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tardi

 

 

“È necessario raccontare le storie dei prigionieri sopravvissuti, perché sono state subito dimenticate. Il cinema le ha spesso narrate in chiave di commedia, con gli stereotipi del tedesco stupido e mangiacrauti e del francese furbo e intelligente… Pochi hanno descritto la miseria quotidiana di cercare bucce di patata nella spazzatura, di bere infusi di corteccia strappata dalle palizzate, di non parlare d’altro che di fame, fame, fame. L’amarezza, l’umiliazione, la vergogna che mio padre ha provato lo hanno accompagnato per il resto dei suoi giorni”. Queste parole di Renè Tardi possono servire da introduzione ad uno dei graphic novel più belli visti quest’anno: l’autore ha chiesto al padre Jacque, sottufficiale fatto prigioniero dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale di scrivere le sue memorie di quei giorni. Da quelle pagine è nato questo libro che descrive la situazione quotidiana di chi era impegnato a sopravvivere in quei giorni. Insieme alle memorie di René troverete anche quelle di Jean Grange,  compagno di prigionia (padre della moglie di Tardi, Dominique). Per completare il quadro di famiglia, la figlia di Tardi, Rachel, ha pure collaborato nella realizzazione del libro, mentre il figlio Oscar ha fornito il suo aiuto per la documentazione.

Jacques Tardi // Io René Tardi prigioniero di guerra allo Stalag 2B, Coconino press
Un figlio interroga il padre. Dopo “Maus” di Spiegelman, un’altra pietra miliare del graphic novel di memoria sulla Seconda guerra mondiale.

Vita quotidiana nel campo di prigionia: la fame cronica e le malattie, i rari pacchi che arrivano da casa, le docce, il lavoro, i sogni di fuga, l’impiccagione delle guardie tedesche dopo la fine della guerra… Una storia senza eroi. Un libro da non perdere per tutti gli appassionati di Storia.

 

Centinaia di pagine scritte su tre quaderni in una grafia fitta e minuta. Jacques Tardi, il maestro del fumetto francese contemporaneo, ha chiesto al padre René, sottufficiale fatto prigioniero dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, di scrivere le sue memorie su diari per trarne un graphic novel intenso, toccante, anti-epico, in grigio e rosso sangue. È il racconto degli orrori e della crudeltà della guerra, poi delle tetre giornate di una prigionia durata quattro anni e otto mesi in uno Stalag in Pomerania vicino al fronte russo, tra le angherie dei tedeschi e il persistente incubo della fame. Infine, dopo la liberazione, la lunga, estenuante marcia di ritorno a casa a trenta gradi sotto zero nella neve. E addosso una sensazione di sconfitta che non se ne andrà più. L’omaggio di Jacques Tardi alla memoria del padre, simbolo di tutti i prigionieri di oltre 120 campi di detenzione tra Germania e Polonia, dei sopravvissuti e di tutte le vittime della ferocia e dell’insensatezza delle guerre, è diventato un atto d’amore familiare che attraversa più generazioni. Ai ricordi di René Tardi si uniscono quelli di Jean Grange, suo compagno di prigionia e padre della moglie di Tardi, Dominique. E al graphic novel hanno collaborato anche la figlia di Tardi, Rachel, che si è occupata della colorazione al computer, e il figlio Oscar per la documentazione e le ricerche iconografiche.

 

“È necessario raccontare le storie dei prigionieri sopravvissuti, perché sono state subito dimenticate. Il cinema le ha spesso narrate in chiave di commedia, con gli stereotipi del tedesco stupido e mangiacrauti e del francese furbo e intelligente… Pochi hanno descritto la miseria quotidiana di cercare bucce di patata nella spazzatura, di bere infusi di corteccia strappata dalle palizzate, di non parlare d’altro che di fame, fame, fame. L’amarezza, l’umiliazione, la vergogna che mio padre ha provato lo hanno accompagnato per il resto dei suoi giorni”. Jacques Tardi

 

Una storia piena di rabbia e dolore, compassione e umanità. La storia di un uomo che diventa memoria e voce collettiva di tutti i prigionieri di guerra.

 

“Jacques Tardi è tra i più grandi disegnatori francesi di sempre: un’istituzione vivente nella patria della graphic novel, dove il fumetto ha piena dignità letteraria”. Il Corriere della Sera

e qui trovate l’anteprima online:

http://issuu.com/coconinopress/docs/io_rene___tardi_prigioniero_di_guer

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Come sempre di notevole spessore è il nuovo graphic novel di Igort:

