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Posts contrassegnato dai tag ‘libri gialli’

I MIGLIORI GIALLI DEGLI ULTIMI MESI, secondo Atlantide

TOM HILLEBRAND, IL FRUTTO DEL DIAVOLO, ATMOSPHERE

Un bel giallo per mettere il naso nel mondo della sofisticazione alimentare e dei grandi interessi che ruotano al mondo del cibo, tra gli eccessi dello chef system e l’ossessione per il nuovo ingrediente trendy

OLIVIER TRUC, L’ULTIMO LAPPONE, MARSILIO

Toh! Un giallo nordico scritto da un esordiente che nordico non è! Olivier Truc conosce però bene la realtà che descrive, visto che di mestiere fa il giornalista, corrispondente dalla Svezia! Ecco così un romanzo denso di suggestioni e stimoli, capace di calarci nel cuore di una civiltà da secoli emarginata, con la sua ricchezza ma anche con le proprie debolezze.

IVY POCHODA, VISITATION STREET, NERI POZZA

Un noir che piacerà a chi ama Dennis Lehane e Alice Sebold. Con tratti decisi, ecco svelata al lettore la vita quotidiana di un quartiere di Brooklyn, sconvolta dalla scomparsa di una ragazza

PIERGIORGIO PULIXI, LA NOTTE DELLE PANTERE, E.O

Per proteggere la sua squadra da uno scandalo di crimini e corruzione, l’ispettore Mazzeo finisce in carcere. Ma il suo sacrificio non può fermare le conseguenze di anni di crimini. I suoi uomini, infatti, hanno messo le mani su una partita di droga, e lui da dietro le sbarre non può fare nulla. L’unica alternativa è scendere a patti con la legge imbarcandosi in una missione sporca e suicida..

MALCOM MCKAY, LA MORTE NECESSARIA DI LEWIS WINTER, MONDADORI

Per tutti i fans di Ian Rankin, del cosiddetto TARTAN NOIR, come anche Christopher Brookmyre, per esempio, ecco una nuova stimolante proposta per calarsi nei climi scozzesi

MARCOS CHICOT, L’ASSASSINO DI PITAGORA, SALANI

Matematica, filosofia, misteri e delitti, e un protagonista importante: Pitagora. Un giallo storico accattivante, voltapagina, finalista tra l’altro del Premio Planeta in Spagna, il più importante!

RICHARD LANGE, ANGEL BABY, EINAUDI

Una scrittura secca, quella di Richard Lange, che con questa storia di confine tra Messico e Stati Uniti, finalista dell’Hammett PRIZE 2013.

ARNALDUR INDRIDASON, SFIDA CRUCIALE, GUANDA

un ragazzo ucciso, nell’Islanda anni settanta che si preparava alla sfida tra Fischer e Spassky. Un raffinatissimo thriller di uno tra i migliori giallisti in circolazione!

PETER BLAUNER, SLOW MOTION RIOT, IL SAGGIATORE

Un noir metropolitano durissimo, a dipingere la New York degli anni Novanta, al tempo dell’arrivo del Crack, tra spacciatori violenti e un sistema giudiziario di certo non perfetto…

BELINDA BAUER, NEGLI OCCHI DELL’ASSASSINO, MARSILIO

Con tensione crescente e un briciolo d’ironia di fondo, ecco un altro godibile thriller firmato Marsilio. Un viaggio nel Somerset, in un piccolo villaggio, in cui l’investigatore locale dovrà fronteggiare un mistero molto particolare..

CAMILLA LACKBERG, LA SIRENA, MARSILIO

Davvero, la regina del thriller in questo momento!

GUIDO SGARDOLI, ROSSO VENEZIANO, TIME CRIME

Da un grande autore per ragazzi, un giallo storico assolutamente coinvolgente! Con protagonista un genio dell’arte del calibro di Giorgione!

ARNE DAHL, BRAMA, MARSILIO

Protagonista, il crimine internazionale, il mondo della finanza… e una squadra speciale per combattere certi eccessi..

