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Posts Tagged ‘Casagrande’

“se qui uno mostra un sentimento, è già quasi spacciato”.  Siamo in Svizzera, e il commissario Hunkeler giunge con questo libro alla sua terza avventura. Come al solito, non si comporta come il classico “svizzero”. Proprio mentre commette qualcosa di indicibile scoprirà quel che resta di un compagno di bevute…
Il lato “borghese” del Paese, aggrappato alle proprie paure e al timore di perdere i propri benefici viene smascherato con bravura dalla penna dell’autore

Cosa combini, Commissario Hunkeler, Schneider Hansjorg, Casagrande

trad De Grandi G.

  Uscendo dalla bettola che ama frequentare durante i suoi vagabondaggi notturni, il commissario Hunkeler trova il cadavere del suo vecchio compagno di bevute Hardy, sgozzato e abbandonato su una panchina. Quella di Hardy è la prima di molte figure che emergeranno dalla fitta nebbia di Basilea, una nebbia persistente che nasconde una trama criminale che sembra diramarsi in tutte le direzioni. Come al solito, Hunkeler è in conflitto con i superiori. E come al solito, Hunkeler non riesce a tenersene fuori neanche quando viene sospeso dal servizio. E così i lettori si troveranno a seguirlo per locali non proprio raccomandabili, boschi fangosi ai confini con l’Alsazia e accampamenti nomadi. Cosa c’era nel passato di Hardy che il commissario non ha mai saputo? Cosa c’entra la mafia albanese con la morte della giovane Barbara Amsler? E perché quei simboli ricorrenti del serpente, del falco e dell’aquila? Mentre la sua dolce e solare compagna Hedwig, appassionata di arte moderna, è a Parigi per approfondire la conoscenza di alcuni pittori di quel periodo, Hunkeler finirà suo malgrado per approfondire un capitolo imbarazzante della recente storia svizzera, dove lo zelo del bene sembra aver generato un male non ancora del tutto esauritosi.

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È tornato in Svizzera il nonno “argentino” di Klaus Merz. La sua esperienza è raccontata con affetto dalla nipote, gli anni trascorsi nella pampa, sempre pensando alla ragazza amata rimasta in patria, e quelli del ritorno, con la sua scelta di dedicarsi con passione all’educazione (raccoglierà anche fondi per creare una biblioteca pubblica!). Chi era “l’argentino”? Come mai si era lanciato con tanto slancio nel tango, per poi dimenticarlo per sempre in Svizzera? Perché usava con tanta precisione le fotografie durante gli anni dell’insegnamento? Un libro delicato e poetico, con personaggi reali e desiderosi di vivere, ritratti ottimamente con leggerezza.  E con una sorpresa finale!

 

Klaus Merz, L’argentino, Casagrande

Alla classica rimpatriata con i vecchi compagni di scuola, Lena si trova a raccontare, prima a tutti e poi a un amico in particolare, la storia del nonno morto da poco. La rievocazione vivida ma delicata dell’«argentino» – così era soprannominato l’eccentrico maestro elementare – ci restituisce la storia di un giovane che, partito per la pampa alla ricerca dell’avventura nel vasto mondo, due anni dopo fa ritorno alla certezza del suo primo amore, mentre il segreto di un’altra donna lo accompagnerà per tutta la vita, custodito gelosamente insieme al mistero del tango. Ed è proprio in un finale a passo di danza che il racconto di Lena arriverà a suggellare il suo legame con il nonno e a intrecciare passato e presente nella nascita di un nuovo amore.

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