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Posts Tagged ‘AUTORI ITALIANI CONSIGLIATI’

“non avrebbe mai fatto altro nella vita: il barcaro era l’arte per la quale sentiva di essere nato».
Però, ad un certo punto, il dubbio arriva per il giovane protagonista: continuare la tradizione di famiglia facendo il barcaro, o entrare “in Fabrica”?
Un libro felice quello di Paolo Malaguti: se l’autore ha confessato di essersi “divertito” molto a scriverlo, possiamo testimoniare che la sensazione di gioia si trasmette al lettore, catapultato in quell’Italia che stava cambiando alla fine degli anni Sessanta, da Paese contadino e povero a potenza industriale.
Ganbeto (di lui conosceremo solo il soprannome, prima di diventare semplicemente “l’apprendista”), vive a Battaglia Terme, dove la famiglia da secoli naviga lungo i tanti fiumi e canali che costellano il territorio.  È convinto che la “Teresina”, il burcio di famiglia, sia quanto gli ha riservato il destino, un mestiere affascinante scoperto durante l’estate dei suoi tredici anni, fatto di fatica e di orgoglio.
Ma si sa, per un adolescente niente è immutabile: cambiano il corpo, le amicizie, e il mondo che li circonda.   Nel paese si cominciano ad allestire i bagni in casa, si abbandona la campagna per la città, il Veneto per Milano,si apprezza il fascino del benessere ricavato dal lavoro in  “Fabrica”, si cerca di parlare solo italiano.
Il tramonto di un’epoca è narrato senza nostalgie, ma con rispetto, affetto per le situazioni e i paesaggi, siano quelli fluviali o quelli sontuosi della laguna, sempre descritti con grande intensità  e “felicità narrativa” degna di un grande romanziere (la critica ha già parlato di accostamento a Meneghello, un chiaro riferimento per l’autore).  Scorrono anche le pagine della Storia, come la terribile “acqua granda” del 1966, e le mitologie popolari: la Vespa!

(ps. Se l’appuntamento programmato in Atlantide con l’autore per fine maggio è saltato, l’occasione per ascoltarlo è imminente. Paolo Malaguti sarà tra gli ospiti della rassegna Freschi di Stampa 2020 a Imola, intervistato da Corrado Peli)

Paolo Malaguti, Se l’acqua ride, Einaudi

Sulla corrente dei fiumi nulla cambia mai davvero. Al timone degli affusolati burchi dal fondo piatto, da sempre i barcari trasportano merci lungo la rete di acque che si snoda da Cremona a Trieste, da Ferrara a Treviso. Quando Ganbeto sale come mozzo sulla Teresina del nonno Caronte, l’estate si fa epica e avventurosa. Sono i ruggenti anni ’60, nelle case entrano il bagno e la televisione in bianco e nero, Carosello e il maestro Manzi. I trasporti viaggiano sempre piú via terra, e i pochi burchi che ancora resistono, per ostinazione oltre che per profitto, preferiscono la sicurezza del motore ai ritmi lenti delle correnti e delle maree. Quello del barcaro è un mestiere antico, ma l’acqua non dà certezze, e molti uomini sono costretti a impiegarsi come operai nelle grandi fabbriche. A bordo della Teresina, Ganbeto si sente invincibile. Gli attracchi, le osterie, le burrasche, il mare e la laguna, le campane di piazza San Marco, i coloriti modi di dire di Caronte e i suoi cappelli estrosi, le ragazze che s’incontrano lungo le rotte. Presto, però, non potrà piú far finta di niente, lui che ha un piede nel vecchio e uno nel nuovo dovrà imparare la lezione piú dolorosa di tutte: per crescere bisogna sempre lasciare indietro qualcosa.

 

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Dall’autore di We are family, Fabio Bartolomei, Lezioni in Paradiso,E.o Edizioni.

