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Posts Tagged ‘commissario De Luca’

1990, un certo Carlo Lucarelli pubblicava per Sellerio Carta Bianca, primo giallo con protagonista il Commissario De Luca. Dopo L’estate Torbida e Via delle Oche (1996), a distanza di 21 anni, ritroviamo lo stesso commissario ne Intrigo italiano, spostando al 1953 l’azione.

 
Carlo Lucarelli, Intrigo italiano, Einaudi
 
 
Quando il commissario De Luca, appena richiamato in servizio dopo cinque anni di quarantena, si sveglia da un incidente quasi mortale, non gli occorre troppo tempo per mettere in fila le tante cose che non tornano. Da lunedí 21 dicembre 1953 a giovedí 7 gennaio 1954, con in mezzo Natale ed Epifania, mentre la città intirizzita dal gelo scopre le luci e le musiche del primo dolcissimo consumismo italiano, tra errori, depistaggi, colpi di scena il mosaico dell’indagine, scandita come un metronomo, si compone. E ciò che alla fine ha di fronte non piace affatto a De Luca. Per il ritorno del suo primo personaggio, amatissimo dai lettori, Lucarelli ha saputo evocare una Bologna che non avevamo mai visto cosí. E ha saputo tessere il piú imprevedibile, misterioso e divertente romanzo, dove la verità profonda di un’epoca che non è mai interamente finita emerge nei sentimenti e nella lingua dei personaggi.
 
C’è stato un omicidio a Bologna, una città coperta di neve in cui i tram scampanellano sulle rotaie e la gente affolla i ristoranti per i tortellini di Natale: la bella moglie di un professore universitario è stata annegata nella vasca da bagno del trappolone, l’appartamento da scapolo del marito. Il Servizio vuole sapere chi è stato, e per questo c’è bisogno di un cane da tartufi come De Luca, che sembra finalmente trovarsi alle prese con un’indagine da giallo classico, fatta di indizi, tracce, impronte e orari. Ma non è cosí, naturalmente. Perché anche nell’incidente d’auto in cui un paio di mesi prima è morto il marito professore – dongiovanni, esistenzialista e appassionato di jazz – c’è qualcosa di molto strano. E cosí De Luca, assistito da un giovane agente del Servizio incaricato sia di aiutarlo che di spiarlo, si ritrova in un’indagine ambigua e pericolosa, dove quello della vita è soltanto uno – e neppure il peggiore – dei rischi che corre. Alla fine, dopo essersi innamorato di una giovanissima cantante di jazz meticcia e bravissima – la Dorothy Dandridge bolognese – il cui passato di mondina e staffetta partigiana è l’esatto opposto del suo, e dopo essere sopravvissuto a un attentato dalle gravi conseguenze, De Luca sarà costretto a scegliere se seguire il suo vecchio cuore di cane da caccia o quello nuovo, di cane bastardo.
Carlo LucarelliQq

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Le inchieste del Commissario De Luca, dalla penna di Carlo Lucarelli, sono ora disponibili in un unico volume:

Il Commissario De Luca, Carlo Lucarelli


Sellerio

Il commissario De Luca è nato in parti uguali dalla inventiva letteraria e dai documenti storici. Inizia cronologicamente con lui il tipico personaggio realistico del nuovo giallo italiano, inciso sullo sfondo delle vicende politico sociali e del carattere nazionale. Lo si incontra in tre inchieste in cui si incrociano storia e cronaca nera, a cavallo tra l’ultimo mese di Salò e le elezioni del 1948, anni tremendi che lo cambiano, come dovettero cambiare i suoi modelli reali: da fidato poliziotto, a epurato, a reintegrato nei ranghi: ma il suo temperamento antiretorico, come non lo ha fatto stare a suo bell’agio sotto il regime, lo impaccia anche alle prime ipocrisie repubblicane. Soprattutto un fedele servitore dello Stato.

