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la Londra di Virginia Woolf o Berlino di Joseph Roth? o preferite il panorama più ampio de Feuilletons, di Theodor Herzl? Tra fine ottocento e i primi decenni del secolo successivo si muovono con sicurezza tre grandi autori, per descrivere il mondo che li circonda:

Portrait of Virginia Woolf by George Charles B...

Portrait of Virginia Woolf by George Charles Beresford Deutsch: Die zwanzigjährige Virginia Woolf, fotografiert von George Charles Beresford (Photo credit: Wikipedia)

Joseph Roth, A passeggio per Berlino, Passigli
Curatore: Schweitzer
Alla fine del 1920 Joseph Roth si trasferisce a Berlino, collaborando con la Frankfurter Zeitung e altri quotidiani. Proseguendo la tradizione viennese del feuilleton, Roth porta questo genere a una moderna forma di reportage letterario, e si pone come appassionato testimone e acuto osservatore della vita sociale del suo tempo. I reportage qui raccolti offrono una sorprendente e personale visione della Berlino degli anni Venti, una città che si propone come asilo per rifugiati ebrei, russi, turchi, armeni, greci, una metropoli di persone senza fissa dimora, di mendicanti, di senzapatria che lottano per la propria sopravvivenza. Roth accompagna il lettore alla scoperta di luoghi significativi, primo fra tutti lo “Scheunenviertel”, il quartiere che un tempo dette rifugio ai molti ebrei esuli dell’Europa dell’est, un mondo vitale e variopinto che “puzza di cipolle, pesce, grasso e frutta…”, e di cui Roth si serve anche per fare una sofferta e acuta riflessione sulla questione ebraica. Ma c’è anche la Berlino delle avanguardie, dal volto moderno, borghese e benestante, cui Roth non risparmia scetticismo e ironia su temi quali il traffico, l’architettura, la politica, la moda, i grandi magazzini, il ritmo frenetico della metropoli in espansione e la commercializzazione dell’industria del divertimento. Ogni luogo, con i suoi bizzarri ed eccentrici individui – tra cui accattoni, prostitute, ballerine, magnaccia, garzoni di bottega, artisti… – che popolano le notti e i quartieri berlinesi.

 Theodor Herzl, Feuilletons,Archinto
curatore: Farese D.

Uomo politico, letterato e giornalista di altissimo livello, Theodor Herzl, l’ideatore del Sionismo, fu dal 1891 al 1895 corrispondente da Parigi della «Neue Freie Presse» di Vienna, il quotidiano allora più importante dell’impero asburgico, inviando periodicamente al giornale, oltre alle comuni notizie, dei «Feuilletons». Nel 1895 Herzl tornò a Vienna e divenne redattore delle pagine culturali dello stesso giornale, continuando a scrivere con assiduità i suoi articoli, che egli scelse e pubblicò in due volumi nel 1904, pochi mesi prima della morte. La traduzione e cura di tale scelta, che è la prima assoluta in Italia, costituisce una novità di rilievo, non solo per la bellezza e la finezza letteraria degli scritti, che spaziano dalle notizie politiche dell’epoca a racconti di fatti e situazioni umane e sociali, ma anche perché pochissimi, in Italia e all’estero, conoscono questi articoli, ignorando così le straordinarie e specifiche qualità di giornalista e di sensibile e umanissimo osservatore del mondo circostante del fondatore del Sionismo.

