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Posts Tagged ‘Atmosphere Libri’

da Natsume Soseki a Dazai Osamu, grandi romanzieri del Giappone moderno si cimentano nel racconto fantastico:
 
 
traduzione dal giapponese di Massimo Soumaré
 
Racconti fantastici della letteratura giapponese moderna
 
Nella prima metà del XX secolo, in Giappone si è assistito a un fenomeno dal valore artistico incalcolabile. I più importanti e talentuosi scrittori dell’epoca, oggi noti a livello internazionale, si sono cimentati nella stesura di racconti fantastici esplorando tutte le potenzialità del genere e lasciando così un profondo segno negli autori successivi. L’antologia in questione raccoglie e presenta in Italia quattordici tra le opere più significative di quel periodo, frutto del lavoro di sei grandi scrittori: Natsume Sōseki, Yamamura Bochō, Yumeno Kyūsaku, Miyazawa Kenji, Unno Jūza e Dazai Osamu. Tra le storie incluse, Lo scudo dell’illusione di Natsume Sōseki, considerato il padre dei romanzieri moderni e contemporanei giapponesi, tra cui anche Murakami Haruki, è un racconto ambientato ai tempi di re Artù. Miyazawa Kenji, in Obber e l’elefante, denuncia con un’abile satira lo sfruttamento delle masse e il lato peggiore del capitalismo. Dazai Osamu, in Corri Melos!, riflette sul valore dell’amicizia.
 
Dazai Osamu (1909-1948) è l’autore dei romanzi Shayō (Il sole si spegne) e Ningen shikkaku (Lo squalificato) che lo consacrarono come uno dei grandi scrittori giapponesi del XX secolo.
 
Miyazawa Kenji (1896-1933) Probabilmente il più importante autore moderno di letteratura per bambini giapponese e uno degli scrittori più letti e amati nel Sol Levante.
 
Natsume Sōseki (1867-1916) Uno dei più importanti scrittori giapponesi, grazie ai romanzi Wagahai wa neko de aru (Io sono un gatto, 1905), Bocchan (Il signorino, 1906) e Kusamakura (Guanciale d’erba, 1906).
 
Unno Jūza (1897-1949) è considerato il padre fondatore della fantascienza giapponese.
 
Yamamura Bochō (1884-1924) Le sue poesie e racconti gli valsero l’attenzione del pubblico per il suo stile denso di umanità.
 
Yumeno Kyūsaku (1889-1936) Occupa con la sua prosa grottesca e fantastica dalle forti tinte un posto unico nella storia della letteratura giapponese.
English: Famed Japanese Novelist Soseki Natsume

English: Famed Japanese Novelist Soseki Natsume (Photo credit: Wikipedia)

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Una donna  venuta da lontano, desiderosa di seppellire un famigliare per dare pace alla sua anima, e compiere il suo dovere. Lo spunto è quello di Antigone, riferimento ben preciso, ma la vicenda avviene ai giorni nostri, in una terra martoriata dalla violenta. Un romanzo davvero intenso, efficace nel rendere l’atmosfera di violenza, la sua insensatezza:

 

 Joydeep Roy-Bhattacharya, L’attesa, Atmosphere libri

Traduzione dall’inglese di Monica Capuani

 

«Il primo grande romanzo sulla guerra in Afghanistan». The Wall Street Journal

 

Una base statunitense nella provincia di Kandahar in Afghanistan. In lontananza si distingue la sagoma di una donna avvolta nel suo burqa. Lei è venuta giù dalla montagna in una sedia a rotelle da quando le sue gambe sono state mutilate. Viene a reclamare il corpo di suo fratello, un leader tribale pashtun ucciso durante un’offensiva lanciata contro gli americani. Il personale militare rimane diffidente: si tratta di una sorella in lutto, di un attentatore suicida, di un inviato dei talebani o di un terrorista travestito da donna o è un tentativo di deviazione? Per tre giorni, la donna insiste giustificando il suo unico scopo: evitare che il cadavere del fratello si decomponga sotto il sole cocente. Le sorti di tutti gli uomini si collegano, loro malgrado, nello spazio ostile e maestoso del deserto. Senza mai prendere posizione, l’autore dà voce ai diversi soggetti – la giovane donna, l’interprete, il medico, e i diversi ufficiali e soldati. Sperimentiamo un conflitto crudele e assurdo, rivelandone la complessità. Ogni personaggio, qualunque sia il suo campo, non ha solo una voce, ma anche un volto, una propria personalità.

