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Posts Tagged ‘recensioni libri’

 

 

 ARCADIA,  LAUREN GROFF, CODICE

 

Fine anni 60, un gruppo di giovani decide di dare vita ad una comunità, chiamata Arcadia. Un luogo di sognatori, ben presto corrotto dalle difficoltà della convivenza: sarà il giovane Briciola a doversi confrontare con l’asprezza del mondo reale divenuto ormai uomo, nella New York degli anni Ottanta..

 

L’ETA’ DELLE PROMESSE,  MARK SLOUKA, PONTE ALLE GRAZIE

 

Un romanzo potente ed ipnotico, la storia di una amicizia in una cittadina operaia dello stato di New York negli anni sessanta, un luogo privo della luce della speranza apparentemente..

 

 COME UN SOPRAMMOBILE,  MARY WESLEY,ASTORIA

 

Londra, Seconda guerra mondiale. Cadono le bombe, ma l’adolescenza riesce a sbocciare anche in queste situazioni. Juno Marlowe, un formidabile ritratto di diciassettenne, desiderosa di vita!

 

YOSHE KALB, I.J.SINGER, ADELPHI

 

Fratello del Premio Nobel Isaac, l’autore di questo libro dimostra che non era da meno di lui. Dopo La famiglia Karnowski, un grandioso ritratto del mondo ebraico dell’Est Europeo, visto attraverso un singolare e molto umano protagonista.

 

I LUMINARI, ELEANOR CATTON, FANDANGO

 

BOOKER PRIZE 2013, La più giovane vincitrice del premio, con i suoi 28 anni.

 

LA COLLINA, ANDREA DELOGU – ANDREA CEDROLA, FANDANGO

 

Andrea è cresciuta sulle colline di San Patrignano, ospite con i genitori della comunità di recupero.Questo romanzo, ispirato a quei giorni, è un forte ritratto di quegli anni, di quell’esperienza, vissuta da bambina.

 

IL FIGLIO, PHILIP MEYER,  EINAUDI

 

Per chi per chi ama i romanzi della frontiera, per chi adora il primo Cormac McCarthy,un appassionante romanzo sul Texas più cruento, del tutto privo di nativi buoni o pionieri volonterosi stile John Wayne, bensi terra depredata dagli appetiti e dalle violenze. Una splendida carrellata all’insegna del “nessuna terra è mai stata ottenuta onestamente nella storia del mondo”

 

LE DONNE DEL SIGNOR NAKANO,KAWAKAMI HIROMI, EINAUDI

 

A Tokyo, lontano dal caos, potrete trovare la bottega di robe vecche del signor Nakano, due suoi collaboratori, la sorella, un anziano signore… Una commedia romantica piena di grazia, leggerezza giapponese, ironia, e una deliziosa atmosfera!

 

LA LICENZA, DANIEL ANSELME, GUANDA

 

Nella Parigi degli anni Cinquanta tre militari ritornano per una licenza, reduci dal fronte della guerra d’Algeria. Con grande maestria l’autore riesce a rendere il loro straniamento dalla realtà, mentre la città continua a vivere come sempre..
L’HOTEL DEI CUORI INFRANTI,DEBORAH MOGGACH, ELLIOT
Una commedia scaldacuore estremamente piacevole da leggere!
LO STENDARDO, ALEXANDER LERNET HOLENIA, ADELPHI
Un autore mitteleuropeo di inizio novecento da riscoprire: un magnifico ritratto della fine dell’impero Asburgico
SOTTO QUESTO CIELO, SYLVIA IPARRAGUIRRE, L’ASINO D’ORO
Argentina, primi decenni del Novecento. Un anarchico ex detenuto, una ragazza cresciuta in orfanotrofio danno vita ad un affascinante ritratto di un momento storico, di due esistenze che si incrociano.

