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Posts Tagged ‘al tavolo del cappellaio matto’

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Alberto Manguel è un grande amante dei libri e della lettura. Nella libreria di Buenos Aires in cui ha lavorato ha conosciuto Jorge Luis Borges, Silvina Ocampo, Marco Denevi, Adolfo Bioy Casares. E ascoltare le loro parole ci risulta essere più interessante delle dichiarazioni di Calderoli, per esempio.
Il suo amore per i libri e la sua conoscenza enciclopedica traspare nelle sue opere, immancabili per un vero bibliofilo. La sua ultima fatica è stata appena edita da Archinto (ma sta per arrivare una vera e propria chicca, la riedizione del Dizionario dei luoghi fantastici del romanzo realizzato insieme a Gianni Guadalupi). Saggi illuminanti e gustosissimi da assaporare sul libro e sulla lettura, con un accenno particolare a quella vena di follia trasversale che passa dalla vita reale a quella di carta. E pagine speciali su quello che possiamo chiamare “il lettore ideale”

Alberto Manguel, Al tavolo del cappellaio matto, Archinto
Illustrazioni di John Tenniel
Traduzione di Ilaria Rizzato e Barbara Cavallero

Il filo conduttore di questa raccolta di saggi è la follia, protagonista in ogni epoca non solo della finzione artistica, ma anche della vita reale. Manguel ci presenta un mosaico di personaggi letterari e storici, di artisti e di opere che attingono alla fonte della pazzia per sfidare, nel bene e nel male, regole e istituzioni. Così, le atmosfere oniriche di Alice nel Paese delle Meraviglie si fondono con la cruda realtà delle guerre presenti e passate, la caotica genialità di Gaudí con i vividi paesaggi di van Gogh, le oscure visioni di Stevenson con la limpida razionalità di Conan Doyle. Con spirito ed erudizione, l’autore ci accompagna in un nuovo viaggio nel mutevole mondo della cultura, in cui il delirio è elevato a sistema, invitandoci a interpretare criticamente la selva di segni e di testi che ci circonda per non cedere del tutto alla follia.
Il LETTORE IDEALE lo trovate qui:
http://lettoreideale.wordpress.com/
Il lettore ideale è lo scrittore appena prima che le parole prendano forma sulla pagina.

Il lettore ideale esiste nel momento che precede la creazione. Il lettore ideale non ricostruisce una storia: la ricrea. Il lettore ideale non segue una storia: vi prende parte.

Nel chiudere un libro, il lettore ideale sente che, se non l’avesse letto, il mondo sarebbe più povero.

Il lettore ideale condivide l’etica di Don Chisciotte. Il desiderio di Madame Bovary, la lascivia delle donna di Bath, lo spirito d’avventura di Ulisse, la tempra di Holden Caufield almeno per la durata del racconto.
Per il lettore ideale, è possibile leggere ogni libro, in certa misura, coma la propria autobiografia.

Il lettore ideale ha una capacità di oblio illimitata. Può bandire dalla memoria che il Dottor Jeckill e Mister Hyde sono la stessa persona, che a Julian Sorel verrà tagliata la testa, che il nome dell’assassino di Roger Ackroyd è Tal dei Tali.

Il lettore ideale giudica un libro dalla copertina.

Il lettore ideale non si preoccupa degli anacronismi, della veridicità documentale, dell’esattezza storica, della precisione topografica.
Il lettore ideale non è un archeologo.

Il lettore ideale fa proseliti.

Il lettore ideale deve essere disposto non solo a sospendre l’incredulità, ma ad abbracciare una nuova fede.

Il lettore ideale non esaurisce mai la geografia di un libro.

I lettori ideali cambiano con l’età. Il lettore idealequattordicenne delle ” Venti Canzoni d’Amore” di Neruda non ne è più il lettore ideale a trent’anni.

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