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English: Mo Yan after giving a reading in Hamburg, Germany. Deutsch: Mo Yan nach einer Lesung im Gymnasium Marienthal, Hamburg. (Photo credit: Wikipedia)

important

 

L’accademia svedese ha assegnato oggi a Mo Yan il premio Nobel  per la Letteratura 2012.
Mo Yan, il cui nome significa “Colui che non vuole parlare” è il più importante autore cinese vivente. La motivazione dell’Accademia Svedese: “Mo Yan, vince questo premio per il “realismo allucinatorio in cui fonde fiabe popolari, storia e contemporaneità”.’, e ci pare che sia una bella motivazione.

 

Autore dalla prosa poderosa ed evocativa,è’ il secondo cinese a ricevere questo riconoscimento dopo Gao Xingjian, premiato nel 2000

 

Quindi, Haruki Murakami, il grande favorito della vigilia secondo i pronostici, dovrà attendere il prossimo anno, così come Peter Nadas, il solito Bob Dylan, William Trevor, tutti nella rosa dei più papabili per il premio

 

La vita 

 

Mo Yan, originario di Gaomi nella provincia dello Shandong, nasce il 17 febbraio 1955 da una famiglia numerosa di contadini poveri e, dopo aver terminato i cinque anni delle scuole elementari, smette di studiare. In principio porta al pascolo mucche e pecore e i suoi rapporti con questi animali sono più frequenti di quelli con le persone; prova cosí il gusto della solitudine, ma acquista una profonda conoscenza della natura. Crescendo, unendosi agli adulti partecipa alle attività lavorative della comunità. A diciotto anni va a lavorare in una manifattura di cotone, e facendo capriole tra le balle si riempie di fili. Nel febbraio del 1976 abbandona il povero e isolato paese natale per arruolarsi nell’esercito. Fa il soldato semplice, il caposquadra, l’istruttore, il segretario e lo scrittore. Nel 1997, congedatosi dall’esercito, inizia a lavorare per un giornale. Nel frattempo si è laureato presso la Facoltà di Letteratura dell’Istituto Artistico dell’Esercito di Liberazione Popolare (1984-1986) e ha ottenuto un Master in Studi letterari e artistici presso l’Università Normale di Pechino (1989-1991). Inizia a pubblicare nel 1981.
Fra le sue numerose opere narrative, Einaudi ha finora pubblicato Sorgo rosso, L’uomo che allevava i gatti (entrambi del 1997), Grande seno, fianchi larghi (2002), Il supplizio del legno di sandalo (2005) e Le sei reincarnazioni di Ximen Nao. Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Nonino. Delle sue undici novelle si ricordano Felicità, Fiocchi di cotone, Esplosioni, Il ravanello trasparente. Tra i racconti, Il cane e l’altalena e Il fiume inaridito, che Einaudi ha pubblicato nella raccolta di racconti L’uomo che allevava i gatti (2008).
Ha anche scritto opere teatrali e sceneggiature cinematografiche come Sorgo rosso, Il sole ha orecchie, Addio mia concubina.
Il film Sorgo rosso è stato premiato con l’Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino. Il film Il sole ha orecchie è stato premiato con l’Orso d’Argento al Festival del Cinema di Berlino.
Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Nonino per la sua intera opera.

 

 

Le opere.

 

Ecco l’elenco dei libri pubblicati in italiano, tutti per Einaudi, a parte l’ultimo 

la scheda de Sorgo rosso, il suo libro più noto.

La storia epica, grandiosa di questo capolavoro della letteratura cinese contemporanea, si staglia sullo sfondo degli sconfinati campi di sorgo «che in autunno scintillano come un mare di sangue». Dal banditismo degli anni Venti, alla cruenta invasione giapponese degli anni Trenta e Quaranta, fino al periodo che precedette la Rivoluzione culturale, Sorgo rosso racconta le avventure e gli amori del bandito Yu Zhan’ao e della sua famiglia, in un affresco che ritrae un intero popolo, tutto un Paese. Un Paese dalle campagne brulicanti di anime sperdute – contadini, soldati, monaci buddisti, maghi taoisti – in cui «un vento maschio spazza una terra femmina» e il sangue versato è «morbido e liscio come piume d’uccelli».
Da questo romanzo Zhang Yimou ha tratto il film omonimo, «Orso d’oro» al Festival di Berlino nel 1988.