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Un giallo classico all’inglese: intreccio elaborato, giusta ambientazione e personaggi, e l’immancabile colpo di scena finale: per chi ama Agata Christie, una nuova uscita di circa 80 anni fa, inserita nell’ottima collana I BASSOTTI di Polillo

 

 

John Ferguson, Il mistero del villaggio, Polillo

trad Pratesi D. 

James Cardew, un ricco gentiluomo che vive in un villaggio nella campagna inglese, da qualche tempo si comporta in maniera insolita: sembra preda di una segreta paura, e i suoi modi gioviali si sono fatti bruschi e scontrosi. Stranezze di un uomo alle soglie della vecchiaia? La sua apprensiva figlia non è di questo avviso e si reca a Londra per sottoporre il problema nientemeno che al famoso criminologo Francis McNab. L’allarme della ragazza si rivela ben presto giustificato, perché quello stesso giorno Cardew viene trovato morto sul prato davanti alla propria abitazione. La causa del decesso sembra essere un attacco cardiaco, ma nel villaggio circolano strane voci che inducono il coroner a svolgere un’inchiesta. Questa, tuttavia, non approda a nulla: i pochi indizi – un portasigarette d’argento abbandonato per strada, un bastone piantato nell’erba vicino a casa della vittima – non consentono di individuare una pista e manca anche un movente plausibile per appuntare i sospetti su qualcuno. Se davvero si tratta di omicidio, il suo autore è incredibilmente scaltro. Ma non così scaltro da sfuggire a Francis McNab…

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“I always worry I’ve probably written one too many Bernie Gunther books.” Scrive Philip Kerr, riflettendo sulle avventure del poliziotto Tedesco protagonista dei suoi libri. Ma i lettori non la pensano certo allo stesso modo!

Il lavoro di poliziotto si basa su alcuni principi morali ben chiari, l’attività di contrastare il male e far trionfare il bene. Ma cosa succede se il male è al potere, e le regole del gioco sono quelle imposte da tali esponenti? Questa è la condizione di Bernie Gunther, Commissario della Polizia Criminale tedesca negli anni della dittatura nazista. Philip Kerr lo ha seguito nelle sue opere negli anni Trenta (quella che era partita come una trilogia si è ampliata, grazie alle pressanti richieste dei lettori) e durante il periodo successivo della Seconda Guerra Mondiale, lungo l’Europa insanguinata. Ancora una volta, giunti alla ottava avventura i lettori non resteranno delusi dalla penna sopraffina di Philip Kerr, alle prese con un thriller che si nutre dei fumi della storia, e che ben rispecchia quegli abissi da cui emerge la figura del suo eroe. Questa volta dovrà vedersela con Reynard Heydrich, il braccio destro di Himmler, “il macellaio di Praga”, “la Bestia bionda”, e responsabile fra gli altri delitti di avere tenuto il 20 gennaio del 1942 a Wansee la conferenza   che pianificò la “Soluzione Finale” degli ebrei.

PHILIP KERR, LA NOTTE DI PRAGA, PIEMME 

Se scruti a lungo l’abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te. Queste parole, nell’autunno 1941, Bernie Gunther se le sente cucite addosso, e non tanto per la frequentazione pressoché quotidiana con il Male a cui lo obbliga il suo ruolo di commissario della Polizia Criminale, la Kripo. In quegli anni di guerra, costretto ad arruolarsi nei Servizi segreti delle SS sul fronte orientale, Gunther è stato la mano stessa del Male, di quel terrore perpetrato con rigore clinico e sistematico dal regime di cui è servitore suo malgrado.Rientrato a Berlino, una città a cui razionamenti, blackout e bombe hanno ormai cambiato i connotati, è quasi un sollievo per lui tornare a occuparsi di casi di omicidio: distrazioni momentanee dal senso di colpa che lo consuma. Di lì a poco però, ancora una volta, dovrà abbandonare tutto su ordine di Reinhard Heydrich: il gerarca nazista già suo superiore nei Servizi segreti. Un uomo che Gunther sperava di non dover rivedere, ma al quale è impossibile dire no se non firmando la propria condanna a morte.Il generale Heydrich lo invita a Praga, al grande ricevimento organizzato per celebrare la sua recente nomina a governatore del Protettorato di Boemia e Moravia. Ma l’elegante cornice si trasforma inaspettatamente in una scena del crimine quando, in una stanza chiusa a chiave dall’interno, un aiutante del generale viene ritrovato ucciso. Approfittando della presenza di Gunther, il miglior investigatore sulla piazza, proprio a lui viene affidata la risoluzione di quell’enigma da manuale. Sarà il caso più difficile della sua carriera. Perché in ballo c’è molto più della verità: c’è la reputazione di Heydrich, un uomo che non ama perdere la faccia.

