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Posts Tagged ‘Alan Furst’

“I always worry I’ve probably written one too many Bernie Gunther books.” Scrive Philip Kerr, riflettendo sulle avventure del poliziotto Tedesco protagonista dei suoi libri. Ma i lettori non la pensano certo allo stesso modo!

Il lavoro di poliziotto si basa su alcuni principi morali ben chiari, l’attività di contrastare il male e far trionfare il bene. Ma cosa succede se il male è al potere, e le regole del gioco sono quelle imposte da tali esponenti? Questa è la condizione di Bernie Gunther, Commissario della Polizia Criminale tedesca negli anni della dittatura nazista. Philip Kerr lo ha seguito nelle sue opere negli anni Trenta (quella che era partita come una trilogia si è ampliata, grazie alle pressanti richieste dei lettori) e durante il periodo successivo della Seconda Guerra Mondiale, lungo l’Europa insanguinata. Ancora una volta, giunti alla ottava avventura i lettori non resteranno delusi dalla penna sopraffina di Philip Kerr, alle prese con un thriller che si nutre dei fumi della storia, e che ben rispecchia quegli abissi da cui emerge la figura del suo eroe. Questa volta dovrà vedersela con Reynard Heydrich, il braccio destro di Himmler, “il macellaio di Praga”, “la Bestia bionda”, e responsabile fra gli altri delitti di avere tenuto il 20 gennaio del 1942 a Wansee la conferenza   che pianificò la “Soluzione Finale” degli ebrei.

PHILIP KERR, LA NOTTE DI PRAGA, PIEMME 

Se scruti a lungo l’abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te. Queste parole, nell’autunno 1941, Bernie Gunther se le sente cucite addosso, e non tanto per la frequentazione pressoché quotidiana con il Male a cui lo obbliga il suo ruolo di commissario della Polizia Criminale, la Kripo. In quegli anni di guerra, costretto ad arruolarsi nei Servizi segreti delle SS sul fronte orientale, Gunther è stato la mano stessa del Male, di quel terrore perpetrato con rigore clinico e sistematico dal regime di cui è servitore suo malgrado.Rientrato a Berlino, una città a cui razionamenti, blackout e bombe hanno ormai cambiato i connotati, è quasi un sollievo per lui tornare a occuparsi di casi di omicidio: distrazioni momentanee dal senso di colpa che lo consuma. Di lì a poco però, ancora una volta, dovrà abbandonare tutto su ordine di Reinhard Heydrich: il gerarca nazista già suo superiore nei Servizi segreti. Un uomo che Gunther sperava di non dover rivedere, ma al quale è impossibile dire no se non firmando la propria condanna a morte.Il generale Heydrich lo invita a Praga, al grande ricevimento organizzato per celebrare la sua recente nomina a governatore del Protettorato di Boemia e Moravia. Ma l’elegante cornice si trasforma inaspettatamente in una scena del crimine quando, in una stanza chiusa a chiave dall’interno, un aiutante del generale viene ritrovato ucciso. Approfittando della presenza di Gunther, il miglior investigatore sulla piazza, proprio a lui viene affidata la risoluzione di quell’enigma da manuale. Sarà il caso più difficile della sua carriera. Perché in ballo c’è molto più della verità: c’è la reputazione di Heydrich, un uomo che non ama perdere la faccia.

Reynard Heydrich è protagonista anche di un altro esaltante romanzo:

Laurent Binet, HHH Il cervello di Himmler si chiama Heydrich, Einaudi

La storia che viene qui raccontata è una storia nota. Apparentemente nota: l’attentato a Heydrich del 27 maggio 1942.

In realtà, la sensazione è quella di leggerla per la prima volta, in tutta la sua trascinante forza narrativa e nella sua drammatica verità documentaria.

Il primo protagonista della storia è Reynard Heydrich, il braccio destro di Himmler, l’ideatore, nel gennaio del 1942, della Soluzione finale, lo sterminio sistematico degli ebrei. Heydrich è il gerarca più spietato del Terzo Reich, il macellaio di Praga, la bestia bionda. L’uomo dall’infanzia problematica, segnata da due traumi: da una parte la voce stridula e l’aspetto effeminato che gli valsero l’appellativo di capra, e dall’altra il mistero di una presenza ebraica all’interno della propria famiglia. Ben presto il giovane Heydrich comincia a trasformarsi nell’incarnazione dell’uomo ariano, ammirato da Hitler per la ferocia e per l’efficacia delle sue azioni. In una rapida ascesa politica Heydrich arriva al vertice del Protettorato di Boemia e Moravia, dove si dedica allo sterminio degli ebrei e di tutti gli oppositori al regime. Ma da Londra, la città in cui il governo ceco è stato esiliato, parte contro di lui l’offensiva della Resistenza che culminerà nell’Operazione Antropoide, cuore del libro.

