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Posts Tagged ‘CASTELVECCHI EDITORE’

grande dote quella di dare vita ad una prosa eccellente, “pastosa e corposa” potremmo definirla, cosa di cui era ben capace Nicolaj Leskov, come tanti altri suoi compatrioti nella Russia dell’Ottocento, ottimo autore de IL VIAGGIATORE INCANTATO. Castelvecchi propone ora il volume conclusivo della ideale trilogia dedicata a Stargorod, I preti di Stargorod
 
 
 
Considerato dalla critica il vertice dell’opera di Leskov, “I preti di Stargorod” racconta le vicende di tre sacerdoti in una chiesa di provincia: un arciprete (uomo mite ma intollerante con i miscredenti e facile all’insubordinazione con le autorità ecclesiastiche), un diacono (erculeo cosacco che combatte nel circo coi lottatori, si ubriaca e converte gli infedeli a suon di pugni), e un parroco (misurato, ragionevole, tutto preso dalle sue piccole vicende domestiche). Intorno a loro orbita una galleria di personaggi puramente leskoviani: un nano sensibile e intelligente, una burbera proprietaria terriera, un maestro di provincia dall’intelletto emancipato, un funzionario corrotto… Come sempre in Leskov, il fluire ipnotico, il realismo, il commosso umorismo e la ricchezza cromatica formano un’opera di singolare magia, specchio fedele delle misteriose profondità dell’anima russa.
Tradotto da Lo Gatto E.
Nikolai Leskov 1872 (could be earlier?)

Nikolai Leskov 1872 (could be earlier?) (Photo credit: Wikipedia)

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| Ariadna & Teseo |

| Ariadna & Teseo | (Photo credit: arquera)

Teseo, il mitico eroe vincitore del Minotauro, rivive nelle pagine di Mary Renault. Fu Bompiani a pubblicarlo per la prima volta negli anni cinquanta, con la traduzione di Luciano Bianciardi; in seguito, diversi editori rinverdirono il successo del libro, che ora approda presso la scuderia Castelvecchi. In buona compagnia, per quanto riguarda il genere storico: Wilkie Collins (Antonina, ovvero la caduta di Roma), Wallace Breem (Aquila nella neve) sono due brillanti esempi di ottima letteratura proposta da questo editore negli ultimi mesi.

Infanzia e gesta dell’eroe mitologico vengono riproposti in un ricchissimo e plausibile affresco, garantito dal libraio!

Mary Renault, Il re deve morire, Castelvecchi
traduzione di Ida Felici

teseo re di atene il piu’ affascinante personaggio della mitologia greca rivive tra le pagine di questo luminoso romanzo ambientato in un passato arcaico nel quale si rievocano gli anni di gioventu gli amori e le lotte leggendarie dell’eroe che uccise il minotauro. oliver prescott il celebre critico del new york times defini’ questo libro il piu’ bel romanzo storico dei nostri tempi. svincolato dal suo carattere sovrannaturale teseo diventa qui il protagonista di una storia terrena che attraversa atene troia corinto creta e altri luoghi geografici e del pensiero. attraverso una narrazione di raro rigore semantico e dal ritmo serrato la ricostruzione della vita del re di atene e dei rapporti tra i miti (persetene minosse medea…) restituisce in un contesto nuovo eppure fedele i contorni umani dei personaggi restaurando i significati archetipici della mitologia greca originaria. questo romanzo considerato il capolavoro di mary renault e’ il primo di un dittico che l’autrice ha compiuto con il ritorno di teseo.

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Colpisce dalle prime righe il libro d’esordio di Luis Devin, antropologo torinese che ha vissuto in quel territorio da cuore di tenebra che è l’Africa Centrale. Vivendo fianco a fianco con i pigmei e altri popoli del bacino fluviale del Congo, ha captato l’essenza della vita nella foresta, gli echi di antichi saperi e di un modo di vivere inconcepibile per noi occidentali. Questo libro è il frutto di questa esperienza, di quelle che cambiano la vita di certo. Il suo stile di scrittura è conciso ed evocativo al tempo stesso, permettendoci di calarci appieno nel contesto descritto con estrema passione e partecipazione: le foreste, le tribù, gli antichi riti di propiziazione e iniziazione. Una lettura consigliatissima!
English: Illustration from 1911 Encyclopædia B...

