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un grande del giornalismo è stato Ryszard Kapuscinski, i suoi libri e reportage erano davvero unici per la capacità di illuminare dal basso le caratteristiche sociali e l’animo dei Paesi che visitava: Feltrinelli presenta questo suo testo che l’autore dedicò alla sua esperienza in Angola. Al momento della conquista dell’indipendenza del Paese, nel 1975, Ryszard era lì. Come ogni buon cronista, era dove avveniva la Storia.

Ancora un giorno
Ryszard Kapuscinski
Feltrinelli

In breve
Quando il reportage va oltre il giornalismo e diventa letteratura. La prima volta in cui l’attenzione di Kapuścińki cade su un personaggio femminile, una guerriera destinata a sparire misteriosamente. “Un libro assolutamente avvincente di sottili verità e penetranti intuizioni.” The New York Times.

Il libro
Nel 1975, dopo una guerra di liberazione, l’Angola cessa di essere una colonia portoghese e conquista formalmente l’indipendenza. Ryszard Kapuściński, che nella sua carriera di reporter ha seguito ben ventisette rivoluzioni, era là anche questa volta. Sono ormai trascorsi molti anni, e a prima vista ci si potrebbe domandare che senso abbia riproporre avvenimenti così lontani. A parte il fatto che quella guerra, anche se pochi lo sanno, non è ancora finita, un libro di Kapuściński, oltre che una cronaca delle battaglie e dei fatti politici, offre sempre la descrizione di un mondo diverso dal nostro, osservato con l’occhio curioso di un bambino e la freschezza di un adolescente. Intrappolato nell’assedio di Luanda, l’autore narra, spesso con umorismo, quello che succede in tempo di guerra in una “città chiusa”, dalla quale tutti scappano come topi da una nave che affonda: prima i portoghesi con i loro beni e masserizie, poi i negozianti, la polizia, i tassisti, i barbieri, la nettezza urbana e, infine, anche i cani. Attento in primo luogo agli esseri umani, l’autore fa vivere con tratti affettuosi e vivaci le poche, umili e belle persone con cui ha stretto amicizia e con le quali ha condiviso i momenti di sconforto, privazione e paura: doña Cartagina, Diogene, il comandante Farrusco, il proiezionista dell’unico cinema rimasto aperto in città. E poi c’è Carlotta, una donna giovane e bella cui Kapuściński, per la prima volta in un suo libro, dedica un ritratto così commosso e delicato da farne un personaggio indimenticabile.

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Ancora un giorno

Kapuscinski Ryszard

Feltrinelli

giugno 2008

Descrizione

Nel 1975, dopo una guerra di liberazione, l’Angola cessa di essere una colonia portoghese e conquista formalmente l’indipendenza. Ryszard Kapus’ciriski, che nella sua carriera di reporter ha seguito ben ventisette rivoluzioni, era là anche questa volta. Sono ormai trascorsi molti anni, e a prima vista ci si potrebbe domandare che senso abbia riproporre avvenimenti così lontani. A parte il fatto che quella guerra, anche se pochi lo sanno, non è ancora finita, un libro di Kapus’ciriski, oltre che una cronaca delle battaglie e dei fatti politici, offre la descrizione di un mondo diverso dal nostro. Intrappolato nell’assedio di Luanda, l’autore narra quello che succede in tempo di guerra in una “città chiusa”, dalla quale tutti scappano come topi da una nave che affonda: prima i portoghesi con i loro beni e masserizie, poi i negozianti, la polizia, i tassisti, i barbieri, la nettezza urbana e, infine, anche i cani.

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