 

Il romanzo rivisita alcuni temi della tragedia greca, e s’interroga sui danni collaterali della guerra, l’idealismo, i valori occidentali. Bello e magistrale.

 

«La storia di Sofocle di Antigone, che esige il corpo di suo fratello dopo che era stato decretato che il cadavere del traditore fosse lasciato a marcire, è magistralmente trasferita e aggiornata in questo romanzo. L’Antigone di Roy-Bhattacharya è una donna afghana». The Guardian

 

Roy-Bhattacharya ha scritto che ci vuole «un marchio speciale di cecità morale per ignorare queste guerre in cui i nostri concittadini muoiono e noi scriviamo di qualcos’altro».

 

Joydeep Roy-Bhattacharya è nato a Jamshedpur, India. Ha studiato Filosofia e Scienze politiche a Calcutta e Relazioni internazionali e Filosofia politica presso l’Università della Pennsylvania. Ora vive nello stato di New York. Il suo romanzo d’esordio, Il Club Gabriel, è stato tradotto in sedici Paesi (in Italia è stato pubblicato da Neri Pozza nel 2003). Il cantastorie di Marrakech (Mondadori, 2011) è il primo titolo di una trilogia ambientata nel mondo islamico. L’attesa (titolo originale The Watch, 2012) è il suo terzo romanzo e secondo della trilogia, tradotto in diverse lingue.

 

Taliban controlled area

Taliban controlled area (Photo credit: Wikipedia)

 

 

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Un denso thriller dalla prosa ricercata, corredato da locuzioni latine e informazioni ed aneddoti sul mondo medievale: un ambientazione nuova, all’interno della Scuola medica Salernitana, per i tanti amanti dei gialli storici.

Così ne parla il suo autore:

“Carmine Mari: L’idea è nata molti anni fa. Ero animato da un forte desiderio di scrivere un romanzo ambientato nella mia città, Salerno. Così ho iniziato a divorare libri e riviste relative a quell’epoca, il medioevo della prima metà del XIII sec. Per qualche anno, proprio durante il periodo in cui avevo maturato la convinzione di scrivere Il Regolo Imperfetto lavoravo alla Biblioteca provinciale di Salerno; mi aggiravo spesso nelle sue torri librarie in cerca di testi, un luogo dove scovare e consultare centinaia di volumi, riviste e pubblicazioni di ogni sorta sulla Storia, antichi manuali di medicina e storia locale.

 

Dopo i primi capitoli (doverosamente e dolorosamente cestinati) ho rivisto parte della trama e ho riscritto tutto daccapo.

 

Non sapevo dove le mie prime pagine mi avrebbero condotto e, come spesso accade, parola dietro parola, mi sono ritrovato immerso in una complessa trama narrativa, partendo da due piccoli spunti: la vera morte del gran Maestro dei Teutoni Hermann von Salza e la preparazione di un fantomatico nonché misterioso farmaco descritto negli antichissimi codici di Charaka.”

 

IL REGOLO IMPERFETTO, CARMINE MARI, ATMOSPHERE LIBRI

 