Reynard Heydrich è protagonista anche di un altro esaltante romanzo:

Laurent Binet, HHH Il cervello di Himmler si chiama Heydrich, Einaudi

La storia che viene qui raccontata è una storia nota. Apparentemente nota: l’attentato a Heydrich del 27 maggio 1942.

In realtà, la sensazione è quella di leggerla per la prima volta, in tutta la sua trascinante forza narrativa e nella sua drammatica verità documentaria.

Il primo protagonista della storia è Reynard Heydrich, il braccio destro di Himmler, l’ideatore, nel gennaio del 1942, della Soluzione finale, lo sterminio sistematico degli ebrei. Heydrich è il gerarca più spietato del Terzo Reich, il macellaio di Praga, la bestia bionda. L’uomo dall’infanzia problematica, segnata da due traumi: da una parte la voce stridula e l’aspetto effeminato che gli valsero l’appellativo di capra, e dall’altra il mistero di una presenza ebraica all’interno della propria famiglia. Ben presto il giovane Heydrich comincia a trasformarsi nell’incarnazione dell’uomo ariano, ammirato da Hitler per la ferocia e per l’efficacia delle sue azioni. In una rapida ascesa politica Heydrich arriva al vertice del Protettorato di Boemia e Moravia, dove si dedica allo sterminio degli ebrei e di tutti gli oppositori al regime. Ma da Londra, la città in cui il governo ceco è stato esiliato, parte contro di lui l’offensiva della Resistenza che culminerà nell’Operazione Antropoide, cuore del libro.

I protagonisti indiscussi diventano allora due: i paracadutisti Jozef Gabcìk e Jan Kubis?, uno slovacco e l’altro ceco, ai quali viene affidato l’incarico dell’esecuzione.

In un racconto trascinante, di grande forza visiva, si segue la vita dei due uomini dal reclutamento, all’addestramento, al viaggio a bordo di un Halifax, alla meticolosa preparazione dell’agguato di via Holesovice, quando faranno la loro comparsa altri personaggi, di cui uno sarà il traditore.

HHhH riesce nella magica alchimia di mescolare, con sicurezza e coraggio, la suspense e il tormento della scrittura senza mai allontanarsi dalla verità storica e dalla memoria.

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La ricostruzione storica è intensa e coinvolgente, ma l’interesse del romanzo e la sua grande riuscita stanno nel modo in cui Laurent Binet accompagna lo svolgimento dei fatti con le sue domande e i suoi commenti intorno all’atto stesso dello scrivere. Questioni etiche ed estetiche, le une intrinsecamente legate alle altre e che, lungi dall’appesantire il racconto, lo arricchiscono con la zavorra dell’intelligenza.

Nathalie Crom, Internazionale

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Bernard Gunther non è la sola figura letteraria impegnata a combattere il crimine sotto le spire della Germania hitleriana. Ecco una carrellata di investigatori , tutti rigorosamente schierati “contro” la dittatura….

Ben Pastor, i thriller con protagonista Martin Bora, Ufficiale dell’esercito tedesco della Wermacht e collaboratore dei Servizi Segreti durante la seconda guerra mondiale: Lumen è il primo della serie, compare in nove libri tra romanzi e racconti, e in tre antologie.Sono pubblicati al momento da Sellerio. Quelli al momento disponibili….

Heydrich (left) at Prague Castle in 1941. To H...