Virginia Woolf, Scene di Londra, Passigli

curatore Sandid

“Londra è un incanto. Esco e passeggio su di un magico tappeto di foglie rossastre, e mi trovo trasportata nella bellezza, senza aver alzato un dito. Le notti sono meravigliose, con i porticati bianchi e gli ampi viali silenziosi. E la gente che entra ed esce, senza fare rumore, in tutte le direzioni, come conigli. Guardo giù per Southampton Row, bagnata come il dorso di una foca o rossa e gialla per il sole, e osservo gli omnibus che vanno e vengono e ascolto i vecchi, folli organetti. Uno di questi giorni scriverò di Londra, come raccoglie la vita delle persone e la porta con sé, senza sforzo alcuno…”. Così annotava Virginia Woolf nel suo diario il 26 maggio del 1924, e sette anni più tardi iniziava a pubblicare sulla rivista “Good Housekeeping” una serie di scritti su Londra, la città in cui era nata e dove è vissuta per quasi tutta la sua vita. Queste “Scene di Londra”, del resto, testimoniano nel migliore dei modi l’amore della scrittrice per la sua città; un amore peraltro non scevro da quell’acutezza ironica che i lettori di Virginia Woolf hanno imparato a conoscere e ad ammirare nei suoi romanzi. Dai Docks a Oxford Street, dalle dimore dei grandi scrittori alle più famose abbazie e cattedrali, dal centro del potere politico ai personaggi più tipici, Virginia Woolf ci offre in queste pagine il ritratto indimenticabile di una città unica e straordinaria, che non cessa mai di affascinare i suoi innumerevoli visitatori

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Altro libro che pare un noir, con gli stilemi classici del genere, per poi aprirsi a più universali e spettacolari orizzonti. L’autore è tra i più stimati scrittori spagnoli contemporanei, vincitore del Premio Planeta con Il mondo, sempre edito Passigli, e di altri riconoscimenti letterari. Carta straccia avvolge il lettore nel suo universo composto da una città insospettamente piovosa (Madrid), due protagonisti sospesi tra l’amicizia e l’odio, altri che si aggiungono a creare un gioco raffinato che conduce alla sorpresa finale. Due i personaggi principali, amici dai tempi dell’adolescenza, che forse si detestano. Uno di loro lo incontreremo solo per poche pagine, e finirà vittima di un apparente suicidio, in cui molte cose non tornano. L’ironia che avvolge tutto il libro (immaginate una sorta di Grande Lebowski dai toni letterari), i dettagli gustosi (una incredibile carrellata di strani taxisti, tra gli altri), le pungenti riflessioni sulla vita del giornalista – investigatore, l’azzeccata distribuzione delle parti agli altri personaggi che compaiono (una quasi fatale femme, una “fidanzata” comune, un commissario di polizia quasi in pensione…) danno vita ad un libro da leggere d’un fiato e da ricordare!

Juan Josè Millas, Carta straccia, Passigli
traduzione di Paola Tomasinelli

Partendo da un assunto tipico del genere poliziesco – un assassinio dall’apparenza di un suicidio e un assassino che non sembra mai essere tale – Juan José Millás costruisce un romanzo che, mentre da un lato esalta le caratteristiche del genere, dall’altro se ne serve per affrontare un tema che è insieme psicologico e letterario: il conflitto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra l’apparenza e la realtà. Il racconto procede con la velocità e la sobrietà di un copione cinematografico, in uno stile agile e disinvolto che però non vuole rinunciare a nessuno dei diversi registri, mescolando parodia e melodramma, humor e lirismo.

I personaggi, tutti caratterizzati da tratti inconfondibili e da dialoghi brillanti, alla fine sembrano tutti coinvolti in un gioco più grande di loro, in una sorta di metafisica confusione dei ruoli che irride alle loro personalità, alle loro stesse identità, fino ad arrivare al ribaltamento conclusivo che costituisce il sorprendente finale del romanzo, e, insieme, l’estremo suggello parodico del genere poliziesco.

L’autore:

Nato a Valencia nel 1946, Juan José Millás è uno dei maggiori scrittori spagnoli contemporanei. In questa stessa collana è apparso il suo romanzo Il mondo, che ha vinto il prestigioso Premio Planeta nel 2007. Fra le altre sue opere ricordiamo: Non guardare sotto il letto (Il Saggiatore 2002), Racconti di adulteri disorientati (Einaudi 2004), La solitudine di Elena (Einaudi 2006), Laura e Julio (Einaudi 2007). Nel maggio 2006 Juan José Millás ha ricevuto la laurea honris causa dall’Università di Torino.