Rogerius, figlio di maestro Giovanni, morto in Terrasanta durante la crociata di Federico II sulle tracce di un medicinale prodigioso ricavato dalla muffa di una bacca, è un brillante studente della scuola medica nella Salerno del 1239. Si trova invischiato in una strana vicenda, quando maestro Pellegrino (un erborista che aveva fatto parte della prima missione in Terrasanta con suo padre), lo convoca al suo capezzale, gli chiede perdono senza spiegargliene il motivo e lo prega di trovare alcune cose prima che lo facciano altri. Vittima delle trame di un incapace magister, Ugo da Marcina, Rogerius è espulso dalla scuola medica e successivamente accusato di negromanzia dall’arcidiacono Vittore, inquisitore apostolico presso la curia vescovile. Si scatena nel frattempo una lotta tra i magistri per il controllo della scuola che vede eleggere Ugo da Marcina con il titolo di praeses. Nel frattempo, sullo sfondo di una città corrotta e decadente, si muove Arnaldo degli Arsenali, un “parvenu” senza scrupoli che scatena una vera e propria guerra contro Raimondo di Puglia, cavaliere di Federico II e reggente della città, cercando di aizzare la popolazione facendo leva sulla superstizione. Fa da sfondo la lotta tra papa Gregorio IX e Federico II, quest’ultimo indebolito per le guerre che sta combattendo contro i comuni del nord Italia. Hermann Von Salza, gran Maestro dell’ordine dei Teutoni, è l’ultima speranza dell’imperatore per evitare la bolla papale.
Ma Von Salza è ammalato ed è costretto a recarsi a Salerno per affidarsi alle cure dei medici della scuola, prima di affrontare Gregorio. A Ugo da Marcina, diventato praeses, spetta il compito di curare il gran maestro. Nonostante gli sia stata tolta ogni speranza, Rogerius decide di andare a fondo della storia. Tra gli appunti di studio reduci dalla missione di suo padre, scopre un vecchio quaderno delle ricordanze (per ottenere il farmaco efficace e non velenoso è necessario un regolo con una combinazione numerica), che lo aiuterà a ricomporre il puzzle dei fatti e del mistero che avvolge il miracoloso elisir. Spinto dall’amore per la medicina, riuscirà laddove altri nemmeno osano tentare.

 

Carmine Mari è nato nel 1965 a Raito. Vive a Salerno, laureato in sociologia e impiegato nella pubblica amministrazione. Ha svolto l’attività di bibliotecario per alcuni anni. Appassionato di sport e allenatore di canoa. Il regolo imperfetto è il suo primo romanzo.

 

Salerno as seen from the Canalone quarter.

Salerno as seen from the Canalone quarter. (Photo credit: Wikipedia)

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Augusto Pinochet. Extraído de Image:Pinochet y...

Augusto Pinochet. Extraído de Image:Pinochet y Videla.jpg (Photo credit: Wikipedia)

Gringolandia, il terrmine dispregiativo con cui i sudamericani chiamano gli Stati Uniti. Marcelo è stato arrestato dai carabineros di Pinochet, ha conosciuto la tortura, e ora, libero, può rivedere la famiglia dopo cinque anni nella nazione complice del golpe militare. Il corto circuito tra questo sradicamento, le sofferenze patite, e il nuovo modo di vivere della famiglia si esplicita nel rapporto con il figlio maggiore, indagato a fondo in questo splendido romanzo che si è meritato il premio Associazione Statunitense dei Bibliotecari come miglior libro per giovani adulti del 2010. La discesa in un mondo di esclusione e alcoolismo del padre procede con lo sviluppo dei diversi sentimenti che Daniel prova per il genitore…

Gringolandia

Lyn Miller-Lachmann, Atmosphere libri

Questo romanzo toccante introduce i giovani adulti a un periodo terribile della storia, la dittatura di Pinochet in Cile, dando finalmente voce a quelli che a lungo hanno taciuto. Impegno, giustizia, fatica ad affermarsi per fare la cosa giusta – una lezione di vita per tutti.

In Cile, il papà di Daniel, Marcelo, gioca a calcio, balla la cueca e accompagna i figli a scuola nel suo taxi verde malconcio. Ma la sua attività più importante è clandestina: un giornale per denunciare il regime militare del generale Pinochet. Per questo viene arrestato nel 1980, e la sua famiglia è costretta a emigrare negli Stati Uniti. Qui l’adolescente Daniel si fa una nuova vita: suona la chitarra in un gruppo rock, s’innamora di Courtney, la figlia di un ministro di culto locale, e spera di diventare cittadino americano a 18 anni. Ma quando suo padre viene rilasciato e si riunisce alla famiglia, anche Daniel si trova a dover affrontare le conseguenze terribili di cinque anni di prigionia e di torture. Marcelo è semiparalizzato, alcolizzato, tormentato da incubi e amareggiato per l’esilio in un paese che ritiene complice di Pinochet e chiama sarcasticamente “Gringolandia”. Courtney, appassionata attivista in erba, vuole realizzare con lui un giornale a difesa dei diritti umani. Daniel, invece, teme che la continuazione dell’impegno politico possa peggiorare le tendenze autodistruttive del padre. Con lui, il ragazzo sogna un rapporto normale. Poi però si accorge che, per salvargli la vita, dovrà rinunciare ai sogni e affrontare la realtà, riscoprendo le proprie radici. Un romanzo che, al di là della storia politica di un Paese, pone degli interrogativi universali sul rapporto padre e figlio: quali sono i limiti dell’amore? Cosa succede a un figlio nella sua relazione con un genitore tormentato e autolesionista, ma comunque coraggioso? Qual è la differenza tra coraggio e follia?

