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Posts Tagged ‘andrè helena’

Patrick Modiano, Riduzione di pena, Lantana
«Una nuova meraviglia della letteratura contemporanea» Le Nouvel Observateur

«Modiano è lo straordinario memorialista di una Parigi che non c’è più, una città dove l’avventura sembrava nascondersi dietro l’angolo di ogni strada» Lire

«Pochi scrittori hanno descritto Parigi con un amore così intelligente, una malinconia così potente, quasi allucinatoria» Le Monde

Francia, banlieue parigina. Nel limbo di un tranquillo villaggio francese, «Patoche» (l’autore bambino) e suo fratello vivono in una casa abitata solo da donne. La madre, attrice, se n’è andata in una tournée senza fine, mentre il padre fa continui viaggi d’affari. Nella sua stanza Patoche sente fino a tarda notte degli scoppi di risa, voci, squilli di telefono. Qualche frammento di frase gli arriva all’orecchio. «La banda di rue Lauriston» ricorre spesso nella conversazione. Attraverso le persiane socchiuse vede entrare e uscire personaggi misteriosi: Jean D., Andrée K., Roger Vincent… Modiano annoda il ricordo di un’epoca con la ricerca della figura paterna. Raccogliendo i dettagli della propria storia, le tracce e gli indizi del passato, il narratore cerca di capire quali misteri nascondevano gli adulti che l’hanno educato, chi erano quelle donne che non ha mai più rivisto. Quale poteva essere il loro segreto?

Di Patrick Modiano nel corso del 2012 usciranno per Lantana Fiori di rovina e Primavera da cani, due brevi romanzi che insieme a Riduzione di pena compongono un’ideale trilogia.

Andrè Helena, Massacro all’anisette, Aisara
Le strade assolate di Barcellona brulicano di prostitute, travestiti, contrabbandieri, marinai. Sono forse il posto ideale per dare una svolta alla propria vita.
Due bande di malviventi alle prese con una partita di cocaina stanno per concludere un grosso affare quando qualcosa improvvisamente va storto. In un attimo quelle strade così invitanti si trasformano nel macabro teatro di un duello all’ultimo sangue.
ANDRÉ HÉLÉNA (Narbonne, 1919-Leucate 1972), autore del secondo dopoguerra, è oggi considerato uno dei più autentici rappresentanti del romanzo noir francese.
Nel 1948, durante una reclusione in carcere, scrive Gli sbirri hanno sempre ragione e comincia la sua sterminata produzione narrativa: 11 romanzi nel 1952, 18 nel 1953, 10 ancora nel 1954. Tra i noir, Il gusto del sangue (Aìsara, 2008) e I clienti del Central Hôtel (Aìsara, 2009) gli valsero i maggiori riconoscimenti.

Il segreto dei vicoli oscuri. Le indagini del commissario Laviolette,
    Magnan Pierre, Robin

Mai nulla è lasciato al caso in un romanzo di Pierre Magnan, mai la sua penna si dimentica di ricreare a tutto tondo l’ambientazione, i profumi delle stagioni e i sapori dei loro frutti, i profili della gente comune e dei protagonisti che animano con le loro voci le strade delle piccole cittadine della Provenza, la vera protagonista dei romanzi dello scrittore francese. “Venga Jeanne! Sbrighiamoci! Si perderà tutto” sussurra l’omicida all’infermiera della bella e invalida signorina Rogeraine Gobert, prima di gettarla nel vuoto dalla torre del castello della piccola cittadina di Sister. Non era la giovane e ingenua Jeanne il vero obbiettivo dell’assassino, ma Rogeraine, farle sentire il peso della sua invalidità e la sua impotenza, risvegliare in lei colpe mai espiate di un terribile crimine commesso in gioventù. Chi mai potrebbe essere il criminale che si accanisce contro la signorina Gobert? Tutta Sisteron si interroga e, forse, sa; ma tiene gelosamente per se i misteri che coinvolgono la bella invalida e che risalgono ai tempi della guerra e della lotta partigiana. Solo i vicoli oscuri della rocca sembrano rispondere alle domande e agli interrogativi che il commissario Laviolette si pone, solo i bastioni medioevali gli forniscono l’indizio più prezioso: uno sgualcito bigliettino da visita che porta impresso con inchiostro viola il nome di Gilberte Valaury.

