scrisse Cesare Medail sul “Corriere della Sera”.

 

 

 

 

 

  Favole – l’edizione integrale, Victoria Francés, Rizzoli Lizard

Una magnifica edizione di un classico di Victoria Francés:
la trilogia originale di Favole
in un unico, prezioso volume
arricchito da nuovi testi e nuovi illustrazioni.

Cavalieri e dee albine, demoni e principesse, angeli di pietra e seducenti spiriti immortali, ambigue sirene e ninfe spettrali: il mondo di Victoria Francés, popolato di presenze intriganti e morbosamente irresistibili, si è rivelato per la prima volta al mondo con i tre volumi di Favole, debutto presto trasformatosi in un vero e proprio fenomeno internazionale. Oggi la serie che ha saputo inventare una nuova strada per il gotico torna a conquistare gli appassionati del genere – così come coloro che vi si accosteranno per la prima volta – in un’unica, preziosa edizione integrale ricca di contenuti nuovissimi, affermandosi finalmente come l’imperituro classico dark che ha sempre meritato di essere.

Furari  -  Sulle orme del vento, Jirō Taniguchi , Rizzoli Lizard

“Camminare è il movimento più importante per l’essere umano.
Siamo liberi di decidere il ritmo dei nostri passi,
e di percepire tutto ciò che vediamo
nella sua più intima verità.” – Jirō Taniguchi

Ambasciatore del fumetto giapponese in Europa,
Jirō Taniguchi rinnova in Furari
la vena poetica delle sue opere più belle.

Furari è un’espressione giapponese che sta per “vagare senza meta”, “seguire il vento”: e il piacere del camminare, di opporsi alla furiosa corsa del mondo per concentrarsi sulla bellezza delle piccole cose, è il tema di quest’ultima opera, contemplativa e malinconica, di Jirō Taniguchi.
Il protagonista – ispirato al celebre cartografo Tadataka Inō, che tra il XVIII e il XIX secolo mappò per la prima volta il Giappone con tecniche di misurazione moderne – è un cinquantenne curioso di tutto, un edonista che osserva il mondo e con esso si fonde, immaginandosi ora gatto, ora uccello, ora formica, e rallegrando le proprie passeggiate lungo quelle che saranno le future strade di Tokyo con gli haiku:
“Sui fiori e sugli alberi / anche nei corsi d’acqua / la pioggia posa il profumo / delle quattro stagioni”.
Perché è indispensabile saper vedere le meraviglie attorno a noi, e lasciarsi incantare da esse.

Hugo Pratt, Wheeling
Pratt wheeling

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The Invention of Hugo Cabret

The Invention of Hugo Cabret (Photo credit: Wikipedia)

Proseguendo il percorso intrapreso con Hugo Cabret, Brian Selznik conduce ancora i lettori in un territorio inesplorato, in una nuova emozionante storia fatta di immagini e di testo. Uno di queli libri che vorresti centellinare, per timore di finirlo troppo presto!

1977:  Ben, ragazzino rimasto orfano di madre e che non ha mai conosciuto il padre.
1927: Rose, ragazzina sordomuta, vive sola con il padre.

Ben e Rose desiderano segretamente che le loro vite siano diverse. Ben anela un padre che non ha mai conosciuto. Rose sogna una misteriosa attrice la cui vita si racconta in un album. Quando Ben scopre un indizio sconcertante nella stanza di sua madre e Rose legge un titolo particolare sul giornale, daranno il via a ricerche disperate per trovare ciò che manca loro.

Due storie indipendenti raccontate in simmetria- Ben  a parole,  Rose con le immagini – tessere di un mosaico che si intrecciano, fino a sfociarein un sorprendente incontro.

Vicende semplici, di persone che possono comunicare attraverso libri,  segni e disegni, raccontate con meraviglia e stupore, che finiranno per catturare il lettore. Una seconda prova nel campo del Graphic novel perfettamente riuscita!