Heydrich (left) at Prague Castle in 1941. To Heydrich’s left is Karl Hermann Frank, State Secretary for the Protectorate of Bohemia and Moravia, and Higher SS and Police Leader for Bohemia and Moravia (Photo credit: Wikipedia)

Robert Hultner, le investigazioni nella Germania Anni Venti e Trenta dell’Investigatore privato Kajetan di Monaco, Indagine senza importanza, La dea madrina, L’ispettore Kajetan e gli impostori, Tempesta di neve, Del Vecchio.

 vi proponiamo la scheda di uno di questi: Robert Hültner, La tempesta di neve, Del Vecchio edizioni

Anno 1928: tempi politicamente e socialmente turbolenti quelli in cui si muove il detective Paul Kajetan. Bassino, con pizzetto e occhio arguto, dapprima ispettore della polizia di Monaco, viene allontanato perché “troppo zelante” e inviato in montagna, a Walching. Ma a ogni indagine svela corruzione e disonestà nel corpo di polizia e, radiato, finisce per fare l’investigatore privato. L’ultima indagine lo porta troppo vicino ai pezzi grossi della corruzione della polizia cittadina ed è costretto a fuggire. Nel varcare il confine austriaco, è colto da una tempesta di neve e rischia di morire, ma si salva per ritrovarsi invischiato in una nuova avventura: è il principale sospettato dell’omicidio del locandiere Thannheiser, e viene arrestato. Quando il commissario locale scopre la sua vera identità gli promette di non consegnarlo alla polizia di Monaco a una condizione: Kajetan dovrà aiutarlo nelle indagini sull’omicidio. Con il procedere dell’indagine, Hültner dall’arcaico e spoglio paesino di Zellach spalanca la visuale sugli albori dell’era hitleriana, e racconta una storia avvincente, profonda e crudele di persecuzioni politiche, perfide congiure e umana disperazione.

Paolo Bertetto, Autunno a Berlino, Piemme

Nella Berlino turbolenta dei primi anni Venti, due casi di omicidio vengono chiusi in maniera troppo sbrigativa. Uno è quello di Rosa Luxemburg, la celebre rivoluzionaria rapita e poi assassinata in circostanze misteriose nel 1919, al termine della settimana di sangue in cui gli Spartachisti tentano la rivoluzione socialista. L’altro, avvenuto a un anno di distanza, è quello di Lisa Rosenthal, moglie del regista Fritz Lang, uccisa da un colpo di pistola al petto mentre in casa con lei sono presenti il marito e l’amante di quest’ultimo. Nessuno ha mai messo in discussione la tesi del suicidio con cui la polizia ha liquidato l’indagine sulla morte di Lisa. Nessuno è mai andato a fondo sul caso della Luxemburg cercando il vero mandante, che potrebbe annidarsi nello stesso governo. Ma il procuratore capo von Wick non ha intenzione di accontentarsi della verità ufficiale e riapre entrambi i casi. Addentrandosi nella Berlino notturna, si scontrerà con una cortina di silenzio pressoché impenetrabile, dietro la quale si celano intrecci proibiti tra criminalità e potere.

Paul Grossman, Nessun indizio, Time Crime

Berlino, 1929. All’alba del nuovo decennio degli anni Trenta, a pochi anni dall’ascesa al potere di Adolf Hitler, la capitale della Germania attraversa un periodo di inattesa prosperità e rinascita culturale. L’ispettore Willi Kraus della Kriminal Polizei di Berlino, un ebreo tedesco eroe della Prima guerra mondiale, si trova alle prese con un mistero che rischia di gettare nel terrore l’intera città. Un sacco di tela, pieno di ossa bianche e perfettamente pulite, viene ritrovato casualmente all’interno di un cantiere, sbucato da una fognatura ostruita. Tutte le ossa appartengono a bambini, solo maschi. Nessun indizio sembra far luce sull’autore di un crimine così efferato, o sulle sue motivazioni, tranne una vecchia Bibbia, trovata nel sacco, nella quale è cerchiato un passo: Figli dell’ira. Mentre cominciano a manifestarsi i prodromi del più sanguinoso genocidio che la storia ricordi, per tentare di risalire al colpevole e arrestarne la furia omicida che arriva a minacciare la sua stessa famiglia, Willi Kraus si troverà a dover affrontare qualcosa di terribile, sondando i recessi più oscuri dell’animo umano.

un graphic novel:

Roberto Dal Pra, Rodolfo Torti

Weimar – tre inchieste di Jan Karta, 001 edition

La serie, ambientata tra Germania, Italia e Francia tra il 1925 ed il 1937, prende spunto dalle vicende storiche del periodo per costruire emozionanti storie sul filo del giallo e della spy story.