 

LA SCOPERTA DELLA LENTEZZA, STEN NADOLNY, GARZANTI

 

La biografia romanzata dell’esploratore John Franklin diventa “un finissimo romanzo sul tempo. La lentezza diviene l’arte di dar senso e valore al tempo e alla vita” come dice Claudio Magris

 

L’UOMO CHE DIPINGEVA IL SILENZIO, GEORGINA HARDINGS, EINAUDI

 

un libro che si muove tra due mondi, quello idilliaco e pastorale del paese di Poiana, visto prima della guerra (la Seconda, siamo in Romania), un luogo scolpito da una fantastica luce, e quello desolato e austero del dopoguerra comunista. In questa tetra terra due persone si incontrano, un uomo sordo dalla nascita, debilitato, apparentemente senza passato, e una giovane infermiera nel luogo in cui è ricoverato,una donna proveniente da una ricca famiglia, rimasta senza più nulla..

 

VOGLIO LA TESTA DI RYAN GIGGS, RODGE GLASS, 66THAND2ND

 

L’editore se ne intende davvero di romanzi ambientati nel mondo dello sport (da I MASTINI DI DALLAS a FINO A DIVENTARE UOMINI), e questo è un esempio dei migliori. Ma più che il popolo dei “fedeli”del Manchester qui è rappresentata l’ascesa rapida e la fulminea caduta dal piedistallo di un ragazzo dal grande talento, poi diventato uomo..
 LA FABBRICA DELLA SPERANZA, LAVANYA SANKARAN, MARCOS Y MARCOS

 

C’è ancora tutto nell’India, estrema povertà e riti millennari, le fabbriche aperte al mondo. Democrazia e di corruzione, violenza sulle donne e rispetto per gli animali, e una base di un miliardo di persone. Un romanzo godibilissimo a rappresentare i sogni e le speranze di una ascesa sociale, da cui però fanno capolino le delusioni e le paure di una disfatta…

 

 GLI ANGELI MUOIONO DELLE NOSTRE FERITE, YASMINA KHADRA, SELLERIO

 

L’educazione sentimentale di un giovane arabo nell’Algeria coloniale degli anni Trenta: in una terra aspra , povera,e di una bellezza selveggia un giovane talento del pugilato dovrà scegliere tra la fama e il denaro, o un amore travagliato, fino alle

 

 IL CARDELLINO, DONNA TARTT, RIZZOLI

 

Amatissimo dai lettori, ad onta della “mole”. Finalista Booker Prize

 

 

 

English: Ryan Giggs taking a corner vs Blackburn

English: Ryan Giggs taking a corner vs Blackburn (Photo credit: Wikipedia)

 

 

 

 

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Una ricca famiglia rapita, un nuovo caso per Tessa Leoni, e la consueta straordinaria abilità nel dipingere, inchiodando il lettore alla pagina, i segreti che possono celarsi dietro la solida facciata di un nucleo familiare che sembra ma non è.. Thriller palpitante e “voltapagina”!

 

 

LISA GARDNER, TOCCATA E FUGA, MARCOS Y MARCOS

Wyatt Foster è un uomo che fa innamorare: calmo, sorridente, osservatore, più incline ad ascoltare che a parlare. Tessa Leoni, con lui, vorrebbe mettersi i tacchi, sciogliersi i capelli, ma tutto questo dovrà aspettare. Ora devono indagare insieme, e non c’è tempo da perdere, perché un’intera famiglia è stata rapita: Justin, Libby e Ashlyn Denbe. Anche Justin è un uomo che fa innamorare: forte, sensuale, generoso e persino ricco, promette di regalarti il mondo. Libby si è innamorata e tanto; quando è nata Ashlyn pensava che la sua felicità non sarebbe mai finita. Quindici anni dopo, scoprire che Justin la tradisce con una ventenne è una vertigine. Non bastano una collana di brillanti e una cena romantica per recuperare la fiducia. Come affrontare, adesso, costretti a un’intimità forzata, il terrore di un sequestro? Fuori, nel mondo libero, Tessa e Wyatt cercano indizi a perdifiato. Ci sono misteriosi buchi finanziari nella grande azienda di Justin, e i dirigenti non fanno che mentire. Chi ha rapito la famiglia Denbe in casa sua conosceva i codici per disattivare l’antifurto. Doveva essere una persona vicina, quindi, ma perché non arrivano richieste di riscatto? E soprattutto, si chiedono Tessa e Wyatt, sono ancora vivi, Justin, Libby e Ashlyn Denbe? Noi lettori lo sappiamo bene: sono vivi, in grande pericolo e tutti e tre nascondono segreti…

 

 

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Oath of allegiance to the Constitution of Buen...

