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Posts Tagged ‘autrici statunitensi’

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Julie Otsuka, che già avevamo molto apprezzato per il suo Venivamo tutte per mare, riesce a emozionarci e molto anche con questo suo nuovo libro, capace di un ottimo successo commerciale negli Stati Uniti. Nel suo primo libro era l’esperienza collettiva delle giovinette che affrontavano il viaggio per sposare connazionali giapponesi negli Stati Uniti, nei primi decenni del Novecento. Ora la guerra ha scompaginato le carte, i giapponesi sono diventati “musi gialli”, e per loro sul suolo americano rimangono solo gli spazi concessi all’interno dei campi di internamento. Ancora una volta colpisce lo stile misurato e la prosa ridotta all’essenziale, per trasmettere con poche nitide parole i sentimenti e le sensazioni, con una scrittura che ricorda molto le caratteristiche della letteratura giapponese, luogo di origine dell’autrice !

Julie Otsuka, Quando l’imperatore era un dio, Bollati Boringhieri

Dopo Venivamo tutte per mare, Quando l’imperatore era un dio racconta un’altra pagina poco conosciuta della storia americana: l’internamento dei cittadini di origine giapponese nei campi di lavoro dello Utah, in seguito all’attacco di Pearl Harbour. Un tranquillo padre di famiglia arrestato nel cuore della notte; sua moglie, i suoi bambini costretti a un viaggio verso l’ignoto. Una storia emblematica del destino di chi divenne invisibile per tutta la durata della guerra. Uno stile sobrio e avvincente per una storia corale, che rievoca il drammatico destino di chi divenne invisibile per tutta la durata della guerra.

Julie Otsuka è nata in California. Si è laureata in Belle Arti alla Yale University e ha conseguito un Master of Fine Arts alla Columbia University. È anche pittrice. Oggi vive e lavora a New York. Il suo primo romanzo, When the Emperor Was Divine (2002), dopo aver scalato le classifiche con duecentosessantamila copie vendute negli Stati Uniti, è considerato un classico contemporaneo: con questo libro, unanimamente giudicato dalla critica un capolavoro, Julie Otsuka ha vinto l’Asian American Literary Award, l’American Library Association Alex Award e una Guggenheim Fellowship.

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Alice McDermott at BEA

Image by cgkinla via Flickr

Il libro, premiato con il National Book Award, comincia con il funerale di Billy. La sua storia rivive durante il ricevimento organizzato alla perfezione dalla moglie, grazie alla voce di parenti e amici. Si svela così la storia di un vero e proprio disastro familiare, di un vecchio amore mai dimenticato, di una caduta inarrestabile nell’alcolismo. Ma anche un personaggio pieno d’umanità. E una menzogna che cambierà la prospettiva a tutto..

Abilmente orchestrato, chiassoso e a tratti ironico, Il nostro caro Billy si nutre delle rivelazioni che ci vengono svelate pagina dopo pagina, del senso dello stare insieme, in famiglia e tra parenti e amici, che lentamente prende corpo.

 

 

Il nostro caro Billy, Alice McDermott, Einaudi

Nel pub del Bronx, dopo il funerale, ci sono venuti proprio tutti, i familiari e gli amici, a ricordare il vecchio caro Billy. E a confortare la vedova e a elogiare, tra un piatto di roast-beef e una birra, uno degli ultimi grandi romantici, l’amico dal fascino immenso, segnato dalla perdita di Eva, il suo primo amore. E da una menzogna devastante. I racconti e gli aneddoti si intrecciano, tributando un tenero omaggio ai membri della comunità cui Billy apparteneva. Una manciata di vite perseguitate dal dolore, dai segreti, ma sostenute dalla speranza dell’amore e da un indissolubile senso di solidarietà.

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