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Archive for the ‘le news dal mondo del libro’ Category

Anticipazioni, ecco Un amore esemplare,da Daniel Pennac, con Florence Cestac, il primo graphic novel della collana Feltrinelli Comics, dal 25 gennaio in libreria.
 
 
Quando era ancora un bambino, Daniel Pennac passava le vacanze a La Colle-sur-Loup, in Costa Azzurra. Sole, piante di fichi e un gran pergolato sotto il quale si gioca alla pétanque. Qui, con suo fratello Bernard, incontra per la prima volta Jean e Germaine: lui, alto e calvo, tipo airone; lei, magra, rosea e felice. Sempre di buon umore, due che intrigano per la loro gioia di vivere. Niente bambini, niente lavoro, Jean e Germaine vivono il loro amore senza intermediari, un amore sedentario, un amore esemplare.
Come spiega nell’introduzione, Pennac si è chiesto a lungo come raccontare questa storia d’amore per la vita e per i libri, così meravigliosa da sembrare inventata. Dubitava che un romanzo o un film potessero restituire Jean e Germaine come erano veramente. E poi ha pensato a Florence Cestac e alla sua impareggiabile capacità di raffigurare le persone come sono nella vita. E si sono dati appuntamento in un caffè parigino…
 
“Trovavo che Jean e Germaine meritassero qualcosa di meglio delle parole.” Daniel Pennac

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si presenta bene il 2018 con la super luna e con la nuova edizione delle Lettere di Tolkien!

 

Lettere 1914 – 1973, Bompiani, a cura di L. Gammarelli
 
 
È probabile che non scriverò mai una biografia ordinata: sarebbe contrario alla mia natura, che si esprime sulle cose sentite più profondamente tramite i racconti e il mito; ma qualcuno che mi sia vicino dovrebbe sapere qualcosa su quello che i documenti non documentano»
(da una lettera al figlio Christopher)
 
In queste lettere emergono vividi tutti gli aspetti della vita di J.R.R. Tolkien: professore attento, filologo meticoloso, scrittore disponibile con i lettori e sprezzante con i critici, geniale inventore di lingue, padre presente e preoccupato, marito devoto e nipote affettuoso. Creatore di una mitologia e di storie che appassionano lettori di tutto il mondo, ma anche uomo del suo tempo, che viveva e frequentemente commentava la realtà che lo circondava: dall’ascesa del nazismo in Germania alla Seconda guerra mondiale, dagli accordi di Yalta alla bomba atomica, i suoi giudizi, spesso velati da riferimenti alle sue storie, sono sempre acuti e interessanti. Una lettura imprescindibile per gli studiosi e sorprendente per i lettori dei suoi libri.

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si scende ancora… A sorpresa, la fascia di popolazione che legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni, ricordiamo che l’indagine esclude le letture scolastiche dal conteggio. Leggono complessivamente di più le donne degli uomini, e questo non è una sorpresa. Dobbiamo rassegnarci a vedere scendere ancora questi dati?
Dobbiamo rassegnarci ad essere una nazione di ignoranti?
Ricordiamo che in Francia il numero dei lettori di almeno un libro all’anno è più del doppio ormai di quello italiano..
 
i dati completi li trovate qui:

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grandissimo cantore del Giappone in via di cambiamento, quello dei primi decenni del secolo scorso, NATSUME SOSEKI è il concentrato della miglior letteratura giapponese, con la sua prosa cristallina, precisa e incisiva, con i suoi magnifici personaggi che si confrontano con il mondo, con il loro divenire in un universo che cambia . Compito dei librai è segnalare tra i tanti quei libri meritevoli di restare sugli scaffali, e questo autore di certo ne ha regalati tanti ai lettori.
 
