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Posts Tagged ‘autori inglesi’

 

L’una e l’altra, il suo romanzo edito da Sur nel 2016, è finalista al Premio Strega Europeo, nonchè amatissimo dai lettori. Che possono ora gioire: Sur annuncia l’uscita de VOCI FUORI CAMPO:

 

La famiglia Smart è in villeggiatura nella campagna del Norfolk, ma così come la casa presa in affitto è più squallida di come la descriveva l’annuncio immobiliare, il loro piccolo gruppo apparentemente pacifico è percorso da tensioni nascoste: Eve è un’autrice di successo che non riesce a cominciare a scrivere il nuovo libro; Michael, il suo secondo marito, è un professore universitario distratto dalle tresche con le studentesse; Magnus, il figlio diciassettenne, è sconvolto dal suicidio di una compagna di scuola del quale si sente in parte responsabile, e sua sorella Astrid, dodici anni, cerca di dare ordine al proprio mondo guardandolo da dietro l’obiettivo di una videocamera. In questo microcosmo inquieto piomba come dal nulla la misteriosa Ambra, una giovane donna che, armata di candore e irriverenza, si fa dare ospitalità dagli Smart e nel giro di pochi giorni provoca una rivoluzione, liberatoria e catartica, nella vita di tutti loro. Ali Smith ci regala un romanzo costruito come una sapiente polifonia, componendo un ritratto realistico di famiglia alle prese con le nevrosi della contemporaneità e arricchendolo di un elemento spiazzante e quasi magico, a ricordarci che nella vita di ognuno c’è spazio per un elettrizzante ribaltamento dello status quo.
Ali Smith (Inverness, 1962) è autrice di cinque raccolte di racconti e sei romanzi, Due volte finalista al Booker Prize, è una delle voci più originali e influenti della letteratura britannica contemporanea. BIG SUR ha pubblicato L’una e l’altra, finalista al Premio Strega Europeo

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e dal 20 aprile, ritornano i Cazalet, quarto capitolo della saga dedicata alla famiglia inglese, già prenotatissimo! La guerra è finita.
Allontanarsi, Elizabeth Jane Howard, Fazi Editore
tradotto da Manuela Francescon
 
 
Arriva in libreria Allontanarsi, quarto capitolo della saga dei Cazalet dopo Gli anni della leggerezza, Il tempo dell’attesa e Confusione.
 
È il 1945 e la guerra è finita. Il momento tanto atteso e sognato dai Cazalet per anni è finalmente arrivato. Eppure l’eccitazione di fronte alla notizia che le armi sono state deposte è ormai sopita, e l’Inghilterra è ancora paralizzata nella morsa della privazione. Mentre l’impero si disgrega, a Home Place i Cazalet si apprestano a trascorrere quello che ha tutto il sapore dell’ultimo Natale insieme: il sapore malinconico del tempo che passa. I bambini sono ormai cresciuti, le ragazze si sono fatte donne, gli adulti cominciano a invecchiare.
La lunga convivenza forzata è finita e la libertà obbliga a prendere delle decisioni: dovrebbe essere un momento felice, ma la guerra ha lasciato una ferita profonda, e ricominciare non è facile. Il futuro è incerto e una patina triste ammanta le giornate. Per ognuno è giunto il momento di prendere la propria strada, e inevitabilmente ciò porterà i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro.
In questo riassetto difficile, gli amori faticano più di tutti: le coppie che erano state divise dalla guerra stanno lottando per rimettere insieme i pezzi, mentre per quelle che la guerra aveva tenuto insieme forse è ora di ammettere il proprio fallimento. Ma nelle ultime pagine comincia a soffiare un vento nuovo: ce ne accorgeremo nel finale a sorpresa, che riaccenderà la speranza…
I diritti della saga dei Cazalet sono stati acquisiti dai produttori di Downton Abbey per la realizzazione di una nuova serie tv, attualmente in fase di lavorazione.
 
«Una lettura che si vorrebbe non finisse mai».
Natalia Aspesi, «Elle»
 
«Una parabola sulla dolorosa perdita dell’innocenza e sul disinganno che ricorda I Buddenbrook di Thomas Mann e molte opere di Virginia Woolf».
Roberto Bertinetti, «Il Messaggero»

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Un altro intenso e commovente testo di un grande autore, anche questa volta sono le conseguenze della guerra ad essere il perno di un racconto, di un rapporto speciale che nasce poco a poco tra un ragazzo ed il nonno. Splendido. Davvero azzeccate poi le illutrazioni che accompagnano il testo.La lettura di Michael Morpurgo farà nascere  nei ragazzi il desiderio di grande letteratura, ne siamo certi!
Michael Morpurgo,
O’Callaghan Gemma, Un uomo a metà, Lapis
Michael Morpurgo attinge alla propria esperienza e ai propri ricordi per affrontare la realtà della guerra in una storia profondamente toccante.
A Michael è stato detto di non guardare il nonno quando arriva per le le sue rare visite: lui sa che non dovrebbe posare gli occhi sul suo volto, ma quel viso sfigurato gli fa paura e insieme lo affascina. Nel corso degli anni il legame del nipote con quest’uomo coraggioso e misterioso si fa sempre più profondo e gradualmente Michael ne scopre la storia e impara a conoscerlo e volergli bene al di là del suo aspetto.

