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Hans Christian Andersen Award 2010
è considerato il premio Nobel per quanto riguarda l’editoria per ragazzi, il più importante riconoscimento internazionale della categoria.
I vincitori dell’edizione 2010 (il premio è biennale) sono stati annunciati oggi pomeriggio durante la prima giornata della Fiera del libro per ragazzi di Bologna; i premiati sono la tedesca Jutta Bauer per l’illustrazione (ricordiamo Urlo di mamma, Salani – Selma o la ricetta della felicità, Salani ) e l’inglese David Almond per la narrativa. Un autore amatissimo qui ad Atlantide, di cui abbiamo recensito negli ultimi 15 mesi Skellig (Salani), Il selvaggio (Bande Dessinè, in coppia con Dave McKean) , l’ormai introvabile Contare le stelle, Mondadori (in cui racconta la sua infanzia nell’Inghilterra degli anni 50\60) e il recente Argilla, sempre edito da Salani.

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I luoghi e il clima che si respira nel nuovo libro di David Almond sono quelli tipici delle sue opere precedenti: il classico paesino inglese degli anni sessanta, con le sue casette, gli immancabili bulli, la famiglia, i personaggi singolari,  gli amici e una fantastica descrizione dell’uscita con la prima fidanzatina, fino all’incontro con qualcosa che turba l’equilibrio, l’arrivo di un ragazzino che prende alloggio presso una zia, dopo una serie di disgrazie familiari. Dopo una iniziale diffidenza, David, il protagonista, diventerà amico con lui, appena in tempo per scoprire che la sua abilità artistica va molto al di là delle normali capacità umane.
Un altro libro potente e lirico, quasi speculare sotto certi aspetti rispetto a Skellig, in cui l’incontro era con una creatura molto più angelica, e il  finale decisamente più positivo: in questo caso,come dice Philiph Ardagh commentando questo teso, “il male è ancora là fuori”. Un altro tassello che va ad aggiungersi all’opera di un grande scrittore, quanto mai unitaria!

David Almond, Argilla, Salani

Nella piccola cittadina di Felling è arrivato un ragazzo nuovo: Stephen Rose. Ha una pelle lucida, uno sguardo ossessivo, ipnotico, e un odore nauseante. Non ha genitori. Non ha amici. Sul suo conto girano molte voci e pettegolezzi, ma una cosa è certa: c’è qualcosa di magico nelle strane creature che Stephen modella con la creta.
I due chierichetti Davie e Geordie dovrebbero stargli alla larga? Oppure diventare suoi amici? Forse Stephen potrebbe diventare un alleato nell’aspra lotta contro quel mostro di Mouldy e la sua banda…

I GIUDIZI

“Argilla è un romanzo tenebroso, che suscita riflessioni. Questa volta, però, non ha un grazioso finale con redenzione. Il male è ancora là fuori.”
The Guardian

“Divertente, misterioso, commovente, pauroso, costruito in modo impeccabile e capace di suscitare forti emozioni… un libro che anche gli adulti dovrebbero prendere in considerazione.”
The Sunday Times

UN BRANO

“«Secondo te, è un tipo da spavento?»
«Boh! È solo un ragazzino, come noi».
«Come noi? Alla faccia. Ulula nel capanno, prende grumi di terra da quel cavolo di cimitero…»
«Argilla».
«Insomma, quello che è. Vive con Mary la Matta. La madre è fuori di testa, il padre è morto, il nonno è un pazzoide».
«Messa così, forse sì, è un tipo che fa paura».
«Pensi anche tu quello che penso io?» mi chiese.
«Boh!»
«Be, dovresti» disse. «Stephen Rose potrebbe essere proprio la persona che fa al caso nostro».
Conficcò violentemente lo stecco a terra.
«Dai, su» aggiunse. «Andiamo a bussare alla porta della Matta».”