English: Illustration from 1911 Encyclopædia Britannica, article BANTU LANGUAGES. (Photo credit: Wikipedia)

 

“Qui nel ventre della foresta, dove gli anziani ci hanno portato per fare di noi degli uomini, non abbiamo più un nome, non abbiamo uno scopo. Stiamo scomparendo, ma al tempo stesso possiamo prendere qualsiasi forma. Siamo come l’acqua. Siamo argilla appena raccolta in un buco scavando con le mani e con il machete. Siamo metallo fuso in attesa di colare in uno stampo…”

UNA STORIA VERA DAL CUORE DELL’AFRICA,
UN VIAGGIO AFFASCINANTE IN UN MONDO SCONOSCIUTO:
QUELLO IN CUI TUTTI GLI UOMINI SONO NATI

Africa Centrale. Jenghi, il misterioso e potente spirito della foresta, è pronto a uccidere i giovani pigmei di un accampamento durante un antico rito d’iniziazione. Tra i ragazzi che giacciono a terra nella radura, nudi, con i corpi dipinti e cosparsi di sangue, c’è per la prima volta anche un bianco, uno studente di antropologia arrivato nella foresta da pochi mesi. Comincia così il racconto autobiografico di Luis Devin, scandito dai rituali a cui i pigmei Baka l’hanno sottoposto per farne un membro del gruppo e consentirgli di condividere con loro i segreti della foresta. Ma il rito di passaggio, con le sue prove da superare e i suoi insegnamenti, è anche il filo conduttore di una vicenda più ampia, che si sviluppa in un mondo naturale (la grande foresta africana) e culturale (gli accampamenti pigmei) mantenutosi fino a tempi abbastanza recenti in relativo equilibrio, un mondo che purtroppo sta velocemente scomparendo. Spedizioni per la raccolta del cibo, battute di caccia con la balestra, canti propiziatori, strumenti musicali fatti di foglie e di acqua, ma anche deforestazione, conflitti con i popoli Bantu, stregoneria, alcolismo, prostituzione e commercio illegale di selvaggina: sono questi alcuni dei temi che fanno da sottofondo alla storia principale, che Luis Devin ci narra con uno stile asciutto e coinvolgente.

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Colpisce dalle prime righe il libro d’esordio di Luis Devin, antropologo torinese che ha vissuto in quel territorio da cuore di tenebra che è l’Africa Centrale. Vivendo fianco a fianco con i pigmei e altri popoli del bacino fluviale del Congo, ha captato l’essenza della vita nella foresta, gli echi di antichi saperi e di un modo di vivere inconcepibile per noi occidentali. Questo libro è il frutto di questa esperienza, di quelle che cambiano la vita di certo. Il suo stile di scrittura è conciso ed evocativo al tempo stesso, permettendoci di calarci appieno nel contesto descritto con estrema passione e partecipazione: le foreste, le tribù, gli antichi riti di propiziazione e iniziazione. Una lettura consigliatissima!

Luis Devin,

La foresta ti ha
Storia di un’iniziazione,
 CASTELVECCHI Editore

“Qui nel ventre della foresta, dove gli anziani ci hanno portato per fare di noi degli uomini, non abbiamo più un nome, non abbiamo uno scopo. Stiamo scomparendo, ma al tempo stesso possiamo prendere qualsiasi forma. Siamo come l’acqua. Siamo argilla appena raccolta in un buco scavando con le mani e con il machete. Siamo metallo fuso in attesa di colare in uno stampo…”

UNA STORIA VERA DAL CUORE DELL’AFRICA,
UN VIAGGIO AFFASCINANTE IN UN MONDO SCONOSCIUTO:
QUELLO IN CUI TUTTI GLI UOMINI SONO NATI

Africa centrale. Jenghi, il misterioso e potente spirito della Foresta, è pronto a uccidere i giovani pigmei di un accampamento durante un antico rito d’iniziazione. Tra i ragazzi che giacciono a terra nella radura, nudi, con i corpi dipinti e cosparsi di sangue, c’è per la prima volta anche un bianco, uno studente di antropologia arrivato nella foresta da pochi mesi. Comincia così il racconto autobiografico di Luis Devin, scandito dai rituali a cui i pigmei Baka l’hanno sottoposto per farne un membro del gruppo e consentirgli di condividere con loro i segreti della foresta. Ma il rito di passaggio, con le sue prove da superare e i suoi insegnamenti, è anche il filo conduttore di una vicenda più ampia, che si sviluppa in un mondo naturale (la grande foresta africana) e culturale (gli accampamenti pigmei) mantenutosi fino a tempi abbastanza recenti in relativo equilibrio, un mondo che purtroppo sta velocemente scomparendo. Spedizioni per la raccolta del cibo, battute di caccia con la balestra, canti propiziatori, strumenti musicali fatti di foglie e di acqua, ma anche deforestazione, conflitti con i popoli Bantu, stregoneria, alcolismo, prostituzione e commercio illegale di selvaggina: sono questi alcuni dei temi che fanno da sottofondo alla storia principale, che Luis Devin ci narra con uno stile asciutto e coinvolgente, sempre in presa diretta, in grado di fondere narrativa, antropologia e suggestioni poetiche di una sconosciuta lingua pigmea in una sintesi del tutto originale.

