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Posts contrassegnato dai tag ‘nuovi thriller consigliati’

Glasgow 2011

Glasgow 2011 (Photo credit: Javier Peláez)

 

 

Per tutti i fans di Ian Rankin, del cosiddetto TARTAN NOIR, come anche Christopher Brookmyre, per esempio, ecco una nuova stimolante proposta per calarsi nei climi scozzesi: LA MORTE NECESSARIA DI LEWIS WINTER   è il primo libro della cosiddetta GLASGOW TRILOGY, nominata per una lunga lista di premi letterari (New Blood Dagger Award per il libro d’esordio, Scottish First Book of the Year).

 

LA MORTE NECESSARIA DI LEWIS WINTER  , Malcom MacKay, Mondadori

trad Tettamanti S.

Calum MacLean ha ventinove anni e, a vederlo, sembra proprio un ragazzo normale. Quando non lavora passa il tempo libero a casa, immerso nella lettura di vecchi romanzi o sul divano a giocare ai suoi videogame. Finché non riceve una telefonata che gli affida un incarico. Perché a Calum piace essere free-lance, lavorare solo se ne ha bisogno, scegliere quali incarichi accettare e quali rifiutare. Rende la vita più comoda e fa diminuire il rischio di essere notato dalla polizia. Il che aiuta se sei un killer. Già, Calum è un assassino professionista, “il migliore della nuova leva”, secondo il suo vecchio maestro Frank MacLeod, uno dei più temuti killer di Glasgow. Questa volta a chiamarlo è John Young, il braccio destro di Peter Jamieson, capo di una delle più grandi organizzazioni criminali della città. E Calum accetta. La vittima è Lewis Winter, una mezza tacca, un modesto trafficante di droga senza arte né parte, con una grande debolezza: vive con Zara Cope, bomba sexy dal carattere difficile e dalle abitudini molto costose. Da un po’ di tempo Lewis sta cercando di espandere il suo territorio con strane manovre, ed è evidente che c’è qualcuno dietro. Così, secondo Jamieson e Young, è arrivata l’ora di mandare un messaggio. Calum deve occuparsene e pianificare tutto, perché uccidere un uomo non è affatto facile se vuoi fare le cose per bene, ci sono imprevisti e conseguenze.

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crime

 

Una nuova storia con il solito serial killer? Con la trita caccia all’uomo? No! Perché il talento di questo esordiente inglese è davvero notevole, nel riuscire a tenere inchiodato alla pagina il lettore con una vicenda ben congegnata, tinta anche di occultismo e sorretta dal ritmo e dalla portentosa caratterizzazione dei personaggi, che non sono mai del tutto cristallini, ma che lasciano intravedere più di un’ombra, nel bene e nel male..

Mark Roberts, Il giorno del sacrificio, Nord

Prima ancora di arrivare sulla scena del crimine, il detective David Rosen sa già quello che troverà: niente. Dopo averla rapita, il killer terrà prigioniera la vittima per alcuni giorni, poi la ucciderà e lascerà il cadavere in pieno centro, a Londra. E anche allora la scientifica non rileverà né impronte digitali né tracce di DNA. Nulla. Rosen lo sa perché questo schema si è già ripetuto quattro volte e, per quattro volte, lui e la sua squadra sono stati costretti ad ammettere la propria impotenza. Se solo avessero una traccia, un’unica traccia. Rosen venderebbe l’anima al diavolo per risolvere il caso. Prima ancora di ascoltare la notizia alla radio, padre Sebastian Flint sapeva già che l’assassino avrebbe colpito di nuovo. Perché i suoi delitti seguono lo stesso schema di quelli compiuti da Alessio Capaneo, un eretico vissuto a Firenze alla fine del XIII secolo. E Capaneo uccideva per celebrare un macabro rituale, un rituale che prevedeva il sacrificio di sei donne. Per padre Flint, è giunto il momento di avvertire la polizia: David Rosen è un detective intelligente e meticoloso, capirà subito che quella è la pista giusta. E seguirà le sue indicazioni alla lettera. Quindi ben presto s’insospettirà, farà alcune indagini e scoprirà la “verità”. E allora il gioco potrà proseguire con nuove regole.

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Providence, Rhode Island. Providence Theater.

Providence, Rhode Island. Providence Theater. (Photo credit: Wikipedia)

edifici incendiati, cinque persone morte in pochi mesi: per gli abitanti di un piccolo quartiere di Providence è un incubo che pare non poter essere risolto… Sarà il giornalista Liam Mulligan, cresciuto tra quelle case, a cercare di dipanare una matassa assai complicata. Un cronista all’antica, giudicato un reperto archeologico dai colleghi, per la sua volontà di attenersi ai fatti, senza forzare le conclusioni, ascoltare troppo i diktat dell’editore. Vecchio stampo, insomma!
De Silva pennella con precisione i vividi dettagli dei fatti narrati, gettando uno sguardo “da giornalista” sui personaggi, la società, tanto realistico da colpire in modo non indifferente il lettore! Bravura che gli ha fatto guadagnare l’Edgar Award per la migliore opera prima.

