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il nostro libro del cuore della settimana ci porta lontano:

Tokyo tower

Tokyo tower (Photo credit: apple 94)

trad. A. Pastore

che splendida atmosfera si respira tra le mille cose in vendita nella quieta bottega  di “robe vecchie” del signor Nakano! Siamo a Tokyo, ma dalla quiete che vi respira parrebbe di essere negli anni cinquanta in un paesino di provincia. Gli affari non è che vadano granchè bene, non è che i clienti si sprechino in acquisti esagerati, ma va bene così. I tre personaggi che vi lavorano, il titolare, il silenzioso Takeo e l’inquieta Hitomi, e qualche personaggio che spesso si affaccia nei saloni, come la sorella di Nakano ed un misterioso anziano signore, danno vita ad una commedia lieve tutta dedicata alle relazioni che si creano tra esseri umani che si frequentano, ironica, densa di poesia e di quella leggiadria che solo gli autori giapponesi possono conferire ad una storia!

LA SCHEDA DEL LIBRO
Benvenuti nella bottega del signor Nakano. A Tokyo, in un quartiere lontano dalle strade piú commerciali, il suo negozio di rigattiere è un rifugio per oggetti originali e stravaganti: come a volte lo sono i cuori degli uomini e delle donne che lo frequentano. La bottega del signor Nakano è un piccolo mondo di affetti, di incontri, di amori, sospeso in un tempo che sembra accoccolarsi su se stesso come un gatto che dorme. Un luogo in cui vi sentirete leggeri, forse un po’ malinconici, ma di certo accolti. E non vorrete piú andare via.

La bottega del signor Nakano è un po’ speciale. Innanzitutto, come tiene a specificare il proprietario, «non è un negozio di antiquariato ma di roba vecchia»: soprammobili fuorimoda, ciotole usate, manifesti di epoche dimenticate, malinconici reperti di vite sconosciute che potete comprare per pochi spiccioli, oggetti particolari e scompagnati come, in fondo, sono gli uomini e le donne che girano intorno al negozio. A cominciare dal signor Nakano: eccolo lí, dietro la cassa, magrissimo, un berretto di lana calato sulla fronte e una certa qual debolezza per il fascino femminile. A dargli una mano ci sono due ragazzi, Takeo, tanto laconico da apparire misterioso, e Hitomi, una ragazza allegra e inquieta. I due giovani si studiano, s’innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare le impreviste complicazioni che nascono dal desiderio. Sarà proprio Hitomi, e il suo sguardo curioso e sensibile, ad accompagnare il lettore attraverso la girandola di incontri e personaggi che ruotano intorno alla piccola, vivace bottega del signor Nakano. Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all’intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno. Una scrittura soave e luminosa, pervasa da un sottile rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, e al tempo stesso da un confortante calore umano. Perché tutti, almeno una volta, ci siamo detti: «Che cosa complicata è l’amore!»

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abbiamo cominciato con un ragazzetto di ottanta anni, terminiamo con Shibata Toyo, che a quasi cento anni ha pubblicato questa raccolta di poesie, su consiglio del figlio, per “non sentirsi frustrata” per l’avanzare dell’età…

Se sei triste, guarda il cielo,Shibata Toyo, Mondadori

Una piccola donna di quasi cento anni ha scoperto la speranza e l’ha ridata al suo popolo diventando il caso editoriale degli ultimi anni con più di due milioni di libri venduti. “Si può amare anche a novantotto anni! Vorrei anche sognare! E salire su una nuvola” scrive Toyo che ha iniziato a comporre alla tenera età di novantadue anni. Era depressa perché il mal di schiena le impediva di dedicarsi al suo passatempo preferito, la danza tradizionale, e quindi, consigliata dal figlio ultrasessantenne, ha deciso di impiegare il suo tempo componendo poesie. Scriveva di notte quando la badante tornava a casa e lei restava sola davanti alla televisione. “La poesia mi ha aiutata a capire che nella vita non ci sono soltanto dolore e sofferenza.” Toccanti e delicate, le parole di Toyo sono un balsamo per l’anima. Curano la tristezza e ci accompagnano nella riscoperta delle piccole e grandi meraviglie della vita che troppo spesso si finisce per dimenticare.