 
 
Raffiche d’autunno, Natsume Soseki, Lindau
tradotto da Laura Testaverde
 
Dopo aver lavorato per sette anni come professore in una scuola media, Shirai Dōya ha abbandonato l’insegnamento per dedicarsi completamente alla scrittura, attraverso la quale intende trasmettere quanto ha appreso dalla vita e dallo studio e, soprattutto, diffondere la morale che ha scelto come fondamento della propria esistenza.
Nakano Kiichi e Takayanagi Shūsaku, appena laureati in lettere, sono amici da anni, nonostante le differenze di posizione sociale, di prospettive per il futuro e d’idee.
 
Attraverso l’incontro dei tre personaggi, la maestria di Natsume Sōseki ci restituisce il clima intellettuale di un periodo fondamentale per la nascita del Giappone moderno. Sono già trascorsi quarant’anni dalla caduta del regime degli shōgun Tokugawa, che aveva a lungo tenuto il Paese quasi del tutto isolato dal resto del mondo. In una parte dell’intellighenzia, che pure aveva salutato con favore l’apertura all’Occidente, l’entusiasmo o anche la semplice curiosità per le novità straniere cedono il passo a un atteggiamento maggiormente critico e alla rivalutazione della cultura nazionale.
 
Le puntuali e suggestive descrizioni di Sōseki permettono alla nostra immaginazione di muoversi tra le strade della Tōkyō di allora, così diversa da quella dei giorni nostri, mentre le parole dei suoi personaggi ci fanno respirare l’atmosfera di quel tempo. Con il tono distaccatamente ironico, eppure coinvolgente, che caratterizza la sua prosa, Sōseki parlava ai giovani che vivevano quella straordinaria rivoluzione culturale, ma parla anche a noi, invitandoci a riflettere sull’importanza di avere punti di riferimento in un’epoca di crisi.

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strepitoso ritorno, il CODICE OVVIO di Munari, nuova edizione per CORRAINI, anastatica di quella Einaudi del ’71. Piatto ghiotto!
 
la scheda del libro
 
“Il libro è nato con estrema semplicità: dalla constatazione che, fra tante monografie, volumi panoramici e riassuntivi, proprio di Munari su Munari mancava una informazione dettagliata e in qualche modo precisa”. Pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1971 con una prefazione di Paolo Fossati, Codice ovvio è il volume attraverso il quale Bruno Munari decide di mettere insieme i diversi tasselli della sua poliedrica produzione come artista, grafico, scrittore e progettista. Un’autoantologia dinamica che ci restituisce un’immagine più chiara della sua complessa creatività. Codice ovvio è un percorso che ne racchiude tanti e tratteggia quell’universo munariano fatto di parole, disegni, progetti e sperimentazione: un’opera che inquadra un artista che rifiuta le etichette, sensibile alle urgenze artistiche e culturali del suo tempo e profetico nell’interpretare tensioni e sentire futuri. L’edizione che Corraini pubblica è un’ anastatica a quella originale del 1971, pubblicata all’interno della collana Einaudi Letteratura, riprendendone in maniera fedele anche la copertina. A fornirci la chiave di lettura indispensabile per avvicinarci a Codice ovvio è il testo critico – già presente nella storica prima edizione – di Paolo Fossati, studioso e critico d’arte, docente e dirigente einaudiano. Si tratta di un libro che, come sottolinea Fossati, non è un catalogo di quanto creato dall’artista, ma piuttosto una forte dichiarazione poetica dello stesso, una traccia di quanto fatto fino a quel momento, un appunto che sapesse raccontare senza spiegare cosa fosse per lui l’arte, e il suo modo di sperimentarla. “Non un libro su Munari, ma di Munari”.

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torna J.K.Rowling : Salani pubblica il discorso tenuto in occasione del conferimento della laurea ad Harward. In libreria dal 20 novembre, per conoscere il pensiero sempre interessante di una persona di grande spessore.
 