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A casa, dunque: ma qual è “casa” per Frank Money, decorato al fronte nell’esercito “aggregato” (bianchi e neri insieme), ma ormai straniero a se stesso, in una nazione in cui la separazione e la violenza razziale sono ancora ben presenti? E’ forse “casa” quella in cui ha vissuto una infanzia difficile di miseria e fatica? È forse “casa” il Paese per cui ha ucciso e rischiato la vita, e che da sempre lo considera un reietto per il colore della sua pelle?

La sua scrittura, i temi affrontati, le sue storie le sono valse il premio Nobel per la letteratura. All’altezza della fama è anche questa sua ultima fatica, che esplora da par suo i temi della storia e dell’identità americana, momenti dolorosi per la comunità afroamericana e vergognosi per quella bianca, visti attraverso gli occhi di un reduce dalla guerra di Corea. La sua prosa è lirica e solida al tempo stesso, la sua sensibilità e bravura la pongono di certo sul podio dei libri più riusciti dell’anno!

Toni Morrison, A casa, Frassinelli

Reduce della guerra di Corea, Frank Money si trova, a ventiquattro anni, sperduto e solo in una New York fredda e ostile. La sua mente vacilla, la rabbia che si porta dentro rischia di spingerlo a compiere gesti irreparabili, e neanche l’assistenza del buon dottore nella casa di cura che lo accoglie sembra alleviare il suo dolore. Finché un giorno Frank riceve una richiesta d’aiuto dalla lontana Georgia, la sua terra d’origine, dove aveva giurato di non tornare mai più. Ma a chiamarlo è sua sorella, la piccola di casa, che lui ha sempre protetto e amato, sin da quando erano bambini. Vincendo i fantasmi del razzismo, dell’abbandono e della follia, Frank correrà in soccorso della sorella. E ritroverà, finalmente, la sua casa.

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già acclamato dalla critica anglosassone, ecco: Toni Morrison, A casa, Frassinelli
Reduce della guerra di Corea, Frank Money si trova, a ventiquattro anni, sperduto e solo in una New York fredda e ostile. La sua mente vacilla, la rabbia che si porta dentro rischia di spingerlo a compiere gesti irreparabili, e neanche l’assistenza del buon dottore nella casa di cura che lo accoglie sembra alleviare il suo dolore. Finché un giorno Frank riceve una richiesta d’aiuto dalla lontana Georgia, la sua terra d’origine, dove aveva giurato di non tornare mai più. Ma a chiamarlo è sua sorella, la piccola di casa, che lui ha sempre protetto e amato, sin da quando erano bambini. Vincendo i fantasmi del razzismo, dell’abbandono e della follia, Frank correrà in soccorso della sorella. E ritroverà, finalmente, la sua casa.

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Celebrated Swedish poet Tomas Transtromer sign...

Image via Wikipedia

Il poeta Tomas Transtromer ha vinto il Nobel 2011 per la Letteratura. Considerato il maggior poeta svedese vivente, Tomas Transtromer, 80 anni, e’ nato il 15 aprile 1931 a Stoccolma. La sua opera si colloca tra modernismo, espressionismo e surrealismo. Era gia’ stato nella lista dei candidati al Nobel

Era dal 1996, quando fu insignita la polacca Wislawa Szymborska, che non veniva premiato un poeta. Tranströmer è stato premiato, si legge nella motivazione, «perchè attraverso le sue immagini condensate e translucide ha offerto un nuovo accesso alla realtà».

Peccato che in Italia non sia molto seguito dal mondo editoriale: solo due sue raccolte sono state edite, la seconda per Crocetti (dovrebbe essere di nuovo disponibile entro pochi giorni):

Transtromer, Tomas
Titolo:     Poesie / Tomas Transtromer ; prefazione di Stanislao Nievo; traduzione di Giacomo Oreglia
Pubblicazione:     Recanati : CNSL, stampa 1999
Descrizione fisica:     157 p. : 1 ritr. ; 19 cm.