«Al di là di ogni altra cosa, questa è una storia di sopravvivenza. Miller-Lachmann ha scritto un racconto universale così bello che mi è dispiaciuto quando ho finito di leggerlo». Saldaña, Jr. autore di The Whole Sky Full of Stars

«In questo romanzo, Lyn Miller-Lachmann descrive, con onestà ed empatia assolute, le vittime di Pinochet, oltre alla brutalità dell’epoca, riuscendo tuttavia a evocare la speranza. Il suo è un romanzo commovente, da leggere assolutamente». Marjorie Agosín, autrice di A Cross and A Star: Memoirs of a Jewish Girl in Chile

Lyn Miller-Lachmann è editor di riviste multiculturali. Vive ad Albany, New York, dove è attiva in organizzazioni per la pace, i diritti umani, e un ambiente ecosostenibile.

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Xavier è un cuoco di talento che ha deciso di rinunciare al clamore del mondo “stellato” per rifugiarsi in un angolo remoto del Lussemburgo, servendo ottimi piatti regionali. La morte improvvisa di un importante critico gastronomico lo costringe però a rientrare a gran velocità in quel mondo. Un bel giallo per mettere il naso nel mondo della sofisticazione alimentare e dei grandi interessi che ruotano al mondo del cibo, tra gli eccessi dello chef system e l’ossessione per il nuovo ingrediente trendy da proporre alla clientela sempre a caccia di novità!

 

                Hillenbrand Tom, Frutto del diavolo, Atmosphere libri

 

Xavier Kieffer, cuoco di grande talento, ha deciso di voltare le spalle al mondo dell’arte culinaria; gestisce un ristorantino fuori mano nella città bassa di Lussemburgo, in cui serve piatti regionali semplici e genuini. Strano, quindi, che all’improvviso un critico gastronomico della più rinomata guida per gourmet si trovi seduto a un suo tavolo. In breve, la meraviglia cede il passo allo sgomento: poco dopo l’antipasto il critico cade a terra senza vita. Il ristorante di Kieffer viene chiuso seduta stante, iniziano le indagini condotte da funzionari tutt’altro che gentili e, almeno così pare a Xavier, dall’intelligenza non proprio brillante. Xavier vuole riaprire al più presto il ristorante mantenendo intatta la sua reputazione. Quando viene a sapere che il critico era approdato da lui su segnalazione del suo ex maestro, un celebre cuoco pluripremiato divenuto poi suo grande amico e adesso scomparso nel nulla, Xavier decide di condurre le indagini in prima persona. Prende contatto con la direttrice d

Luxembourg

Luxembourg (Photo credit: dennisikeller)

ella più famosa guida per gourmet, restandone subito affascinato e trovando in lei un’alleata. Per fortuna Xavier conosce il rifugio segreto del suo amico: non lo rintraccia nemmeno lì, in compenso trova un misterioso frutto, con cui il suo maestro stava conducendo esperimenti a ritmo febbrile; d’istinto Xavier prende con sé i resti. Il frutto ha un gusto squisito senza paragoni. In più contiene sostanze finora quasi sconosciute.

 

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A prima vista, Sotto questo sole tremendo, già pubblicato in Francia e Germania, sembrerebbe un noir. Tanto è lo stile, dai toni vagamente chandleriani , per quanto l’ambientazione lo renda atipico: un paesino dell’Argentina bruciato dal sole. Poi, subito qualcosa fa percepire qualcosa di diverso: animali piuttosto strani (coleotteri pericolosi per l’uomo), il caldo atroce che modifica il territorio e le abitudini dei suoi abitanti, e renderebbe impossibile la vita ad un estraneo,  per poi arrivare al cuore centrale del romanzo: il passato tragico e violento dell’Argentina che ritorna. Meno di duecento pagine che si leggono d’un fiato!

