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Posts Tagged ‘recensioni libri’

 

 

«Mi chiesi se aspettassi ancora qualcosa. Mi parve di sì. Si aspetta sempre altro»

Se amate e conosce Bolano ricorderete certo il racconto Sensini, in Chiamate telefoniche: ispirato dall’incontro con Antonio di Benedetto, da lui giudicato uno dei migliori autori del continente sudamericano. Zama è un oscuro funzionario della corona spagnola di fine Settecento, relegato in un oscuro angolo dell’impero lontano dalla fama derivata dalle sue gesta, dalla moglie, dalla possibilità di essere trasferito in altro luogo, in attesa di un cambiamento destinato a non arrivare, vivendo un presente senza tempo intriso di segni di di disfacimento e morte…

 

Pubblicato per la prima volta nel 1956, questo romanzo viene considerato una sorta di spartiacque nel panorama letterario del Novecento argentino, capace di aprire la strada a grandi autori…Accostato a nomi importanti come Julio Cortazar, Ernesto Sabato, Alain Robbe Grillet, fu ammirato anche da Borges, che proprio per questo libro si sentì in dovere di esprimere una lettera di ringraziamento all’autore, riportata nella prefazione di questa edizione. La giunta militare che governò il Paese lo imprigionò e torturò.

 

Antonio Di Benedetto, ZAMA, Sur

 

Don Diego de Zama è un oscuro funzionario della corona spagnola di fine Settecento: relegato ad Asunción, in Paraguay, vive lontano dalla famiglia, appeso alla flebile speranza di una promozione per cui è disposto a tutto, ma che tarda ad arrivare. Da quell’angolo sperduto nell’immenso vicereame del Río de la Plata, dalla riva di un fiume che pare ai confini del mondo, Zama aspetta: le lettere della moglie Marta, notizie dalla Spagna, un nuovo amore, un’ultima occasione di redenzione. Pubblicato nel 1956, Zama è oggi considerato un romanzo spartiacque del Novecento argentino: ricostruendo un passato remoto e quasi sconosciuto, Di Benedetto crea una storia senza tempo.

Con una prefazione di Maria Nicola.

 

 

ecco  un brano di una intervista a Bolano: 

Nel racconto “Sensini” ( Chiamate Telefoniche) lei presenta una visione amara degli scrittori costretti a partecipare a concorsi per premi di quinta categoria.

‘ Questo racconto può essere letto in molti modi; il racconto parte dalla considerazione per cui, in un certo momento, decido di partecipare ad un concorso letterario per esigenze puramente economiche. Riesco a vincere la menzione per il terzo posto ma con enorme sorpresa mi rendo conto che una menzione speciale, ma non il primo premio, era stato vinto da Antonio di Benedetto, a mio parere uno dei più grandi scrittori latino americani. Dunque la prima cosa che mi domandai fu che cosa ci facesse Di Benedetto in competizione per uno dei tanti concorsi di provincia che, effettivamente sono abbastanza generosi in Spagna, ma che non dovrebbero significare nulla per uno scrittore del calibro di Di Benedetto. A quell’epoca infatti aveva già pubblicato Zama, uno dei migliori romanzi mai scritti in Argentina, oltre che numerosi altri libri di racconti pubblicati in Spagna e tradotti in molte lingue. In seguito lo incontrai anche in un altro concorso che, questa volta, vinse. Dunque il mio racconto parte dalla riflessione di come uno scrittore latino americano, con numerosi riconoscimenti, possa mettersi in competizione su campi di terza o quarta divisione. E la risposta è più limpida dell’acqua: evidentemente queste cose si fanno solo per soldi.

 

 

 

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la fascinosa Istanbul, anni ’30, descritta magistralmente: Nouchi è giovane, non bellissima, intenzionata a non sopportare più la misera dell’infanzia. E’ capace di far girare la testa agli uomini, senza mai concedersi fino in fondo: l’uomo che le è accanto ha ormai perso le illusioni, trascindandosi in un oscuro lavoro diplomatico per l’ambasciata francese, senza ambizioni e senza troppo denaro. Una cornice magnifica e una protagonista femminile di primordine per questo romanzo del sempre sublime Simenon!

English: Georges Simenon Português: Georges Si...