 

Un libro con una atmosfera davvero speciale, e una trama decisamente originale. Perchè Costanza alla fine trova quel lavoro fisso che sognava, ma solo dopo la sua morte: in Paradiso, viene assunta come angelo custode per un uomo, che d’ora in poi sarà il suo diletto. Ma neppure in cielo le cose filano sempre lisce, e il malcostume si è infiltrato anche lassù: non è certo un mestiere facile, quello che ha trovato, e la formazione della neo assunta non sarà tutta rose e fiori!

Ironia e immaginazione sono qualità che ci fanno apprezzare il libro, sempre garbato e con il giusto contesto, una lettura assai piacevole che arriva da un ex pubblicitario, abituato a far breccia nei cuori del pubblico!! Vi troverete spesso con il sorriso sulle labbra, garantito!

 

 

 Fabio Bartolomei, Lezioni in Paradiso,E.o Edizioni.

L’apprendistato di un angelo custode alle prese con un mondo più complicato di quanto credesse…

 

Un gioiello di tenerezza e di umorismo, un’immaginazione fertilissima, una delle migliori sorprese della letteratura di questi anni.

 

Dopo anni di ricerca infruttuosa, quando ormai aveva perso le speranze, Costanza trova finalmente un lavoro. Lo trova in paradiso, dove viene assunta come angelo custode. Anche se si è sempre sentita priva del talento per emergere e ha condotto un’esistenza molto semplice, quasi anonima, scoprirà che lassù hanno un disperato bisogno di lei. Uno strano angelo in un “paradiso” che assomiglia troppo alla nostra povera terra. Lassù ci sono intrighi, inefficienze e complotti, proprio come quaggiù da noi. Se è vero che gli angeli (chiamati più semplicemente custodi) devono curarsi dei loro “diletti” ed evitare loro incidenti prima della “scadenza naturale” (cioè la morte), essi si sentono anche impotenti, non è concesso loro d’intervenire più che con qualche spintone quando il loro “diletto” rischia veramente tanto, e osservano frustrati i raccomandati che passano avanti. Ma Costanza ci crede ugualmente e farà di tutto per salvare il suo diletto, che a prima vista sembra un poco di buono. Lezioni in paradiso è un romanzo che esplora in profondità, e con umorismo, il lato divino delle qualità umane.

 

NOTA SULL’AUTORE

Fabio Bartolomei vive a Roma. Le Edizioni E/O hanno pubblicato nel 2011 Giulia 1300 e altri miracoli, nel 2012 La banda degli invisibili e nel 2013 We are family, mentre è annunciato tra pochi mesi il film tratto dal suo romanzo, Giulia 1300 e altri miracoli, diretto da Edoardo Leo.

 

 

 

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Sic, con spietata precisione,Alessandra Fiori svela attraverso il “percorso” del protagonista il lato viscido del potere in Italia, la strada fatta di compromessi, accomodamenti, cancellazione del senso etico, che conducono poi a quello che tutti noi abbiamo sotto gli occhi. Dalla Dc a Tangentopoli, un lucido sguardo alla rincorsa del successo personale ad ogni costo.

Alessandra Fiori, Il cielo è dei potenti, E.o Edizioni

Claudio Bucci è stato un uomo potente, un politico della Prima Repubblica. La corsa per il successo ha segnato la sua esistenza. A settant’anni un incontro inatteso e lungamente evitato lo spinge a raccontare i segreti della sua storia con cinico disincanto. I sogni, l’ambizione e l’ascesa in un’educazione sentimentale che parte dalla provincia dei primi anni Quaranta e prosegue nella Roma dell’immediato dopoguerra. Claudio conosce la fine del fascismo e la nascita dei Comitati Civici. È in coda con i “fagottari” sulla Via del Mare e dentro i bordelli affollati del centro storico. È immerso in fumose sezioni di partito e conquistato dall’ambiguo fascino dei suoi meccanismi. Tessere, correnti e congressi, protettori e compari dominano l’orizzonte di Claudio, fino alla scoperta del grande amore per un’unica donna. Ma nell’irrinunciabile lotta per rimanere in alto il compromesso si fa pane quotidiano. Il come eravamo di una generazione narrato da un uomo con il demone del comando.
NOTA SULL’AUTORE
Alessandra Fiori è nata a Roma nel 1977, dove vive e lavora. Laureata in Lettere alla Sapienza, è giornalista, scrittrice e sceneggiatrice. Nel 2010 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Le conseguenze del caso (Piemme). Il cielo è dei potenti è il suo secondo romanzo.