Protagonista, l’amaro e tormentato investigatore tedesco Jan Karta che in una Germania che sta per essere conquistata dalla follia del partito nazionalsocialista e da quella del suo leader Adolf Hitler, indaga sulle prime complicità, intrighi e complotti che vedono impegnati i nazisti per la conquista del potere assoluto.

Le minuziose indagini di Jan Karta si mischiano con le linee della Storia. L’accoppiata Dal Prà- Torti ci consegna un’affascinante avventura da leggere tutta d’un fiato!

chiudiamo con una spy story, di uno degli autori più interessanti del panorama attuale, Alan Furst:

Le spie di Varsavia, Alan Furst, Giano

È il 1937 a Varsavia e la vita non mostra in apparenza alcun segno della tragedia che incombe sulla Polonia, e che troverà il suo culmine due anni dopo con la spartizione russo-tedesca del paese sancita dal patto Molotov-Ribbentrop. Il club più esclusivo della capitale continua a essere il Circolo del Tennis dei principi Brosowicz, dove la principessa Toni riceve, in compagnia del marito Kazimierz, i suoi pari dell’aristocrazia polacca, oltre a simpatici dentisti ebrei accompagnati da consorti intelligenti, generali dell’esercito, capitani d’industria, esponenti socialisti del parlamento polacco e svariati giovani eleganti e nullafacenti. Il preferito della principessa è uno solo: Jean-Francois Mercier de Boutillon, attaché militare francese in Polonia. Mercier è un uomo attraente, cui le ferite rimediate in più guerre hanno accresciuto il fascino virile. È anche capace di inaspettati e singolari travestimenti. Di tanto in tanto indossa un soprabito sudicio un cappello sformato con la tesa rigorosamente abbassata sulla fronte, e se ne va in un bar proletario del quartiere Praga a incontrare un ingegnere tedesco di una fabbrica d’armi di Breslavia, generalmente riluttante e spaventato alla sola idea di svelare i segreti della sua industria. Mercier è, infatti, una spia, uno di quegli uomini che, nella Varsavia del ’37, stanno scavando l’abisso in cui precipiterà tra poco la Polonia e, con essa, l’Europa e il mondo intero.

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Una Bibliografia sul Bullismo

https://www.box.com/s/a3810ab3e8ae24e2c219

Questa pubblicazione è un progetto di LinkLibri.
Si ringrazia il Comune di Torino che ha deciso di patrocinare l’iniziativa.
Si ringraziano anche quegli editori che con il loro intervento hanno
permesso la parziale copertura dei costi per la pubblicazione di questa
guida sul tema del bullismo.

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La rivista digitale Ingresso Libero n° 2 Maggio 2012 è scaricabile qui:
https://www.box.com/s/45c5dd04d222e5332d04

A cura di Paolo Bassi

Cosa leggiamo?
Pag.2
Il potere delle parole e le parole del potere (Paolo Bassi)
Pag.3
Poesia (Ida Caccavale)
Pag.4-5-6-7-8-9-10
Pagine di resistenza culturale (Marina Sangiorgi, Francesca Scotti, Mauro Bufalini)
Pag.7
Un libro da leggere (C. Pavese: La luna e i falò)
Pag.11
Storie di fotografia (Nostra signora Polaroid)
Pag.12
Progetti, Iniziative, Eventi
Mostra di Fiorenzo Fiorentini a Villa Guadagnini

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ecco il link del numero di aprile del “Giallista magazine”
http://ilgiallista.blogspot.it/2012/04/il-giallista-magazine-numero-3-aprile.html

Grazie alla Segreteria “Il Giallista”

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crime

 

E’ abituato ai premi, Michael Robotham, e anche alle recensioni positive e all’affetto dei lettori: e non possiamo che confermare entusiasti!
I caratteri dei personaggi sono descritti in modo realistico e plausibile, e le relazioni tra loro sono esplorate in maniera più che plausibile, come è insolita la scelta di presentare nel progredire della malattia (Mr Parkinson) il protagonista. Una trama complessa, una abbondante dose di colpi di scena e soprattutto l’andare oltre la semplice facciata della letteratura di genere ne fanno un thriller decisamente intrigante

Michael Robotham, Ogni goccia di sangue, Time Crime editore
Se ne sta lì, in piedi davanti alla porta, coperta di sangue. È la vittima di un crimine? O ne è l’autrice?