«Nessuno vuole un mostro per un marito. Nessuno vuole un mezzo uomo…».

Un libro intenso e delicato sulle ferite e sui segni che la guerra e le guerre lasciano sul corpo e nello spirito degli uomini.

 

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si chiama KATE TEMPEST, una vera star in Inghilterra, grazie al suo originale stile poetico, lo SPOKEN WORDS MUSIC, poesia musicata,con il quale ha raggiunto le classifiche dei libri più venduti, la popolarità grazie anche alle sue apparizioni nelle trasmissioni tv dedicate alla poesia (su BBC2).

Questo è il suo romanzo, edito da Frassinelli, che ci parla dei sogni infranti della sua generazione, in una Londra amata e odiata allo stesso tempo:

Le buone intenzioni
Tempest Kate, FRASSINELLI

TRADUZIONE DI SIMONA VINCI
Tutto inizia dentro una macchina che sta lasciando Londra: a bordo due ragazze, Harry e Becky, un ragazzo, Leon, e una borsa piena di soldi. Stanno scappando. Becky è una ballerina che per arrotondare fa la massaggiatrice; e sta scappando dal mondo vuoto dello spettacolo, dalle scarpe coi tacchi, dagli incontri negli alberghi, dalla gelosia asfissiante del suo ragazzo. Harry, invece, spaccia. Di giorno ai manager degli uffici di Londra centro, di sera nelle stesse feste della Londra glamour in cui Becky cerca di conoscere qualcuno di importante. E scappa dalla cocaina, e dai giri pericolosi e violenti in cui, chi fa un lavoro come il suo, inevitabilmente finisce. Leon è «il miglior amico e il socio in affari di Harry». E anche lui, come Harry, scappa da una vita che non sopporta più. E tutti e tre scappano dalle loro ambizioni frustrate, dalle loro famiglie ingrigite, dalle loro vite precarie, dalla noia senza redenzione di Londra Sud. Da quella macchina, nel corso del romanzo, guarderemo indietro, scopriremo quali sono i mattoni che hanno costruito le vite di Harry, Becky e Leon, e vedremo come, purtroppo, non sempre le buone intenzioni portano a prendere le decisioni giuste.

Kate Tempest è nata a Londra nel 1985. Da anni affianca al suo lavoro di musicista rapper (Everybody Down, Let Them Eat Chaos), quello di poetessa e commediografa (Hold Your Own, Brand New Ancients, Wasted, Hopelessly Devoted). Le buone intenzioni è il suo primo romanzo.

http://www.edizionifrassinelli.it/libro/le-buone-intenzioni/

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dal premio Nobel John Galworthy, il primo libro di una splendida saga di famiglia, quella dedicata alla famiglia Forsyte, decisamente molto portata per gli affari, molto meno per quanto riguarda gli affari di cuore..
Il possidente, Elliot Edizioni
 
 
Primo capitolo della fortunatissima saga di John Galsworthy dedicata alle generazioni della famiglia Forsyte, Il possidente è la storia di Soames Forsyte, astro nascente della nuova borghesia capitalista, convinto di poter esercitare il diritto di proprietà su tutto ciò che desidera, compresa una moglie. Candidata a questo ruolo è Irene, che però si oppone al matrimonio, non riuscendo a provare alcun sentimento di affetto per il marito e cercando le attenzioni di un altro uomo. Ma, come avviene per il capitalismo più avido e crudele, anche per Soames è impossibile limitare la propria voglia di possesso, fino alle conseguenze più drammatiche. Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, Galsworthy diede vita a uno dei personaggi più drammatici, protagonista di una delle saghe più amate e appassionanti della letteratura inglese.
 
“Soames era costretto a incolpare del tutto
sua moglie. Mai aveva incontrato una donna
così capace di ispirare amore. Non poteva andare
con lei in nessun posto senza vedere l’effetto
della sua malia sugli uomini, evidente attraverso
i loro sguardi, i loro modi e la loro voce.
Di fronte a tanti omaggi maschili,
lei aveva sempre conservato un atteggiamento
irreprensibile. Nella potenza di attrazione
che emanava da Irene, lui vedeva semplicemente
un elemento del valore che aveva ai suoi occhi,
come una delle sue proprietà”
 
Traduzione di Gian Dàuli
English: John Galsworthy, Nobel laureate in Li...