English: Georges Simenon Português: Georges Simenon, escritor belga, de língua francesa, autor de romances policiais (Photo credit: Wikipedia)

 

Georges Simenon,

I clienti di Avrenos, Adelphi

Traduzione di Federica Di Lella, Maria Laura Vanorio

 

Una città, Istanbul, ancora avvolta, all’ini­zio degli anni Trenta, da un’aura di eccitante depravazione. Una giovane donna, Nouchi, candidamente perversa, serafica­mente crudele, e capace di sedurre chiunque senza mai concedersi a nessuno. Un uomo non più giovanissimo, distinto ma squattrinato, che si è lasciato irretire, una sera, nel night-club dove Nouchi lavorava come entraîneuse, e che lei manovra a suo piacimento. Un gruppo di sfaccendati – artisti, giornalisti, uomini d’af­fari, nobili decaduti, viveur di mezza tacca -, che si ritrovano nel ristorante di Avrenos e passano le notti a bere raki e a fumare hashish, e che di Nouchi sono tutti più o meno innamorati. Se Emmanuel Carrère (che ne ha tratto una sceneggiatura televisiva) ha potuto dichiarare: «I clienti di Avrenos è un capolavoro», è soprattutto perché di personaggi femminili sconcertanti come Nouchi non se ne incontrano molti nei romanzi di Simenon – e non solo. Non ha ancora diciott’anni, non è particolarmente bella, ha una faccia irregolare e «due occhi penetranti come punte di spillo»; ed è ben decisa a non conoscere mai più la miseria e la fame che hanno segnato la sua infanzia viennese. A questo scopo giocherà tutte le sue carte – anche le più rischiose. Di I­stanbul, dove bisogna soltanto «accettare la vita come viene», abbandonandosi ai suoi perfidi incantesimi, Simenon fa la cornice perfetta per le trame ambiziose e svagate della sua incantevole, implacabile protagonista.

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Deutsch: Lesung am 14.04.2011 in München, Buch...

Deutsch: Lesung am 14.04.2011 in München, Buchhandlung Lehmkuhl (Photo credit: Wikipedia)



“Il passato è una creatura acquosa, ingannevole e disonesta”, Questa affermazione dell’autore ci fornisce una password importante per afferrare il senso del suo lavoro.

Mallarino è un uomo di 65 anni, è un celebre disegnatore satirico all’apice della gloria, ma sente vicino la vecchiaia e la perdita della memoria; vive isolato fuori dalla comunità che lo celebra e lo teme, lo adora e lo detesta. Ma la sua vita, quella della nazione in cui vive, ha forse qualche buco nero che nasconde qualcosa…

È a pagina 36 che troviamo il Vasquez che conosciamo: il protagonista riceve una lettera anonima, firmata da sedicenti PATRIOTI, ben informati sui movimenti della sua famiglia, e arrabbiati per una delle caustiche vignette disegnate. Da qui, la vicenda comincia davvero a sorprendere il lettore!

Vasquez è un signor autore, di gran stile e classe, che ci sa fare con la prosa e con la costruzione dei suoi romanzi: al centro della sua ricerca ritorna sempre il tema della storia, storia di Paesi e vicende dei singoli: qual’è la vera natura degli accadimenti? Chi ha diritto a scrivere la storia? i nostri ricordi modificano il passato?

JUAN GABRIEL VASQUEZ, LE REPUTAZIONI, FELTRINELLI
Trad E.Liverani 
“Che strana la memoria: ci consente di ricordare ciò che non abbiamo vissuto.”
Javier Mallarino, disegnatore satirico che per quarant’anni ha fustigato la classe politica colombiana, si appresta a ricevere l’omaggio alla carriera tributatogli proprio dal governo. È la celebrazione del suo potere assoluto, del privilegio di orientare il corso della storia filtrando le versioni ufficiali, di smascherare semplicemente attraverso la deformazione dei tratti somatici la vera natura e le reali intenzioni dei politici. Ma quando un ricordo del passato, troppo sbiadito per offrire certezza, si insinua nel tempo del racconto, Javier Mallarino si ritrova a fare i conti con una memoria fallace e fragile, tanto quanto lo è la costruzione della reputazione, con una storia da ricostruire, con l’inquietudine che anche il passato possa continuamente cambiare. Come la storia, che non è solo quella raccontata dal potere, ma anche quella che la letteratura sa far rivivere, insieme alle amare riflessioni sull’insolubile conflitto tra vita privata e immagine pubblica. 