Carta bianca
Aprile 1945, un omicidio dei quartieri alti: un trentino dal nome tedesco, facoltoso, iscritto al partito, ucciso sembra da una donna; e mentre scoccano le ultime ore di Salò e comincia il fuggi fuggi generale, De Luca scopre un ultimo disperato traffico spionistico finanziario tra gerarchi e nazisti.

L’estate torbida
«Tutta una famiglia uccisa a bastonate» nella campagna romagnola: sembra un delitto di pura selvaggia malvagità, nel caos della prima estate senza fascismo, ma rivela propaggini antiche. Ufficiosamente De Luca, appena epurato dai ranghi, è coinvolto nell’inchiesta, grazie alla sua conoscenza di un passato che non è morto ancora.

Via delle Oche
L’indirizzo è quello di un noto bordello dove andavano i gerarchi e dove, alla vigilia delle elezioni del 1948, un factotum è trovato morto: stanze ben frequentate, da un big democristiano in particolare, e nei giorni caldi, tra le epocali elezioni l’attentato a Togliatti e Bartali maglia gialla, l’inchiesta di De Luca sarà particolarmente scabrosa.

Carlo Lucarelli (Parma, 1960), scrittore di racconti e romanzi che uniscono il gusto dell’inchiesta storica alla ingegnosa tessitura di trame gialle e noir, è anche ideatore e conduttore di trasmissioni televisive e sceneggiatore. Dai romanzi con il commissario De Luca è stata tratta una serie televisiva

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da domenica 27 aprile, su Rai Uno, arriva il commissario De Luca, dalla fervida penna di Carlo Lucarelli, con la regia di Antonio Frazzi per Rai Fiction. A dare volto al commissario sarà Alessandro Preziosi, impegnato in quattro investigazioni che partono dalla fine degli anni Trenta per arrivare al 1948, coprendo un decennio circa di dura vita italiana.Carta Bianca, L’estate torbida e Via delle Oche segnarono l’esordio letterario dell’autore agli inizi degli anni 90,  che venne subito scoperto dai critici e dal pubblico, mentre Indagine non autorizzata, il quarto testo adattato per lo schermo, fu pubblicato inizialmente per i tipi de IL GIALLO MONDADORI.

Buona visione  !

Le schede dei libri:

Carlo Lucarelli, Indagine non autorizzata, Hobby e Work

Riccione, durante la torrida estate del 1936, nel pieno della stagione turistica. Sulla spiaggia, a pochi passi dalla residenza balneare di Benito Mussolini, viene casualmente scoperto il cadavere di una prostituta assassinata. L’omicidio, che minaccia di turbare le tranquille vacanze del Fondatore dell’impero, getta nel panico la Questura di Rimini, competente per territorio: i poliziotti, energicamente “stimolati” dalle alte sfere del potere di Roma, si impegnano allo spasimo nell’inchiesta e nel rapidissimo giro di qualche ora arrestano il presunto colpevole, un malcapitato delinquente di mezza tacca, vecchia conoscenza degli investigatori. Il caso sembra chiuso, ma all’ispettore Marino qualcosa proprio non quadra

Carlo Lucarelli

Carta bianca

«La bomba scoppiò all’improvviso con un fragore enorme, proprio quando il corteo funebre stava attraversando la strada». Il commissario De Luca, indaga su un omicidio nei quartieri alti alla vigilia della Liberazione e scopre una torbida verità che lo porta ad un bivio. Sorprendente esordio di quello che sarà uno dei massimi esponenti del giallo all’italiana.

Aprile 1945. Negli ultimi giorni della repubblica di Salò, un omicidio dei quartieri alti apre a chi indaga squarci suI mondo dei gerarchi, su un traffico finanziario-spionistico tra il regime e i nazisti, sulla corruzione di una classe dirigente dai giorni contati. E a poche ore dal crollo finale, il commissario De Luca scopre una torbida verità e, nella confusione e la paura, è chiamato a una scelta. Carta bianca è un racconto giallo a pretesto, in cui è il fascismo pretesto per la trama poliziesca e per quella caratteristica interrogazione morale in cui il giallo confluisce. Dittature e totalitarismi si prestano infatti a quelle situazioni di precarietà deI diritto in cui la malinconia, connaturata a chi investigando fruga nelle vite, diventa l’ultimo rifugio del senso di giustizia.