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Cover of "Long John Silver"

Cover of Long John Silver

Pirati. Avventure, scontri e razzie nel Mediterraneo del XVII secolo, Adrian Tinniswood, Bruno Mondadori

Sono cristiani rinnegati che abbandonano casa e famiglia per darsi a una vita di piratesche scorribande. Oppure devoti musulmani impegnati a predare, per conto dell’Impero ottomano, galee spagnole, inglesi, veneziane che conducono i propri traffici nel Mediterraneo. Sono corsari autorizzati dallo stato o furfanteschi pirati, ufficiali ammutinati e schiavi fuggiaschi, capitani coriacei in grado di far tremare l’Europa ma anche comuni marinai protagonisti di atti d’incredibile eroismo. Fanno base a Tunisi, Algeri e Tripoli, infestano i Banchi di Terranova e lo stretto di Gibilterra, svernano gozzovigliando sulle coste irlandesi, guidano le proprie ciurme di ardimentosi persino in Islanda. Sono i pirati della Barberia. Verso questa regione africana, corrispondente all’attuale Maghreb, agli inizi del 1600 ripiegano tutti i più celebri avventurieri, banditi come fuorilegge da Giacomo I, il re d’Inghilterra che dichiarò di voler impiccare i pirati con le sue stesse mani: Peter Eston, corsaro inglese dalla temibile reputazione; l’olandese Danseker, il pirata gentiluomo entrato nella leggenda come Diavolo di Algeri; il capitano John Jennings, tradito e consegnato alle autorità dal suo stesso equipaggio; John Ward, il “più famoso pirata del mondo” che aveva iniziato a solcare i mari come semplice pescatore.

Pirati e altri avventurieri, Fernando Savater, Passigli
Sandokan, il Corsaro nero, Robinson Crusoe, Ivanhoe, Oliver Twist, Long John Silver, ma anche Tintin, e Humphrey Bogart de Il falcone maltese o James Stewart di Nodo alla gola o de La donna che visse due volte: di quanti adorati personaggi in apparenza culturalmente “poco presentabili” è, fin dall’infanzia, popolata la nostra fantasia? Siamo abituati a considerarli personaggi ‘umili’, anche se amatissimi, ma ecco che un filosofo e scrittore del calibro di Fernando Savater ci viene in soccorso partendo da un’affermazione che rovescia termini consolidati: “È l’avventura – mistero, emozione, rischio… – che ci ha resi umani. E il resto sono storie”. Allora, liberi tutti! Rileggiamo senza vergogna la storia dei nostri gusti letterari, guidati da un cicerone sapiente, libero e spiritoso come Savater, attraverso le storie dei pirati, degli avventurieri, dei detectives, dei vampiri, dei mostri. E allora, come dimostra Savater in questo suo excursus nel mondo della fantasia, scopriremo che alla base di ogni storia c’è sempre l’arte di raccontarla, e che scrittori come Robert Louis Stevenson o Emilio Salgari, Daniel Defoe o Walter Scott, ma anche attori, come appunto Bogart o Stewart, o fumetti come Tintin o Flash Gordon, possono a buon diritto costituire gran parte dei grandi amori non solo nostri, privati, ma anche di un intellettuale raffinato come Fernando Savater, che ci insegna che è l’avventura a renderci umani. Finalmente!

