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Posts Tagged ‘Bolivia’

un polifonico e assai ben costruito romanzo che mescola storia e finzione letteraria, traendo spunto dalle vicende della famiglia Ertl, cineasta tedesco collaboratore di Leni Riefensthal rifugiatosi in Sud America con moglie e figlie dopo la fine del conflitto. Un giovane  auore di grande talento!

Rodrigo Hasbun, Andarsen, Sur

Andarsene è un denso, intrigante romanzo che unisce mirabilmente realtà storica e finzione letteraria. Un efficace montaggio di episodi e voci permette di seguire le vicende della famiglia Ertl dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Hans Ertl, cineasta tedesco che sotto la direzione di Leni Riefenstahl aveva glorificato l’estetica nazista, finita la guerra si rifugia in Bolivia con la famiglia, inseguendo il sogno di una spedizione archeologica. La moglie e le tre figlie non usciranno indenni dalle incolmabili assenze di quel padre, eppure Monika, la più grande e audace delle tre, finirà per ereditare il carattere anticonformista di Hans e lanciarsi verso un obiettivo molto più temerario, abbracciando la rivoluzione e finendo col passare alla storia come «la vendicatrice di Che Guevara». Tra i poli opposti di queste due figure vigorose corrono i rapporti con gli altri personaggi, grandi fallimenti e piccole tenerezze familiari, in un romanzo che ha il passo e la forza delle storie memorabili.
tradotto da Giulia Zavagna
Rodrigo Hasbún (Cochabamba, 1981) nel 2007 è stato selezionato dall’Hay Festival come uno dei migliori scrittori latinoamericani sotto i 39 anni, e nel 2010 la rivista Granta l’ha scelto come uno dei 22 migliori giovani scrittori in spagnolo.
È autore del romanzo El lugar del cuerpo e di due raccolte di racconti. Andarsene è il suo primo titolo pubblicato in Italia.
Photo of a Che Guevara statue at the site of h...

Photo of a Che Guevara statue at the site of his death in Bolivia. (Photo credit: Wikipedia)

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Ryszard Kapuściński (1932-2007), Polish writer...

Image via Wikipedia

imperdibili come al solito i reportage “dal basso” di Kapuscinski!

 

Ryszard Kapuscinski, Cristo col fucile in spalla, Feltrinelli

 

l titolo di questa raccolta di reportage sui movimenti rivoluzionari a cavallo tra la fine degli anni sessanta e settanta richiama la figura del sacerdote colombiano vissuto tra i contadini dell’America Latina e che, in sottana e con il fucile in spalla, andò a combattere in un reparto partigiano in Colombia, dove morì. Al centro del libro, il tema del sacrificio e la lotta dell’essere umano per la dignità, la figura del ribelle dotato di una ferma convinzione etica. Uscito per la prima volta nel 1975 “Cristo con il fucile in spalla” fu immediatamente acclamato come il libro dell’anno e continuamente ripubblicato. Mai apparso in Italia, fa conoscere gli inediti punti di vista di Kapuscinski, soprattutto noto per i suoi reportage africani, su altre parti del mondo, altre genti, altre tragedie. Sono reportage dal Medio Oriente, dall’Africa orientale e dall’America Latina, di cui sono protagonisti palestinesi, siriani, libanesi, giordani, ebrei, i partigiani del Mozambico e del Salvador, l’ambasciatore della Repubblica federale tedesca in Guatemala Karl von Spreti e, infine, il presidente Salvador Allende e il rivoluzionario Che Guevara, di cui nel 1969 Kapuscinski, aveva tradotto in polacco e pubblicato il “Diario dalla Bolivia”. Un’opera chiave del maestro polacco del reportage perché è uno sguardo inedito, e ancora di grande attualità, ma anche perché permette di comprendere la sua visione del mondo, la sua sensibilità sociale e la sua empatia come metodo e attitudine.

 

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