I protagonisti indiscussi diventano allora due: i paracadutisti Jozef Gabcìk e Jan Kubis?, uno slovacco e l’altro ceco, ai quali viene affidato l’incarico dell’esecuzione.

In un racconto trascinante, di grande forza visiva, si segue la vita dei due uomini dal reclutamento, all’addestramento, al viaggio a bordo di un Halifax, alla meticolosa preparazione dell’agguato di via Holesovice, quando faranno la loro comparsa altri personaggi, di cui uno sarà il traditore.

HHhH riesce nella magica alchimia di mescolare, con sicurezza e coraggio, la suspense e il tormento della scrittura senza mai allontanarsi dalla verità storica e dalla memoria.

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La ricostruzione storica è intensa e coinvolgente, ma l’interesse del romanzo e la sua grande riuscita stanno nel modo in cui Laurent Binet accompagna lo svolgimento dei fatti con le sue domande e i suoi commenti intorno all’atto stesso dello scrivere. Questioni etiche ed estetiche, le une intrinsecamente legate alle altre e che, lungi dall’appesantire il racconto, lo arricchiscono con la zavorra dell’intelligenza.

Nathalie Crom, Internazionale

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Bernard Gunther non è la sola figura letteraria impegnata a combattere il crimine sotto le spire della Germania hitleriana. Ecco una carrellata di investigatori , tutti rigorosamente schierati “contro” la dittatura….

Ben Pastor, i thriller con protagonista Martin Bora, Ufficiale dell’esercito tedesco della Wermacht e collaboratore dei Servizi Segreti durante la seconda guerra mondiale: Lumen è il primo della serie, compare in nove libri tra romanzi e racconti, e in tre antologie.Sono pubblicati al momento da Sellerio. Quelli al momento disponibili….

Heydrich (left) at Prague Castle in 1941. To H...

Heydrich (left) at Prague Castle in 1941. To Heydrich’s left is Karl Hermann Frank, State Secretary for the Protectorate of Bohemia and Moravia, and Higher SS and Police Leader for Bohemia and Moravia (Photo credit: Wikipedia)

Robert Hultner, le investigazioni nella Germania Anni Venti e Trenta dell’Investigatore privato Kajetan di Monaco, Indagine senza importanza, La dea madrina, L’ispettore Kajetan e gli impostori, Tempesta di neve, Del Vecchio.

 vi proponiamo la scheda di uno di questi: Robert Hültner, La tempesta di neve, Del Vecchio edizioni

Anno 1928: tempi politicamente e socialmente turbolenti quelli in cui si muove il detective Paul Kajetan. Bassino, con pizzetto e occhio arguto, dapprima ispettore della polizia di Monaco, viene allontanato perché “troppo zelante” e inviato in montagna, a Walching. Ma a ogni indagine svela corruzione e disonestà nel corpo di polizia e, radiato, finisce per fare l’investigatore privato. L’ultima indagine lo porta troppo vicino ai pezzi grossi della corruzione della polizia cittadina ed è costretto a fuggire. Nel varcare il confine austriaco, è colto da una tempesta di neve e rischia di morire, ma si salva per ritrovarsi invischiato in una nuova avventura: è il principale sospettato dell’omicidio del locandiere Thannheiser, e viene arrestato. Quando il commissario locale scopre la sua vera identità gli promette di non consegnarlo alla polizia di Monaco a una condizione: Kajetan dovrà aiutarlo nelle indagini sull’omicidio. Con il procedere dell’indagine, Hültner dall’arcaico e spoglio paesino di Zellach spalanca la visuale sugli albori dell’era hitleriana, e racconta una storia avvincente, profonda e crudele di persecuzioni politiche, perfide congiure e umana disperazione.

