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Archive for the ‘le news dal mondo del libro’ Category

 

 

sshhh, arriva in libreria un premio Nobel con i fiocchi: dall’Islanda, Halldor Laxness con un intrigante inedito, LA CAMPANA D’ISLANDA, IPERBOREA. Il concerto dei pesci, Gente indipendente, capolavori in grado di svelarci il volto del suo Paese.
 
 
Il romanzo capolavoro – fino a oggi inedito in Italia – del premio Nobel islandese Halldór Laxness, considerato da molti scrittori d’eccezione come Susan Sontag, Juan Rulfo, Antonia Byatt, Alice Munro e Jonathan Franzen, uno dei più grandi maestri del Novecento.
 
È il periodo più buio della storia d’Islanda, soggiogata dal regno danese e martoriata dalle carestie, quando un giorno d’estate di fine Seicento il boia del re, su ordine di Copenaghen, porta via l’antica campana di Þingvellir, che da sempre veglia sulle assemblee dell’Alþingi e sulla vita della nazione, e poi viene trovato morto. Comincia così la picaresca avventura del contadino Jón Hreggviðsson, povero diavolo e irriducibile canaglia, zotico e poeta abituato ad affrontare ogni avversità declamando versi arguti e rievocando le gesta dei suoi avi vichinghi, che si ritrova accusato di omicidio. Pedina di una partita fra intrighi politici e ideali più grandi di lui, Jón intreccia la sua sorte a quella dell’amore impossibile tra la bellissima Snæfríður «Sole d’Islanda» e l’erudito Arnas Arnæus: lei ambita figlia di un potente eppure inafferrabile ribelle, con l’indole femminista delle eroine delle saghe, pronta a cadere in disgrazia pur di decidere per se stessa; lui votato alla missione di raccogliere tutti i preziosi manoscritti dell’età antica, preservando la poesia con cui il suo popolo riscatterà l’onore perduto. Il genio narrativo di Laxness racconta l’anima di un Paese e la sua lunga lotta per l’indipendenza attraverso questi tre indomiti, memorabili personaggi, accomunati da un’ostinazione cieca, a un tempo epica e grottesca, che li eleva a grandi eroi tragicomici. Combinando humour e pathos romantico in una vivida ricostruzione storica che a tratti si popola di orchesse e rune magiche e si colora di leggenda, La campana d’Islanda è il romanzo-monumento di una nazione, considerato tra i capolavori della letteratura nordica del Novecento.
 
Prima edizione: Giugno 2019
pp. 608
Nazione: Islanda
Traduzione di: Alessandro Storti
Postfazione di: Alessandro Storti
Collana: Narrativa
Numero di collana: 306
ISBN: 9788870916065
Prezzo di copertina: € 19,50
 

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Già, Vanni Santoni nel pomeriggio di Martedì stava lavorandoci, in attesa di dare il via alla presentazione in Atlantide. La Classifica dei libri di qualità di cui è uno dei promotori. Eccola qui, pronta, realizzata grazie al lavoro di un buon numero di critici, scrittrici, scrittori, riviste letterarie, librerie indipendenti, giornalisti culturali, editor e altri operatori del settore. Tre le categorie, Narrativa, Saggistica, e Poesia, i migliori libri pubblicati tra il primo febbraio e il 30 aprile 2019.
Potete scoprire le tre classifiche qui. (Ps. acquistate i libri in una libreria indipendente, però)
 

Pubblichiamo la classifica di qualità dei libri usciti tra il 1° febbraio 2019 e il 30 aprile 2019.

 
Narrativa
 
1) Claudia Durastanti, La straniera, La nave di Teseo
 
2) Filippo Tuena, Le galanti, Il Saggiatore
 
3) Francesco Pecoraro, Lo Stradone, Ponte alle Grazie
 
4) Andrea Zandomeneghi, Il giorno della nutria, Tunué
 
5) Fabio Bacà, Benevolenza cosmica, Adelphi
segue sul sito

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Il più clamoroso “triplete” nel mondo dei premi letterari. Per tre anni di fila N.K.Jemisin si è aggiudicata i premi Hugo (insieme ad un discreto numero di altri riconoscimenti) con la sua sua trilogia The broken earth: la solidità della sua scrittura e delle sue trame l’hanno accostata ad Ursula Le Guin. Jemisin ha cominciato a scrivere libri a dieci anni, si è fatta strada con il suo blog, ed è una nota opinionista del mondo culturale afro-americano. Ecco dunque il primo capitolo, pubblicato da Mondadori, nella collana Oscar Fantastica: con un inizio archetipo, il dolore della madre per la perdita del figlio.

 

“«Un’opera di grande ambizione, narrata da punti di vista alternati la cui complessità non si manifesta compiutamente se non nella parte finale del romanzo. Questo nuovo lavoro di N. K. Jemisin si iscrive in un processo lento ma definito di cambiamento della narrativa fantasy e di fantascienza.»” Guardian

 

https://www.oscarmondadori.it/libri/la-quinta-stagione-la-terra-spezzata-libro-1-n-k-jemisin/ 

 

LA QUINTA STAGIONE, tradotto da A.Mantovani

Non è da tutti sovvertire un genere letterario. Dargli un nuovo inizio da cui non si potrà più prescindere. N. K. Jemisin ci è riuscita, con la narrativa fantastica» – Valerio Evangelisti

 

 

Ciò che devi raccontare è questo: la fine di una storia è solo l’inizio di un’altra. È già accaduto, dopo tutto. La gente muore. I vecchi ordini passano. Nascono nuove società. Quando diciamo: “È la fine del mondo”, di solito è una bugia, perché in realtà il pianeta sta bene. Ma è così che finisce il mondo. È così che finisce il mondo. È così che finisce il mondo. Per l’ultima volta

L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.