Un assaggio potete gustarlo qui:

http://www.youtube.com/watch?v=9K2YaVxeTiM

E approfondire qui:
http://www.wonderstruckthebook.com/home.htm

Brian Selznik, La stanza delle meraviglie, Mondadori

Ben e Rose hanno un sogno in comune: avere una vita completamente diversa da quella che si ritrovano.
Ben vorrebbe riunirsi al padre che non ha mai incontrato.
Rose colleziona articoli di giornale e foto di una misteriosa attrice che sogna di conoscere.
Quando entrambi trovano un pezzettino di puzzle che potrebbe aiutarli a ricostruire il quadro della loro vite, partono alla ricerca di quello che hanno perso. Due storie lontane cinquant’anni, una raccontata in parole, l’altra in immagini, procedono parallele per poi incontrarsi in maniera inaspettata, in un gioco di meravigliose simmetrie.

Brian Selznick nato nel New Jersey nel 1966 si è diplomato alla Rhode Island School of Design e ha pubblicato il primo libro nel 1991. Ha illustrato molti libri per ragazzi, tra i quali un vincitore di un Caldecott Honor. Vive tra Brooklyn e San Diego e fa parte della buona famiglia di produttori che ha fatto la storia del cinema a Hollywood.

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Fine ottobre inizio novembre, è il periodo in cui si svolge Lucca Comics And Games, la manifestazione italiana più importante per quanto riguarda fumetti e graphic novel: di conseguenza, le uscite editoriali sono copiose. Ecco qualche testo consigliato, il primo è un vero capolavoro, una delizia per gli occhi e per la mente, una fusione eccelsa di arte ed emozione che è costata dieci anni di lavoro al suo autore, permettendogli però di vincere importanti riconoscimenti:

David Mazzucchelli, Asterios Polyp, Coconino press

A cinquant’anni Asterios Polyp, celebre e brillante architetto, ha perso tutto. Il suo matrimonio con la giovane scultrice Hana è andato in pezzi, la sua casa è stata distrutta da un incendio. Per ricominciare fugge nell’anonimato, in una cittadina della profonda provincia americana, dove trova un lavoro come meccanico per auto.
Parte da qui l’atteso capolavoro di David Mazzucchelli: un graphic novel realizzato nel corso di dieci anni, che a partire da un singolo personaggio allarga lo sguardo fino agli orizzonti e ai temi universali del Grande romanzo americano. Come avviene in scrittori quali Pynchon, De Lillo, Philip Roth, alle cui opere questo libro è stato paragonato. Asterios incontra persone semplici e sagge, come la misteriosa Ursula Major, con cui discutere di filosofia, religione, estetica e storia. Architetto “di carta”, progettista di splendidi edifici mai realizzati, si trova a confrontare la sua arida razionalità con il caos dei sentimenti e degli affetti e la confusione della vita vera. Già autore dell’adattamento in versione graphic novel del romanzo di Paul Auster Città di vetro, Mazzucchelli stavolta esplora e spinge al massimo le possibilità narrative e visive del linguaggio del fumetto, usando con eleganza ed efficacia forme, colori, stili diversi per caratterizzare personaggi ed emozioni.
Asterios Polyp parla del dualismo tra natura e cultura, di doppie identità, di gioie e dolori della vita di coppia e del caso che governa le nostre esistenze, del mito classico di Orfeo: tutto senza mai smettere di raccontare la storia semplice ed appassionante di un amore perduto e ritrovato. Una commedia satirica sul matrimonio ma anche un romanzo filosofico per i nostri tempi, una nuova pietra miliare non solo per gli appassionati di graphic novel. Un libro che, nel giro di un anno, ha vinto il Book Prize del Los Angeles Times, i premi statunitensi Eisner e Harvey e il Grand Prix francese del festival di Angouleme, la più prestigiosa vetrina europea del romanzo disegnato.

Profilo autore
nasce a Rhode Island (Usa), vive e lavora a New York. Dopo aver segnato giovanissimo con la sua impronta l’universo dei supereroi (il memorabile ciclo Born again per Devil e la miniserie Batman: Year One, entrambi su testi di Frank Miller), ha scelto una strada più personale, fondando la rivista “Rubber Blanket”, laboratorio artistico dove ha sperimentato nuove narrazioni, stili e approcci al fumetto. Ha pubblicato su testate come “The New Yorker” e “The New York Times”, e ha accettato la sfida lanciata da Art Spiegelman di adattare il romanzo di Paul Auster Città di vetro. I suoi lavori sono stati pubblicati in tutto il mondo. In Italia la Coconino Press ha tradotto Big Man, Discovering America, Phobia, Città di vetro, Asterios Polyp.