Transtromer, Tomas
Titolo:     Poesia dal silenzio / Tomas Transtromer ; a cura di Maria Cristina Lombardi
Pubblicazione:     Milano : Crocetti, \2001!
Descrizione fisica:     201 p. ; 20 cm
Collezione:     Lekythos ; 33

Voce fondamentale del mondo letterario internazionale, le sue liriche sono state finora tradotte in quarantasei lingue, tra cui bengalese, bulgaro, gaelico, georgiano, giapponese, ungherese, cinese, serbo, ucraino ecc. Testimoniata da notevoli riconoscimenti critici, la sua funzione ispiratrice emerge anche da ammissioni di debiti “creativi” nei suoi confronti da parte di molti poeti: in particolare le giovani generazioni statunitensi, formatesi sui suoi testi letti e studiati nelle università, e polacche, per le quali Tranströmer è da tempo divenuto un vero e proprio cult poet. “Confessioni” di “furti di immagini” giungono da Premi Nobel come Iosif Brodskij; espressioni di stima e ammirazione da Bei Dao, Seamus Heaney e Derek Walcott, che in un’intervista ha proposto per lui il Premio Nobel. Kjell Espmark, poeta e critico membro dell’Accademia di Svezia, afferma che, con Strindberg e Swedenborg, Tranströmer è lo scrittore svedese che più ha influenzato la letteratura internazionale. Le radici della sua poesia affondano nella tradizione modernista, soprattutto simbolista. Vi si avvertono inoltre influenze dell’estetica baudelairiana delle corrispondenze, del programma imagista nonché del Surrealismo nella composizione e scomposizione di immagini che sembrano scaturire direttamente dal sogno. Di T.S. Eliot Tranströmer condivide i concetti di storia e tradizione e il metodo di cogliere, sebbene in forma più impersonale, realtà immanenti attraverso osservazioni oggettive. La raccolta qui presentata costituisce quindi un punto di partenza insostituibile per conoscere la lirica di uno dei maggiori protagonisti della poesia del nostro tempo. Poesia dal silenzio ha vinto l’edizione 2004 del prestigioso Premio Nonino.

Pagina di libro notturno

Sbarcai una notte di maggio
in un gelido chiaro di luna
dove erba e fiori erano grigi
ma il profumo verde.

Salii piano un pendìo
nella daltonica notte
mentre pietre bianche
segnalavano alla luna.

Uno spazio di tempo
lungo qualche minuto
largo cinquantotto anni.

E dietro di me
oltre le plumbee acque luccicanti
c’era l’altra costa
e i dominatori.

Uomini con futuro
invece di volti.

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elitis

Il 2011 è stato proclamato dal Ministero della Cultura Greco “Anno Elitis” in occasione della riccorrenza dei cento anni dalla nascita del poeta premio Νobel, ed ecco una nuova versione di una delle sue migliori raccolte poetiche: E’ presto ancora

 

Quello che veramente ero

L’uno di molti secoli prima

Il non scisso dal cielo

Entrò dentro di me

Divenne quello che sono

 

 

Odisseas Elitis, E’ presto ancora, donzelli

Odisseas Elitis (1911-1996) ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Orientamenti, nel 1940. Nel 1943 esce Sole il Primo e nel 1945 Canto eroico e funebre per il sottotenente caduto in Albania, nato dall’esperienza della campagna di Albania contro Mussolini. Dopo un lungo periodo di silenzio e un soggiorno a Parigi, pubblica nel 1959 Dignum Est, forse la sua opera più significativa. Da allora Elitis non ha mai cessato di scrivere e pubblicare: dalla raccolta di saggi e prose Carte scoperte (1974) fino ai più recenti Elegie di Oxòpetra (1991), il secondo volume di saggi e prose In bianco (1992), A occidente del dolore (1995), Da presso (1998). Nel 1979 riceve il premio Nobel per la letteratura. Di Odisseas Elitis la Donzelli editore ha pubblicato Il metodo del dunque e altri saggi sul lavoro del poeta (1995, 2011), La materia leggera. Pittura e purezza nell’arte contemporanea (2005) e Monogramma nel mondo (2006), raccolta di traduzioni in otto lingue del poemetto Monogramma.

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Mario Vargas Llosa, Miami Book Fair Internatio...

Image via Wikipedia

Il Nobel per la letteratura è andato a Vargas Llosa, per “la sua cartografia delle strutture del potere e per la sua acuta immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell’individuo».

Per la prima volta premiato uno scrittore peruviano e dopo 28 anni un sudamericano, l’ultimo era stato nel 1982 Gabriel Garcia Marquez

Ecco l’annuncio della proclamazione:

Ecco la sua scheda biografica, da Wikpedia, insieme all’elenco dei suoi libri.

Mario Vargas Llosa (Arequipa, 28 marzo 1936) è uno scrittore peruviano, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2010.

