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Daniel Alarcón

Image by Kanaka Menehune via Flickr

Sono poco più di cento pagine, ma condensano ottimamente l’esperienza di Lupo, cantore al servizio di un potente narcotrafficante. Non c’è una sola parola inutile, un solo personaggio di troppo nella corte che affianca il Re. Un libro dal tono lirico, che riesce perfettamente ad adattarsi alla cruda materia trattata.

La ballata del re di denari
    Herrera Yuri, La nuova Frontiera
Polvere e sole. Silenzi. Pochi spiccioli guadagnati per la strada offrendo rime in cambio di pietà. Perché Lupo ha un talento: sa come trasformare in musica ciò che vede. Un giorno incontra un Re, entra a far parte della sua corte e acquista un ruolo: diventa l’Artista. Canta corridos per il suo Signore e con la Bimba scopre l’amore che fino ad allora aveva conosciuto solo per sentito dire. Ma a poco a poco i suoi occhi si abituano allo sfarzo del Palazzo e iniziano a intravedere gli orrori e la corruzione che si celano dietro ai potenti facendo nascere in lui un profondo desiderio di libertà e indipendenza. Utilizzando lo stile caratteristico e affascinante della favola, Yuri Herrera mette a nudo i meccanismi che ordinano il mondo dei narcotrafficanti e ci regala una tragedia shakespeariana ambientata in Messico.

Yuri Herrera è nato ad Actopan, in Messico, nel 1970. Ha studiato Scienze Politiche in Messico e Letteratura negli Stati Uniti. Con il suo primo romanzo La ballata del re di denari ha vinto, nel 2003, il Premio Binacional de Novela “Border of words”, e nel 2009 in Spagna il premio “Otras voces, otros ambitos”, confermandosi come uno degli scrittori messicani più promettenti. Di prossima pubblicazione in Italia il suo secondo romanzo Segnali che precederanno la fine del mondo

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La storia riguarda molto le vicende del secondo novecento dell’America Latina, ma la sottile tristezza di cui è permeato il libro e il senso di frustrazione e inevitabilità per la guerra e la violenza che insanguinano il paese immaginario protagonista del testo, lo accostano anche idealmente ai toni orwelliani. L’esperienza vissuta in Perù dall’autore si è così distillata in un emozionante testo, con pagine davvero toccanti!

Daniel Alarcon, Radio città perduta, Einaudi

Norma è la voce più amata del paese: conduce Radio città perduta, un programma notturno in cui legge i nomi delle persone scomparse durante i dieci anni di guerra civile e repressioni governative che hanno diviso amici, amanti e famiglie. Anche quella di Norma: suo marito è uno dei desaparecidos e l’ha lasciata sola con lo smarrimento di chi non ha altro che la speranza, anche la più immotivata, per non cedere alla rassegnazione.
Victor ha undici anni ed è uno degli orfani creati dal conflitto: ha abbandonato la giungla e il suo villaggio per partecipare alla trasmissione di Norma.
Norma e Victor sembrano legati solo dal caso.
Ma forse non è così: forse a unire ciò che la dittatura dell’oblio ha diviso sarà la necessità della memoria. E una voce alla radio, nella notte

Daniel Alarcón è nato a Lima, in Perù, nel 1977, ma vive negli Stati Uniti. é stato inserito nei«21 migliori giovani scrittori americani» dalla rivista «Granta» e tra i «20 migliori under 40» dal «New Yorker». Radio città perduta, il suo primo romanzo, è stato pubblicato da Einaudi nel 2011.

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