English: John Galsworthy, Nobel laureate in Literature 1932 Deutsch: John Galsworthy, Nobelpreisträger für Literatur 1932 (Photo credit: Wikipedia)

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E questo è un consiglio di lettura davvero cool, il che in un torrido giorno come questo non dovrebbe dispiacervi. Se pensate che a leggere Dahl traggano vantaggio solo i giovani lettori, sbagliate di grosso. Questa è la splendida raccolta di tutti i suo racconti, edizione 2016, ben farcito di tutto il suo humour, con le sue molteplici sfumature:

Roald Dahl, Tutti i racconti, Longanesi

 

Per la prima volta in Italia, vengono raccolti in un unico volume tutti i racconti di Roald Dahl, uno dei grandi maestri della short story, autore di opere di narrativa e di libri per ragazzi di grande successo internazionale. Enigmatiche e illuminanti, le storie di Dahl sono spesso attraversate da una vena di humour macabro tanto più efficace quanto più ispirata da situazioni del tutto normali, che il gusto raffinato e implacabile dell’autore conduce a esiti imprevedibili e non di rado addirittura cinici (ma di un cinismo sobrio, impeccabile).
«I suoi racconti» ha osservato Corrado Augias, «sono perfette macchine narrative: la situazione di partenza sembra comune, addirittura banale, ma nel corso della vicenda subentra un piccolo incidente che rovescia in modo sinistro o grottesco i fatti… Dahl ha l’abilità di far diventare la cattiveria una qualità rivelatrice della natura umana.»
 I GIUDIZI
“L’assoluto maestro del racconto.”
The Observer
“Divertente, estremamente divertente. Roald Dahl è uno degli scrittori più spassosi che conosca. E, soprattutto, un malvagio.”
Giorgio Manganelli
 UN BRANO
“Nel pomeriggio alla stazione di servizio arrivò il derattizzatore. Risalì il vialetto con aria furtiva e passo leggero, senza fare alcun rumore sulla ghiaia. Su una spalla aveva uno zaino militare, indossava una giubba nera di foggia antiquata con tasche enormi e pantaloni di velluto marrone, stretti al ginocchio da pezzi di corda bianca.
«Sì?» chiese Claud, pur sapendo perfettamente chi fosse.
«Addetto roditori.» I suoi occhietti neri si muovevano rapidi scrutando l’ambiente.
«Il derattizzatore?»
«In persona.»
Era un tipo magro e castano, con il viso a punta e due dentini allungati color dello zolfo che gli sporgevano dall’arcata superiore e spingevano in dentro il labbro di sotto. Le orecchie erano sottili e appuntite, e così arretrate sul cranio che sembravano quasi spuntare dalla nuca. Gli occhi erano neri, ma quando ti guardavano vi balenava un bagliore giallo proveniente da chissà dove.”
da Il deratizzatore

 

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con il sole di questa mattina, niente di meglio che condurre i lettori nel Lake District, per conoscere dalle parole di James Rebanks “La vita del pastore”, le gioie e le asperità, il senso di attaccamento ad un luogo. Del resto, l’autore ne ha ben motivo per raccontarla, visto che la sua famiglia svolge quel lavoro da sei secoli!

James Rebank, La vita del pastore, Mondadori

 

James Rebanks è un pastore del Lake District, una regione montagnosa nel nord dell’Inghilterra, conosciuta per le romantiche descrizioni che ne fece Wordsworth e le famose illustrazioni per bambini di Beatrix Potter. Ma il mondo di James è molto diverso. La sua famiglia vive in questa regione da generazioni e la sua esistenza è scandita dalle stagioni e dai lavori che queste richiedono. Ed è così da secoli: condurre le pecore in montagna durante l’estate e fare il fieno; recarsi alle fiere autunnali per rinfoltire le greggi; affrontare il duro lavoro invernale, quando bisogna assicurare la sopravvivenza degli animali, e l’ebbrezza della primavera, quando nascono gli agnelli e le pecore si preparano a tornare sulle montagne. Con una prosa lucida ed evocativa, James Rebanks ci racconta l’anno di un pastore, offrendo una descrizione unica della vita rurale e di un legame fondamentale con la terra che la maggior parte di noi ha perso. È la storia della sua infanzia e delle persone che la compongono, i suoi nonni e i suoi genitori, di gente che lavora duramente, di una comunità che esiste – e resiste – anche se il mondo intorno cambia inesorabilmente. È la storia di un uomo che ha scelto con lucida consapevolezza uno stile di vita lontano dalla modernità, continuando il cammino intrapreso dai suoi padri, dopo essersene allontanato per terminare gli studi e laurearsi brillantemente a Oxford. La vita del pastore è un inno alla vita a contatto con la natura e ai valori della tradizione, nella consapevolezza di un legame indissolubile che unisce il paesaggio e la gente che lo abita. Molte storie parlano di uomini che fanno di tutto per andarsene via. Questa racconta di un uomo che cerca disperatamente di restare.

