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Posts Tagged ‘Animali domestici’

Diario di Oaxaca, Oliver Sacks, Adelphi

Nel 2000, assecondando un’antica passione, Sacks è partito per una spedizione scientifica informale nello Stato di Oaxaca, dove sopravvive la più alta concentrazione di specie di felci. Lungi dal limitarsi alla tassonomia botanica, il suo sguardo spazia dall’osservazione del passeggio nello zócalo di Oaxaca de Juárez alla storia del tabacco e del cacao, dalla distillazione del mescal all’architettura antisismica degli Zapotechi, dalle esplorazioni gastronomiche di bevande al cocco e cavallette al legame fra arte rupestre e allucinogeni. «La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell’universo» ha scritto Citati – e chi leggerà questo diario deliziosamente divagante non potrà che essere d’accordo.

 

Animali domestici, Letizia Muratori, Adelphi

Quando una notte la polizia fa irruzione nel suo ricovero, portandole via decine di cani, Chiara porta alla sua amica d’infanzia Letizia il grosso quaderno in cui da sempre raccoglie nomi, foto e tratti caratteriali degli animali che ha accudito. Letizia dovrebbe trasformare quelle schede in un libro, ma fa invece qualcosa di diverso: racconta, in questo libro, la propria vita di ex randagia spaventata, sottomessa, e per fortuna anche dispettosa, insieme a quella degli uomini – uno soprattutto, l’infernale Edi Sereni – e delle donne che, nel tempo, hanno preteso di addomesticarla. E ci regala il copione di una commedia nera e rosa che fa genere a sé, ma che non basta leggere fino in fondo per dimenticare.

 

 

La sposa giovane, Alessandro Baricco, Feltrinelli

Arriva la sposa giovane e lo sposo non c’è. Comincia un’attesa che coincide con la magia dell’educazione alla bellezza, all’erotismo, all’intelligenza dei sensi. La sposa giovane, la ragazza che ha fatto la solenne promessa di unirsi in matrimonio con il figlio. Il figlio però non c’è. È in Inghilterra, a visitare opifici tessili. Il maggiordomo modesto si aggira, esatto e cristallino come la sua lingua non verbale, a garantire i ritmi della comunità. Lo zio agisce e delibera dentro la nebbia di un sonno che non lo abbandona neppure durante le partite di tennis. La figlia porta la sua bellezza dentro un corpo di storpia.

 

 

Non è stagione, Antonio Manzini, Sellerio

«Rocco Schiavone era stato assegnato ad Aosta dal commissariato Cristoforo Colombo di Roma. E tutto quello che conosceva del territorio di Aosta e provincia era casa sua, la questura, la procura e l’Osteria degli artisti». Un vicequestore nato e cresciuto a Trastevere, che odia lo sci, le montagne, la neve e il freddo. Possiede solo scarpe Clarks, disprezza ogni tipo di abbigliamento invernale. In tutta la vita, il massimo dell’altitudine che ha raggiunto sono i 137 metri di Monte Mario, il punto più alto della sua città natale. Anche al Nord finalmente è sbocciata la stagione dei fiori, è arrivato maggio. Rocco Schiavone, ancora in forza presso la questura di Aosta, la sua prigione dell’anima, desidera la primavera fra i prati alpini. Ecco il sole, il profumo della vita che ritorna a sorridere. Ma è solo un’illusione. Perché indomita, in quelle valli, in quelle montagne, cade la neve. E si addensano gli eterni problemi insoluti del nostro poliziotto. Il caso è di quelli seri: un rapimento non denunciato alle autorità. La vittima in questione è una ragazza di diciotto anni, figlia di un imprenditore edile della zona. Ben presto il vicequestore scopre che alle spalle del rapimento c’è l’ombra della criminalità organizzata. Grazie ai prestiti concessi a chi è in crisi di liquidità, le organizzazioni mafiose entrano nel tessuto sociale ed economico, impossessandosi pezzo dopo pezzo delle forze produttive del paese. Ed è quello che sta accadendo…

 

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