Joseph O’Loughlin è uno psicologo criminale che collabora con la polizia di Bristol, un mestiere che riesce a gestire visto che ‘il signor Parkinson’, come lo chiama lui, non lo ha ancora costretto a ritirarsi. A complicare ancora di più le cose ci si mettono la recente separazione dalla moglie e un rapporto difficile con la figlia più grande. Per Joe non è un gran momento; solo il lavoro, al quale si aggrappa con le poche forze rimaste, è la sua unica ancora di salvezza. Una sera Sienna, la migliore amica della figlia di Joe, si presenta alla porta di casa O’Loughlin. La ragazza è coperta di sangue; non apre bocca, è pallida, rigida, una statua di sale. Poco dopo il cadavere del padre di Sienna, Ray Hegarty, viene ritrovato dalla polizia: giace a faccia in giù accanto al letto della figlia. O’Loughlin comincia a investigare per proprio conto, ma ogni passo lo conduce verso un ginepraio in cui si cospira perché regni il silenzio, la menzogna, perché certe verità fanno male: e allora è meglio insabbiare, corrompere, trovare un capro espiatorio che paghi per gli errori di tutti. Ispirato a una storia vera, Ogni goccia di sangue conferma il talento cristallino di Robotham, consacrandolo definitivamente come uno dei più autorevoli protagonisti della scena del crime internazionale.

L’autore:
Nato in Australia nel novembre 1960, prima di dedicarsi alla scrittura di romanzi, Michael Robotham ha lavorato per diversi giornali e riviste in Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Come ghostwriter, ha collaborato con politici, pop star, psicologi, avventurieri e personaggi dello  spettacolo alla stesura delle loro autobiografie. Il suo primo romanzo, The Suspect, è stato tradotto in ventidue lingue, mentre il secondo romanzo, Lost, ha vinto in Australia il premio Ned Kelly come miglior thriller del 2005. Nel 2008 Il manipolatore si è aggiudicato sempre il Ned  Kelly Award come miglior thriller dell’anno. Michael Robotham vive con la moglie e le loro tre figlie a nord di Sidney.

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crime

 

Un giallo scozzese, dallo stampo tradizionale quanto intrigante per il ritmo e l’intensità: parliamo della nuova avventura delle forze del CID (Criminal Investigation Department: corpo di polizia che opera in borghese e indaga su reati di carattere criminale) di Aberdeen .

 

STUART MCBRIDE, LA STANZA DELLE TORTURE, NEWTON COMPTON

 

Alison McGregor e sua figlia Jenny, di sei anni, sono le star di Aberdeen: il loro talento canoro le ha portate dritte alla semifinale del più seguito reality show nazionale, riempiendo di orgoglio l’intera città. E avrebbero avuto ottime possibilità di vincere se qualcuno non le avesse rapite nel cuore della notte per poi chiedere un riscatto con un videomessaggio. Le regole del gioco sono semplici: i cittadini hanno quattordici giorni di tempo per raccogliere il denaro che consentirà alle loro eroine di tornare a casa sane e salve; se il denaro non sarà sufficiente, Alison e Jenny moriranno; se il messaggio non sarà diffuso dai media, Alison e Jenny moriranno; se l’attenzione del pubblico verrà meno, Alison e Jenny moriranno. L’indagine, affidata al sergente Logan McRae e ai suoi colleghi, si rivela più difficile del previsto e rischia di arenarsi per mancanza di indizi, ma mentre la comunità trattiene il respiro sotto gli onnipresenti riflettori, la polizia comincia a ritrovare pezzi del corpo della piccola Jenny. Appare chiaro che la faccenda, a dispetto del clamore che la circonda, è dannatamente seria, perché quando le luci della ribalta colpiscono una città come Aberdeen, le ombre emergono con tutta la loro forza e più nere che mai.