 

pastore

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una novità al giorno, C.S. Lewis, Le due vie del pellegrino, Jaka book

 

L’autore delle” Cronache di Narrnia” ci racconta un’altra storia fantastica, un viaggio allegorico il cui protagonista passa attraverso le varie esperienze della vita alla ricerca di qualcosa che appaghi un suo misterioso e incessante desiderio, che si rivela però insaziabile qualunque cosa gli venga concessa come soddisfazione. Il giovane protagonista trova qualche risposta ai suoi interrogativi nel lungo pellegrinaggio che deve intraprendere, la cui meta prende forma non alla fine del viaggio ma sulla via del ritorno. Draghi, giganti e nani, ombre e creature enigmatiche abitano questa favola moderna che ha il mordente di un’avventura e il respiro filosofico di una parabola sui grandi temi dell’esistenza umana.

 

English: Mural depicting C.S. Lewis and images...

English: Mural depicting C.S. Lewis and images associated with his work (Aslan, Jadis, Lucy opening the wardrobe), Ballymacarrett Road, east Belfast, Northern Ireland. Lewis spent much of his childhood in northern Ireland. (Photo credit: Wikipedia)

 

 

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L’Inghilterra industriale che si affaccia al Ventesimo secolo, la contrapposizione tra provincia e metropoli, l’imminente arrivo sulla scena dell’emancipazione femminile. Ecco Anna delle cinque città, di Arnold Bennett, Elliott Edizioni
 
 
Anna è umile e introversa, il suo cuore vive di pulsioni forti, ma le convenzioni sociali la tengono prigioniera. Anna abita nella terra delle Cinque Città, la parte dello Staffordshire dedita all’industria, dove i fumi delle fabbriche anneriscono le case, si producono meravigliose ceramiche inglesi e i principi religiosi wesleyani sono alla base del vivere comune. In questo luogo d’austerità e fervore, bigottismo e pettegolezzi, Anna dovrà affrontare il temuto legame col padre, uomo avaro e retrivo, la presenza ingombrante di un pretendente ipocrita e ricco, e l’impossibilità di un amore puro. Arnold Bennett dà vita in Anna delle Cinque Città a un campionario delle piccole cose, semplici e silenziose, per raccontare la società inglese che si affaccia nel Novecento, verso le due guerre mondiali, con i piedi ben piantati nella rivoluzione industriale, ma pronta a essere sconvolta dall’emancipazione femminile.
Traduzione di Boffito Serra Beatrice
 
«Nel mondo di Bennett i più onorevoli sono quelli che perseverano
nella loro quiete stoica, anche di fronte alle miserie dei luoghi comuni» THE NEW YORK REVIEW OF BOOKS
 
«Bennett affronta temi universali: i gap generazionali, l’urto tra la provincia e la metropoli, e la minaccia dell’industrializzazione subita dalle piccole comunità» THE INDEPENDENT
Arnold Bennett, author of Anna of the Five Tow...

Arnold Bennett, author of Anna of the Five Towns and The Card. (Photo credit: Wikipedia)

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Da una pronipote del sommo Charles, ecco un altro gustoso libro, ideale seguito dell’autobiografico Su e giù per le scale.
 
Monica Dickens, Su e giù per le corsie, Elliot
 
Quando gli effetti della Seconda guerra mondiale arrivano a Londra, Monica Dickens decide di dare una svolta alla sua vita, lasciando il lavoro di cameriera nelle case signorili dell’upperclass inglese per iscriversi a un corso da infermiera in un ospedale dell’Hertfordshire. Vivace e intelligente di natura, Monica combatte per non farsi schiacciare dalle ferree regole della capoinfermiera e dalle sorelle, vivendo un rapporto di odio/amore verso i suoi pazienti. Per non parlare degli infiniti, pesanti e noiosi lavori che le toccano come ultima arrivata! Ma alla fine la giovane infermiera riesce a farsi degli amici tra lo staff e gli ammalati, oltre che a strappare qualche serata di divertimento, sgattaiolando la sera tardi per andare a ballare con affascinanti soldati. Dopo “Su e giù per le scale”, la pronipote di Charles Dickens torna a raccontarci la sua vita e i suoi tempi, affrontando con spirito, saggezza e tanta autoironia anche la durezza di un tema come la guerra.
 
Traduzione Pellegrini A.

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