Oath of allegiance to the Constitution of Buenos Aires (1854) Daguerreotype attributed to Fredericks (Photo credit: Wikipedia)

Argentina, primi decenni del Novecento. Un anarchico ex detenuto, una ragazza cresciuta in orfanotrofio danno vita ad un affascinante ritratto di momento storico, di due esistenze che si incrociano.

 

Un tranquillo angolo di Argentina, una giornata calma, è qui che i due raccontano al lettore la propria vita, vista come punto di arrivo da decenni precendenti, senza tacere i profondi mutamenti sociali del Paese in cui vivono, scrutati anche attraverso insoliti dettagli dall’autrice (le descrizioni delle mostre fotografiche con foto d’epoca!)

 

 

 

Sylvia Iparraguirre Sotto questo cielo, L’asino d’oro edizioni

  1. Maneri G.

San Alfonso, sconosciuta cittadina di provincia, delimitata ai suoi estremi da una prigione e un orfanotrofio. Bautista Pissano, un anarchico condannato a vent’anni di galera perché coinvolto in un attentato all’ambasciata degli Stati Uniti. La bella Sonia Reus, un’orfana che idealizza una storia d’amore estiva precludendosi di vivere le possibilità che il presente le offre.
Questi gli elementi della storia di Sotto questo cielo, romanzo dalla costruzione originale, ambientato
nell’Argentina della prima metà del Novecento, che vede due diverse personalità maturare la stessa voglia di riscatto, fatalmente incontrarsi e cambiare le proprie sorti.
Sylvia Iparraguirre, con una prosa raffinata e un linguaggio dalle tinte poetiche, ci regala un’accattivante storia d’amore tra due esseri solitari che, finalmente consapevoli di se stessi e decisi ad affrontare la vita, troveranno il proprio posto nel mondo.
Nata a Junín (Buenos Aires). Ha raggiunto una considerevole notorietà in Argentina per il suo impegno come collaboratrice di diversi periodici contro la dittatura militare. Insegna all’Università di Buenos Aires e, come critica letteraria, scrive per i quotidiani “Clarín” e “Página/12″. Autrice di racconti e romanzi, in Italia ha pubblicato La terra del fuoco (Einaudi, 2001), Luna Park (Crocetti, 2004) e, con L’Asino d’oro Edizioni, Il ragazzo dei seni di gomma (2012).
 

 

 

 

 

 

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Numeri di un declino, dati tratti da una recensione de Il corriere al libro SENZA SAPERE di Giovanni Solimine.

 

“Secondo Save the Children, più di 300 mila ragazzi di età inferiore ai 18 anni, residenti nelle regioni meridionali, non hanno mai fatto sport, non sono mai andati al cinema, non hanno mai aperto un libro o acceso un computer”

Nel 2011 la quota di italiani tra i 25 e i 64 anni con almeno il diploma di scuola secondaria superiore era del 56% rispetto a una media europea del 73,4%; e solo il 15% degli italiani adulti (25-64 anni) ha raggiunto un livello di istruzione universitaria, mentre nei Paesi Ocse il dato medio è più del doppio.

La spesa sulla cultura incide solo per lo 0,6% sulla spesa pubblica ed equivale a meno dell’1% del Pil (il che ci colloca al trentesimo posto in Europa).

Gli investimenti nell’istruzione superiore tra il 2008 e il 2012 sono diminuiti del 14%, proprio mentre in Germania, in Svezia e in Norvegia aumentavano di un quinto.

Questa è la scheda del libro  che documenta il triste sfascio:

 Giovanni Solimine, Senza sapere, Laterza

 

L’Italia sembra non rendersene conto: tutte le statistiche ci ricordano il basso livello di competenze degli studenti e della popolazione adulta, lo scarso numero di laureati e diplomati che il nostro invecchiato e gracile sistema produttivo non è capace di assorbire, la debole partecipazione dei nostri concittadini alla vita culturale.
Un paese povero di risorse materiali e in ritardo dovrebbe investire in formazione più degli altri paesi. Invece continua a non avere una politica della conoscenza, fondamentale per la costruzione del nostro futuro: gli investimenti in istruzione e ricerca ci costerebbero meno di quanto ci costa l’ignoranza. Questo è il paradosso di un’Italia senza sapere.

l’articolo di recensione al libro:

http://www.corriere.it/opinioni/14_giugno_24/pochi-fondi-cultura-destino-poverta-b4e64b7e-fba0-11e3-9def-b77a0fc0e6da.shtml

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“Il mito asburgico, lungi dal morire con la fine dell’Impero, sembra anzi avere iniziato con questa la sua più suggestiva e interessante stagione”, ha scritto Magris.

