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Posts Tagged ‘Damon Galgut’

Sudafrica, terra fertile per i narratori. Non solo Coetzee, ma un universo potente di nuove voci si affacciano sulla scena internazionale. Così, dopo Damon Galgut, Zakes Mda, ora è la volta di Alistair Morgan a suscitare interesse. Un romanzo vincitore del First-Time Published Author Award nel 2010 nel suo Paese, con un inizio durissimo e folgorante, un vero e proprio pugno nello stomaco: il narratore protagonista si risveglia dopo un incidente d’auto, per scoprire che la moglie e la figlia sono morte. La sua deriva umana lo condurrà ad un isolato luogo di vacanza, lontano dai giorni del caos, e all’incontro con una famiglia segnata da un altro dolore, mentre sullo sfondo si erge una natura potente .

La prosa tagliente, il punto di vista molto maschile che l’autore fa esporre al suo protagonista , la forte impressione che la vicenda suscita nel lettore, tutti elementi che fanno pensare al miglior Coetzee, quello di Vergogna per intenderci.
Se credete che i libri  non siano solo un passatempo da spiaggia, ma cercate qualcosa capace di scuotere le vostre certezze,  può essere il libro che fa per voi!

NESSUN DORMA, Alistair Morgan, Fandango

“Tenete d’occhio Alistair Morgan. La sua è una voce autentica e originale.”
The Sunday Times
“La scrittura di Alistair Morgan straripa di feroce densità.”
The Independent
“La sua prosa prodigiosa, insieme alle descrizioni della natura, richiamano alla mente Coetzee.”
The Guardian
“Erano anni che non leggevo qualcosa che mi tenesse così incollato alla pagina. Un tour de force.”
André Brink
“Una storia dolorosa, che non dà tregua, magistralmente raccontata.”
Peter Matthiesson, fondatore della Paris Review
Un tour de force nel cuore di tenebra di ognuno di noi
Cosa accade quando la libertà si spinge oltre ogni limite, e l’uomo si fa demone distruttore capace di trascinare se stesso e gli altri nell’insensata e vuota metafisica del dominio a tutti i costi? Al suo risveglio, John Wraith, 46 anni, giornalista free-lance, non ricorda nulla di quello che è successo. La sua memoria ha perduto temporaneamente la capacità di giudicare la profondità e la proporzione del tempo. Ripetono che passerà, che il dolore si allevierà lentamente, che le ferite si rimargineranno, eppure qualcosa che ha la solidità e l’incandescenza di un ingranaggio è pronto a esplodere dentro il suo corpo come una bomba a orologeria. Nell’incidente stradale in cui è stato coinvolto sono morte Deborah, sua moglie, e la piccola Isabelle, di appena cinque anni. Come piccole schegge impazzite dopo la deflagrazione, la memoria ricuce ogni cosa, e la verità è più nera del baratro che la inghiotte, perché John quella sera era alla guida della loro macchina e doveva andare veloce se ricordava che i paletti ai margini della strada erano schizzati tutti insieme all’improvviso. Errore umano o diabolica volontà? Ipnotico, avvincente, crudele, nevrotico e amorale, Nessun dorma è il potente e folgorante studio dell’uomo nella sua più totale nudità.

2010 FIRST-TIME PUBLISHED AUTHOR AWARD, SOUTH AFRICA

Alistair Morgan nasce a Joahnnesburg nel 1971. I suoi racconti sono stati pubblicati sulla Paris Review e nel 2009 è stato il primo autore di nazionalità non americana a vincere il George Plimpton Prize per la narrativa. Premiato con il 2010 First-Time Published Author Award, South Africa, nella cinquina del 2010 Commonwealth Writer Prize, Africa Region, Nessun dorma è il suo primo romanzo. Oggi vive a Città del Capo.

“È stata lei a darmi la notizia, in ospedale. Io ero ancora imbottito di farmaci, mi rendevo conto del passare dei giorni solo osservando i suoi cambi d’abito. Il fatto di vederla accanto al mio letto mi confortava più delle medicine. In fondo, è la mia famiglia. I parenti di mia moglie non sono mai venuti a farvi visita, né quando ero ancora ricoverato, né adesso che sono tornato a casa. Non credo che gli esseri umani abbiano la forza necessaria per sopportare l’uno il dolore dell’altro. E poi c’è la questione della colpa. Nessuno l’ha ancora detto a voce alta, ma so che è quello che pensano tutti: c’ero io al volante. Perciò, la responsabilità è mia.”

alistair morgan

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Lo scrittore inglese Howard Jacobson si è visto consegnare martedì sera il più prestigioso premio letterario del Commonwealth, il Man Booker Prize (nonché il più ricco, e quello che garantisce un notevole incremento delle vendite). Si è imposto su Damon Galgut, Andrea Levy, Peter Carey, Emma Donoghue e Tom McCarthy.

The Finkler Question è un romanzo sull’amore e sulla perdita, sull’amicizia maschile, come al solito sempre ben condito dall’ironia e dalla ricerca del significato della condizione ebraica nel mondo moderno, da bellezza e malinconia, temi costanti nei libri dell’autore.

Jacobson dovrebbe intervenire al Festival Internazionale di Letteratura Ebraica a Roma, vedremo se riuscirà a tener fede ai propri impegni dopo questa vittoria. In Italia è edito da Cargo, che ha appena dato alle stampe il suo nuovo libro, e ha in cantiere la traduzione de The Finkler Question.