L’AUTORE

David Almond è uno dei più grandi scrittori inglesi e un autore bestseller in tutto il mondo. È nato nel 1951 a Newcastle e vive nel Northumberland con la sua famiglia. Skellig, il suo primo romanzo, ha vinto tutti i più importanti premi internazionali, fra cui la Carnegie Medal Award e il Whitbread Children’s Award.

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Questo è il nostro preferito per il 2009. Non parliamo di quello migliore in termini assoluti, in termini letterari, ma del nostro preferito, quello che resta più a fondo in noi. Un testo che è un po’ una chiave speciale all’universo di un autore, che ci permette di interpretare meglio gli altri suoi libri. In attesa di Argilla, il nuovo testo di David Almond, in via di pubblicazione per Salani nel febbraio del 2010, riproniamo la recensione di Skellig (ad opera di Valentina Stefanini, collaboratrice di Atlantide) e quella di Contare le stelle

Skellig, David Almond, Salani

la figura fantastica di Skellig, né animale né uomo, enigmatico e pungente, ha incantato adulti e ragazzi, decretando questo libro come uno dei migliori degli ultimi mesi.  Il nostro preferito!

Ritrovando Skellig in libreria, viene da pensare se è il caso di ringraziare Salani che lo ripropone grazie al film in arrivo (con Tim Roth) o deprecare Mondadori che ha tolto dal catalogo uno dei migliori libri degli ultimi venti anni. Leggendolo, viene voglia di andare a cercare la casa dell’autore per dirgli “grazie”!
E’ uno di quei testi che leggi con il fiato sospeso, con il timore che qualcosa possa far deragliare quel magnifico equilibro che David Almond è riuscito a tradurre sulla pagina, un testo scritto in appena sei mesi che si è guadagnato la Whitbread Children’s Award e la Carnegie Medal.
Qual è il vero centro del mondo? si legge ad un certo punto in uno dei libri di David Almond, e pare davvero che la sua opera consista nel porre domande, senza svelare troppo riguardo alle risposte. Non sapremo con precisione che natura abbia l’essere che il protagonista della storia trova in un garage a rischio di demolizione accanto alla nuova casa, da dove arrivi e perché sia lì. Sappiamo che il ragazzo arriva da un’altra casa, che la sua sorellina nata prematura rischia di morire, e che non è un gran bel periodo per lui. Lo vedremo passare giornate difficili, complicate anche dall’incontro con questa strana creatura, di cui non si sa se aver paura, o restare affascinati. Questo avvenimento, e l’amicizia con Mina, lo aiuteranno a percorrere un pezzo importante della sua vita.
I grandi libri per ragazzi possono (e devono) essere letti anche dagli adulti, e Skellig fa parte di questa categoria, assolutamente!

David Almond, Contare le stelle, Mondadori
“Devi trovare la tua strada, e quando l’avrai fatto, cerca di andare avanti più che puoi”. Quale suggerimento migliore può dare un padre al figlio, come avviene in questo libro?

Dopo aver apprezzato (e molto) SKELLIG, viene voglia di provare altri testi di David Almond. CONTARE LE STELLE è un altro testo che fa vacillare le distanze tra la letteratura per l’infanzia (anche se il testo è adatto a ragazzi dai 14 anni in su) e quella per adulti: la sua raccolta di storie in cui racconta momenti della sua giovinezza è decisamente trasversale! Lo spunto per raccontare è dato da una infanzia (quella dell’autore) passata in un tipico paesino immerso nella campagna inglese, vicino ad un non amichevole Mare del Nord, con un passato minerario e le sue casette, i suoi ragazzacci di quartiere, i poveri “idioti” del luogo. Tutto quello che ci si aspetta da un ritratto degli anni 60 nella provincia inglese. E soprattuto gli affetti familiari, con cui Almond intesse una mirabile trama impregnata di dolce malinconia.

Il libro è stato scritto prima di Skellig, e contiene alcuni elementi che permettono di comprendere meglio la sua genesi: la malattia del padre, la morte di una sorellina, Barbara, l’amore per la famiglia .

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