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Posts Tagged ‘autori francesi’

anche questa volta siamo conquistati dal nuovo libro di Sorj Chalandon, di cui abbiamo già amato La quarta parete e Chiederò perdono ai sogni. Anche questa volta la grande Storia rivive attraverso gli accadimenti personali dei suoi protagonisti. Le pagine delle vessazioni con cui un padre fanatico della grandeur francese, dell’impero a rischio di sgretolamento con la guerra in Algeria, stravolge la vita del giovane protagonista, arruolandolo nella sua personale battaglia contro De Gaulle e i nemici della patria, sono agghiaccianti. Anche questa volta i premi sono fioccati numerosi per l’autore: a ragione,diciamo noi!
 
 
 
orj Chalandon scrive con le sue lacrime. Dopo quelle versate per il tradimento del suo amico irlandese, quelle del massacro di Sabra e Shatila in Libano (La quarta parete), lo scrittore libera le lacrime della sua infanzia in La professione del padre. Sorj Chalandon scrive con le sue lacrime. Dopo quelle versate per il tradimento del suo amico irlandese (Il mio traditore), quelle del massacro di Sabra e Shatila in Libano (La quarta parete), lo scrittore libera le lacrime della sua infanzia in La professione del padre. OLIVIER PÉROU, LE POINT
Quante cose si possono fare in una sola vita? André Choulans dice di essere stato cantante, insegnante di judo, calciatore, spia, pastore pentecostale, paracadutista durante la guerra, confidente del generale de Gaulle e poi suo nemico. Ha una missione: uccidere de Gaulle e combattere affinché l’Algeria resti francese: per questo chiede aiuto al figlio Émile.
Il ragazzo decide di stare al suo fianco eseguendone gli ordini e accettandone il duro addestramento. Affascinato ascolta i racconti di eroismo del padre e dimentica i comportamenti violenti di quell’uomo malato. Incassa i colpi, non dubita, non si lamenta, non giudica.
Vuole essere il miglior figlio possibile, ogni volta più bravo, a scuola come a casa. Quella casa, dove non è permesso portare nessuno, che diventa il luogo in cui la piccola storia eroica e avventurosa di Émile incontra la grande Storia nella quale il padre in qualche modo è sempre implicato – la fuga di Nureyev dall’URSS, l’omicidio di Kennedy – e dove si forma la ferita che poi albergherà nel cuore del protagonista anche da adulto.
Un romanzo forte e potente – pieno di ombre che convivono con la luce – come tutti quelli che ci ha regalato Sorj Chalandon, narrato con uno stile serrato, pieno di immagini dalle quali difficilmente riusciamo a staccarci.
Una storia toccante e un romanzo sublime.
PRIX DU STYLE
ROMANZO DELL’ANNO PER LES ÉTOILES • LE PARISIEN • AUJOURD’HUI EN FRAN

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“Uno dei migliori libri scritti nel Novecento. Sto parlando del suono che quel libro emette, del suo peso nella memoria, del suo modo di disporsi nel tempo, dei suoi colori, del suo modo di accoppiarsi con l’attenzione del lettore…». Alessandro Baricco ha indicato la trilogia di Rebecca West come l’opera che porterebbe su un’isola deserta. Arriva in libreria il secondo capitolo, dopo La famiglia Aubrey
traduzione di Francesca Frigerio
È trascorso qualche anno da quando abbiamo salutato la famiglia Aubrey. Le bambine non sono più tali: i corsetti e gli abiti si sono fatti più attillati, le acconciature più sofisticate; l’ozio delle giornate estive è solo un ricordo. Oggi le Aubrey sono giovani donne, e ognuna ha preso la sua strada: le gemelle Mary e Rose sono due pianiste affermate e vivono le difficoltà che comporta avere un talento straordinario. La sorella maggiore, Cordelia, ha abbandonato le velleità artistiche per sposarsi e accomodarsi nel ruolo di moglie convenzionale. La cugina Rosamund, affascinante più che mai, lavora come infermiera. La madre comincia piano piano a spegnersi, mentre il padre è sparito definitivamente. Poi c’è lui, il piccolo Richard Quin, che si è trasformato in un giovane seduttore brillante e, sempre più, adorato da tutti. La guerra, che piomberà sulla famiglia come una catastrofe annunciata, busserà anche alla sua porta, e sconvolgerà ogni cosa. Mentre l’Inghilterra intera è costretta a separarsi dai suoi uomini, l’universo delle Aubrey si fa sempre più esclusivamente femminile: gli uomini e l’amore rimangono un grande mistero, un terreno inesplorato da attraversare, pagine ancora tutte da scrivere che, forse, troveranno spazio nel prossimo volume di questa appassionante saga familiare.
Dopo La famiglia Aubrey, Nel cuore della notte è il secondo capitolo della trilogia di Rebecca West.
«Una ricostruzione narrativa che si apparenta per tono di voce e coloritura morale a certi grandi romanzi dickensiani, ma con il valore aggiunto di una solidità affettiva che invece richiama alla memoria il quadretto della famiglia colta e povera per eccellenza, quello della famiglia March di Piccole Donne di Louisa May Alcott».
Alessia Gazzola, «La Lettura – Corriere della Sera»
Nata Cicely Isabel Fairfield a Londra, prese il suo pseudonimo dall’omonimo personaggio di Ibsen, un’eroina ribelle. Nel corso della sua lunga vita travagliata e romanzesca è stata scrittrice, giornalista, critica letteraria, instancabile viaggiatrice, femminista ante litteram e politicamente impegnata. Amica di Virginia Woolf e amante di H.G. Wells, Rebecca West viene considerata una delle più raffinate prosatrici del ventesimo secolo. La trilogia degli Aubrey, ispirata alla storia familiare dell’autrice, è stata indicata da Alessandro Baricco in risposta alla domanda «Quale libro ti porteresti su un’isola deserta?».