La fine del pirata, Gabriele Dadò, Magenes

Mar dei Caraibi, 1766. Ricevuta una misteriosa lettera, il capitano di vascello Gabriel Edwards porta la sua nave nella colonia di Saint Petersburg, dove il nuovo governatore, al soldo della Spagna, ha venduto la città al nemico, spalleggiato da un pirata che lo stesso Edwards credeva di aver ucciso tempo prima. Edwards si troverà ad affrontare una corsa contro il tempo per liberare la città in mano ai pirati, con una squadra di navi spagnole cariche di soldati in arrivo oltre l’orizzonte. E quando il traditore fuggirà portando con sé la donna che il capitano ama, scatterà una caccia furiosa per il Mar delle Antille, fra tempeste, battaglie navali e duelli all’ultimo sangue, per salvare un amore e l’orgoglio dell’Inghilterra.

Pirateria. Storia della proprietà intellettuale da Gutenberg a Google, Adrian Johns, Bollati Boringhieri
Tempo di pirati globali, il nostro. Hanno i tratti ipertecnologici degli hackers che trovano un varco in bastioni informatici, o l’aspetto proteiforme dei contraffattori su scala planetaria. Però dietro il loro sfuggente anonimato, la loro incerta identità politica e la loro destrezza clandestina preme un albero genealogico antico e gremito di fuorilegge a viso scoperto: i briganti contemporanei vi compaiono solo come gli ultimi discendenti della variopinta torma che per secoli ha battuto l’Occidente dalle due sponde dell’oceano. Mancava finora un genealogista che avesse il talento di Adrian Johns nello scovare quei nomi dimenticati di editori, scienziati, industriali, ridando corpo e parola ai protagonisti di una guerra di corsa che fin dall’inizio ha toccato i presupposti della civiltà quale noi la intendiamo, e che si combatte ancora con esiti apertissimi. Infatti nelle tipografie in cui si ristampavano illegalmente i libri o nelle fabbriche che mettevano indebitamente a profitto invenzioni brevettate sono state in gioco le idee di creatività, trasmissione, autenticità, plagio. Le nozioni stesse di diritto d’autore e di proprietà intellettuale hanno conosciuto un lungo travaglio.

E per finire, tutti a cantare:

http://www.youtube.com/watch?v=li8VfNetr28

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bashir



VALZER CON BASHIR, ARI FOLLMAN – DAVID POLONSKY, RIZZOLI -LIZARD
uno splendido Graphic novel, è il primo testo realizzato sotto la nuova sigla Rizzoli – Lizard. Un terribile memoir \ documentario di guerra, incentrato sulla strage di Sabra e Shatila degli anni 80, estremamente coinvolgente.
PIOGGIA GIALLA, JULIO LLAMAZARES, PASSIGLI
Grande letteratura, il monologo di Andrés de Casas Sosas, ultimo abitante di Ainielle, paese disabitato sui Pirenei. Attraverso i suoi ricordi, rivive la storia della sua terra, delle persone che la abitavano, morte o partite, dimenticandolo.
MOHAMMED HANIF, IL CASO DEI MANGHI ESPLOSIVI, BOMPIANI
Un grande Ride di molte cose Mohammed Hanif, degli americani e dei musulmani, e fa divertire anche il lettore con questo romanzo (vincitore del Commonwealth Writer Prize for First Book) che ci riporta al 1988, quando l’aereo del Generale Zia , dittatore del Pakistan, finì tragicamente il suo volo dopo appena quattrominuti dal decollo.
ALEXANDRA FULLER, LA LEGGENDA DI COLTON H.BRYANT, MONDADORI
L’avventura umana di Colton H.Bryant, ultimo romantico cowboy in un Wyoming in cui le grandi praterie lasciano gli spazi agli impianti di trivellazione dei petrolieri.
HELONEIDA STUDART, FRANCOBOLLO D’ADDIO, MARCOS Y MARCOS
Per chi ama la narrativa sudamericana, il ritratto forte di due sorelle riavvicinate dal frutto della vendetta, sullo sfondo di un Brasile non tenero con le donne . .
REVOLUTIONARY ROAD, RICHARD YATES, MINIMUM FAX
Sono state scritte molte pagine sulla vita di provincia negli Stati Uniti, su quelle esistenze ordinarie all’ombra della rispettabilità, di una felicità indotta dal consumismo, ma l’opera di Yates va ben al di là degli stereotipi che poi si affermeranno..Dal 1961, un libro amatissimo negli Usa
INDRA SINHA, ANIMAL, NERI POZZA
Finalista al Booker Prize, ANIMAL narra la vita di un ragazzino reso deforme dal disastro ambientale dovuto alla Union Carbide, nell’India degli anni 80. Un romanzo potentissimo, a volte un vero pugno nello stomaco, a volte divertente.
IRENE NEMIROVSKY, I DONI DELLA VITA, ADELPHI
Un altro capolavoro da parte di autrice riscoperta in tutto il mondo: con un taglio decisamente moderno, l’autrice racconta le gioie e i dolori nati dal matrimonio tra Pierre e Agnes, coppia che osa sfidare i mediocri valori borghesi espressi dalla società francese di inizio novecento, fino ai terribili giorni di fine anni Trenta.
DAMON GALGUT, L’IMPOSTORE, GUANDA
Da un autore accostato al primo Coetzee, una narrazione incalzante da cui traspare la contrapposizione tra passato e presente, tra uomo e natura, tra quanto è etico e quello che non lo è, in un contesto drammatico come il moderno Sudafrica
TIM WINTON, RESPIRO, NERI POZZA
Due ragazzi, un piccolo paese dell’Australia: di fronte a loro la sfida dell’emozione assoluta, quella che può cambiare la vita. Un romanzo intenso,bellissimo!
HENRY BAUCHAU, IL COMPAGNO DI SCALATA, EDIZIONI E.O
Un gran libro che ci parla della vita e dello spettro della morte, di invecchiamento e della forza della memoria. Condito inoltre da un messaggio positivo, la volontà di far tesoro delle proprie esperienze per trasmetterle ad altri, con la speranza di poterli aiutare ad affrontare le asperità della vita.
TONI MORRISON, IL DONO, FRASSINELLI
Dal primo premio Nobel afro-americano, una vibrante vicenda sul dolore dell’innocenza perduta, sullo sfondo dell’America della fine del Seicento.
UNA RAGAZZA COMUNE, JOHN BURNHAM SCHWARTZ, NERI POZZA
Scritto con rara grazia, UNA RAGAZZA COMUNE racconta al lettore l’avventura di una semplice ragazza destinata a diventare la consorte del Principe imperiale giapponese. Senza che questo le rechi eccessiva gioia, anzi..
Come Arthur Golden ne Memorie di una geisha, Schwartz si cala con precisione nel carattere femminile della protagonista, dando vita ad un felice ritratto del Giappone post Seconda Guerra Mondiale.
VITA E DESTINO, VASILIJ GROSSMAN, ADELPHI
Un altro grande libro sulle grandi tragedie del 900, sul fallimento delle ideologie. La riscoperta di un grande autore russo, oscurato dalla censura.
WILLIAM TREVOR,UOMINI D’IRLANDA, GUANDA
Trevor è considerato uno dei capostipiti della nuova letteratura irlandese, il patriarca dei vari John Banville, Roddy Doyle.In questa sua dodicesima raccolta di racconti il lettore troverà vite in discesa verso qualcosa, sia l’infelicità, sia una svolta verso l’esistenza.
MICHAEL ZADOORIAN, IN VIAGGIO CONTROMANO, MARCOS Y MARCOS
Resterete affascinati dall’ultimo viaggio di due attempati coniugi, con il loro camper sulla mitica Route 66! Una storia piena di tenerezza ed amore!

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In vacanza con un libro: il giusto libro per ogni destinazione.

In vacanza con un libro: il giusto libro per ogni destinazione.