Il commissario nella tartufaia. Le indagini del commissario Laviolette, Pierre Magnan, Robin
Il commissario Laviolette, arrivato a Banon per gustarsi un’omelette ai tartufi, si trova inaspettatamente a dover risolvere l’ennesimo enigma. Un covo di hippy assassinati, una scrofa di nome Roseline e uno spiacevole incidente nei pressi di una tomba protestante sono gli originali elementi di questa vicenda. In un crescendo di suspense, fino alla quasi inaspettata soluzione del delitto, il lettore può tornare a immergersi nella vita di provincia che Pierre Magnan sa descrivere in modo impeccabile.

 

già che ci siamo, riproponiamo un nostro vecchio speciale dedicato al noir francese (non è aggiornatissimo, però!):

 

LEO MALET (1909 -1996)  Insieme a Simenon è il maggior rappresentante del poliziesco francese, quasi altrettanto prolifico come “il papà” di Maigret. Autore originale e controcorrente,occupa un posto di primo piano nel movimento surrealista di Andrè Breton e diverrà il punto di riferimento per la generazione di scrittori più giovani degli anni Ottanta, Patrick Manchette, Didier Daeninkx; oltre alla “trilogia noir” è da non perdere la serie di gialli parigini (uno per ogni arrondissement) con l’investigatore Nestor Burma,  pubblicati da Fazi Editore.  http://it.wikipedia.org/wiki/L%C3%A9o_Malet per biografia e bibliografia
JEAN CLAUDE IZZO (Marsiglia 1945 – 2000) ha esercitato molti mestieri prima di conoscere il successo con la travolgente trilogia noir (edita da E.o) dedicata a Fabio Montale, grandiosa figura di poliziotto inflessibile, scomodo e triste, che cerca di vivere secondo la filosofia della sua città bagnata dal sole provenzale, Marsiglia, seguendo i ritmi lenti della vita, amando il mare e la pesca, il vino rosato e la saporita cucina locale.  http://www.jeanclaude-izzo.com il sito ufficiale dell’autore
JEAN PATRICK MANCHETTE (1942 1995) autore spigoloso dal taglio cinematografico e dalla scrittura nervosa, è considerato il padre del Polar contemporaneo (Neo-polar, come definito dallo stesso Manchette), una sorta di Chandler d’Oltralpe, che trae spunti e situazioni per le sue trame dall’attualità e conclude sovente  i suoi romanzi con un violento conflitto a fuoco. Einaudi ha pubblicato Posizione di tiro, Fatale, Nada, Piccolo blues…..
DIDIER DAENICKX, Saint Denis, 1949; dopo un discreto numero di lavori ottiene la fama letteraria nel 1984 con Meurtre par memoires, pubblicato nella Series Noires di Gallimard, la collana più prestigiosa di questo genere; nella sua opera emerge la volontà di coniugare la trama con la realtà sociale e politica che lo circonda, l’intento di mantenere viva la memoria di un passato che si preferibbe dimenticare (come il massacro degli Algerini a Parigi nel 1961)
PIERRE MAGNAN, altro provenzale, nato a Manosque nel 1922; dopo un primo romanzo del 1946 ignorato dal pubblico viene snobbato dall’editoria fino al 1978: licenziato dal posto di lavoro trova il tempo e il coraggio di far uscire Le sang des atrides, che lo consacra come autore. Si descrive come “apolitico, asociale, quasi afilosofico” e colloca spesso le sue trame nell’amata Provenza, come quella arcaica e atipica descritta in La casa assassinata, fra i suoi romanzi migliori. Pubblicato da Voland , Robin e Meridiano zero.     http://www.lemda.com.fr/ il sito ufficiale dell’autore
BRIGITTE AUBERT  proposta in Italia dal coraggioso editore Voland e da Robin, autrice assolutamente originale che inserisce nel poliziesco connotazioni ironiche e situazioni da humour nero, al limite dell’estremo; propone in Favole di morte una eroina davvero singolare:  in seguito a un incidente la protagonista è cieca e su una sedia a rotelle, e assiste a una ventina di omicidi avvenuti nei più svariati modi….
DOMINIQUE MANOTTI  ex sindacalista, ambienta i suoi libri prevalentemente nella Parigi degli anni 80, segnata dal potere mitterandiano e dai molti scandali. Con il suo stile potente e la sua prosa essenziale , le sue storie affascinanti, si è conquistata ampia popolarità tra i lettori e i favori dei critici, che le hanno permesso di vincere l’International Dagger , premio al miglior thriller europeo con  VITE BRUCIATE,  pubblicato in Italia per Tropea.
http://www.dominiquemanotti.com/ è l’indirizzo ufficiale su internet
FRED VARGAS  la più amata dal pubblico italiano. Le sue storie, sorrette dalla struttura classica da thriller,  affondano le radici nell’inconscio collettivo, nella mitologia di cui si è nutrita la letteratura europea; una sua dichiarazione «il poliziesco è una specie di favola, ironica o tragica o cerebrale. Non sopporto i gialli ultraviolenti che raccontano crimini complicatissimi (che nella realtà non esistono): un delitto è sempre semplice».
JEAN CHRISTOPHE GRANGE’ è particolarmente noto anche in Italia grazie a I fiumi di porpora (Garzanti), memorabile thriller dove, in un crescendo di suspense, l’autore mescola con sapienza azione e psicologia su uno sfondo di incomparabile bellezza, i ghiacciai alpini. I suoi libri sono editi da Garzanti. Forse il più “americano” di questi scrittori.
Altri esponenti del genere tradotti in Italia (e qualcuno già scomparso dalla circolazione) sono Jean Vautrin, Alexis Lecaye, Serge Brussolo, Maurice Dantec, Patrick Modiano, Hugues Pagan, Tonino Benacquista, Serge Quadruppani, Tierry Jonquet.Terminiamo con una nota per Viel Tanguy, L’assoluta perfezione del crimine, Pozza, un noir con un filo d’ironia sul fascino della malavita d’un tempo, stile Jean Gabin.