 

 

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English: Famed Japanese Novelist Soseki Natsume

Image via Wikipedia

fa parte della  trilogia ideale composta da Natsume Soseki, cominciata con Sanshiro e terminata con La porta, destinata a narrare l’animo umano nel momento cruciale di passaggio dal Giappone arcaico all’epoca Meiji, per raccontare con lucidità e prosa sublime la solitudine dell’individuo nel mondo moderno, la difficoltà di trovare una propria strada, perseguendo un proprio ideale di vita. Un grande autore, una lettura sempre attuale e stimolante, di quelle che rimangono nella memoria!

Natsume Soseki, E poi, Neri Pozza

È l’inizio del ventesimo secolo e in Giappone l’Era Meiji, l’epoca del grande Rinnovamento, avanza impetuosa con le sue sconvolgenti modernizzazioni. Daisuke – i baffi che con studiata eleganza cadono appena sul labbro superiore, le guance floride, la pelle dotata di una calda lucentezza – appartiene a una nobile famiglia, agli «aristocratici designati dal Cielo», e tuttavia è fiero di essere considerato un trentenne moderno, un dandy che legge il poeta italiano D’Annunzio, si diletta con le pagine così sfacciatamente decadenti della letteratura occidentale ed è lontanissimo dallo spirito antico del Giappone.
La sua educazione raffinata e la sua acuta sensibilità comportano, però, un prezzo nient’affatto piccolo da pagare: una fragilità nervosa, un cruccio, un’ansia fuori del comune, che Daisuke tenta di frenare col placido ritmo della sua esistenza inoperosa, fatta di letture, lunghi momenti di riflessione, sporadici incontri con amici, visite saltuarie alla dimora dei suoi familiari.
Questa vita tenuta al riparo dai conflitti crolla inevitabilmente il giorno in cui Michiyo, la giovane moglie di Hiraoka, un vecchio compagno d’università caduto in disgrazia, ricompare a Tokyo. Capelli nerissimi, viso ovale e occhi che sembrano incredibilmente grandi quando il suo sguardo si posa su qualcosa, Michiyo emana una vaga impressione di malinconia, uno struggimento irresistibili per Daisuke, che trasforma d’incanto l’affetto sempre nutrito per lei in una passione irrefrenabile.
Dalla sua frequentazione della letteratura francese, Daisuke sa che il tormento, l’angoscia dell’adulterio sono sentimenti per eccellenza moderni.
Sa, tuttavia, anche che la modernità del Giappone non è tale da permettere di infrangere, senza imbattersi in un duro castigo, i sacri vincoli di una condotta morale trasmessa da millenni.
Per la prima volta nella sua vita, però, Daisuke trova il coraggio di andare incontro al proprio destino: decide di rifiutare il matrimonio combinato che gli propone il padre – a rischio di incorrere nella sua collera e vedersi tagliare i viveri – e di dichiarare il suo amore a Michiyo.
Opera che, nella sua natura di dramma sentimentale ed esistenziale, si presenta come uno dei romanzi più moderni di Soseki, E poi è un libro fondamentale della letteratura giapponese, un classico imperdibile per i lettori dall’autore di Io sono un gatto e Il cuore delle cose.

Il dramma sentimentale di un dandy giapponese nel romanzo dell’autore di Io sono un gatto, «un genio della letteratura».
Japan QuarterlyHanno detto di Il cuore delle cose:

«Il capolavoro di un grande scrittore giapponese: l’incontro tra un maestro di saggezza e un ragazzo in cerca di risposte sulla vita».
Alberto Bevilacqua

«Uno dei capolavori della letteratura d’ogni tempo».
Il Sole 24 Ore

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una donna quarantenne, autonoma e indipendente, ritrova per caso un suo vecchio professore dei tempi della scuola. Da questo incontro nasce un rapporto sospeso in una atmosfera rarefatta e decisamente molto “giapponese”, dai toni della commedia , lievi ma pacati, sempre in equilibrio e decisamente molto elegante!