Il piromane, Bruce DeSilva, Giunti

Vincitore di un Pulitzer, il giornalista investigativo Liam Mulligan è tuttavia ai ferri corti con la sua professione e con la vita. Considerato ormai un reperto archeologico dai suoi colleghi e dalla direzione del quotidiano per cui lavora, Mulligan si ostina a fare giornalismo alla vecchia maniera tenendosi alla larga dalle tecnologie attuali, convinto che l’unico modo per scovare le notizie sia andarsele a cercare in prima persona. Ma la sua emarginazione all’interno del giornale è destinata a finire ben presto, davanti alla misteriosa comparsa di un piromane che inizia sistematicamente a dare fuoco a interi palazzi del vecchio quartiere di Mulligan. Il fiuto per la notizia suggerisce al giornalista che sotto quegli incendi ci sia qualcosa di più della follia di un maniaco. E le indagini porteranno Mulligan a frugare in una profonda e incancrenita rete di corruzione cittadina, nonché a scontrarsi con la volontà di insabbiamento del suo stesso quotidiano.

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Sembra una tranquilla casa di campagna, finchè un assassino non decide di “agire” a suo modo: da Conan Doyle a Ellery Queen, grandi autori del giallo classico all’inglese riuniti insieme in questa celebrazione dell’assassinio agreste…

AA.VV., 

Arthur Conan Doyle (1859 – 1930) English: Arth...

Image via Wikipedia

(2011), Polillo

Una residenza privata immersa nel verde della campagna, inglese o americana che sia, è tra le ambientazioni preferite dagli autori dell’età d’oro del giallo. E come dar loro torto? Impossibile resistere alla tentazione di turbare la quiete bucolica aprendo al crimine le porte di una lussuosa villa circondata da giardini ben curati, dove silenziosi e compiti domestici si aggirano pronti a esaudire i desideri del padrone di casa e dei suoi ospiti.

Ma anche un pittoresco cottage sperso nei boschi e un tetro maniero infestato da fantasmi del passato sono scenari ideali per mietere vittime. E siccome l’atmosfera ha la sua importanza, delitti tanto ingegnosi quanto efferati vengono spesso commessi durante notti di tempesta, quando il vento e la pioggia squassano i vetri delle finestre e il fuoco che crepita nel caminetto dà un falso senso di conforto. Così un piacevole fine settimana fra amici, un sontuoso banchetto o semplicemente una giornata come tante altre si trasformano in un incubo. La polizia indaga, i detective dilettanti trovano terreno fertile per le loro deduzioni, gli assassini sono inevitabilmente persone insospettabili, la paura cresce. D’altra parte si sa: le case di campagna hanno i loro pregi… e i loro difetti.

G. K. Chesterton, La maledizione dei Darnaway (1926, The Doom of the Darnaways)
G. D. H. e M. I. Cole, Il baronetto scomparso (1928, The Missing Baronet)
Sir Arthur Conan Doyle, Il pince-nez d’oro (1904, The Adventure of the Golden Pince-Nez)
Carter Dickson, La casa a Goblin Wood (1947, The House in Goblin Wood)
Mignon Good Eberhart, Come un camaleonte (1934, Introducing Susan Dare)
Cyril Hare, La morte di Amy Robsart (1937, The Death of Amy Robsart)
Philip MacDonald, Guardare gli alberi e non vedere il bosco (1947, The Wood-for-the-Trees)
H. C. McNeile, Tredici soldatini di piombo (1937, Thirteen Lead Soldiers)
Ellery Queen, Un tè da pazzi (1934, The Adventure of the Mad Tea Party)
Ethel Lina White, La finestra socchiusa (1939?, The Unlocked Window)

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Un esordio notevole, un thriller ambientato nella Sierra Leone tra segreti inquietanti e un passato di certo non limpido
Paul Harris, il silenzio degli angeli, Piemme
Dopo mesi trascorsi a occuparsi di piccole storie di cronaca locale, a Danny Kellerman, giovane e ambizioso giornalista inglese, viene offerta un’occasione irrinunciabile: diventare il corrispondente del suo giornale durante il conflitto in Sierra Leone. La vita a Freetown, una città dilaniata dalla guerra, non è certo facile, ma Danny adora quel lavoro, e poi da qualche settimana ha iniziato a frequentare Maria, un’americana che gestisce un orfanotrofio per ex bambini soldato. Nella loro storia, però, si insinua un atroce sospetto: Danny, infatti, è convinto che la donna gli nasconda qualcosa sul suo passato. Così, dopo l’ennesima lite, Danny decide di lasciarsi alle spalle le bugie di Maria e le atrocità della guerra.

Quattro anni dopo, la sua vita è molto cambiata: c’è un’altra donna ora, un’altra casa, a Londra, e le infuocate giornate africane non sono che un vago ricordo. Quando, però, trova nella posta una lettera di Maria, che gli confida di essere in grave pericolo, Danny mette da parte l’orgoglio e comincia a cercarla. Ma è troppo tardi: Maria è rimasta uccisa durante una sparatoria. Così Danny decide di tornare sui suoi passi, a Freetown, dove tutto è cominciato. La città è diversa da quella che aveva lasciato: la guerra è finita, la corruzione si sta mangiando ogni risorsa e la verità che Danny sta cercando è avvolta in una fitta coltre di nebbia. Solo grazie all’aiuto di qualche vecchio contatto scoprirà che Maria era ben diversa dalla donna che ha amato per anni e che dietro di lei si celano segreti inquietanti.

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