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Sono circa 130 le pagine di questo romanzo, ma dall’inizio si ha la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di molto originale nel panorama letterario italiano, sospeso tra il fantastico e il distopico, con una prosa essenziale quanto precisa ed evocativa ai massimi livelli, che si insinua immediatamente nel cuore del lettore. La caccia, la bestia, la telepatia, la natura e i legami familiari, e sull’altro versante un potere oscuro dai toni astratti, danno vita ad riuscitissimo intreccio!

Una lettura coinvolgente ed entusiasmante, davvero complimenti all’autrice, che inaugura questa nuova collana di Ponte alle grazie destinata ad ospitare talenti da scoprire e conoscere.

Laura Pugno, La caccia, Ponte alle grazie

En un giorno qualsiasi, nella città di Leilja, il cadavere di una donna rossa viene ritrovato nella modesta casa di un uomo. C’è molto sangue, ma non le appartiene: lo ha perso l’uomo, un ex miliziano che risponde al nome di Nord, ora scomparso. Suo fratello Mattias, che gli è legato dalla misteriosa e probita pratica della telepatia, si avvia a seguirne le tracce, che lo portano sui monti selvaggi ed arcaici del Gora: un confine assoluto oltre il quale vivono imprecisate civiltà, un luogo dove la Natura è per sempre irredimibile, dove le rosse volpi sopravvivono a ogni furbizia dei cacciatori. È lì che scomparve un giorno il padre dei due ragazzi, è da quel luogo che discende la bellissima donna mutante che è stata ritrovata morta, è lì che vive un’enorme e imprendibile Bestia minacciando la vita dei cittadini, ed è lì che Mattias intuirà l’essenza nascosta della propria stirpe, la chiave autentica della propria esistenza, il senso della naturalità perduta per sempre eppure continuamente presente nel vivo, nel corpo di ognuno.

I GIUDIZI
“La tensione verso l’inatteso non abbandona mai la pagina… quello che Laura Pugno scrive resta appiccicato alle dita con cui poi toccherai tutto il resto.”
Michela Murgia
“Pugno ha una autorità e strana capacità di presa che cattura il lettore costringendolo a una lettura appassionata e tesa.”
L’Unità
“Si salvi chi può: è nata una grande scrittrice.”
Tuttolibri – La Stampa

UN BRANO
“Lei sorride, e improvvisamente vedo che è bella, molto bella, che la bellezza di ognuno dei particolari del corpo – i capelli color fuoco, la pelle così bianca, di un biancore che riflette la luce – si somma in una qualità più grande. Sorride, e io cerco un modo per trattenerla. Mi chiedo cosa posso offrirle, mentre lei alza gli occhi verso di me, occhi color terra, chiari.”

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Laura Pugno è nata a Roma nel 1970. Ha pubblicato tre romanzi, Antartide (minimum fax, 2011), Quando verrai (minimum fax, 2009), Sirene (Einaudi, 2007; Premio Libro del Mare 2008 e Premio Dedalus 2009); una raccolta di racconti, Sleepwalking (Sironi, 2002); tre raccolte poetiche, La mente paesaggio (Perrone, 2010), Il colore oro (Le Lettere, 2007) e Tennis (NEM, 2002); la plaquette gilgames’ (Transeuropa, 2009) e i testi teatrali di DNAct (Zona, 2008). È presente in varie antologie di prosa e poesia, tra cui Nuovi poeti italiani 6 (a cura di Giovanna Rosadini, Einaudi 2012), Poeti degli Anni Zero (a cura di Vincenzo Ostuni, Ponte Sisto, 2011), Narratori degli Anni Zero (a cura di Andrea Cortellessa, Ponte Sisto, 2012) e nel Decimo quaderno italiano di poesia contemporanea (a cura di Franco Buffoni, Marcos y Marcos, 2010).

