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Posts Tagged ‘Arundhati Roy’

eravamo quasi giovani, al momento dell’uscita de IL DIO DELLE PICCOLE COSE, Booker Prize, libro amatissimo dai lettori. Dopo venti anni, ecco il nuovo romanzo:

 

Il ministero della suprema felicità, Guanda, in libreria ad inizio giugno.

Arundhati Roy

Arundhati Roy (Photo credit: Wikipedia)

 

Su un marciapiede di cemento un neonato compare all’improvviso, appena dopo la mezzanotte, in una culla di rifiuti… “nessun angelo cantò, nessun uomo saggio portò doni, ma un milione di stelle apparvero a oriente ad annunciare la sua venuta.” In un cimitero di città un abitante srotola un logoro tappeto persiano tra due lapidi… “come per un suo gioco personale, mai le stesse per due sere consecutive.” In una valle innevata… “dove le lapidi spuntavano da terra come denti di bambini” un padre scrive alla sua bimba di cinque anni per raccontarle quante persone hanno assistito al suo funerale… “come faccio a spiegarti cos’è centomila, se sai contare solo fino a cinquantanove? proviamo a ragionare in stagioni? pensa a quanti papaveri rossi fioriscono nei prati in primavera…” In un appartamento al secondo piano, sorvegliato da un gufetto, una donna sola nutre un piccolo geco con zanzare morte… “Ecco cosa avrei dovuto fare” pensò “l’allevatrice di gechi.” e alla pensione paradiso, due persone che si conoscono da tutta la vita dormono abbracciate come se si fossero appena conosciute.

 

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Arundhati Roy

Image via Wikipedia

Lois Lowry, Il messaggero – The messenger, Giunti
Febbraio 2012
Quando Matty è arrivato al Villaggio sei anni prima era un ragazzino inquieto e ribelle che amava definirsi “la Belva fra le Belve”. Ora è cresciuto sotto la guida del cieco Veggente ed è pronto per l’assegnazione del suo vero nome: “Messaggero”. Ma qualcosa nel Villaggio sta cambiando: da quando al mercato si barattano i sentimenti con effimeri beni materiali, la comunità è diventata improvvisamente ottusa e caparbia. La società utopica che un tempo amava accogliere tutti i rifugiati e i derelitti sta innalzando un muro di isolamento. Matty è uno dei pochi capaci di districarsi nel fitto della Foresta e il suo compito ora è quello di portare il messaggio del drastico cambiamento ai paesi vicini e convincere Kira, la figlia del veggente, a tornare con lui al Villaggio, prima che sia troppo tardi. Ma la Foresta, che gli è sempre stata amica, si è rivoltata contro di lui, animata da una forza oscura e senziente, e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere che ancora non riesce completamente a gestire e a comprendere.

Carlos Fuentes, Destino, Saggiatore

Nel Messico del nuovo millennio, la testa di Josué Nadal, recisa dal corpo durante l’ennesimo episodio di sangue, racconta, ricorda e divaga. Ci presenta personaggi reali e incredibili al tempo stesso: il prete ribelle Filopáter, il magnate Max Monroy, l’avvocato Antonio Sanguínes, la matriarca Antigua Concepción, ma anche il passato, i miti e le speranze tradite di una nazione. Nel nuovo romanzo di Carlos Fuentes la narrazione è drammatica, tenebrosa, angosciante, magnetica. Sullo sfondo, l’atmosfera oscura e desolante di un Messico devastato dalla violenza e dal cinico potere criminale.

Arundhati Roy, Lo stato in pezzi, Guanda
La nuova raccolta di saggi politici di una appresentante della letteratura e della cultura indiana contemporanee, che esamina l’India semisconosciuta della rivolta maoista. Sono tre saggi, caratterizzati da uno stile preciso e documentato. Arundhati Roy ci conduce nel primo saggio nella comunità indigena dei Dongria Kondh, che vivono sulla montagna Niyamgiri, fonte di sostentamento e luogo sacro. Il progetto di una multinazionale di sfruttare la montagna per estrarre la bauxite è stato bocciato dal governo indiano. Raccontare questa storia significa parlare di uno sviluppo economico rispettoso delle persone e dell’ambiente. Nel secondo saggio la Roy testimonia invece la propria esperienza di vita insieme alle truppe maoiste nella città di Dantewada, nello stato del Chhattisgarh, capitale della guerra civile, un luogo dove tra la popolazione locale, gli adivasi, a governare sono i “maoisti” o “naxaliti” e la polizia non rappresenta l’ordine, ma il terrorismo. L’ultimo dei tre saggi infine, racconta l’uccisione, da parte della polizia, di Cherukuri Rajkumar, capo dei maoisti indiani conosciuto con il nome di Azad, avvenuta all’alba del 2 luglio del 2010 nello stato dell’Andhra Pradesh.

Joseph Campbell, Il potere del mito, Neri Pozza
Di racconto in racconto, di leggenda in leggenda, questo libro – sintesi di una lunga intervista televisiva con il giornalista Bill Moyers – espone una visione del mito intimamente legata al quotidiano, cogliendo all’interno della mitologia valori e messaggi vivi e attuali. È così che si susseguono tradizioni egizie e greche, racconti ebraici ed indiani, leggende islamiche e pellerossa, narrazioni bibliche e chansons de geste, con ampiezza di riferimenti a personaggi d’ogni tempo: da Re Artù a Martin Luther King, da Don Chisciotte a Luke Skywalke

Rabrindanath Tagore, La mia vita attraverso i miei scritti, Guanda
Un'”autobiografia” di Tagore, realizzata dalla studiosa indiana Uma Das Gupta che raccoglie brani di diversa provenienza del poeta bengalese; un libro ben documentato che ci permette di scoprire al tempo stesso la vita del poeta e un’antologia delle sue opere di riflessione e prosa. Diviso in due parti, una in ordine cronologico, e un’altra strutturata per argomenti (per citarne alcuni: Religione, Natura, Amici, Opere), il libro è uno strumento autorevole e fondamentale per chiunque voglia conoscere davvero Tagore, visto che in bengali esiste un detto: “Non basterebbe a un uomo una vita per leggere tutto ciò che Tagore in una vita ha scritto”.

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