Mario Vargas Llosa è nato a Arequipa [Perù] nel 1936. Laureatosi a Lima, vinse un dottorato a Madrid e si trasferì in europa. Visse a lungo tra Prais, London e Barcellona, collaborando a diversi giornali. Il successo avuto con “La città e i cani” (1963) gli permise di dedicarsi a tempo pieno all’attività letteraria. Ha svolto il mestiere di conferenziere, girando il mondo, ottenendo ovunque premi e riconoscimenti. Nel 1990 è stato candidato in Perù per le elezioni presidenziali, uscendone sconfitto.

Letteratura

Tra i principali esponenti della rinascita della narrativa sudamericana insieme a Gabriel García Márquez, inizia la propria carriera letteraria nel 1963 col romanzo La ciudad y los perros, redatto con una tecnica narrativa in cui coniuga narrazione oggettiva a sovrapposizioni di tempi e piani del racconto. Tecnica riutilizzata anche nel seguente La casa verde (1966), racconto su una casa chiusa a Piura.

Il terzo romanzo pubblicato è Conversación en la Catedral, nel 1969, una dura analisi della vita politica e sociale del proprio paese.

Segue nel 1973 il romanzo satirico Pantaleón y las visitadoras, seguito a sua volta da La tia Julia y el escribedor (1977), che lo vedono cimentarsi con uno stile diverso, improntato sull’ironia.

Con La guerra del fin del mundo del 1981, in cui ripercorre le vicende nel movimento millenarista del profeta brasiliano Antônio Conselheiro (Antonio Il consigliere), si spinge ancora più a fondo nelle vicende del proprio continente. A quest’opera fa seguire Historia de Mayta (1984) che affronta il tema del terrorismo, Quién mató Palomino Molero? (1986), un giallo dal risvolto sociale, Elogio de la madrasta (1988), un libro erotico, e El hablador (1987), tutti romanzi legati da un filo di fondo politico sociale.

In quegli anni, si ritaglia anche una parentesi politica attiva, candidandosi senza successo alla presidenza del Perù contro Alberto Fujimori.

Pubblica poi El pez en el agua (1993), proprio riguardo la propria esperienza in politica, e Lituma en los Andes (1993), un giallo che gli vale il Premio Planeta.

Nel 1997 pubblica Los cuadernos de don Rigoberto seguito tre anni dopo da La festa del chivo e da El paradiso en la otra esquina nel 2003.
Teatro

È anche stimato autore di teatro, con all’attivo una decina di opere teatrali.
Premi

* 2010 – Premio Nobel per la letteratura.
* 2004 – Independent Foreign Fiction Prize.
* 2004 – Premio Grinzane Cavour.
* 1996 – Peace Prize of the German Book Trade.
* 1994 – Premio Cervantes, dopo aver assunto la cittadinanza spagnola.
* 1993 – Premio Planeta per Il caporale Lituma sulle Ande, un giallo con protagonista uno dei personaggi di Chi ha ucciso Palomino Molero?.
* 1986 – Premio Grinzane Cavour per la Narrativa straniera.
* 1986 – Premio Principe delle Asturie per la Letteratura.
* 1967 – Premio Rómulo Gallegos.

Opere
Narrativa

* I capi (Los jefes) (1959)
* La città e i cani (La ciudad y los perros) (1963)
* La casa verde (1966)
* I cuccioli (Los cachorros) (1968)
* Conversazione nella “catedral” (Conversación en la catedral) (1969)
* Pantaleon e le visitatrici (Pantaleón y las visitadoras) (1973)
* La zia Julia e lo scribacchino (La tía Julia y el escribidor) (1977)
* La guerra della fine del mondo (La guerra del fin del mundo) (1981)
* Storia di Mayta (Historia de Mayta) (1984)
* Chi ha ucciso Palomino Molero? (Quién mató Palomino Molero?) (1986)
* Il narratore ambulante (El hablador) (1987)
* Elogio della matrigna (Elogio de la madrasta) (1988)
* Il pesce nell’acqua (El pez en el agua) (1993)
* Il Caporale Lituma sulle Ande (Lituma en los Andes) (1993)
* I quaderni di don Rigoberto (Los cuadernos de don Rigoberto) (1997)
* La festa del caprone (La festa del chivo) (2000)
* Il paradiso è altrove (El paradiso en la otra esquina) (2003)
* Avventure della ragazza cattiva (Travesuras de la niña mala) (2006)

Teatro

* La huida del inca (1952)
* La signorina di Tacna (La señorita de Tacna) (1981)
* Kathie e l’ippopotamo (Kathie y el hipopótamo) (1983)
* La Chunga (1986)
* El loco de los balcones (1993)
* Ojos bonitos, cuadros feos (1996)
* Odiseo y Penélope, teatro (2007)
* Appuntamento a Londra (Al pie del Támesis) (2008)

Altre opere

* Los Cachorros (1968), racconto.
* Historia de un deicidio (1971), saggio su Garcìa Marquez.