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Per chi vuole tornare alle atmosfere fumose de Il porto delle nebbie, per chi desidera tornare ai giorni di Francia dei flic e dei malavitosi , suggeriamo il nome di Handrè Helena, che un piccolo editore sardo, Aisarà e Fanucci stanno iniziano a riproporre, dopo decenni di silenzio. Un autore disincantato, senza troppe speranze sul futuro dell’umanità, capace come pochi di cogliere le sfumature e le ossessioni del sottobosco umano del secondo Dopoguerra.

Gli sbirri hanno sempre ragione, Aisarà
Théophraste Renard, per gli amici Bob, è appena uscito di galera dopo aver scontato una pena per furto con scasso. Stanco di vivere come un delinquente cerca un lavoro e sogna una vita tranquilla ma reinserirsi nella società per lui è quasi impossibile. Prima alloggia in un bordello clandestino, fa girare la testa a una prostituta, diventa gigolò di una cinquantenne insaziabile, poi finalmente riesce a trovare un lavoro onesto, ma all’improvviso le cose si complicano. Forse perché quel divieto di soggiorno che si porta appresso è per lui come una seconda condanna, o forse perché lo Stato non è altro che un’organizzazione repressiva, gli sbirri degli aguzzini, e un pregiudicato, in quanto “capace del fatto”, è per tutti colpevole.

Andrè Helena, La vittima, Fanucci
Da più di dieci anni, quattro uomini s’incontrano ogni giorno alle 18 in punto nello stesso bar, il bistrot di Monsieur Pierre, attorno alla stessa tavola. Giocano a carte fino a tardi. Una sera però Monsieur Bernard non è puntuale. Di questo compagno di gioco, gli altri sanno solo che ha una bottega di oggetti antichi e che si occupa di gioielli. Contemporaneamente, in quel bar che sa di sporco e malasorte, arriva la notizia che un tale Mare Lardier, detto il Tatuato, uno scassinatore di gioiellerie, è stato ritrovato con due pallottole in corpo. Scatta l’indagine della polizia. L’inchiesta del commissario Boisard e dell’ispettore Grégoire ci conduce così nei luoghi putridi di una Parigi fatta di pioggia e nebbia, tinta di un unico colore: il grigio. Parigi è grigia come le sue strade bagnate, grigia come il destino di tutti questi uomini schiacciati dalla povertà, grigia come la disperazione.

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