HIROMI KAWAKAMI, LA CARTELLA DEL PROFESSORE, EINAUDI

«Il libro ha una delicatezza che lascia senza fiato».
Télérama

«La cartella del professore ha tutti gli ingredienti per diventare il romanzo d’amore dell’anno».
Die Zeit

Tsukiko ha poco meno di quarant’anni.
Vive sola, e dopo il lavoro frequenta uno dei tanti piccoli locali di To-kyo- dove con una modica spesa si possono mangiare ottimi manicaretti e bere qualche bicchiere di birra o di sake. È un’abitudine molto diffusa fra gli uomini della metropoli, meno fra le donne. In una di queste occasioni incontra il suo insegnante di giapponese, che riconosce, malgrado i tempi del liceo siano ormai lontani, quando lo sente ordinare le stesse pietanze. Tsukiko e il prof, come lei lo chiama, iniziano a parlare e trovano subito un’intesa nella loro passione per il cibo. Fagioli fermentati con tonno, frittelle di radici di loto, scalogni sotto sale e altre leccornie della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone così diverse eppure simili nella quieta accettazione della propria solitudine, e ogni incontro rappresenta un impercettibile avvicinamento, serve a chiarire dubbi e fraintendimenti. Ma la donna fatica a trovare una sua dimensione adulta, e il professore – che è vedovo e ha settanta anni – non riesce a uscire dal suo passato di marito e insegnante. Arriva la stagione dei funghi, le ferie di Capodanno passano senza allegria, poi fioriscono i ciliegi, si organizza una gita che delude le aspettative e termina, come tante serate, nel torpore dell’alcol… Trascorrono così due anni. E dopo infiniti appuntamenti, giunge il momento in cui il prof, nella sua lingua un po’ vecchiotta, con i suoi modi di fare non proprio disinvolti, vince il pudore e chiede a Tsukiko se accetterebbe di frequentarlo «con la prospettiva di stringere una relazione amorosa».
La storia di un amore insolito, e la scoperta di una scrittrice capace di cogliere, senza mai cadere nel sentimentalismo, la dolcezza della vita.

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Haruki Murakami, Nel segno della pecora, Einaudi
«Questo è il romanzo che ha assicurato a Murakami Haruki la fama di scrittore di culto in Giappone. Un libro che contiene tutti gli elementi diventati il suo marchio di fabbrica».

Rupert Degas, The Guardian

***

Pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1982, Nel segno della pecora è il terzo romanzo scritto da Murakami Haruki. Diventato un libro di culto per gli appassionati dello scrittore, in Italia il romanzo, uscito nel 1992 per Longanesi, era ormai introvabile – un esemplare della prima tiratura su eBay viene oggi venduto come «rarissimo» – tanto che l’annuncio della nuova edizione Einaudi ha suscitato l’entusiasmo dei lettori: basta digitarne il titolo su un motore di ricerca per imbattersi in numerosi blog dedicati all’argomento. Un’attesa dovuta all’importanza del romanzo, che rivelò a pieno l’originalità e la portata innovativa di Murakami: nel recensirlo il New York Times ha definito lo scrittore «un creatore di miti per questo millennio», per il San Francisco Chronicle il libro è «un esempio di anarchia verbale» e il New Yorker lo ha presentato come «un pezzo di bravura, il presentimento di nuove prospettive e nuovi impulsi per la narrativa giapponese».

Nel segno della pecora viene ora riproposto in una nuova traduzione, per la prima volta dal giapponese, di Antonietta Pastore, che scrive: «Considerato l’esordio letterario di Murakami, Nel segno della pecora introduce molti dei temi cari all’autore: la solitudine dell’uomo, l’arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l’atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l’irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana. Un romanzo che ci trasporta in uno di quegli scenari onirici che nelle storie di Murakami fanno da cassa di risonanza ai nostri dubbi e alle nostre ansie più profonde». Al centro l’incredibile avventura di un pubblicitario giapponese alle prese con una pecora dal colore unico e una macchia a forma di stella, ritratta in una fotografia usata dal protagonista (senza nome nel romanzo) per una campagna pubblicitaria. Accompagnato da una ragazza dalle orecchie bellissime e dai poteri soprannaturali, il pubblicitario viene costretto a cercare questa pecora che sembra avere preso possesso del potentissimo Maestro. Ne nasce un folle viaggio di iniziazione, in bilico tra realtà e fantasia, verosimile e surreale.

La nuova edizione di Nel segno della pecora non è l’unica buona notizia per gli appassionati di Murakami. È infatti prevista per dicembre 2010 l’uscita in Giappone del film tratto da uno dei best seller dello scrittore, Norwegian Wood, e pochi giorni fa il Guardian scriveva che la colonna sonora della pellicola sarà firmata da Jonny Greenwood dei Radiohead. E prossimamente Einaudi pubblicherà il nuovo, attesissimo romanzo di Murakami, 1Q84, autentico caso editoriale in Giappone.

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