Paolo Bertetto, Autunno a Berlino, Piemme

Nella Berlino turbolenta dei primi anni Venti, due casi di omicidio vengono chiusi in maniera troppo sbrigativa. Uno è quello di Rosa Luxemburg, la celebre rivoluzionaria rapita e poi assassinata in circostanze misteriose nel 1919, al termine della settimana di sangue in cui gli Spartachisti tentano la rivoluzione socialista. L’altro, avvenuto a un anno di distanza, è quello di Lisa Rosenthal, moglie del regista Fritz Lang, uccisa da un colpo di pistola al petto mentre in casa con lei sono presenti il marito e l’amante di quest’ultimo. Nessuno ha mai messo in discussione la tesi del suicidio con cui la polizia ha liquidato l’indagine sulla morte di Lisa. Nessuno è mai andato a fondo sul caso della Luxemburg cercando il vero mandante, che potrebbe annidarsi nello stesso governo. Ma il procuratore capo von Wick non ha intenzione di accontentarsi della verità ufficiale e riapre entrambi i casi. Addentrandosi nella Berlino notturna, si scontrerà con una cortina di silenzio pressoché impenetrabile, dietro la quale si celano intrecci proibiti tra criminalità e potere.

Paul Grossman, Nessun indizio, Time Crime

Berlino, 1929. All’alba del nuovo decennio degli anni Trenta, a pochi anni dall’ascesa al potere di Adolf Hitler, la capitale della Germania attraversa un periodo di inattesa prosperità e rinascita culturale. L’ispettore Willi Kraus della Kriminal Polizei di Berlino, un ebreo tedesco eroe della Prima guerra mondiale, si trova alle prese con un mistero che rischia di gettare nel terrore l’intera città. Un sacco di tela, pieno di ossa bianche e perfettamente pulite, viene ritrovato casualmente all’interno di un cantiere, sbucato da una fognatura ostruita. Tutte le ossa appartengono a bambini, solo maschi. Nessun indizio sembra far luce sull’autore di un crimine così efferato, o sulle sue motivazioni, tranne una vecchia Bibbia, trovata nel sacco, nella quale è cerchiato un passo: Figli dell’ira. Mentre cominciano a manifestarsi i prodromi del più sanguinoso genocidio che la storia ricordi, per tentare di risalire al colpevole e arrestarne la furia omicida che arriva a minacciare la sua stessa famiglia, Willi Kraus si troverà a dover affrontare qualcosa di terribile, sondando i recessi più oscuri dell’animo umano.

un graphic novel:

Roberto Dal Pra, Rodolfo Torti

Weimar – tre inchieste di Jan Karta, 001 edition

La serie, ambientata tra Germania, Italia e Francia tra il 1925 ed il 1937, prende spunto dalle vicende storiche del periodo per costruire emozionanti storie sul filo del giallo e della spy story.

Protagonista, l’amaro e tormentato investigatore tedesco Jan Karta che in una Germania che sta per essere conquistata dalla follia del partito nazionalsocialista e da quella del suo leader Adolf Hitler, indaga sulle prime complicità, intrighi e complotti che vedono impegnati i nazisti per la conquista del potere assoluto.

Le minuziose indagini di Jan Karta si mischiano con le linee della Storia. L’accoppiata Dal Prà- Torti ci consegna un’affascinante avventura da leggere tutta d’un fiato!

chiudiamo con una spy story, di uno degli autori più interessanti del panorama attuale, Alan Furst:

Le spie di Varsavia, Alan Furst, Giano

È il 1937 a Varsavia e la vita non mostra in apparenza alcun segno della tragedia che incombe sulla Polonia, e che troverà il suo culmine due anni dopo con la spartizione russo-tedesca del paese sancita dal patto Molotov-Ribbentrop. Il club più esclusivo della capitale continua a essere il Circolo del Tennis dei principi Brosowicz, dove la principessa Toni riceve, in compagnia del marito Kazimierz, i suoi pari dell’aristocrazia polacca, oltre a simpatici dentisti ebrei accompagnati da consorti intelligenti, generali dell’esercito, capitani d’industria, esponenti socialisti del parlamento polacco e svariati giovani eleganti e nullafacenti. Il preferito della principessa è uno solo: Jean-Francois Mercier de Boutillon, attaché militare francese in Polonia. Mercier è un uomo attraente, cui le ferite rimediate in più guerre hanno accresciuto il fascino virile. È anche capace di inaspettati e singolari travestimenti. Di tanto in tanto indossa un soprabito sudicio un cappello sformato con la tesa rigorosamente abbassata sulla fronte, e se ne va in un bar proletario del quartiere Praga a incontrare un ingegnere tedesco di una fabbrica d’armi di Breslavia, generalmente riluttante e spaventato alla sola idea di svelare i segreti della sua industria. Mercier è, infatti, una spia, uno di quegli uomini che, nella Varsavia del ’37, stanno scavando l’abisso in cui precipiterà tra poco la Polonia e, con essa, l’Europa e il mondo intero.

