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È il primo volume di una ambiziosa trilogia dedicata all’India moderna, scritta in un inglese che diventa lingua madre da un grande autore, dopo un attento lavoro di “decolonializzazione”. Amitav Ghosh è uno dei sommi scrittori indiani contemporanei, capace di offrire al lettore grandiosi affreschi storici (come ne Il palazzo degli specchi), libri densi di stimoli come Il paese delle maree, in cui Oriente e Occidente, Natura e Ragione, si incontravano alla foce del Gange). In questo suo nuovo capolavoro, che concorre come finalista al Man Booker Prize, lo sguardo dell’autore si sposta sulla sua visione dell’umanità, accostata alla figura di una goletta in navigazione dove differenti destini si incrociano, accomunati dalla condivisione delle emozioni, dall’arricchimento che ne ricavano quando le diverse culture che rappresentano vengono a contatto.

Amitav Ghosh

Mare di papaveri

Neri Pozza

È il marzo del 1838 e la Ibis, una magnifica goletta a due alberi che, con la vela di maestra e le vele di prora ben tese sembra un uccello dalle grandi ali bianche, è appena arrivata al largo dell’isola di Ganga-Sagar dove il Gange sfocia nel Golfo del Bengala.

Dalla nave si scorgono soltanto le sponde fangose dell’isola e i boschi di mangrovie, ma all’interno entrambe le rive del sacro fiume sono già coperte, per chilometri e chilometri, da folte distese di petali rossi, campi sterminati di papaveri.

Per quei petali la Ibis è lì, alla foce del Gange, destinata dalla «Benjamin Brightwell Burnham», la compagnia inglese proprietaria, a uno dei traffici più lucrosi dell’Impero britannico: il commercio di «delinquenti e stupefacenti» o, secondo una più elegante espressione, di «oppio e coolie».

Il momento, infatti, è eccellente per partecipare alle aste d’oppio della Compagnia delle Indie orientali e al trasporto di predoni, briganti, criminali, ribelli, cacciatori di teste e teppisti d’ogni razza e genere sulle varie isole-prigione dell’Impero sparse nell’Oceano Indiano.

A bordo della Ibis vi è la ciurma più incredibile che si possa incontrare in tutte le acque del Pacifico: un gruppo di lascari, i leggendari marinai cinesi e africani, arabi e malesi, bengalesi e tamil, insomma appartenenti a tutte le razze possibili e immaginabili, che parlano un lingua tutta loro, non hanno altro abito che una striscia di cambrì da avvolgere intorno ai fianchi e vanno in giro scalzi da quando sono nati.

A guidarli è un personaggio dall’aspetto formidabile, con una faccia che susciterebbe l’invidia di Gengis Khan: magra, lunga e sottile, con occhi irrequieti e un paio di baffi piumati che gli scendono fino al mento.

Nel suo avventuroso viaggio, la Ibis reca a bordo un’umanità davvero straordinaria: il figlio di una schiava liberata del Maryland dalla carnagione color avorio antico; un raja in rovina, il cui viso lungo, scarno e triste esprime esemplarmente il tramonto della vecchia India; una vedova dagli occhi privi di colore che non esita a infrangere i sacri riti della tradizione hindu; un uomo che vuole erigere un tempio alla donna che ha amato e che rivive ora in lui …

Mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, tutti, sulla Ibis, equipaggio e passeggeri, cominciano a sentirsi «fratelli di navigazione», uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.

Primo libro di una trilogia dedicata alla nascita dell’India moderna, il paese sorto, appunto, da una delle piú straordinarie mescolanze di etnie e culture, Mare di papaveri si annuncia come il primo tassello dell’opera della vita di Amitav Ghosh, un’opera che, per forza e ambizione, può rappresentare per l’India moderna quello che libri come Moby Dick hanno rappresentato per l’America: la simbolica narrazione dell’origine di una civiltà nuova sorta dall’incontro-scontro di mondi opposti.

Il sito personale di Amitav Ghosh

http://www.amitavghosh.com/

una lunga intervista, dedicata a MARE DI PAPAVERI (in inglese)

http://www.youtube.com/watch?v=uNhSy7f_m7g&NR=1

l’autore è in Italia in questi giorni, occasione d’oro per sentire le sue illuminanti parole:

Amitav Ghosh a Milano e Bellinzona

17 settembre – Milano – 17.30 – Sala Napoleonica – Palazzo Greppi, via S. Antonio 6

In occasione della pubblicazione del suo nuovo romanzo Mare di papaveri Amitav Ghosh incontra i lettori e la stampa, mercoledì 17 settembre, alle ore 17.30 presso la Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano. Introduce l’evento il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Elio Franzini, discute con l’autore Irene Bignardi, modera Alessandro Vescovi

20 settembre – Bellinzona – Babel Festival – 16.00 – Teatro Sociale

Amitav Ghosh dialoga con Anna Nadotti (inglese e italiano)

Babel continua il suo lavoro di «ospitalità linguistica» portando al pubblico autori e traduttori che vivono e scrivono tra più lingue e culture. La terza edizione del festival si confronta con la «lingua imperiale» e gli «uomini delle province»: l’inglese americano e quegli scrittori che, venendo dalle frange del suo dominio linguistico, ne estendono i confini e ne ridefiniscono l’identità attraverso immaginari distanti e sintassi diverse.

Info: http://www.babelfestival.com

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