“Un graphic novel di grande ambizione: una commedia satirica dove rigore formale e sottigliezze emotive convivono in modo splendido”. – The New York Times

“L’equivalente a fumetti di un romanzo di Thomas Pynchon o William Gaddis”. – Publishers’ Weekly

“Un’opera epica, densa di emozioni e carica di simboli che promette di ridefinire il graphic novel” – Boston Globe and Mail

asterios

Thompson Craig, Habibi, Rizzoli Lizard

In un panorama epico fatto di deserti, harem e labirintici agglomerati urbani traboccanti di vita e di miseria, si dipana la storia di due anime schiave, portate l’una nelle braccia dell’altra da un destino nato e cresciuto per restare eterno. Lei è Dodola: bambina, poi donna, poi madre imprigionata in un mondo di uomini. Lui è Zam, orfano che nella ragazza – e nelle storie della cultura e della mitologia islamica con cui lei lo crescerà – troverà un amore assoluto, viscerale, indispensabile. Dai miseri villaggi a sud della prosperosa Wanatolia, al deserto popolato di nomadi e criminali, all’opulenza del Palazzo del terribile Sultano, Habibi (“mio amato”) traccia nelle morbide curve della calligrafia araba una parabola sul nostro rapporto col mondo naturale, sull’abissale divario tra primi e terzi mondi, sull’eredità comune di cristianesimo e islamismo e, soprattutto, sulla magica, insostituibile forza del racconto.

Zahra’s paradise. I figli perduti dell’Iran, Rizzoli Lizard
Ambientato in Iran dopo le elezioni-truffa del 16 giugno 2009, “Zahra’s Paradise” è la storia romanzata della disperata ricerca di Mehdi, giovane manifestante scomparso nei gulag della Repubblica Islamica. Scaturito dalla necessità di ribellarsi a un sistema politico fondato sulla repressione, “Zahra’s Paradise” canalizza il dolore e la rivolta di un popolo oppresso attraverso la rete, potente cassa di risonanza capace di scuotere le coscienze e dissipare le foschie censorie della dittatura. Pubblicato a cadenza bisettimanale sul sito plurilingue zahrasparadise, quest’opera trova adesso ulteriore concretezza in un graphic novel che non può lasciare indifferenti.

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Blankets, Thompson Craig, Rizzoli Lizard
Una storia d’amore come non si è mai vista prima. Una graphic novel autobiografica in cui Craig Thompson parte dalla sua infanzia nel Wisconsin per raccontarci la sua vita familiare e il suo rapporto con la religione, fino ad arrivare all’incontro con Raina: l’amore esplode allora con tutta la sua forza, sorprendendo il protagonista e coinvolgendo i lettori in un fiume di emozioni tanto appassionanti quanto letterariamente mature.

Oggi mordo! Mafalda, Quino, Magazzini Salani
In edizione limitata, un cofanetto con tutti i volumi di Mafalda: oltre 2000 strisce della bambina ribelle più famosa del mondo.

Alta società. Una storia di Cerebus, Sim Dave, Black Velvet
L’errante Cerebus arriva nella città di Iest dove viene subito coinvolto in un intrigo politico in cui la posta in gioco è il comando di Iest e di tutti i suoi affari, soprattutto quelli illegali. Sarà però Cerebus a far indire le elezioni necessarie per vincere e piegare ai suoi voleri i contendenti del potere cittadino, alcuni bizzarri personaggi che hanno però tutta l’intenzione di vendicarsi di lui.

18 days, Grant Morrison, Rizzoli Lizard (nell’immagine sotto)
Il più grande poema epico della mitologia induista re-immaginato da Grant Morrison e illustrato dalla rivelazione del fumetto indiano Mukesh Singh, il disegnatore scelto da Michael Jackson per la sua graphic novel: questi gli ingredienti di “Eichteen days”, prodotto unico a opera della Liquid Comics (società statunitense che ha lavorato con artisti del calibro di John Woo e Guy Ritchie). Vero e proprio evento nel mondo dell’animazione e della cyberfiction, è la storia dello scontro finale tra tre generazioni di superguerrieri in un passato (il 10.000 a.C.) da cui dipende il presente e il futuro dell’umanità, in uno scriptbook ricco di stupefacenti illustrazioni.

morrison

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