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Il secondo romanzo di Joel Dicker, Gli ultimi giorni dei nostri padri, pubblicato in Francia nel 2012 come accadde per LA VERITA’ DI HARRY QUEBERT, arriva anche sui banchi delle librerie italiane, entro poche settimane. Per Bompiani, ovviamente. Ecco la storia travagliata del libro, secondo Wikipedia:

 

“Il primo romanzo scritto da Dicker è intitolato Les Derniers Jours de Nos Peres (Gli ultimi giorni dei nostri padri) e racconta la storia del SEO, un ramo segreto del Secret Intelligence Service. Malgrado l’avere terminato la stesura dell’opera nel 2009, inizialmente Dicker non ha trovato alcun editore disposto a pubblicarlo. Nel dicembre 2010, il romanzo ha vinto il concorso del Prix des Genevois Ecrivains, importante premio assegnato ogni quattro anni, riservato unicamente ad opere inedite. Successivamente, il titolare della casa editrice svizzera L’Age d’Homme, Vladimir Dimitrijevic, lo ha contattato dichiarando il proprio interesse per la pubblicazione del suo romanzo. Dimitrijevic era dell’idea di lanciare il libro in Svizzera nell’aprile 2010, ma in seguito ha notato che il tema del libro avrebbe potuto suscitare l’interesse del pubblico francesi, proponendo così di posticipare il lancio fino al settembre 2010. Nel mese di giugno però, Dimitrijevic è morto in un incidente stradale in viaggio verso Parigi. Nel gennaio 2012, viene finalmente pubblicato il romanzo Les Jours de nos Pères Derniers per L’Age d’Homme e curato per la Francia da Éditions de Fallois.”

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Maurizio De Giovanni, Il resto della settimana, Rizzoli

dal 26 febbraio

«Quarant’anni in questo bar. Sai cosa significa? Milioni di facce, di sorrisi, di parole. Di partite, pure. In un posto così piccolo, tante emozioni.»

Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco.

 

Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all’Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d’accordo intorno a un’unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c’è Deborah – rigorosamente con l’acca, ostentata come un titolo nobiliare – che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l’anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell’Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.

 

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