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Posts Tagged ‘autori asiatici’


Globalizzazione vuol dire anche poter scegliere dai banchi delle librerie autori di ogni parte del mondo, significa incontro di culture, se pensiamo al tributo a Jonathan Swift presente in apertura di questo libro che una autrice malese ha dedicato ai segreti di una ricca famiglia di origine indiana .
La giovane Preeta Samarasan ha conquistato nomination ad importanti premi in diversi angoli di mondo, dal Commonwealth Writers Prize all’Orange Prize for Fiction, imponendosi alla critica e al pubblico con questo robusto ed incisivo romanzo dal tono lirico, contraddistinto dalla ricca inventiva e dalla capacità di intrecciare la grande storia con quella dei suoi personaggi.

Tutto il giorno è sera, Preeta Samarasan, Einaudi

«La storia, acuta nel rendere la psicologia dei personaggi e molto ben congegnata, di discendenti di immigrati indiani che vivono in una situazione di benessere materiale e impoverimento emotivo sullo sfondo del complesso intreccio etnico della Malesia. Straordinariamento incisivo, Tutto il giorno è sera è un romanzo d’esordio incredibilmente saggio e bello sulle tragiche conseguenze dell’incapacità di amare». Booklist
Accolto con grande favore nei paesi anglosassoni come in Asia, Tutto il giorno è sera è il romanzo che ha rivelato una nuova scrittrice di talento, Preeta Samarasan, nata in Malesia e trasferitasi negli Stati Uniti quando era ragazza. Nel suo paese di origine, ex colonia inglese abitata da un complesso intreccio di popoli – europei, indiani, cinesi e malesi -, Samarasan ha ambientato una saga familiare di secolari misteri e incoffessabili segreti, amori e vendette raccontati con uno stile definito dal Guardian «vibrante, descrittivo e ricco di coloriti dialoghi indo-malesi». Una grande saga che intreccia con abilità le vicende e le voci dei tanti membri della famiglia protagonista. Ha scritto Publishers Weekly: «Samarasan torna indietro nel tempo per rivelare i segreti di una famiglia. La lingua trabocca di energia e l’autrice mostra un piglio sicuro nel gestire così tanti personaggi».

In una terra «senza primavera senza estate senza autunno senza inverno», sferzata ogni giorno da «furiosi e melodrammatici temporali pomeridiani» tanto da sembrare «che ogni giorno inizi con una fiammata e finisca con questi diluvi, così che il passato, il presente e il futuro scorrano insieme in un perenne fiume indistinto», la Grande Casa si erge orgogliosa. Da decenni osserva le vicende di chi l’ha abitata, ma mentre le termiti ne divorano le fondamenta, anche la famiglia che la possiede sembra sgretolarsi: alla precipitosa partenza di Uma, la primogenita, è seguita la cacciata di Chellami, la domestica. Eventi incomprensibili per la piccola Aasha, a cui si aggiunge l’inquietante presenza nella casa del fantasma della nonna Paati, morta pochi giorni prima. Misteri la cui spiegazione può essere trovata solo nel passato, svelati da Samarasan raccontando la storia di una famiglia e di un intero Paese perché, ha dichiarato l’autrice, «il fine della narrativa è sempre raccontare la grande storia attraverso piccole storie. E questo è ciò che me l’ha fatta amare».

il sito dell’autrice:

http://preetasamarasan.com/


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Un nuovo editore, collegato a Giunti, propone uno sguardo attento ai nuovi talenti narrativi di un continente sempre più protagonista.

http://www.metropolidasia.it/

Metropoli d’Asia è una nuova casa editrice fondata da Andrea Berrini, scrittore e saggista, in partnership con Giunti Editore. L’obiettivo: scoprire, tradurre e proporre a un vasto pubblico narratori contemporanei asiatici che propongono temi e scritture innovativi. Metropoli d’Asia intende concentrarsi su autori residenti in molti paesi, che ne vivono quindi in prima persona la realtà, e su romanzi ambientati in prevalenza nelle aree urbane; autori legati a un luogo, con il quale hanno una contiguità fisica, materiale, perché ne battono le strade e i quartieri e hanno relazioni dirette con gli abitanti. Il piano editoriale prevede l’uscita dei primi titoli nel 2009, a partire dal 14 ottobre.

Shazia Omar ,
Come un diamante nel cielo

Come si scrive un noir ambientato nella capitale del Bangladesh, uno dei paesi più poveri del mondo? Immergendo i suoi protagonisti nei vapori dolciastri dell’eroina, Shazia Omar racconta la parabola di due tossicodipendenti. Deen è il rampollo di una famiglia ricca, anche se decaduta, AJ proviene invece dal mondo delle baraccopoli, ma è riuscito a farsi strada come scagnozzo di un boss del contrabbando di pietre preziose. Tra feste d’alto bordo, rapine, e sballi di LSD, cantando la Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles e la Heroin di Lou Reed, i due restano invischiati nelle manovre della corrotta polizia di Dhaka che perseguita i piccoli pusher, ma protegge i trafficanti. Un noir semplice e di impianto classico: l’amore struggente per una ragazza, la pistola del boss, la partita di diamanti. Gli ingredienti del romanzo di genere ci sono tutti, l’ambientazione è insolita. Percorrendo in motorisciò i vicoli squallidi e miserabili come i viali alberati delle residenze di lusso, facendosi accompagnare dai classici del pop internazionale come dall’hindi pop locale, i due protagonisti si avviano verso un finale sorprendente e senza sconti.

Shazia Omar
Shazia Omar ha 29 anni ed è cresciuta a Dhaka. Si è laureata in psicologia nel New Hampshire, e ha lavorato come analista finanziaria alla Lehman Brothers a New York. Coinvolta nella tragedia dell’11 settembre, salvatasi rocambolescamente dal crollo del grattacielo che ospitava il suo ufficio, decise di cambiare vita. Dopo aver completato un master in psicologia sociale a Londra, ha svolto un tirocinio in un centro di riabilitazione per eroinomani a Bombay, un’esperienza che ha poi rielaborato


Kiran Nagarkar ,
Ravan & Eddie

Fa pensare alla Belleville di Pennac, il chawl dove nascono e crescono Ravan e Eddie. Un condominio popolare dove si intrecciano le storie di due bambini, poi adolescenti, poi giovani adulti, l’uno indù e l’altro cattolico, ma talmente insofferenti alle convenzioni da arrivare a scambiarsi i ruoli. A partire da un imperdibile incipit – nel corso del quale Ravan si trova per un caso a uccidere il padre di Eddie – la leggerezza e l’ironia del tocco di un grande autore come Kiran Nagarkar ci strappano risate anche quando si toccano temi importanti, come le relazioni tra religioni diverse e le differenze di casta. Inestricabilmente legati anche se in eterno conflitto, i due ragazzi si confrontano con una galleria di personaggi sordidi e strampalati, immaginifici e vitali. Chiedete a un abitante di Bombay: qual è il romanzo che me

Kiran Nagarkar
Romanziere, drammaturgo e sceneggiatore, Kiran Nagarkar (Bombay 1942) è uno dei più noti scrittori indiani. Scrive sia in marathi che in inglese. Il suo primo romanzo, Saat Sakkam Trechalis (uscito nel 1974 e pubblicato in inglese col titolo Seven Sixes are Forty-Three ) è considerato una pietra miliare nella letteratura indiana dopo l’indipendenza. Nel 1978 scrive la sua controversa pièce Bedtime Story e nel 1994 viene messa in scena l’opera teatrale Kabirache Kay Karayache? , sugli scontri etnici

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