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Italian writer Melania Mazzucco Italiano: La s...

Italian writer Melania Mazzucco Italiano: La scrittrice italiana Melania Mazzucco (Photo credit: Wikipedia)

Melania Mazzucco, Limbo, Einaudi 

 

Un romanzo di grande potenza, una storia d’amore, d’attesa e di rivolta. Al centro un personaggio femminile fortissimo: una donna soldato stanca di guerra, che torna ferita dal deserto afghano per misurarsi con altri deserti, più intimi e domestici.

La vigilia di Natale, Manuela Paris torna a casa, in una cittadina sul mare vicino Roma. Non ha ancora ventotto anni. È assente da tempo, da quando è andata via – ancora ragazza – per fare il soldato. In fuga da un’adolescenza sbandata, dalle frustrazioni di una madre che cerca attraverso di lei il proprio riscatto e dalle lacerazioni della sua famiglia. Con rabbia, determinazione e sacrificio, Manuela si è faticosamente costruita la vita che sognava, fino a diventare sottufficiale dell’esercito e comandante di plotone in una base avanzata del deserto afghano, responsabile della vita e della morte di trenta uomini. Ma il sanguinoso attentato in cui è rimasta gravemente ferita la costringe a una guerra molto diversa e non meno insidiosa: contro i ricordi, il disinganno e il dolore, ma anche contro il ruolo stereotipato di donna e vittima che la società tenta di imporle. L’incontro con il misterioso ospite dell’Hotel Bellavista, Mattia Rubino, un uomo apparentemente senza passato e, come lei, sospeso in un suo personale limbo di attesa e speranza, è l’occasione per fare i conti con la sua storia. E per scoprire che vale sempre la pena vivere – perché nessuno, nemmeno lei, è ciò che sembra. Cronaca, affresco e diario, storia d’amore e di perdita, di morte e resistenza, spiazzante e catartico, Limbo si interroga anche, e ci interroga, su cosa significhi, oggi, essere italiani.

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Dopo averlo presentato due settimane fa, ecco la recensione: il nuovo libro di Eraldo Baldini ci ha proprio convinto!

 ERALDO BALDINI     “L’UOMO NERO E LA BICICLETTA BLU”, EINAUDI

Trattandosi di Eraldo Baldini è meglio dire subito che questo suo ultimo libro non è un noir, e che anche i riferimenti al fantastico e al soprannaturale  sono pressochè assenti.  Si potrebbe quasi pensare che Baldini abbia  scritto un romanzo di formazione, facendo narrare in prima persona a Gigi, il bambino di dieci anni protagonista del romanzo, quei pochi mesi del 1963 che segnano l’addio alla sua infanzia e cambiano per sempre la sua vita.
Ma al di la’ delle categorie letterarie la cosa più importante è quello che c’è dentro al romanzo:  personaggi eccentrici, ricordi di infanzia degli anni 50′ e 60′, di quando in tanti abitavano in campagna, di quando nei piccoli paesi  era normale tenere le galline, di quando la televisione si guardava tutti insieme al bar, di quando c’era l’enciclopedia “Conoscere” , di quando a Capodanno i bambini andavano di casa in casa a dare il buon anno.
Baldini continua a raccontare il mondo rurale della campagna romagnola, e la sua vita scandita dai riti  stagionali, ma questa volta la sua cifra stilistica sono la tenerezza e la malinconia soffusi di umorismo.L’uso della  narrazione in prima persona riscalda la scrittura di Baldini e rende il romanzo sicuramente uno dei suoi libri più belli.

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