Nato a Torino nel 1975, ha compiuto ricerche antropologiche in Africa centrale, vivendo con i pigmei Baka e altri cacciatori-raccoglitori del bacino del Congo, di cui studia la musica, i rituali e le strategie di sopravvivenza. Nel 2000, ancora studente di antropologia, ha partecipato al rito segreto d’iniziazione maschile dei Baka, nella foresta pluviale del Camerun, venendo così accolto in uno dei loro clan. Negli anni successivi, oltre a continuare le ricerche sul campo, ha conseguito un dottorato in Etnomusicologia e due diplomi al Conservatorio (Composizione e Musica corale). Suoi testi sono apparsi sulle riviste letterarie «Nuovi Argomenti» e «Granta Italia (online only)». Sulla sua esperienza iniziatica con i pigmei Baka ha scritto La foresta ti ha. Storia di un’iniziazione (Castelvecchi Editore), il suo libro d’esordio.

Il sito dell’autore:
http://www.luisdevin.com/libri/la-foresta-ti-ha/

per “assaggiare” il libro:
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/foresta-ti-ha-storia-un%E2%80%99iniziazione

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I piccoli editori, le piccole realtà, stentano assai in un mondo costruito su misura per i grandi, dove l’ossessione per il profitto e per il guadagno di nuove fette di mercato porta poi alle degenerazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Per questo, vogliamo dedicare uno spazio alle nuove proposte di chi fatica a trovare spazi, pur proponendo ottime cose.

Non possiamo dire sia un editore piccolo piccolo, ci piace comunque segnalare l’editore Castelvecchi, anche in considerazione di una sua ultima pubblicazione, 365 MODI PER CAMBIARE IL MONDO, di MICHAEL NORTON: un’ottima raccolta di consigli pratici, uno per giorno, per modificare quanto ci circonda partendo dal basso, con atti alla portata di tutti(come raccogliere l’acqua piovana, per citarne uno)

l’editore Castelvecchi
Castelvecchi pubblica oggi circa 50 titoli all’anno, prevalentemente di saggistica su nuove tendenze e fenomeni emergenti, senza disdegnare la narrativa. La sostanza del nostro percorso editoriale consiste: nel lavorare sempre a contatto con giovani e giovanissimi emergenti, incoraggiare e stimolare la loro ricerca non solo come narratori, ma anche come critici, saggisti e studiosi. E’ una vera e propria pro-politica dell’incoraggiamento per chi ha qualcosa da dire di nuovo e originale, ma non ha i necessari santi in paradiso per dirla. Certe volte la definiamo «Religione del Talento», una specie di vocazione a scovare anche solo negli occhi di chi hai davanti durante un’idea, un progetto o un sogno da sviluppare.

La Casa editrice Castelvecchi vuole affrontare il secondo decennio di attività con un duplice impegno: da un lato rimanere «avanti», essere in grado di cogliere nuove tendenze e scenari collettivi, da un altro rimanere sempre e comunque un «atelier creativo» in cui si formano giovani e giovanissimi talenti.

Trecentosessantacinque modi per cambiare il mondo .
Michael Norton

Best seller in tutto il mondo, questo libro ha rivoluzionato l’universo dell’attivismo sociale, ecologico e umanitario. L’idea di partenza è semplice, ma geniale: creare una banca dati di azioni rivolte a migliorare lo stato del mondo. Il suo ideatore, Michael Norton, un’autorità mondiale nel campo del volontariato, ha selezionato qui 365 idee, una per ogni giorno dell’anno, alcune semplici e alla portata di chiunque, altre un po’ più impegnative, ma tutte ugualmente efficaci. Ma attenzione, questo non è solo un libro traboccante di idee, informazioni e siti utili: è la combinazione vincente per disinnescare una bomba. Sotto gli effetti di un’impennata demografica, surriscaldato per le conseguenze dell’inquinamento, teatro di conflitti e disuguaglianze, il pianeta è davanti a una svolta. Il modo per salvarlo in realtà è uno solo: considerarci tutti come parte di un ecosistema, avviando un modello di società in cui ambiente, economia e giustizia sociale siano finalmente connessi tra loro. “365 modi per cambiare il mondo” offre spunti di azione in ogni campo: creatività e cultura, democrazia e diritti umani, integrazione, impresa e occupazione, globalizzazione e consumo, salute, sviluppo internazionale, pace, volontariato, giovani…

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