LA SCHEDA DE STORIA SEGRETA DEL COSTAGUANA 

Nella Londra di inizio Novecento approda José Altamirano, in fuga dalla sua patria, una Colombia tragicamente segnata dagli eventi, e tormentato da un orribile segreto. Sebbene abbia già alle spalle una vita avventurosa e itinerante, il caso sembra avergli riservato un’altra grande sorpresa: l’incontro con il famoso romanziere Joseph Conrad. In vena di confidenze personali il primo, in cerca di idee per un nuovo romanzo l’altro, i due transfughi danno vita a un proficuo scambio che durerà il tempo di una notte ma che lascerà al protagonista la sensazione allucinante di aver perduto per sempre la propria vita.
In equilibrio tra storia e avventura, finzione e realtà, tragedia e farsa, crudeltà e tenerezza, Vásquez ci narra l’epopea di un paese e la rivoluzione che porta all’indipendenza Panama e il suo Canale. Un intreccio di storia del singolo individuo e di Grande Storia, quella che può rovesciare i destini di interi popoli e cambiare le coordinate di un continente e il cuore di un uomo.
I GIUDIZI 
“Quarant’anni dopo Gabriel Garcìa Màrquez, è nata una nuova generazione di scrittori colombiani.”
Andrea Montejo
“Una delle grandi rivelazioni degli ultimi anni.”
La Vanguardia
“Un’odissea dell’infelicità, l’incontro di due viaggiatori molto speciali, un’affascinante riflessione sulla storia del dolore che non ha posto nella Storia.”
Enrique Vila-Matas

una nostra recensione per IL RUMORE DELLE COSE CHE CADONO. 

Mario Vargas Llosa lo ha definito una delle voci più originali dell’America Latina: come dargli torto? Lo seguiamo da Gli informatori, tra i migliori libri del 2009 , e aspettavamo questa sua nuova fatica letteraria, la terza in Italia, dopo Storia naturale del Costaguana.
Vásquez dice che ci sono due ragioni per scrivere contro le dottrine dominanti, siano storiche, politiche o sociali: una letteraria e una filosofica. In noi si trova una questione essenziale: ‘Chi ha il diritto di raccontare la nostra storia?’ Molti gruppi – governo, lo stato, la chiesa, i media – sono soliti dirci che il nostro passato è stato in un certo modo. Ma la storia è un racconto e, pertanto, ha sempre un punto di partenza che nasce da un pregiudizio, e questo porta a creare una versione ufficiale della nostra storia. Per fortuna, esiste il narratore, che ha il diritto e il dovere di guardare al passato e di fornire un’altra versione dei fatti. Il potere della parola è tale da creare una sorta di “isola” capace di resistere alle pressioni del potere, e non ci resta davvero che concordare con le sue affermazioni!
Ne Il rumore delle cose che cadono Vasquez riprende la prosa limpida (riportiamo accostamenti a Graham Greene e a Joseph Conrad) e lo schema narrativo de Gli informatori: il racconto in prima persona del protagonista conduce a più ampi orizzonti, illuminando il passato di violenza della Colombia, insanguinata dal sangue sparso dal potere e da quello dei narcotrafficanti, scrutando nelle vite di chi è cresciuto come se tutto ciò fosse inevitabile, triste quotidiano corollario dell’esistenza.
Juan Gabriel Vasquez, Il rumore delle cose che cadono, Ponte alle grazie
Traduzione di Silvia Sichel
Non appena fa la conoscenza di Ricardo Laverde, il giovane Antonio Yammara intuisce che nel passato dell’uomo si nasconde un segreto, forse anche più d’uno. La curiosità si trasforma in vera ossessione il giorno in cui Ricardo viene assassinato sotto gli occhi di Antonio, che a sua volta rimane gravemente ferito. Spinto dallo spasmodico bisogno di andare al fondo di quella brutale esecuzione che ha segnato per sempre anche la sua esistenza, Antonio comincerà a scavare nella vita di Ricardo, portando alla luce un passato legato a filo doppio con il destino di un Paese intero: la Colombia d’inizio anni Settanta, alle prese con l’ascesa del narcotraffico.
Premiato nel 2011 con l’Alfaguara, Il rumore delle cose che cadono prende le mosse dalla breve vicenda di un’amicizia impossibile per restituire, sul fragile filo della memoria dei suoi protagonisti, la commovente storia di un amore e il drammatico affresco di una nazione segnata dalla violenza.