Carlo Lucarelli

L’estate torbida

« – Allora da dove cominciamo? – Leonardi era in piedi nella stanza e si sfregava le mani una con l’altra, eccitato». Il commissario De Luca, nell’estate torbida seguente al tracollo del fascismo, è costretto ad indagare su una strage dai misteriosi moventi e dalle delicate implicanze.

Con L’estate torbida Carlo Lucarelli ha scritto il suo secondo romanzo giallo. Il primo – pubblicato nel 1990 da questa casa editrice col titolo Carta bianca – è nato da una tesi di laurea sulla polizia della Repubblica di Salò (nascita non singolare per chi sappia quanto il racconto poliziesco s’adagia sulla storia, sull’evento quotidiano, e quanto gli è parente l’occhio cinico o moralista dello storico). E dalla storia della polizia repubblichina, Lucarelli ha tratto, non tanto un singolo caso misterioso, quanto una atmosfera torbida, foriera di ogni possibile intrigo e di disillusione inquieta degli onesti: un miscuglio, letterariamente felice, di modernità raggiunta e senso dell’abisso, di lusso e precarietà, di lotta per la sopravvivenza e abbandono al destino. Ma soprattutto, ha distillato da quell’atmosfera un personaggio vivido, il commissario De Luca, uomo onesto e laico in un mondo di corruzione e di ideologie, funzionario fedele al dovere tra i felloni, moralmente certo, nel pieno della notte, che qualcosa va salvata alla luce che verrà. Nell’estate torbida seguente al tracollo del fascismo, De Luca, richiamato ufficiosamente a indagare, si occupa di una strage dai misteriosi moventi e dalle delicate implicanze.

Carlo Lucarelli

Via delle Oche

«L’erba brillava sotto i flash dei fotografi. Illuminata all’improvviso per un attimo brevissimo appariva nitida filo per filo, lucida e rossa». Il commissario De Luca indaga, questa volta, nell’atmosfera tesa del confronto tra DC e sinistre alla vigilia delle elezioni politiche del 1948.

Via delle Oche, a Bologna, è una strada rinomata. Prima della Legge Merlin, vi erano le case chiuse. Tra mercoledì 14 aprile 1948 e giovedì 15 luglio 1948 (un pugno di mesi che include svolte decisive: le elezioni del Quarantotto, l’attentato a Togliatti, Bartali maglia gialla) un’inchiesta di polizia si svolge, che muove da un delitto in un casino, cui seguono alcuni omicidi disparati e apparentemente indipendenti. Il commissario De Luca (il personaggio creato da Carlo Lucarelli – giovane scrittore, al suo terzo romanzo poliziesco, esperto di storia della polizia fascista, che di De Luca, in questi tre romanzi, scrive anche una immaginaria biografia: la prima inchiesta nel pieno del regime, la seconda negli ultimi giorni di Salò, e questa appena, insicuramente, sfuggito all’epurazione) lavora per forzarne l’apparente autonomia e ridurli a un unico disegno. Alberto Savinio aveva decretato l’assurdità, per ragioni d’ambiente, di un «giallo» italiano. Varie prove hanno dimostrato incauta quella profezia. Tra queste prove hanno un posto importante le inchieste di De Luca: un commissario, si direbbe, alla Ingravallo del Pasticciaccio brutto. Investiga – e a questo deve il suo successo e la sua italianità – per una specie di intuito storicistico; conosce, per condivisione, il grumo profondo, il ritmo, la legge, in cui la cronaca italiana – criminale, in questo caso – germoglia dalla storia d’Italia. E coglie la verità del delitto nell’attimo in cui la ragione dello stato e della storia viene ad inghiottirla. E in quell’attimo, come per un ultimo guizzo, quella verità appare piena e chiara. Sempre più profonda, più triste e inaspettata di quanto apparisse a lui, e al lettore.

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