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Herta Müller, Nobel laureate in literature 200...

Image via Wikipedia

Ottobre, tempo di Nobel

Premio Nobel, quasi ci siamo!! Ladbrokes, sito di scommesse inglese, segnala questi possibili vincitori per la letteratura:
Tomas Transtomer, poeta svedese edito in Italia da Crocetti e Cnsl, è dato 4 a 1.
Haruki Murakami e l’australiano Les Murray (un altro poesta, edito da Adelphi e Giano) seguono quotati 11 a 1

Lo scorso anno, il sito dava favorito Amos Oz 4 a 1, molto più indietro la vera vincitrice, Herta Muller.

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IN USCITA.
L’altalena del respiro, Herta Muller, Feltrinelli

Data uscita maggio 2010

Gennaio 1945, la guerra non è ancora finita: per ordine sovietico inizia la deportazione della minoranza tedesca rumena nei campi di lavoro forzato dell’Ucraina. Qui inizia anche la storia del diciassettenne Leo Auberg, partito per il lager con l’ingenua incoscienza del ragazzo ansioso di sfuggire all’angustia della vita di provincia. Cinque anni durerà l’esperienza terribile della fame e del freddo, della fatica estrema e della morte quotidiana. Per scrivere questo libro Herta Müller ha raccolto le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti e in primo luogo quelli del poeta rumeno tedesco Oskar Pastior. Avrebbe dovuto essere un’opera scritta a quattro mani, che Herta Müller decise di proseguire e concludere da sola dopo la morte di Pastior nel 2006. È infatti attraverso gli occhi di quest’ultimo, e cioè quelli del ragazzo Leo nel libro, che la realtà del lager si mostra al lettore. Gli occhi e la memoria parlano con lingua poetica e dura, metaforica e scarna, reale e nello stesso tempo surreale – come la condizione stessa della mente quando il corpo è piagato dal freddo e dalla fame. Fondato sulla realtà del lager, intessuto dei suoi oggetti e della passione, quasi dell’ossessione per il dettaglio quale essenza della memoria e della percezione.

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Non c’è che dire, Marsilio è stato decisamente veloce nel rendere di nuovo disponibile il libro del premio Nobel per la letteratura 2009, Herta Muller, esaurito da tempo. Entro pochi giorni avremo in libreria :

IN VIAGGIO SU UNA GAMBA SOLA
MULLER HERTA, Marsilio

Scrittrice romena di lingua tedesca, Herta Müller ha le proprie radici nella fervida cultura letteraria del Banato, quella estrema regione danubiana nella quale Maria Teresa e Giuseppe II inviarono, non già con propositi di germanizzazione, ma con una funzione eminentemente civilizzatrice, laboriose schiere di coloni e di artigiani tedeschi, prevalentemente svevi.
In questa provincia dell’impero asburgico, attraverso una storia tormentata di scontri e di incontri con diversi gruppi etnici, dai turchi agli ungheresi e dai serbi ai romeni, le comunità di lingua tedesca hanno alimentato una tradizione letteraria la cui vitalità è testimoniata anche dalla intensa produzione degli ultimi decenni.
Con modalità originali e sempre ben riconoscibili, Herta Müller riprende ed esaspera quella tradizione, privandola radicalmente di ogni elemento del mito e dell’idillio. Lo ha fatto nel 1984 con le prose dell’esordio: Niederungen; raccontando impietose storie di provincia, di separatezza e di alienazione, nelle quali è difficile distinguere le miserie del villaggio da quelle del sistema. Ha continuato a farlo attraverso gelide descrizioni di oggetti, di gesti e di movimenti, con una tecnica di spoliazione sintattica e lessicale del tedesco, che nelle sue pagine appare nudo e privo del minimo ornato. Così si esprime il suo rancore nei riguardi di una umanità ovunque ferita e degradata, un rancore molto simile a quello di Thomas Bernhard.
Così è descritta anche la storia di questo romanzo, il primo che la Müller ha pubblicato, da quando si è trasferita a Berlino nel 1987. È la storia di una giovane donna che emigra dall’«altro» paese verso la Repubblica Federale Tedesca, quando i blocchi esistevano ancora: tre vicende d’amore e di esilio, «in viaggio su una gamba sola» diretta verso una meta e una identità ancora lontane e improbabili.