EUROPA
GRECIA:Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali, Adelphi
I gialli di Petros Markaris, Bompiani
INGHILTERRA, Dickens, Il circolo Pickwick
SCOZIA, Barin, Castelli e fantasmi di Scozia, Todaro
IRLANDA: Trevor, Uomini d’Irlanda, Guanda
Doyle, Irlandese al 57%. Guanda
BUDAPEST: Szekely, Tentazione, Adelphi
GERMANIA: Brentano, Fiabe del Reno, Donzelli
FRANCIA: Nemirovsky, I doni della vita, Adelphi
PRAGA: Ripellino, Praga magica, Einaudi
SPAGNA: Llamazares, Pioggia gialla, Passigli
Zafon, L’ombra del vento, Mondadori
YUGOSLAVIA, Andric, Cronache di Travnik, Mond.
ISLANDA: Laxness, Il concerto dei pesci, Iperborea
SCANDINAVIA: i libri di Aarto Paasilinna
i gialli di Henning Mankell e Stieg Larsson
AUSTRIA: Magris, Danubio, Garzanti
DALMAZIA: Molinari Fulvio, L’isola del muto, Magenes
SLOVENIA, Feri Lainscek, La ragazza della Mura, BEIT,
BRETAGNA: Faillier, Il caso dell’eredità Duchien, Robin
RUSSIA: Senkin, Ferdinando o il viaggio da Pietroburgo al nulla, Voland

AMERICHE
MESSICO: Taibo, Ombre nell’ombra, Net
URUGUAY: Hudson, Terra rossa, Adelphi
CUBA, G.Greene, Il nostro agente all’Avana, Oscar
PERU’. i romanzi di VARGAS LLOSA, Einaudi
AMERICA LATINA: Bolano , Detective selvaggi, Sellerio
AMAZZONIA: Jose Rivera, Voragine, Utet
ARGENTINA: Soriano; Un’ombra ben presto sarai, Einaudi
PATAGONIA: Coloane, Capo Horn, Guanda
NICARAGUA: G.Belli, La donna abitata, E.O
BRASILE: Studart, Francobollo d’addio, Marcos
USA: Zadoorian, In viaggio contromano, Marcos
W.Heat Moon, Strade Blu, Einaudi
Woodrell, Un gelido inverno, Fanucci
TEXAS: MCCarthy, Cavalli selvaggi, Einaudi

ASIA E OCEANIA
AFGHANISTAN: Hosseini, Il cacciatore di aquiloni, Piemme
AUSTRALIA, Winton, La svolta, Fazi
TURCHIA: Pahmuk, Neve, Einaudi
IRAN: Abdollah, La casa della moschea, Iperborea
INDIA: Sinha, Animal, Neri Pozza
Ghosh, Mare di papaveri, Neri Pozza
GIAPPONE: Ferguson, Autostop con Buddha, Feltrinelli
MARI DEL SUD: Hamon, Verso le isole luminose, Voland
CINA: Gao Xingjiang, La montagna dell’anima, Rizzoli
TIBET: Seth, Autostopo per l’Himalaya, EDT
SRI LANKA, Tearne, Mosquito, Ed. E.O
EMIRATI ARABI, Siti, Il canto del diavolo, Rizzoli
PAKISTAN: Hanif, Il caso dei manghi esplosivi, Bompiani
MALESIA, Joseph Conrad, Lord Jim, Oscar

AFRICA
AFRICA CENTRALE: Conrad, Cuore di tenebra,
Cecil Forester, Regina D’africa, Mattioli
Beryl Markham, A occidente con la notte, N.Pozza
Joseph Conrad, Cuore di tenebra, Bur
Wilson, Strumenti di tenebre, Meridiano zero (giallo)
EGITTO, Aciman, Ultima notte ad Alessandria, Guanda
ALGERIA, Khadra, Quel che il gioro deve alla notte, Mond
Sud AFRICA: Damon Galgut, L’impostore, Guanda
BOTSWANA: I gialli con Precious Ramotswe
MAURITIUS: Appanah, L’ultimo fratello, Rizzoli
NIGERIA: Chimamanda Ngozi, L’ibisco viola, Fusi orari