 

un grande romanzo sul disfacimento dell’impero asburgico, dopo la Prima Guerra Mondiale, vissuta negli occhi di questa dissoluzione l’ha sofferta:

“Che cosa mai era successo, com’era possibile che il mondo fosse cambiato a tal punto?” Un day after intriso di nostalgia, senso di sconfitta, difficoltà ad adattarsi alla nuova misera realtà, fatta di disoccupazione, povertà, sofferenza morale e fisica per le ferite ancora aperte del conflitto.

Chi frequenta la letteratura centro europea di inizio secolo sa quanto possa essere affascinante: questo testo cattura subito l’attenzione del lettore, portandolo in una situazione di attesa per gli sviluppi della storia, con una tensione narrativa che ricorda quello de LE BRACI di Marai.

 

Lo stendardo, Alexander Lernet Holenia, Adelphi

Traduzione di Elisabetta Dell’Anna Ciancia

 

Negli ultimi mesi della prima guerra mondiale, sul fronte balcanico ormai disfatto, nasce un amore fra l’alfiere Herbert Menis e la bella Resa Lang. Un amore travolgente, stendhaliano e hofmannsthaliano, che sembra fuori tempo, nello scenario di rovine ormai moderne in cui si situa – così come fuori tempo appare, nelle sue splendide uniformi, il reggimento di cavalleria a cui il protagonista appartiene. Ma è proprio quello scarto di tempi, quel rispecchiarsi e momentaneo confluire di mondi paralleli a dare a questo romanzo una vibrazione estrema, un’accensione esaltante, nella leggerezza e in una sorta di incosciente allegria come pure nella cupezza demoniaca. Pubblicato nel 1934, Lo stendardo, qui presentato in una nuova traduzione, rimane oggi, insieme alla Cripta dei Cappuccini di Joseph Roth, il grande messaggio di congedo della civiltà asburgica, stretto nelle mani di un alfiere della letteratura, come una logora e nobile insegna.

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«Mi chiesi se aspettassi ancora qualcosa. Mi parve di sì. Si aspetta sempre altro»

Se amate e conosce Bolano ricorderete certo il racconto Sensini, in Chiamate telefoniche: ispirato dall’incontro con Antonio di Benedetto, da lui giudicato uno dei migliori autori del continente sudamericano. Zama è un oscuro funzionario della corona spagnola di fine Settecento, relegato in un oscuro angolo dell’impero lontano dalla fama derivata dalle sue gesta, dalla moglie, dalla possibilità di essere trasferito in altro luogo, in attesa di un cambiamento destinato a non arrivare, vivendo un presente senza tempo intriso di segni di di disfacimento e morte…

 

Pubblicato per la prima volta nel 1956, questo romanzo viene considerato una sorta di spartiacque nel panorama letterario del Novecento argentino, capace di aprire la strada a grandi autori…Accostato a nomi importanti come Julio Cortazar, Ernesto Sabato, Alain Robbe Grillet, fu ammirato anche da Borges, che proprio per questo libro si sentì in dovere di esprimere una lettera di ringraziamento all’autore, riportata nella prefazione di questa edizione. La giunta militare che governò il Paese lo imprigionò e torturò.

 

Antonio Di Benedetto, ZAMA, Sur

 

Don Diego de Zama è un oscuro funzionario della corona spagnola di fine Settecento: relegato ad Asunción, in Paraguay, vive lontano dalla famiglia, appeso alla flebile speranza di una promozione per cui è disposto a tutto, ma che tarda ad arrivare. Da quell’angolo sperduto nell’immenso vicereame del Río de la Plata, dalla riva di un fiume che pare ai confini del mondo, Zama aspetta: le lettere della moglie Marta, notizie dalla Spagna, un nuovo amore, un’ultima occasione di redenzione. Pubblicato nel 1956, Zama è oggi considerato un romanzo spartiacque del Novecento argentino: ricostruendo un passato remoto e quasi sconosciuto, Di Benedetto crea una storia senza tempo.