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Ecco il secondo volume della ‘The Tourist Trilogy’, dedicata appunto alla figura del Turista, superspia della Cia , una figura che l’autore riesce a caratterrizzare davvero bene. Come nelle migliori spy story, Olen Steinhouser, riesce a mescere bene l’intrigo e il tradimento, la corruzione e il sentimento: un genere che ci pare essere tornato in gran forma, grazie a questo autore, ad Alan Furst, Dan Wyleta, tutti presentati sulle pagine di questo notiziario precedentemente.

 
OLEN STEINHOUSER, EXIT, GIANO

«La ragazzina ha quindici anni. Si chiama Adriana Stanescu… Uccidila e sbarazzati del corpo». A ricevere l’agghiacciante incarico, in un hotel di Berlino, è un uomo segnato dal passato, angosciato dal presente e alla ricerca di una via d’uscita per il futuro. La vita di Milo Weaver, infatti, è un’intricata ragnatela in cui quasi tutto è segreto. Americano con un’infanzia trascorsa per buona parte in Russia, Weaver è un “turista”, che nel gergo della segretissima sezione della CIA per la quale lavora indica un agente privo “di un’identità fissa, di una casa, di principi morali”, inviato da un luogo all’altro della terra per gli scopi più inconfessabili e le Black Ops, le operazioni coperte in cui è in gioco davvero il potere. Il rapporto di Weaver con l’Agenzia è stato messo a repentaglio un anno prima da una missione in Sudan che lo ha visto coinvolto nell’omicidio di un carismatico mullah e nella morte del suo diretto superiore e mentore, il responsabile della “sezione turismo”. Ma a distanza di un anno la sezione lo richiama in servizio con il laconico messaggio. Perché uccidere una ragazzina la cui unica colpa sembra quella di essere figlia di immigrati moldavi alla ricerca di stabilità economica e integrazione sociale nella ricca Germania? Il nuovo capo della sezione turismo vuole forse in questo modo valutare la freddezza e la dedizione al lavoro del suo controverso agente? O nel passato di Adriana si nasconde qualcosa di indicibile, che ha segnato per sempre il suo destino?..

 

 

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Se fino a qualche anno fa gli inglesi erano maestri del genere Spionaggio, la loro leadership è messa in dubbio da alcuni autori Americani.
Senza dubbio il miglior esponente di questa particolare arte è Alan Furst. Un vero e proprio maestro dello spionaggio storico, con la sua eleganza e la capacità di rendere dettagliatamente l’ambientazione pre Seconda Guerra Mondiale, senza risparmiare colpi di scena, intrighi,  e passioni: la sua fama  verrà ulteriormente rafforzata con questo suo nuovo libro!

 

Alan Furst, Le spie di Varsavia, Giano

 

È il 1937 a Varsavia e la vita non mostra in apparenza alcun segno della tragedia che incombe sulla Polonia, e che troverà il suo culmine due anni dopo con la spartizione russo-tedesca del paese sancita dal patto Molotov-Ribbentrop. Il club più esclusivo della capitale continua a essere il Circolo del Tennis dei principi Brosowicz, dove la principessa Toni riceve, in compagnia del marito Kazimierz, i suoi pari dell’aristocrazia polacca, oltre a simpatici dentisti ebrei accompagnati da consorti intelligenti, generali dell’esercito, capitani d’industria, esponenti socialisti del parlamento polacco e svariati giovani eleganti e nullafacenti. Il preferito della principessa è uno solo: Jean-Francois Mercier de Boutillon, attaché militare francese in Polonia. Mercier è un uomo attraente, cui le ferite rimediate in più guerre hanno accresciuto il fascino virile. È anche capace di inaspettati e singolari travestimenti. Di tanto in tanto indossa un soprabito sudicio un cappello sformato con la tesa rigorosamente abbassata sulla fronte, e se ne va in un bar proletario del quartiere Praga a incontrare un ingegnere tedesco di una fabbrica d’armi di Breslavia, generalmente riluttante e spaventato alla sola idea di svelare i segreti della sua industria. Mercier è, infatti, una spia, uno di quegli uomini che, nella Varsavia del ’37, stanno scavando l’abisso in cui precipiterà tra poco la Polonia e, con essa, l’Europa e il mondo intero.

 

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