 

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Jack Reacher, ex maggiore dell’esercito, torna protagonista in questa nuova investigazione ambientata in un sonnacchioso Colorado: la trama asciutta e le caratteristiche del personaggio di Lee Child le troverete tutte in questo nuovo romanzo che getta uno sguardo indagatore al contemporaneo, al tema del “fronte interno” con reduci delusi e militari dediti all’intrigo.

Lee Child, Niente da perdere, Longanesi
In quel posto incredibile che si chiama Stati Uniti esistono, fra le mille stranezze, due piccole città: si trovano in Colorado e una si chiama Hope, l’altra, a pochi chilometri di distanza, si chiama Despair. “Speranza” e “disperazione”: due opposti che non sembrano creare alcun problema a Jack Reacher, in fondo lui vuole soltanto un caffè prima di rimettersi in viaggio. Da anni l’ex maggiore dell’esercito Jack Reacher gira l’America; qualcuno potrebbe chiamarlo “vagabondo”, lui preferisce “libero”. A Despair, però, nessuno vuole stranieri tra i piedi e Reacher si ritrova prima in cella, poi espulso. C’è una sola cosa a cui Reacher tiene ancor più della sua libertà: la giustizia. Per vederci chiaro, per capire che cosa nasconda di così oscuro e minaccioso quel piccolo paese nel nulla, Reacher ha bisogno di un alleato. Lo trova in una poliziotta di Hope, Vaughan, una donna tanto bella quanto determinata che, come lui, vuole scoprire la verità. E, forse, riuscire così a dare un senso al dolore che la attanaglia… Jack Reacher non ha legami, non ha una casa, non ha particolari speranze ma non è nemmeno disperato, non ha un passato e del futuro non si preoccupa mai. Ha però una debolezza, forse l’unica che può permettersi… Ma l’amore è un lusso, per chi non ha niente da perdere.

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un noir originale e di avvincente lettura: cosa accade se i vicini di casa vengono uccisi, e cominci a immaginare che forse il killer cercava te?

Linwood Barclay, Il vicino di casa, Piemme
La notte di luglio in cui i Langley – padre, madre, figlio adolescente vengono assassinati, non si registra nulla di insolito nella zona, a parte il caldo asfissiante. E i vicini, i Cutter – di nuovo: padre, madre, figlio adolescente – non ricordano di aver sentito alcun rumore. Ma la scoperta, il giorno dopo, è scioccante. Se i Langley, anche loro così “normali”, hanno potuto essere vittime di un atto di tale efferatezza, allora nessuno può dirsi al sicuro. Eppure, se si è trattato solo di una tragica fatalità, se i Langley hanno solo avuto la colpa di trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato, non c’è nulla da temere: è improbabile che la sfortuna si accanisca due volte di seguito sullo stesso punto. Così si dice Jim Cutter, per rassicurarsi. Ma nella sua mente si fa strada anche un altro pensiero: e se gli assassini avessero sbagliato casa? Se avessero mancato di poco il vero bersaglio? Un’ipotesi folle. O forse no. Del resto, di fronte alla totale assenza di movente per quel pluriomicidio (non c’è stato nemmeno un furto in casa Langley), nulla è da escludere. Persino che tra i Cutter si celino segreti tali da giustificare una simile vendetta, a loro in realtà indirizzata. Segreti di cui lo stesso Jim sarebbe all’oscuro. Pur di scoprirli, sarà disposto a mettere in discussione la fiducia verso la moglie e il figlio e intraprendere una scomoda indagine personale

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Il nuovo libro di
Gianrico Carofiglio,
Le perfezioni provvisorie,
Sellerio  – Dal 14 gennaio