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I MIGLIORI GIALLI DEGLI ULTIMI MESI, secondo Atlantide.

CLAIRE MASSUD,RAGAZZA CHE BRUCIA,BOLLATI BORINGHIERI
Altra brillante prova di questa autrice, una appassionante storia di amicizia al femminile, di formazione e crescita, che si trasforma pagina dopo pagina in un ottimo thriller psicologico
MAURIZIO MAGGI, LA CODA DEL DIAVOLO, LONGANESI
Dimenticate le spiagge e l’estate, la Sardegna raccontata da Maurizio Maggi è molto diversa, colta in un cupo inverno
VOLKER KUTSCHER, LA MORTE NON FA RUMORE, FELTRINELLI
Il bestseller pluripremiato che ha ispirato la serie Babylon Berlin in onda su Sky, la Germania di Weimar in un grande romanzo criminale
ARNALDUR INDRIDASON, LA RAGAZZA DELLA NAVE, GUANDA
Dal “ principe del noir” (New York Times) una trama di gelosie, vendette e violenze nel clima teso degli anni più bui della storia islandese, negli anni Quaranta.
CRISTINA CASSAR SCALIA, SABBIA NERA, EINAUDI
Dalla Sicilia, terra di Montalbano, ecco il vice questore Giovanna Guarrasi:Testarda, scontrosa, tormentata dalla morte del padre e dalla fine di una relazione difficile; appassionata di vecchi film e amante della buona tavola: il vicequestore Vanina Guarrasi è semplicemente formidabile.
LEONARDO GORI, NERO DI MAGGIO, TEA
Ripubblicato e revisionato finalmente il primo caso per il Capitano Bruno Arcieri, un perfetto thriller storico ambientato nel 1938
PATRICK FOGLI,A CHI APPARTIENE LA NOTTE,BALDINI CASTOLDI
Il libro vincitore del PREMIO SCERBANENCO 2018
BRAD MELTZER, L’ARTISTA DELLA FUGA, FAZI
«L’artista della fuga è un romanzo-fionda. Brad Meltzer, con mano esperta, lo tira indietro e lo lascia andare, lanciando l’eroina più atipica in un thriller ad alto rischio e ad alta tensione che non vi lascerà prendere fiato. Un consiglio: allacciate le cinture!». Michael Connelly
STEPHEN KING,OUTSIDER, SPERLING KUPFER
Il male ha molte facce, e King le conosce tutte…
HERVE’ LE CORRE, SCAMBIARE CANI PER LUPI, E.O
dall’autore de Dopo la guerra, un altro perfetto noir in salsa francese: delizia pura per il lettore, una atmosfera descritta con mano sicura, un gruppo di protagonisti che non dimenticherete!
KARIN SLAUGHTER, FRAMMENTI DI LEI, HARPERCOLLINS
E se persona che credi di conoscere meglio di chiunque al mondo celasse un lato oscuro? “Con questo romanzo Karin Slaughter ha superato se stessa” J.Deaver. Un thriller strutturato con efficacia, tra colpi di scena e suspence.
TIM WILLOCKS, UN CASO COMPLICATO PER L’ISPETTORE TURNER, NEWTON
Un thriller crudo, una pericolosa rete di intrighi nasconde la verità su un omicidio.
ROBERTO COSTANTINI, DA MOTLO LONTANO, MARSILIO
Altra brillante prova di questa autore, ancora un caso per il Commissario Balistreri, uno dei personaggi più riusciti del poliziesco moderno. E sullo sfondo, l’Italia..
VALERIO VARESI, LA PAURA NELL’ANIMA, FRASSINELLI
Il commissario Soneri non vedeva l’ora di lasciare l’afa agostana di Parma, e fuggire insieme ad angela a montepiano, sul suo amato Appennino. Troppo bello per essere vero..
JOHN KATZENBACH, IL PROFESSORE, FAZI
«Chi fino a ora si è sentito al riparo nella sua piccola vita borghese, con l’ultimo romanzo di Katzenbach sentirà un profondo brivido. Il professore sconvolge anche il lettore più avvezzo alla lettura di thriller – Der Spiegel
CARLO CASTELLANETA, NOTTI E NEBBIE, INTERLINEA
La Milano dell’ultima guerra nella stagione dell’occupazione nazista vista attraverso le vicissitudini di un commissario della polizia politica, tra la passione carnale per le donne e l’attaccamento agli ideali del fascismo ormai in mezzo a una guerra civile. Il ritorno di un classico del genere.
ANDREA COTTI, IL CINESE, RIZZOLI
Grosso guaio a Chinatown, quella romana. Il primo caso per l’ispettore  LUCA WU, prende molto dal giallo classico americano, per il ritmo serrato, lo sviluppo dell’indagine, i personaggi ben descritti!
JIM HARRISON, IL GRANDE CAPO, BALDINI CASTOLDI
Un bel ritorno in libreria, per un autore dimenticato ingiustamente dall’editoria. Oltrepassando con slancio i triti clichè del genere giallo, Jim Harrison stupisce per il suo brillante ritratto di società, e del suo protagonista, il detective Sunderson..