 

 

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Tabucchi, Vittorini, Moravia, Morante, Deledda, Ortese, e molti altri. Jumpha Lahiri ha selezionato i migliori racconti italiani del Novecento.
 
A cosa serve, poi, la letteratura» si chiede Jhumpa Lahiri «se non ad accogliere chiunque abbia la curiosità e la voglia di affrontarla?»
Questa raccolta è frutto di un’immersione appassionata nella nostra letteratura contemporanea, in particolare in una tradizione radicata, quella del racconto, che ci ha consegnato risultati straordinari, unici. Spinta dall’amore per la lingua italiana, indissolubilmente legato alla sua identità di scrittrice e di studiosa, Jhumpa Lahiri ha dato vita a un’antologia personale, di forte valore autoriale, che riunisce una grande varietà di temi e di stili. Il suo approccio dinamico e vivo nasce da un atteggiamento di scoperta e riscoperta, da un’attenzione alle voci femminili, agli autori trascurati e a quelli che hanno interpretato con virtuosismo la forma breve. A nomi indiscutibili e tuttora presenti nel nostro panorama se ne accostano altri rilevanti ma che sembrano quasi usciti dal discorso letterario, fino a vere e proprie riproposte. Poeti, giornalisti, artisti, musicisti, insegnanti, scienziati, traduttori: gli scrittori che abitano queste pagine rappresentano tante sfaccettature della società italiana, raccontando, con le loro voci originali, paesaggi, emozioni, eventi diversi. Ne esce un libro raro e affascinante rivolto a un’ampia gamma di lettori. «A cosa serve, poi, la letteratura» si chiede Jhumpa Lahiri «se non ad accogliere chiunque abbia la curiosità e la voglia di affrontarla?»

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Fiori sopra l’inferno è stato il thriller italiano più gradito dai lettori di Atlantide dell’intero 2018. Dietro l’angolo sta Ninfa dormiente, da Ilaria Tuti. Dal 27 maggio.
i chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.
Dopo Fiori sopra l’inferno – l’esordio italiano del 2018 più amato dai lettori – torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l’ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili. Tornano soprattutto il talento, l’immaginazione e la scrittura piena di grazia di una grande autrice.

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Il segreto della Cavallina storna. Un’altra verità sull’omicidio Pascoli, Maurizio Garuti, Minerva edizioni
 
L’assassinio di Ruggero, fattore del principe Torlonia e padre di Giovanni Pascoli, è il giallo più indagato e meno risolto della letteratura italiana. Tre processi non sono bastati a individuare i colpevoli. Ora una confessione, filtrata segretamente da una generazione all’altra in seno a una famiglia di Savignano sul Rubicone, getta una luce nuova e forse risolutiva sul delitto.
 
Maurizio Garuti raccoglie questa confessione e costruisce un racconto appassionante che riunisce il ritmo del giallo e lo spessore del romanzo di formazione.
 
Siamo nel 1958, in Romagna, in un mondo contadino che sta per essere spazzato via dai tempi nuovi. Un bambino di 11 anni ascolta i discorsi degli anziani nella stalla e carpisce brandelli di una verità sconvolgente, che rovescia ciò che abbiamo imparato a scuola e che abbiamo sempre creduto.

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Non è una cattiva notizia il fatto che nel 2019 l’inverno stia per arrivare il 6 giugno. Perché quella è la data di uscita del secondo libro dedicato al ciclo delle stagioni, di Ali Smith. Dopo Autunno, tra i libri più amati nel 2017 dai nostri lettori. Ah, anche dai librai. Aspettiamo dunque l’INVERNO.
 
La scheda di AUTUNNO, edito Sur, tradotto da Federica Aceto
Elisabeth, ricercatrice trentenne presso l’università di Londra, torna nella cittadina di provincia dove abita la madre per stare accanto a un vecchio vicino di casa, Daniel, centouno anni, che trascorre in uno stato di sonno profondo quelli che sono forse i suoi ultimi giorni di vita; malgrado la differenza di età i due sono stati a lungo legati da un’amicizia strettissima, che si è bruscamente interrotta anni prima e di cui Elisabeth, al capezzale di Daniel, cerca di riannodare i fili. Fuori da quella stanza c’è poi un paese traumatizzato dal voto sulla Brexit, percorso dalla paura e dall’intolleranza; ma anche una donna di mezza età, la madre di Elisabeth, che grazie a una comparsata in un reality show trova l’amore dove non avrebbe mai immaginato di cercarlo.
Primo romanzo di una tetralogia ispirata alle quattro stagioni, Autunno è costruito come un caleidoscopio di aneddoti, visioni, ricordi che ci fanno entrare in maniera sempre più intensa nella vita dei suoi personaggi. Lucidissimo nel ritrarre una società in crisi, e al tempo stesso carico di compassione e di speranza, è una meditazione sull’incontro con il diverso e sul potere trasformativo della creatività umana; un romanzo dalla voce ammaliante, ricca di echi letterari ma anche capace di parlare in maniera diretta alla nostra inquieta contemporaneità.

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