Con una prefazione di Maria Nicola.

 

 

ecco  un brano di una intervista a Bolano: 

Nel racconto “Sensini” ( Chiamate Telefoniche) lei presenta una visione amara degli scrittori costretti a partecipare a concorsi per premi di quinta categoria.

‘ Questo racconto può essere letto in molti modi; il racconto parte dalla considerazione per cui, in un certo momento, decido di partecipare ad un concorso letterario per esigenze puramente economiche. Riesco a vincere la menzione per il terzo posto ma con enorme sorpresa mi rendo conto che una menzione speciale, ma non il primo premio, era stato vinto da Antonio di Benedetto, a mio parere uno dei più grandi scrittori latino americani. Dunque la prima cosa che mi domandai fu che cosa ci facesse Di Benedetto in competizione per uno dei tanti concorsi di provincia che, effettivamente sono abbastanza generosi in Spagna, ma che non dovrebbero significare nulla per uno scrittore del calibro di Di Benedetto. A quell’epoca infatti aveva già pubblicato Zama, uno dei migliori romanzi mai scritti in Argentina, oltre che numerosi altri libri di racconti pubblicati in Spagna e tradotti in molte lingue. In seguito lo incontrai anche in un altro concorso che, questa volta, vinse. Dunque il mio racconto parte dalla riflessione di come uno scrittore latino americano, con numerosi riconoscimenti, possa mettersi in competizione su campi di terza o quarta divisione. E la risposta è più limpida dell’acqua: evidentemente queste cose si fanno solo per soldi.

 

 

 

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la fascinosa Istanbul, anni ’30, descritta magistralmente: Nouchi è giovane, non bellissima, intenzionata a non sopportare più la misera dell’infanzia. E’ capace di far girare la testa agli uomini, senza mai concedersi fino in fondo: l’uomo che le è accanto ha ormai perso le illusioni, trascindandosi in un oscuro lavoro diplomatico per l’ambasciata francese, senza ambizioni e senza troppo denaro. Una cornice magnifica e una protagonista femminile di primordine per questo romanzo del sempre sublime Simenon!

English: Georges Simenon Português: Georges Si...

English: Georges Simenon Português: Georges Simenon, escritor belga, de língua francesa, autor de romances policiais (Photo credit: Wikipedia)

 

Georges Simenon,

I clienti di Avrenos, Adelphi

Traduzione di Federica Di Lella, Maria Laura Vanorio

 

Una città, Istanbul, ancora avvolta, all’ini­zio degli anni Trenta, da un’aura di eccitante depravazione. Una giovane donna, Nouchi, candidamente perversa, serafica­mente crudele, e capace di sedurre chiunque senza mai concedersi a nessuno. Un uomo non più giovanissimo, distinto ma squattrinato, che si è lasciato irretire, una sera, nel night-club dove Nouchi lavorava come entraîneuse, e che lei manovra a suo piacimento. Un gruppo di sfaccendati – artisti, giornalisti, uomini d’af­fari, nobili decaduti, viveur di mezza tacca -, che si ritrovano nel ristorante di Avrenos e passano le notti a bere raki e a fumare hashish, e che di Nouchi sono tutti più o meno innamorati. Se Emmanuel Carrère (che ne ha tratto una sceneggiatura televisiva) ha potuto dichiarare: «I clienti di Avrenos è un capolavoro», è soprattutto perché di personaggi femminili sconcertanti come Nouchi non se ne incontrano molti nei romanzi di Simenon – e non solo. Non ha ancora diciott’anni, non è particolarmente bella, ha una faccia irregolare e «due occhi penetranti come punte di spillo»; ed è ben decisa a non conoscere mai più la miseria e la fame che hanno segnato la sua infanzia viennese. A questo scopo giocherà tutte le sue carte – anche le più rischiose. Di I­stanbul, dove bisogna soltanto «accettare la vita come viene», abbandonandosi ai suoi perfidi incantesimi, Simenon fa la cornice perfetta per le trame ambiziose e svagate della sua incantevole, implacabile protagonista.

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