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Un romanzo vivido per inoltrarci nelle colorite vie dell’India contemporanea, con cinque personaggi alle prese con la volontà di riscatto, dal desiderio di vivere una vita migliore. Coinvolgente e magmatico, sorprendente in ogni pagina per lo sguardo “ad altezza d’uomo” che offre su quel meraviglioso Paese, sui suoi abitanti!
NEEL MUKHERJEE, REDENZIONE, NERI POZZA
 
 
Costruito intrecciando magistralmente vite segnate dalla crudeltà e dalla violenza, Redenzione è uno straordinario romanzo corale che pone al suo centro la volontà di riscatto di cinque personaggi accomunati, in India, da un unico desiderio: vivere una vita migliore. Un desiderio che si misura con una potenza tuttora imperante nell’India moderna: la povertà, vissuta come una vera e propria punizione divina («I morsi della fame sono un grande castigo. Dio ci ha dato lo stomaco per punirci» dice la madre di una delle protagoniste del libro) e, ad un tempo, come la forza che sradica, che muove a un’esistenza diversa, che può essere caratterizzata tanto dall’umiliazione e dalla vergogna quanto dal riscatto e dalla redenzione. Ecco allora la donna, che dalla campagna ha raggiunto la grande metropoli per lavorare fino allo stremo e garantire gli studi al giovane nipote in Germania; ecco il contadino diventato in città un mazdoor, un muratore esposto alla miseria e ai pericoli del suo nuovo stato; l’uomo che crede i arricchirsi insegnando a danzare al suo orso, e diventando nei fatti un qalandar, un maldestro sfruttatore di animali; la ragazza che abbandona il villaggio per rifugiarsi nella giungla e trasformarsi in una naxalita, una ribelle maoista; il padre che ritorna in India per smarrirsi definitivamente nell’improvvisa, incomprensibile oscurità del suo aese natìo.
Romanzo dickensiano che si inoltra nella zona d’ombra dell’India moderna, quella delle «vite altre» cui la modernizzazione ha concesso nient’altro che nuova onta e oltraggio, Redenzione è una magnifica conferma del talento di Neel Mukherjee, uno dei protagonisti principali della nuova scena letteraria internazionale, uno scrittore cosmopolita capace di «un’opera dall’alto valore letterario» che è,insieme, «un tributo compassionevole a tutti coloro che, dimenticati, cercano di trionfare sulla sottomissione» (Publishers Weekly).
Curatore: A. Nadotti, N. Gobetti