 

Sotto questo sole tremendo
CARLOS BUSQUED,Atmosphere Libri
Traduzione di Silvia Busqued

 

Cetarti trascina le sue giornate rinchiuso in casa, sprofondato davanti alla TV in nuvole di fumo. Una sera, mentre Discovery Channel trasmette un documentario sulla pesca dei calamari giganti, squilla inaspettato il telefono. Un tale da Lapachito, nel Chaco, lo informa che sua madre e suo fratello sono stati uccisi a colpi di fucile. Sedici ore e settecento chilometri più tardi Cetarti si ritroverà così nella profonda provincia argentina, in un paese di strade melmose, case diroccate, sole implacabile, per recuperare i resti dei suoi familiari. Dentro la teca domestica, o fuori, sotto un sole tremendo, il paesaggio è lo stesso: un mondo senza accadimenti e senza emozioni, come se tutto fosse già stato e dell’umano esistere non restasse altro che la condanna a un moto perpetuo e inerziale. Non diversamente dalla vecchia elefantessa del circo condannata a danzare senza tregua da scariche elettriche, anche Cetarti scivola inerte incontro al suo destino. Che lo accoglie con la faccia grossa e i denti marci di Duarte, ex sottufficiale dell’aeronautica, collega e amico dell’assassino di sua madre. Insieme a Duarte e al suo giovane e stordito aiutante, Cetarti proseguirà il suo vagabondare in un nulla stipato di espedienti per sopravvivere: una truffa per riscuotere l’assicurazione dei defunti, il trasloco nella stamberga del fratello ucciso e da tempo perso di vista (stravagante collezionista di spazzatura varia e insetti stecchiti), il misterioso sodalizio con una salamandra, il coinvolgimento nei traffici criminali dell’ex sottufficiale. Il viaggio di ritorno dei tre da Cordoba, dopo aver incassato i soldi dell’assicurazione, riserva un inatteso finale

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Due libri apparentemente distanti, perlomeno come ambientazione: Argentina, Algeria . Il loro passato ha però una storia di sangue e violenze, che fatalmente, prima o poi, riaffiora.

 

A prima vista, Sotto questo sole tremendo, già pubblicato in Francia e Germania, sembrerebbe un noir. Tanto è lo stile, dai toni vagamente chandleriani , per quanto l’ambientazione lo renda atipico: un paesino dell’Argentina bruciato dal sole. Poi, subito qualcosa fa percepire qualcosa di diverso: animali piuttosto strani (coleotteri pericolosi per l’uomo), il caldo atroce che modifica il territorio e le abitudini dei suoi abitanti, e renderebbe impossibile la vita ad un estraneo,  per poi arrivare al cuore centrale del romanzo: il passato tragico e violento dell’Argentina che ritorna. Meno di duecento pagine che si leggono d’un fiato,

Sotto questo sole tremendo
CARLOS BUSQUED,Atmosphere Libri
Traduzione di Silvia Busqued

Cetarti trascina le sue giornate rinchiuso in casa, sprofondato davanti alla TV in nuvole di fumo. Una sera, mentre Discovery Channel trasmette un documentario sulla pesca dei calamari giganti, squilla inaspettato il telefono. Un tale da Lapachito, nel Chaco, lo informa che sua madre e suo fratello sono stati uccisi a colpi di fucile. Sedici ore e settecento chilometri più tardi Cetarti si ritroverà così nella profonda provincia argentina, in un paese di strade melmose, case diroccate, sole implacabile, per recuperare i resti dei suoi familiari. Dentro la teca domestica, o fuori, sotto un sole tremendo, il paesaggio è lo stesso: un mondo senza accadimenti e senza emozioni, come se tutto fosse già stato e dell’umano esistere non restasse altro che la condanna a un moto perpetuo e inerziale. Non diversamente dalla vecchia elefantessa del circo condannata a danzare senza tregua da scariche elettriche, anche Cetarti scivola inerte incontro al suo destino. Che lo accoglie con la faccia grossa e i denti marci di Duarte, ex sottufficiale dell’aeronautica, collega e amico dell’assassino di sua madre. Insieme a Duarte e al suo giovane e stordito aiutante, Cetarti proseguirà il suo vagabondare in un nulla stipato di espedienti per sopravvivere: una truffa per riscuotere l’assicurazione dei defunti, il trasloco nella stamberga del fratello ucciso e da tempo perso di vista (stravagante collezionista di spazzatura varia e insetti stecchiti), il misterioso sodalizio con una salamandra, il coinvolgimento nei traffici criminali dell’ex sottufficiale. Il viaggio di ritorno dei tre da Cordoba, dopo aver incassato i soldi dell’assicurazione, riserva un inatteso finale