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Il padre Raimundo lo immaginava medico, rivoluzionario, filosofo: per questo lo chiamò con il nome importante con cui è conosciuto, Socrates. La vita del ragazzo prese una certa piega quando vide il padre bruciare certi libri, davanti a lui tredicenne: erano gli anni della dittuatura in Brasile, e avere in casa libri che parlavano di socialismo era assai sconsigliato.. Fu senza dubbio un calciatore atipico, lontano dagli allenamenti (doveva finire gli studi…), lontando dalla retorica calcistica, ma vicino alle sorti del suo Paese. Non per niente, rifiutò a lungo il trasferimento presso importanti club europei per combattere le cose che non andavano in patria. Questo libro è un vivissimo ritratto dell’uomo e delle sue battaglie, ricostruito “sul campo” grazie alle tante testimonianze raccolte da chi lo ha conosciuto. La storia di un uomo più grande della sua fortuna calcistica! (nb. L’editore è una vera e propria garanzia nello scegliere le storie di sport: Giorgio Terruzzi, Suite 200 – Pastonesi, Pantani era un Dio, e potremmo continuare a lungo )

 

Lorenzo Iervolino , Un giorno triste così felice, 66THAND2ND

 

 

Quando papà Raimundo scelse il nome del suo primogenito dalla “Repubblica” di Platone, già immaginava per lui un futuro importante. Da filosofo, da medico, o da rivoluzionario. E in effetti Sócrates Brasileiro è stato un po’ tutto questo, ma è passato alla storia come uno degli interpreti più originali dell’arte del “futebol”: per le sue caratteristiche fisiche e tecniche, e per quel modo di concepire il calcio più come un divertimento che una professione, “un microcosmo nel macrocosmo della società”. Non a caso, proprio attraverso il calcio il “Doutor” è stato l’artefice di un’esperienza unica nel mondo dello sport: l’ideazione di un laboratorio politico capace di contaminare un paese – il Brasile degli anni Ottanta – vessato da due decenni di dittatura militare. Un’ode all’autogestione chiamata Democrazia corinthiana. Lorenzo Iervolino ha ricostruito la voce di Sócrates, “un uomo dal cuore grande come una sala da ballo”, visitando le città in cui è cresciuto e si è affermato, parlando con i suoi familiari, gli ex compagni di squadra e gli amici di una vita. Senza trascurare l’amara esperienza italiana, ripercorsa attraverso le testimonianze di coloro che a Firenze lo hanno amato ma anche criticato.

 

SÛcrates, do Corinthians, comemorando gol.

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Con una parrucca in testa l’inquieta tredicenne Holly si trasforma e diventa Crystal, capace di lasciare la famiglia presso cui vive in affido per andare alla ricerca della madre da qualche parte in Irlanda, e di se stessa. Incontri particolari con gente comune nel suo percorso stradale la condurranno al nodo irrisolto che attanaglia il suo cuore. Un altro fantastico libro per young adults, narrato in prima persona, dall’autrice de I misteri del London Eye, in cui la musica gioca un ruolo importante( con tanto di colonna sonora riportata qui, da Julian Cope ad Annie Lennox: https://play.spotify.com/user/uovoneroedizioni/playlist/39upYq4e28sYXuRaRFNJBM?play=true&utm_source=open.spotify.com&utm_medium=open)

 

Il Siobhan Dowd Trust, fondazione che lavora per dare accesso alla lettura ai bambini svantaggiati,creata per omaggiare la memoria dell’autrice, morta di tumore qualche anno fa, riceverà i proventi della vendita del libro.

 

Siobhan Dowd, Crystal della strada, Uovonero

 

Holly Hogan ha tredici anni. Vive da tempo in un istituto per minori, sotto la tutela dei servizi sociali. Quando viene affidata a Fiona e Ray, una coppia senza -figli, il suo desiderio di fuggire per andare alla ricerca di sua madre in Irlanda diventa più forte che mai. Un giorno Holly trova casualmente, in casa dei suoi genitori adottivi, una parrucca bionda. Nasce così Crystal l’inarrestabile, la ragazza con tre o quattro anni di più, affascinante, scaltra e sicura di sé, quella capace di trasformare in realtà il sogno di una fuga alla ricerca delle radici, che diventa un fantastico viaggio nel passato e nella propria identità.

Crystal della strada presenta il ritratto intenso e vivace di un’adolescente alla coraggiosa ricerca di se stessa, fra rabbia e umorismo.