ITALIA
Bocconi – Visentin, In viaggio con l’asino, Guanda
Brilli, Viaggiatore immaginario – L’Italia degli itinerari perduti, Mulino
Paolo Rumiz, Italia in seconda classe, Feltrinelli
LIGURIA:Orengo, La curva del latte, Einaudi
SARDEGNA. Niffoi, Ritorno a Baraule, Adelphi
FRIULI: Jan Morris, Trieste, Net
SICILIA,Agnello Hornby, La mennulara, Feltrinelli
BOLOGNA: Macchiavelli, I sotterranei di Bologna, Mondadori
EMILIA: Baldini Eraldo, Mal’aria, Frassinelli
TOSCANA: Vichi, Nero di luna, Guanda
LANGHE: C. Pavese, .La luna e i falò, Einaudi
APPENNINO: i gialli di Guccini\Macchiavelli
DOLOMITI Camanni, La guerra di Joseph, Vivalda

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llamazares

Chi frequenta Libreria Atlantide, la sua newsletter o il suo blog, avrà incontrato le nostri lodi a Luna da lupi, di Julio Llamazares. Complimenti da rinnovare anche per Pioggia Gialla, senza dubbio.
Il paese di Ainielle , collocato in un angolo solitario nelle montagne di Spagna, si è lentamente spopolato. Pioggia Gialla, un capolavoro della letteratura spagnola contemporanea, è il monologo disperato e disperante di Andres De Casas Sosas, ultimo abitante. È una sorta di testamento quello che ci lascia, indirizzato a chi si avventurerà tra i vicoli privi di vita del piccolo centro, dove una volta fioriva la vita. Un libro magnifico per quanto non consolatorio, illuminato dalla prosa di grande livello dell’autore, dalla tensione lirica che impregna ogni pagina. Attraverso i ricordi di Andres, rivive la storia di Ainielle, delle persone morte o fuggite per una vita più comoda lontano dalle montagne, delle ombre che vi si aggirano. E su tutto, sulla memoria (o sul suo delirio di sopravvissuto), imperversa il passare del tempo, con la pioggia gialla, l’alternarsi della stagioni con i suoni del fiume, il silenzio della neve.
Un capolavoro, vero e proprio, ripresentato ai lettori da un editore attento, Passigli, dopo l’ultima edizione proposta da Einaudi, ormai introvabile.

Julio Llamazares, Pioggia Gialla, Passigli

Andrés de Casas Sosas, il protagonista di questo romanzo, è l’ultimo abitante di Ainielle, un paese abbandonato dei Pirenei aragonesi. Una sorta di Robinson montanaro che racconta, in un monologo allucinato e spettrale, la fine di un mondo che è anche il suo. E la “pioggia gialla” delle foglie autunnali sembra scandire questo fluire del tempo, mischiandosi con la voce del narratore che evoca gli abitanti scomparsi, o meglio l’unica vita ancora possibile: quella della memoria, certo, ma anche quella della visione. Infatti, come scrive Paolo Collo nella postfazione, La pioggia gialla non è soltanto il romanzo di un uomo che muore assieme al suo paese, non è soltanto la fine di un’anima sempre più smarrita davanti all’inesorabile avanzare del nulla o l’allegoria di una morte individuale che inevitabilmente contagia quello che gli sta intorno; La pioggia gialla è anche, a ben vedere, un “realissimo” romanzo dell’orrore: la casa stregata, i fantasmi, le voci, il cimitero, i “non morti”, il sangue, “gli altri”, la natura ostile e velenosa, il delirio e l’abisso . . . un orrore quotidiano che in una ultima notte di vita si dilata all’intera storia di un paese e che la scrittura precisa e minuziosa -ma anche intensamente evocativa- di Llamazares fa rivivere in un romanzo indimenticabile, già assunto in Spagna all’onore dei grandi classici della letteratura più recente.


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