È scomparsa una ragazza. Sono state fatte le indagini ma non si è approdato a niente e il pm che segue il caso vuole archiviare. Il legale della famiglia in un ultimo tentativo si rivolge al suo vecchio amico Guido Guerrieri e gli chiede di dare un’occhiata alle carte. Chi sa che non riesca a trovare qualcosa. E Guerrieri accetta di leggere il fascicolo. Manuela è sparita dopo una serata in discoteca tra i trulli di Ostuni. È stata accompagnata da amici alla stazione per prendere il treno per Roma dove frequenta l’università. Ma alla stazione se ne sono perse le tracce: niente sms o telefonate, niente bancomat, nessuno l’ha vista più. A Guerrieri, che è attento e sensibile, qualcosa non torna nei contorni della vicenda; scava nell’esistenza di Manuela, una vita come tante, parla con gli amici, cerca qualche appiglio da cui partire. L’unica nota stonata è la figura di un ex fidanzato della ragazza, dal passato non proprio limpido ma che nei giorni della sparizione si trovava all’estero. Questa volta per Guerrieri si tratta di un lavoro di investigazione più che di un affare di giustizia, mentre la sua vita continua a dividersi tra lo studio – che si è arricchito di nuovi personaggi, Maria Teresa, che si è laureata e ora è praticante, e Consuelo, avvocatessa peruviana, – il tribunale, le passeggiate con Caterina, che di Manuela è l’amica più cara e sembra molto attratta da Guido, e le serate con Nadia (che i lettori di Carofiglio hanno già incontrato in “Ad occhi chiusi”), con la quale si ritrova sempre più spesso nel locale “Chelsea hotel n. 2″. Insieme a loro Pino, il cane da combattimento che Nadia ha salvato, detto anche Baskerville. La casualità che governa tutta la storia de “Le perfezioni provvisorie”, sembra a un tratto subire un’accelerazione e l’enigma si scioglie nella soluzione imprevedibile.

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Piacerà agli amanti del giallo inglese classico, da Agatha Christie a Pd James: detective non professionisti (anche con cognome illustre, Darcy, e un lavoro da assistente bibliotecaria), una bella ambientazione e un buon lavoro sulla psicologia dei protagonisti, qualche personaggio ambiguo e una discreta dose di colpi di scena

Alla ricerca di Sonya Dufrette ,
Raichev R. T., 2009, Elliot

Ci sono coppie in perenne calma piatta. Annie e Duncan lo sanno bene. Convivono da quindici anni a Gooleness, torpida cittadina inglese sul mare, e la loro esistenza è scandita da qualche lettura in comune, l’uscita di un nuovo film, ogni tanto un concerto a Londra. Non hanno figli e nemmeno rischiano di averne, vista l’evanescenza della loro vita sessuale. Ma da un po’ di tempo Annie prova un impellente desiderio di maternità, mentre Duncan non fa che coltivare la sua unica, ossessiva passione: Tucker Crowe, cantante cult americano sparito dalla scena musicale intorno alla metà degli anni Ottanta.

Indipendente come Cordelia Gray, arguta come Miss Marple, tenace come Jessica Fletcher: è Antonia Darcy, una nuova e indimenticabile figura di detective per gli amanti del giallo classico, protagonista di una serie di grande successo in Inghilterra.

Luglio 1981. Nella villa di campagna di Lady Mortlock, durante il party dato in onore del matrimonio reale tra Carlo e Diana, una bambina di nome Sonya scompare. La sua bambola viene ritrovata sulla riva del fiume che scorre vicino alla casa, ma della piccola nessuna traccia. Vent’anni dopo Antonia Darcy, assistente bibliotecaria in un esclusivo club londinese per ex militari, pensa ancora al terribile evento di quella giornata, del quale si sente in parte responsabile. Cerca di ricomporre nella memoria il puzzle degli avvenimenti e dei personaggi che vi presero parte, a cominciare dal tremendo padre della bambina, Lawrence Dufrette, e dalla sua bella ed esotica moglie Lena, per arrivare alla stessa Lady Mortlock. Abilmente aiutata dal maggiore Payne, socio del club nonché suo ammiratore, Antonia decide di impegnarsi a risolvere dopo tanti anni il mistero della scomparsa della piccola Sonya. Personaggi ben sviscerati dal punto di vista psicologico, uno stile fluido venato da una sottile ironia e trame impeccabili sono gli ingredienti che hanno reso la serie di Antonia Darcy, amatissima in Inghilterra, uno dei migliori esempi di crime fiction di stampo classico.

R.T. Raichev R.T. Raichev, scrittore e ricercatore, è nato e cresciuto in Bulgaria. Vive a Londra dal 1989.

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