 
“Avere il coraggio di fallire – ha detto Rowling – è fondamentale per una buona vita, proprio come ogni altro traguardo considerato di successo. Immaginare se stessi al posto degli altri, soprattutto dei meno fortunati, è una capacità unica dell’essere umano e va coltivata a ogni costo”.
BUONA VITA A TUTTI, SALANI
“Non abbiamo bisogno della magia per trasformare il mondo; dentro di noi possediamo già tutto il potere di cui abbiamo bisogno: è il potere di immaginare un mondo migliore”. Questa è la frase pronunciata da J.K. Rowling, l’ideatrice della saga magica più nota e celebrata di tutti i tempi, davanti ai laureandi di Harvard nel 2008. Una frase spiazzante, foriera di speranze, densa di significati. Il discorso integrale, dal quale è stata estrapolata, è ora disponibile nella traduzione italiana in “Buona vita a tutti”. Un testo scritto per ispirare, ricco di consigli, riflessioni e saggezza. Parole, come ha confermato la preside di Harvard Catharine Drew Gilpin Faust, capaci di interrogare le persone a distanza di anni. La creatrice di Harry Potter ha dimostrato ancora una volta la sua indiscussa abilità di scrittrice ed anche una profonda umanità. La sua carriera, la scelta del percorso di studi e il senso da dare ai fallimenti della vita sono i punti cardine di questa breve conferenza. Una delle autrici più amate di sempre tornerà in veste di oratore ad ispirare ed emozionare nuovamente i lettori con “Buona vita a tutti”.

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Un nuovo progetto editoriale, incentrato sull’opera del Nobel Isaac B.  Singer, dare nuova vita ai suoi capolavori, con nuove traduzioni, pubblicazioni di testi inediti. Ecco così per Adelphi Keyla la rossa, pubblicato a puntate su un bisettimanale in Yiddish a New York,  tra il ’76 e il ’77 La traduzione in inglese è del 1978, non fu però mai pubblicata,  e questa versione in lingua italiana è il frutto di un ampio lavoro basato su queste due versioni, sulle note autografe lasciate dall’autore ai margini del testo.

 

 

https://www.adelphi.it/libro/9788845932083

 

 

I.B. Singer,

Keyla la Rossa, Adelphi

A cura di Elisabetta Zevi

Traduzione di Marina Morpurgo

Biblioteca Adelphi

 

«Capitava di rado che una femmina già passata per tre bordelli si sposasse … Era un segno del cielo inviato a tutte le puttane di Varsavia: non dovevano perdere la speranza, l’amore avrebbe continuato a governare il mondo». Ed è proprio l’amore la sostanza incandescente di questo romanzo: l’amore-passione, quello che non lascia scampo, quello che può indurre alla follia. A Keyla la Rossa nessuno resiste: né Yarme – un seducente avanzo di galera –, né il giovane e fervido Bunem – che pure era destinato a diventare rabbino come suo padre –, né l’ambiguo Max. Se questo magnifico libro è rimasto praticamente inedito fino a oggi, è forse perché Singer esitava a mettere sotto gli occhi dei lettori goy il «lato oscuro» di quella via Krochmalna da lui resa un luogo letterariamente mitico. In Keyla la Rossa si parla infatti in modo esplicito di due argomenti tabù: la tratta, a opera di malavitosi ebrei, di ragazze giovanissime, che dagli shtetl dell’Europa orientale venivano mandate a prostituirsi in Sudamerica, e l’ignominia di un ebreo che va a letto sia con donne che con uomini. Alle turbinose vicende dei quattro protagonisti (e dei numerosi, pittoreschi comprimari) fa da sfondo, all’inizio, la vita brulicante, ardente, odorante e maleodorante del ghetto in cui era confinata, in condizioni di estrema miseria, la comunità ebraica di Varsavia, e poi quella, non meno miserabile e caotica, delle strade di New York in cui si ammassavano gli emigrati nei primi decenni del secolo scorso: affreschi possenti, che non a caso molti hanno accostato a quelli ottocenteschi di Dickens e Dostoevskij.

 

 

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