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era pronosticata dai Bookmakers inglesi come potenziale vincitrice, con una quota non certo da favorita: 50 / 1! Comunque, Herta Muller è il nuovo premio Nobel per la letteratura 2009, COMPLIMENTI. e bravo anche all’editore Keller, il solo ad avere un suo libro in catalogo sul territorio nazionale!

ecco la notizia secondo RAINEWS:
Il premio Nobel della letteratura e’ stato dato alla scrittrice e poetessa tedesca di origine romena Herta Mueller. Tra i suoi libri tradotti in italiano, “Il macello di Ceausescu”. Negli ultimi decenni il premio per la letteratura era gia’ andato allo scrittore tedesco Grass nel 1999.

La Mueller, nata nel 1953, ha “tratteggiato il panorama dei diseredati” in Romania sotto la ditattura di Nicolae Ceausescu “con la concisione della poesia e la schiettezza della prosa”, ha scritto l’Accademia di Svezia.

Riparata in Germania per sfuggire alle persecuzioni del regime dittatoriale di Ceausescu e’ a tutt’oggi considerata la piu’ importante scrittrice vivente in lingua tedesca e un autore di culto sia per la Germania sia per la Romania. In Italia, Keller editore ha pubblicato ‘Il paese delle prugne verdi’, ritratto impietoso di un paese dominato dalla paura e dall’oppressione della dittatura. Tradotto in 15 lingue il romanzo, in realta’ un autentico poema in prosa, si e’ aggiudicato anche l’Impac, il premio piu’ internazionale dopo il Nobel per la Letteratura. La stampa svedese aveva inserito gia’ l’anno scorso il suo nome tra i dieci favoriti per il Nobel.

Nata nel Banato Svevo, nel 1953,  regione di cultura e lingua tedesca passata dopo la seconda guerra sotto il controllo della Romania, ha studiato letteratura tedesca e rumena a Temesvari (Timisoara).

L’unico suo libro ancora in catalogo è questo, pubblicato con merito da un piccolo editore, Keller (www.kellereditore.it )
Il paese delle prugne verdi
Herta Müller
pp. 256, 14
Trad. dal tedesco Alessandra Henke

Keller Editore
Fra le maggiori voci della letteratura rumena contemporanea,
LA STAMPA
Un libro singolare e meraviglioso, DIE ZEIT

In una Romania degli anni Ottanta, quasi sospesa nel tempo, quattro giovani si ritrovano uniti dal suicidio di una ragazza di nome Lola. Da quel dolore e dalla consapevolezza di vivere in un Paese sottomesso alla dittatura, scaturisce un comune anelito di libertà che si nutre di letture e pensieri proibiti. In tutta questa oscurità, l’amicizia e l’amore sopravvivono

Un suo racconto è contenuto qui:
Fuoricampo. Racconti di scrittrici austriache e tedesche

Autore:     Pellegrini E. (cur.);
Editore:     AVAGLIANO EDITORE SRL

L’antologia presenta alcune delle scrittrice più rappresentative della narrativa contemporanea in Austria e in Germania. In tutte le loro storie, anche quando apparentemente si parla d’altro, è il fantasma costruito dal desiderio, dal rifiuto, dall’invenzione, dal rimpianto, dalla ribellione. Ci sono racconti in cui i personaggi perdono i contorni. Rispetto a una immagine idealizzata della femminilità, queste amazzoni della penna sembrano opporre il loro “ma”, rivoluzionando immaginario e sintassi, previsioni di trama e plot narrativi. Le loro sono storie che alle volte sembrano partorite da un unico sogno. La vita in questi racconti appare uno spettacolo frenetico dove le case, le isole, le menti sono trappole per sogni perduti.

Titoli non più in catalogo:

In viaggio su una gamba sola / Herta Muller ; traduzione di Lidia Castellani
Pubblicazione:
Venezia : Marsilio, 1992
Descrizione fisica:
169 p. ; 21 cm.
Collezione:     Romanzi e racconti

Bassure / Herta Muller ; a cura di Fabrizio Rondolino
Pubblicazione:
Roma : Editori riuniti, 1987
Descrizione fisica:
XIV, 135 p. ; 22 cm
Collezione:     I David ; 96
Note Generali:
Trad. di Fabrizio Rondolino

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