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Posts Tagged ‘Caduto fuori dal tempo’

sono due grandi nomi della letteratura del XX secolo: Ivo Andric si è meritato il Nobel nel 1961, David Grossman è uno dei candidati per le prossime edizioni…

Due editori ben diversi, il moloch Mondadori e Zandonai, che ci piace sempre più, offrono ai lettori queste due perle che vale davvero la pena segnalare.

 

David Grossman, Caduto fuori dal tempo, Mondadori
Una sera, in una città di un luogo immaginario, un padre si alza da tavola. Deve “andare laggiù”. Ha perso un figlio, cinque anni prima, e “laggiù” è dove il mondo dei vivi confina con la terra dei morti. Durante il cammino si uniscono a lui altri personaggi che vivono ciascuno il dolore per la perdita del proprio figlio: il duca signore di quel luogo, un insegnante di matematica che riempie di problemi i muri di casa, un’ostetrica, un ciabattino. Con loro, idealmente perché costretto in una stanza, c’è anche una strana figura di Centauro, con la parte inferiore del corpo trasformata in scrivania. È uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del figlio morto, il cui unico desiderio è quello di catturare la morte con le parole. Durante la marcia ognuno di quei genitori parla di sé, del proprio dolore, del desiderio di rivedere almeno una volta il proprio figlio. Finché arrivano a un muro di impalpabile consistenza su cui compaiono sporgenze di volti e corpi umani, nei quali sembra di ravvisare le sembianze dei propri figli. Da lontano il Centauro racconta questa storia per cercare di costruirsi una vita in cui ci sia spazio anche per un figlio morto. “Lotto contro la distruzione, la cancellazione, l’oblio. dice, anche se in questo modo il dolore mantiene intatta la sua violenza.

un video per conosere meglio l’autore:

 

 

Ivo Andric, Litigando con il mondo, Zandonai

Ambientati tra Sarajevo e Visegrad agli inizi del secolo scorso, i sette racconti di questa raccolta sono accomunati dalla giovane età dei loro protagonisti, invariabilmente chiamati a fare i conti con le difficoltà e i turbamenti della fase più cruciale dell’esistenza. E a confrontarsi per la prima volta con le evidenze di un mondo, quello degli adulti, che ancora non conoscono, e che si rivela loro alternando l’incanto della scoperta al dolore per i sogni infranti e le molte attese deluse. Sono proprio questi momenti fatali, momenti che spesso affidiamo, più o meno consapevolmente, ai più remoti anfratti della nostra memoria, a occupare il centro, a rappresentare la costante di questa narrazione intensa ed evocativa. Ed è la straordinaria sensibilità narrativa di Andric a farli riaffiorare nuovamente puri, come un distillato d’esperienza, e a suggerirci quanto importanti e necessari siano quei dilemmi, paure e battaglie che, mentre varcavamo la linea d’ombra che immette nell’età adulta, hanno portato ciascuno di noi, anche solo per un attimo, a litigare con il mondo.

 

 

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David Grossman, Caduto fuori dal tempo, Mondadori

Il libro più alto, più nobile, più intensamente poetico e universale di uno dei massimi scrittori contemporanei.

Una sera, in una città di un luogo immaginario, un padre si alza da tavola. Deve “andare laggiù”. Ha perso un figlio, cinque anni prima, e “laggiù” è dove il mondo dei vivi
confi na con la terra dei morti. Durante il cammino si uniscono a lui altri personaggi che vivono ciascuno il dolore per la perdita del proprio fi glio: il duca signore di quel luogo,
un insegnante di matematica che riempie di problemi i muri di casa, un’ostetrica, un ciabattino. Con loro, idealmente perché costretto in una stanza, c’è anche una strana fi gura
di Centauro, con la parte inferiore del corpo trasformata in scrivania. È uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del fi glio morto, il cui unico desiderio è quello di
catturare la morte con le parole.
Durante la marcia ognuno di quei genitori parla di sé, del proprio dolore, del desiderio di rivedere almeno una volta il proprio fi glio. Finché arrivano a un muro di impalpabile
consistenza su cui compaiono sporgenze di volti e corpi umani, nei quali sembra di ravvisare le sembianze dei propri fi gli. Da lontano il Centauro racconta questa storia per
cercare di costruirsi una vita in cui ci sia spazio anche per un fi glio morto. “Lotto contro la distruzione, la cancellazione, l’oblio” dice, anche se in questo modo il dolore mantiene
intatta la sua violenza.

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