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PER CHI AMA i SAGGI STORICI: In questo periodo le librerie traboccano di ogni sorta di tesori di carta, con il loro profumo inconfondibile, così tanti che è davvero impossibile selezionarne qualcuno per parlarne, dovrete proprio venire a trovarci!
Ad Atlantide i librai sono pronti con tanti suggerimenti per soddisfare qualsiasi richiesta. Un consiglio per chi ama i SAGGI STORICI.
(p.s.: seguite sulla nostra pagina tutti i nostri consigli di lettura, https://www.facebook.com/libreria.atlantide )
Simon Sebag Montefiore, Gerusalemme, Mondadori
traduzione di Maria Eugenia Morin
 
Gerusalemme è la città universale, la capitale di due popoli, il santuario di tre religioni. È stato il gioiello ambito dagli imperi, il luogo indicato dalle profezie per il giorno del Giudizio e il campo di battaglia dello scontro di civiltà della nostra epoca. Da re Davide a Barack Obama, dalla nascita del giudaismo all’annuncio di Cristo fino al sorgere dell’islam, dal sionismo al conflitto israelo-palestinese, Gerusalemme ripercorre l’epopea di tremila anni di fede, massacri, fanatismo e pacifica convivenza.
 
Quale mistero e quali eventi hanno fatto di questa cittadina sperduta su un altopiano dei monti della Giudea, stretta tra il Mediterraneo e il Mar Morto, la Città Santa per i fedeli del Libro, il «centro del mondo» e la chiave per la pace in Medio Oriente? Grazie a una narrazione avvincente e a uno stile che coniuga le necessità descrittive dello specialista con il gusto per l’excursus e l’aneddoto, Simon Sebag Montefiore svela i mille volti di una città in perenne mutamento e le sue diverse incarnazioni, restituendoci ogni epoca e ogni personaggio nella loro vivida lucentezza.
 
La biografia di Gerusalemme viene raccontata attraverso guerre, intrecci amorosi, rivelazioni di uomini e donne che hanno costruito e distrutto questa città. Con un ritmo incessante si succedono sulla scena protagonisti illustri: da Salomone, Saladino e Solimano il Magnifico alla regina Cleopatra, da Adriano a Churchill; da Abramo a Gesù e Maometto; dal mondo antico di Nabucodonosor e Giuda Maccabeo, Erode e Nerone, ai tempi moderni del Kaiser Guglielmo, di Disraeli, Mark Twain e Lawrence d’Arabia, fino ai giorni nostri con Peres, Rabin, Clinton e Arafat.
 
Attingendo a nuove fonti d’archivio e alle conoscenze più recenti, oltre che ai documenti di famiglia e a un’intera vita di studi e ricerca, Montefiore getta luce su questioni essenziali per comprendere la città: la santità, il misticismo, il ruolo giocato dall’identità e dall’aspirazione all’egemonia che ne hanno caratterizzato la storia e ne marchiano a fuoco il presente. In questa affascinante cronistoria l’autore rievoca ambienti, sentimenti e passioni di Gerusalemme, trasmettendo al lettore gli strumenti – i fatti – per interpretarne le tragedie, di ieri e oggi, ma anche il giusto disincanto per non smarrirsi nelle sue inestricabili contraddizioni. Alla scoperta di come Gerusalemme è diventata la sola città al mondo che vive da sempre in due dimensioni, quella celeste e quella terrena.

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RECENSIONE.
Vero, iniziando i primi racconti de Dalla parte del bene si respira il medesimo clima avvertibile ne La morte dei caprioli belli, di una autore ceco, il mitico Ota Pavel. Leggerezza e ironia mentre la grande storia consuma le sue tragedie, narrate con gli occhi candidi dell’infanzia. Mai l’invasione della Cecoslovacchia è stata narrata con i toni de La barricata silenziosa, con l’ingenuo tentativo degli abitanti di un paesino di contrastare l’avanzata dei carri armati sovietici bloccando le strade. Un oste dal cuore d’oro renderà meno amara la sconfitta, forse..
 
