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Posts Tagged ‘consigli’

nel 2006 ci era molto, molto piaciuto UN INVERNO NELLA FORESTA, di HUBERT MINGARELLI, NOTTETEMPO.

Arrivato senza clamore da un piccolo editore il meritato Prix Medicis francese del 2003, ruotava attorno ad una storia minima d’amicizia fra quattro soldati disertori durante la Prima Guerra mondiale, sintetizzata con un stile asciutto e limpido da un autore francese schivo e riservato. Uno di quei personaggi che hanno fatto mille mestieri, e che con le sue storie si sta meritando un posto di spicco nella letteratura francese contemporanea.

 

La foresta è presente anche in questo nuovo libro, un racconto lungo che sembra quasi una piece teatrale con pochi elementi, con il consueto tono tagliente e limpido: la palestra in cui i soldati dormono, la campagna e la foresta in cui i protagonisti si spingono, una casupola in cui potersi riprendere dal freddo intenso che permea tutto il libro. Siamo nella Seconda guerra mondiale, e tre soldati tedeschi ottengono di poter andare a caccia di ebrei nelle campagne per non essere dover partecipare alle fucilazioni di massa della mattina. Troveranno un ragazzo ebreo fuggiasco, finchè uno di loro farà la fatidica domanda: e se questo qui lo lasciassimo andare, per farci sentire meglio? È un padre di famiglia a porre la questione, preoccupato anche per il fatto che il figlio non inizi a fumare: lasciare vivo uno di quelli vorrebbe dire tanto!

 

English: French writer Hubert Mingarelli Franç...

English: French writer Hubert Mingarelli Français : L’écrivain français Hubert Mingarelli au cours d’un petit-déjeuner littéraire dans le cadre du 20e Festival international de géographie à Saint-Dié-des-Vosges (Photo credit: Wikipedia)

 

UN PASTO IN INVERNO, HUBERT MINGARELLI

Traduzione di Federica Romanò

Polonia, seconda guerra mondiale. Tre militari tedeschi, per evitare il compito ormai insopportabile di fucilare gli ebrei condotti al campo, ottengono il permesso per una missione all’esterno. Il loro incarico, non meno terribile ma più tollerabile, è stanare i pochi superstiti nascosti nella campagna circostante. Mentre marciano nel paesaggio glaciale, quasi loro malgrado trovano un giovane ebreo e lo fanno prigioniero. Ma durante una sosta per rifocillarsi, vengono assaliti dal dubbio. Uno di loro fa agli altri la proposta sconcertante: lasciarlo libero. Tutti loro ne hanno bisogno, dice: sapere di averne salvato almeno uno.
Questa è la storia di tre soldati e di una gelida giornata invernale. Di un ragazzo dentro un buco e di una casa abbandonata e spettrale. Di un uomo solitario con il suo cane e dell’interminabile cottura di una zuppa con semolino, cipolla, strutto e salame. Elementi disposti come in una fiaba, a rappresentare la banalità quotidiana e crudele di una delle più atroci tragedie dell’umanità.
Con questo suo prezioso romanzo breve, Hubert Mingarelli conferma la naturale vocazione della letteratura a raccontare l’indicibile.

“È questa la bravura di Mingarelli, portare il lettore oltre il fronte di guerra, là dove nessuno vorrebbe arrivare”.
Libération

 

 

Bonus,  tre interventi di Paolo Nori sul tema dell’Olocausto: 

 

Paolo Nori, Si sente? Marcos Y Marcos

 

Per noi, la storia, la storia a noi contemporanea, noi è come se abitassimo tutti in un appartamento al settimo piano che dà su uno snodo ferroviario ma ci abitiamo da tanto di quel tempo che se ci chiedono «Ti dà fastidio, il rumore dei treni?» ci vien da rispondere «Il rumore dei treni? Che rumore? Che treni?» Questo non vuol dire che i treni non facciano rumore. E non vuol dire che a concentrarsi, a tendere l’orecchio, come si dice, non si senta, quel rumore, il rumore che il treno della storia fa in questo preciso momento che noi siamo qui.

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Margaret Drabble - Cambridge - April 2012

Margaret Drabble – Cambridge – April 2012 (Photo credit: Chris Boland)

«Non sposarti mai per amore: ha degli effetti terribili sulle persone». È questa la perla di saggezza che Louise, la sorella sofisticata, bella e desiderata da tutti, dall’alto del suo matrimonio con un uomo tanto ricco quanto perfettamente insopportabile rivolge a Sarah, spiritosa e colta, incapace di librarsi di sopra dei suoi sogni. Sarah non ha l’avvenenza di Louise, e ne ha sempre sofferto.

 

Un curioso parallelo con la vita reale di Margaret Drabble, sorella “separata” (da lungo tempo non si parlano e non si scrivono) della più celebre Antonia S. Byatt.

 

“Il mio primo libro l’ho scritto perché mi ero appena sposata, vivevo a Stratford-upon-Avon, non avevo molti amici e mi annoiavo. Fino a quel momento ero stata impegnatissima con l’università e di colpo mi ritrovavo senza far niente. Probabilmente se quell’estate avessi trovato un lavoro non sarei mai diventata una scrittrice». È il 1963 quando Margaret Drabble scrive Voliera estiva, a soli 24 anni, ora finalmente tradotto da Astoria.

 

Un’epoca in cui per l’universo femminile si spalancavano nuovi orizzonti, ma non è sempre facile ed automatico abbandonare la gabbia in cui si è vissuti per volare fuori, per cercare l’indipendenza. Mentre vedi altri uccelli che da fuori cercano lo spiraglio per entrare nella gabbia!

 

Gran brio e battute azzeccatissime, Margaret Drabble è quello che si definisce una lettura piacevole e godibilissima, capace inoltre di mettere in moto anche qualche neurone!!

 

” Mi godo sempre l’arrivo a casa per quanto possa poi odiarla, una volta che ci sono. …. dopo ogni assenza penso che magari la mia famiglia sarà migliorata, anche se non migliora mai”

 

Margaret Drabble,

Voliera estiva, Astoria edizioni 

traduzione di Marina Morpurgo

 

Due sorelle: Louise, bellissima e sofisticata; Sarah, spiritosa e intelligente. Il loro rapporto è da anni all’insegna dell’incomunicabilità. Louise sposa a sorpresa Stephen Halifax, ricco scrittore di rara antipatia, e i due scompaiono per mesi in viaggio di nozze. Sarah, laureata a pieni voti a Oxford, decide di trasferirsi a Londra, dove trova un modesto lavoro alla BBC e condivide un appartamento con un’amica. La vita domestica la deprime: lavare i panni, aprire scatolette di cibo non fanno per lei. D’altra parte, “se non peli tu le patate, nessuno lo fa al posto tuo”. Sarah talvolta pensa che il matrimonio potrebbe risolvere tutti i suoi problemi: non dovrebbe più andare da sola alle feste né fare un lavoro noioso nonostante la prestigiosissima laurea. Poi Louise torna, Sarah è invitata a un suo party, e comincia a percepire che il matrimonio della sorella non funziona.

Voliera estiva, scritto nel 1963, è un romanzo brillante e acuto che mostra una società dove finalmente alle donne è concessa la possibilità di un’educazione superiore. Peccato che nessuno abbia pensato cosa fare dopo di queste giovani donne. Neppure Sarah: l’idea di una carriera le pare estranea, l’alternativa classica e ancora in voga, il matrimonio, la attira e la repelle allo stesso tempo; se ci fosse, prenderebbe una scorciatoia. Ma sembra non esserci

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