Igort, Quaderni ucraini, Mondadori
I Quaderni ucraini sono la prima parte di un dittico consacrato ai paesi dell’ex Unione Sovietica. L’autore ha trascorso in tutto quasi due anni in Ucraina e in Russia, raccogliendo pazientemente le parole dei testimoni e dei sopravvissuti di un passato terribile che oggi si trovano a essere gli smarriti protagonisti di un presente ancora più incerto. In brevi e indimenticabili capitoli, Igort rida vita ai ricordi degli ucraini, ci porta con sé a riscoprire un periodo cruciale della storia del XX secolo e ci aiuta a comprendere meglio la situazione di un infelice paese dove un presente inquietante si è sostituito alla terribile eredità staliniana, dove gli omicidi hanno preso il posto dei gulag e la corruzione dilaga. Senza rinunciare all’inconfondibile e brillante eleganza del suo tratto, Igort ha saputo metterlo completamente al servizio delle parole confidate e raccolte, trascrivendo con intelligenza, umanità e rispetto il racconto delle persone in carne e ossa che ha incontrato durante i suoi soggiorni nell’ex URSS. Un libro così partecipe e appassionante inevitabilmente finisce per cercare di rispondere – sulla base dell’esperienza quotidiana di quei mille invisibili protagonisti della storia che sono gli uomini e le donne comuni – alla domanda: a vent’anni dalla caduta del Muro cosa resta di questa feroce epopea fatta di grandi speranze e di immani tragedie collettive?

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SaldaPress riporta finalmente in libreria Re in Incognito, capolavoro della letteratura a fumetti:
Re in incognito, James Vance, Dan Burr, Saldapress
È il 1932 e la famiglia del giovane Freddie Bloch si sta sgretolando sotto la spinta delle forze politiche e sociali che agitano l’America della Grande Depressione.
Il padre, alcolizzato e senza lavoro, abbandona i figli, mentre il fratello maggiore viene ferito e poi arrestato nel tentativo di racimolare qualche soldo. Rimasto solo, Freddie si mette in viaggio nel tentativo di ritrovare il padre e incontra Sam, vagabondo che si fa chiamare “il Re di Spagna”, il quale diventerà la sua famiglia e lo aiuterà a crescere senza che la perdita dell’innocenza lo porti a soffocare ogni speranza nel disincanto.
In compagnia di Sam, il ragazzo attraversa un paese devastato dalla povertà e dalle prime lotte sociali ed entra in un mondo ai margini, in cui si muove un’umanità fatta di vagabondi e hobo, uomini e donne che affrontano la lotta quotidiana alla sopravvivenza tessendo un triste intreccio tra realtà e fantasia, una commedia in cui c’è anche chi indossa i panni di nobile sotto mentite spoglie o, appunto, di “re in incognito”.

Pubblicato inizialmente negli Stati Uniti come miniserie e derivato da un lavoro teatrale dello stesso Vance, Re in Incognito vince nel 1989 sia l’Eisner che l’Harvey Award come miglior serie esordiente.
Il riconoscimento ufficiale del valore letterario dell’opera porta poco dopo all’edizione in volume a cura della Kitchen Sink, seguita da traduzioni in molti altri paesi.
La passione dell’editore Luigi Bernardi (che, come lui stesso racconta, fu subito conquistato da quest’opera) porta “Re in Incognito” in Italia nel 1991, nell’edizione della Granata Press.

A testimonianza del fatto che nel mondo della letteratura illustrata quest’opera è tuttora ritenuta una pietra di paragone per la produzione a fumetti, negli ultimi mesi Re in Incognito è stato oggetto di un rilancio internazionale, che ha visto il nascere di nuove edizioni, prima negli Stati Uniti e, di seguito, in altre nazioni europee tra cui la Francia.
E, all’interno di questo percorso, grazie a saldaPress, oggi il capolavoro di James Vance e Dan Burr torna finalmente anche nelle librerie italiane.

Per la nuova edizione, è stato recuperato il formato dell’originale dell’edizione statunitense, in grado di dare il giusto valore al segno deciso di Dan Burr, la veste grafica è stata creata ex-novoper l’Italia secondo gli standard di qualità per cui gruppo saldatori si distingue da sempre, e la traduzione è stata rivista in collaborazione con quello stesso Federico Zanettin che già tradusse l’opera nel ’91.

chi si ricorda di questo?
Storie dello spazio profondo, Bonvi – Guccini, Rizzoli

Il piccolo robot Wall-E, che nel 2008 ha divertito e commosso milioni di spettatori? Nel 1970 vagava già negli spazi siderali in compagnia di uno sbandato spaziale. La mitica scena del bar alieno in Guerre Stellari? Quarant’anni fa era già folle luogo di perdizione per due personaggi davvero fuori dal comune. Artisti originali e seguitissimi, Bonvi e Guccini si dimostrano, in Storie dello spazio profondo (1970), anche geniali precursori: e ci regalano una storia a fumetti dalle dimensioni del romanzo, in cui due viaggiatori spaziali – un essere umano sempre a caccia di soldi (Bonvi) e il suo pedante compare robot, pieno di tic e nevrosi (Guccini) si spostano da un pianeta all’altro alla ricerca di facili guadagni, nella speranza di sfuggire all’uniformità di un mondo ormai massificato.

Povere nullità, Baru – Pierre Pelot, Coconino Press
Nuovo affresco a opera di uno dei maestri più celebrati del fumetto d’oltralpe, questa volta in coppia con un romanziere fuoriclasse per una graphic novel. In un borgo di provincia un alunno della scuola locale scompare nel nulla. Scattano le ricerche del ragazzo e i sospetti cadono su due personaggi poco raccomandabili. Ma come spesso accade, la verità è più imprevedibile di ogni immaginazione

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