Un grande romanzo da una delle migliori narratrici inglesi degli ultimi anni, vincitrice della Carnegie Medal 2009 con La bambina dimenticata dal tempo e del Premio Andersen 2012 con Il mistero del London Eye.

 

 

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C’è qualcosa di meglio di un bel giallo con una grande figura di investigatore e con una ambientazione suggestiva come può esserlo quello della Bretagna, con le sue spiagge enormi e l’incanto del mare potente? Aggiungete un calibrato mix di omicidi, corruzione politica, e la minaccia dell’arrivo della madre del commissario, preoccupata per la condizione del suo bimbo esiliato in provincia dopo i fasti parigini…

 

 

 

Fidatevi ciecamente della letteratura per ragazzi che arriva dal nord, non abbiate timore: ne è una conferma questo adorabile romanzo che per certi aspetti fa il verso alle gesta di Pippi Calzelunghe: perché la protagonista mica resta indietro di molto in un confronto con quel magico personaggio in quanto a trovate, e il clima che si respira nel libroè quello di una serena infanzia nordica! Adorabile libro!

 

CUORE DI WAFFEL, MARIA PARR, BEISLER

 

 

Nella minuscola Baia di Martinfranta la vita del giovane Trille e della sua migliore amica Lena scorre al ritmo di avventure sempre nuove. Tutt’intorno l’irresistibile profumo delle cialde morbide appena sfornate e i dorati waffel della zia-nonna.

Trille e Lena ne combinano di tutti i colori come quella volta che costruirono una funicolare tra le loro case e Lena vi rimase appesa a tre metri d’altezza; o quando immaginarono di trasformarsi nella polena di un vascello pirata…

Per fortuna ci sono il nonno e la zia-nonna che li aiutano a cavarsi d’impiccio. Ma che succede quando accade qualcosa a cui nessuno può porre rimedio? Un libro travolgente che provoca emozioni forti, scritto con l’immaginazione vivace di una giovanissima e spensierata autrice norvegese.

 

Un libro scaldacuore, soffice e croccante

come uno spicchio di waffel, e dolce come

il cuore della nonna più buona del mondo.

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C’è qualcosa di meglio di un bel giallo con una grande figura di investigatore e con una ambientazione suggestiva come può esserlo quello della Bretagna, con le sue spiagge enormi e l’incanto del mare potente? Aggiungete un calibrato mix di omicidi, corruzione politica, e la minaccia dell’arrivo della madre del commissario, preoccupata per la condizione del suo bimbo esiliato in provincia dopo i fasti parigini…

 

 

 

Lunedì nero per il commissario Dupin

Ferryboat at the city of Concarneau. Brittany,...

Ferryboat at the city of Concarneau. Brittany, France. Italiano: Traghetto nella città di Concarneau. Bretagna, Francia. Español: Transbordador en la ciudad de Concarneau. Bretaña, Francia. (Photo credit: Wikipedia)

Jean-Luc Bannalec, Piemme

G. Cervo (Traduttore)

 

Isole Glénan: un arcipelago disteso come un miraggio al largo della ventosa Bretagna. Un paradiso di spiagge bianchissime nel Nord dell’Atlantico, dove un mattino di maggio vengono ritrovati a riva i cadaveri di tre uomini. Ignota l’identità, incerta la causa della morte. Il commissario Dupin, parigino fino al midollo spedito in quello che per lui è solo un angolo sperduto di Francia, non è esattamente un lupo di mare; e poi, se c’è una cosa che odia, è essere disturbato mentre fa colazione. Ma la notizia delle tre morti lo raggiunge a Concarneau, sulla terraferma, esattamente a metà della terza tazza di caffè bollente. E in un attimo quello che sembrava un normale lunedì diventa l’inizio di un incubo. Costretto ad affrontare le onde, arrivato a destinazione si rende conto di essere di fronte a un chiaro caso di omicidio premeditato. Perché, scoprirà presto, corruzione politica e affari sporchi ormai non risparmiano nemmeno quelle isole remote, con buona pace delle divinità che, come vuole la leggenda, le proteggono da tempo immemore. Come se non bastasse, Dupin sa di avere i giorni contati per risolvere il caso. Perché su di lui incombe un’altra minaccia: l’arrivo da Parigi di sua madre, che con perfetto tempismo ha deciso di fare visita al figlio “esiliato in provincia”. La settimana è appena cominciata, ed è tutta in salita.

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