 
Dalla parte del bene, Martin Fahrner, Keller
TRADUZIONE DAL CECO LAURA ANGELONIT
 
 
In un piccolo paese al confine con la Polonia, posto su un valico tra due montagne, l’esistenza può scorrere pacificamente, segnata soltanto dall’agognato passaggio da un triciclo a una Pionýr o a un’Eska, una bicicletta disponibile in tanti colori e con le marce. Poi quando le gambe si allungano a dismisura e si è molto fortunati, si può pure ricevere una Favorit, per tutta la vita.
Eppure per il figlio del capitano della squadra di calcio di Kostelec questo rituale non è scontato e il triciclo può finire, ad esempio, in cima alla barricata allestita per fermare i carri armati pronti a invadere la Cecoslovacchia nel 1968.
Comincia così un racconto magico in cui ci guida la voce di un bambino che prima narra le gesta di un padre, fuoriclasse del pallone, e poi quelle di un protagonista che fa i conti con il crescere e il diventare adulto proprio nel periodo più tragico della recente storia cecoslovacca: dall’invasione sovietica che mette fine alla Primavera di Praga nel 1968 fino alle manifestazioni studentesche e alla caduta del regime comunista nel 1989.
Nel mezzo, vent’anni con una famiglia particolarissima, un padre che conosce i fasti e il declino della propria stella, gli amici, le scelte, lo sport, il tutto alla ricerca di una bussola capace di indicare la strada giusta, che sempre torna a coincidere con quella di un’intera generazione.
Leggero e ironico, Martin Fahrner si inserisce nella migliore tradizione della letteratura ceca che affronta i grandi temi del vivere e della storia con una levità rara.
Per chi ha amato La morte dei caprioli belli di Ota Pavel e l’ironia della letteratura ceca, Dalla poarte del bene di Martin Fahrner è una lettura fortemente consigliata

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«Leto non si sente né male né bene: cammina dimentico, nel mattino, al centro di un orizzonte materiale che gli manda, in onde costanti, rumori, consistenze, luci, odori. È immerso in quell’orizzonte e al tempo stesso ne è il centro; se di colpo scomparisse, il centro cambierebbe di posto.»

 

Ai sommi basta una passeggiata tra due amici, in una Baires degli anni Sessanta, parlando degli echi di una festa alla quale nessuno dei due ha partecipato, per dare vita ad un libro sublime. Leto e Il Matematico diventano così due giganti della letteratura grazie alla prosa armoniosa e dotata di perfetto ritmo di Juan Josè Saer, scrittore argentino tra i grandissimi del continente, accostabile ad un altro gigante,  Juan Carlos Onetti. E dal loro percorso lentamente l’universo si espande, ad abbracciare i loro pensieri prima, poi a presentare agli occhi del lettore l’intero mondo argentino, il cosmo, il senso dei ricordi e della realtà, con uno sguardo preciso e cristallino.  

 

https://www.lanuovafrontiera.it/libri/il-basilisco/glossa/

 

Glossa ,Juan José Saer, Traduttore: Gina Maneri

La nuova frontiera editore

 

«Leto non si sente né male né bene: cammina dimentico, nel mattino, al centro di un orizzonte materiale che gli manda, in onde costanti, rumori, consistenze, luci, odori. È immerso in quell’orizzonte e al tempo stesso ne è il centro; se di colpo scomparisse, il centro cambierebbe di posto.»

 

Leto e il Matematico si incontrano una mattina per strada. Il primo si è appena trasferito in città dove lavora come contabile. Il secondo viene da una famiglia dell’alta borghesia cittadina ed è appena tornato da un viaggio di studio in Europa. Decidono di fare un pezzo di strada insieme parlando della festa del poeta Washington Noriega, festa alla quale nessuno dei due ha partecipato.

 

A partire da un pretesto così semplice Saer costruisce una macchina letteraria perfetta, capace di insinuare il dubbio su tutto ciò che crediamo di vivere e percepire. Il lettore vede il romanzo dispiegarsi liberamente sotto i suoi occhi, come se si scrivesse da solo. Vede la coscienza dei protagonisti esitare e i loro ricordi ingannarli mentre si accumulano, passo dopo passo, parole non dette, angosce e disillusioni.

 

Cosa sono i ricordi, il tempo, la realtà e come li raccontiamo sono i temi dell’opera più filosofica di Saer, che è, allo stesso tempo, il commovente racconto della generazione perduta di un paese, l’Argentina, che proprio in quegli anni viveva il suo periodo più buio.

 

Juan José Saer, nato in Argentina nel 1937, è stato il principale scrittore della generazione successiva a quella di Borges. Nel 1968 si trasferisce a Parigi e inizia a insegnare letteratura ispanoamericana all’Università di Rennes. La sua vasta opera narrativa comprende dodici romanzi, cinque libri di racconti, uno di poesia e vari saggi. Nel 1987 ha vinto il Premio Nadal, a cui si sono aggiunti altri prestigiosi riconoscimenti come il premio France Culture, e il premio Unione Latina di Letterature Romanze. Morì a Parigi nel 2005.

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