Carlos Busqued

Classe 1970, Carlos Busqued ha fatto parlare di sé con Sotto questo sole tremendo, sua opera prima. Blogger, collaboratore di piccole e strane riviste, Busqued scrive con una prosa che ha permesso alla stampa di avvicinarlo a Raymond Carver. Ma non è il caso di aspettarsi uno stile minimalista. Al contrario, Busqued usa un linguaggio turpe, grasso, che va dritto al cuore dell’espressione, senza fronzoli e senza troppe inutili spiegazioni, retto da una struttura narrativa più che solida, che non toglie il fiato dal collo del lettore. Sotto questo sole tremendo è stato già pubblicato in Germania e Francia.

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Guerra d’Algeria. Tre uomini, due francesi, amici e reduci della seconda guerra mondiale e dell’Indocina, e un capo ribelle. Attraverso una polifonia di voci, Jerome Ferrari , narra una “ferita ancora aperta”. Perché un uomo torturato dalla Gestapo passa dall’altro lato della barricata, trasformandosi in carnefice? Perché uomini uniti da un vincolo profondo, il cameratismo,possono arrivare ad odiarsi? Cosa può insegnare loro un uomo che si è macchiato del sangue di molti innocenti, uccisi in attentati terroristici?

Così si confessa l’autore: «Non volevo scrivere semplicemente un romanzo storico o un romanzo realista. M’interessava piuttosto parlare di una situazione universale, ancora d’attualità in Iraq, in Afghanistan o negli Stati Uniti del dopo 11 settembre».

Lo stile è denso e lirico, a tratti forse troppo nelle pagine in cui il tenente Andreani fa sentire la propria voce, l’impatto emotivo sul lettore è comunque forte!

 Jérôme Ferrari
Dove ho lasciato l’anima, Fazi editore

traduzione di Maurizio Ferrara
Il 5 luglio 1962, dopo otto anni, si concludeva la guerra franco-algerina e l’Algeria conquistava la propria indipendenza. A cinquant’anni da quella data, il romanzo di Ferrari, pluripremiato in Francia, fa i conti con una delle più laceranti vicende storiche del secondo Novecento e riflette sulle menzogne morali implicite in ogni guerra.

Algeria, 1957. Nel pieno di una guerra feroce e logorante, tre uomini si trovano riuniti nello stesso luogo, una villa sferzata dal vento del deserto, a condividere un angolo di inferno. Il capitano francese André Degorce, reduce della prigionia in Indocina e già giovane partigiano sopravvissuto alla barbarie di Buchenwald, guida ora la divisione incaricata di stroncare la resistenza algerina. Suo adesso è il ruolo del carnefice, del torturatore e ha appena conseguito un importante successo: l’arresto di Tahar, il Puro, uno dei massimi capi dell’ALN, braccio armato dell’esercito di liberazione. Di fronte a quest’uomo inflessibile e consapevole del proprio destino, e con cui intraprende un duro e intenso dialogo, Degorce sperimenta il castigo interiore dell’aguzzino, di colui che non riesce più a ritrovare se stesso dietro i comandi di morte che pure impartisce. È il tenente Andreani, che con il capitano ha già condiviso gli orrori del passato, a svelare la menzogna morale che si cela dietro la tortura e a mostrargli la verità di quella spietata pedagogia della guerra cui tutti loro partecipano. Jérôme Ferrari, attraverso la voce di tre personaggi uniti dalla Storia e divisi da un dolore che non può essere condiviso, fa i conti con una lacerante pagina di storia e riflette, con uno stile crudo e diretto, sul tema dell’impossibilità dell’espiazione, sulla violenza intrinseca alla condizione umana.

Jérôme Ferrari è nato a Parigi nel 1968. Ha insegnato filosofia per quattro anni in un liceo di Algeri, attualmente vive e lavora in Corsica. È autore di quattro romanzi, tutti usciti per Actes Sud. Tra i più stimati scrittori della nuova scena francese, con questo romanzo ha ricevuto, oltre al Premio Roman France Télévision 2010, anche il Premio Larbaud 2011, il Premio Initiales 2011 e il Gran Premio Poncetton Société des Gens de Lettres 2010.

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