Howard Jacobson, Un amore perfetto, Cargo

«Jacobson, autore di Kalooki Nights, romanzo corrosivo e rivelatore, è famoso come scrittore comico, e sebbene questo nuovo libro sia anche un terrificante viaggio nell’animo umano è comunque incredibilmente divertente. L’amore per lui è pazienza, gentilezza, premura, disponibilità a sopportare ogni prova. Ma è anche molto altro: complicato, divertente, crudele, malato… sempre e comunque degno degli sforzi fatti per averlo. Esattamente come questo libro incredibilmente straordinario.» [Cynthia Macdonald, Globe & Mail]

Felix Quinn è un uomo raffinato ed erudito, amante dell’arte e del piacere, che gestisce una delle più antiche e note librerie antiquarie di Londra. Sua moglie Marisa, ricca e istruita, è una donna indipendente, dal carattere riservato e sfuggente. Felix la adora. Ma poi, poco per volta, inizia a essere ossessionato dall’idea che lei lo tradisca, al punto tale che finisce per trovarle lui stesso un amante: Marius, uomo corrotto e cinico, sessualmente incontinente, che capita per caso sulla sua strada.
Howard Jacobson

Howard Jacobson

L’AUTORE – Scrittore, saggista, giornalista, Howard Jacobson è nato a Manchester nel 1942 e attualmente vive a Londra. Noto per lo stile umoristico e la vena comica dei suoi romanzi, che hanno spesso come soggetto storie di ebrei inglesi. È autore di dieci romanzi e quattro libri di non fiction. Collabora come editorialista al quotidiano «The Independent» e ha realizzato documentari per Channel 4.

Kalooki Nights, uscito per le edizioni CARGO nel 2008, è stato tra i favoriti al Man Booker Prize nel 2006 e vincitore del Jewish Quarterly Wingate Prize nel 2007, battendo, tra gli altri, Suite francese di Irène Némirovsky. L’imbattibile Walzer  ha vinto il Bollinger Everyman Wodehouse, assegnato al libro comico dell’anno (anticipando Jonathan Coe e Marina Lewycka), e il Jewish Quarterly Literary Prize for Fiction.

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bashir



VALZER CON BASHIR, ARI FOLLMAN – DAVID POLONSKY, RIZZOLI -LIZARD
uno splendido Graphic novel, è il primo testo realizzato sotto la nuova sigla Rizzoli – Lizard. Un terribile memoir \ documentario di guerra, incentrato sulla strage di Sabra e Shatila degli anni 80, estremamente coinvolgente.
PIOGGIA GIALLA, JULIO LLAMAZARES, PASSIGLI
Grande letteratura, il monologo di Andrés de Casas Sosas, ultimo abitante di Ainielle, paese disabitato sui Pirenei. Attraverso i suoi ricordi, rivive la storia della sua terra, delle persone che la abitavano, morte o partite, dimenticandolo.
MOHAMMED HANIF, IL CASO DEI MANGHI ESPLOSIVI, BOMPIANI
Un grande Ride di molte cose Mohammed Hanif, degli americani e dei musulmani, e fa divertire anche il lettore con questo romanzo (vincitore del Commonwealth Writer Prize for First Book) che ci riporta al 1988, quando l’aereo del Generale Zia , dittatore del Pakistan, finì tragicamente il suo volo dopo appena quattrominuti dal decollo.
ALEXANDRA FULLER, LA LEGGENDA DI COLTON H.BRYANT, MONDADORI
L’avventura umana di Colton H.Bryant, ultimo romantico cowboy in un Wyoming in cui le grandi praterie lasciano gli spazi agli impianti di trivellazione dei petrolieri.
HELONEIDA STUDART, FRANCOBOLLO D’ADDIO, MARCOS Y MARCOS
Per chi ama la narrativa sudamericana, il ritratto forte di due sorelle riavvicinate dal frutto della vendetta, sullo sfondo di un Brasile non tenero con le donne . .
REVOLUTIONARY ROAD, RICHARD YATES, MINIMUM FAX
Sono state scritte molte pagine sulla vita di provincia negli Stati Uniti, su quelle esistenze ordinarie all’ombra della rispettabilità, di una felicità indotta dal consumismo, ma l’opera di Yates va ben al di là degli stereotipi che poi si affermeranno..Dal 1961, un libro amatissimo negli Usa
INDRA SINHA, ANIMAL, NERI POZZA
Finalista al Booker Prize, ANIMAL narra la vita di un ragazzino reso deforme dal disastro ambientale dovuto alla Union Carbide, nell’India degli anni 80. Un romanzo potentissimo, a volte un vero pugno nello stomaco, a volte divertente.
IRENE NEMIROVSKY, I DONI DELLA VITA, ADELPHI
Un altro capolavoro da parte di autrice riscoperta in tutto il mondo: con un taglio decisamente moderno, l’autrice racconta le gioie e i dolori nati dal matrimonio tra Pierre e Agnes, coppia che osa sfidare i mediocri valori borghesi espressi dalla società francese di inizio novecento, fino ai terribili giorni di fine anni Trenta.
DAMON GALGUT, L’IMPOSTORE, GUANDA
Da un autore accostato al primo Coetzee, una narrazione incalzante da cui traspare la contrapposizione tra passato e presente, tra uomo e natura, tra quanto è etico e quello che non lo è, in un contesto drammatico come il moderno Sudafrica
TIM WINTON, RESPIRO, NERI POZZA
Due ragazzi, un piccolo paese dell’Australia: di fronte a loro la sfida dell’emozione assoluta, quella che può cambiare la vita. Un romanzo intenso,bellissimo!
HENRY BAUCHAU, IL COMPAGNO DI SCALATA, EDIZIONI E.O
Un gran libro che ci parla della vita e dello spettro della morte, di invecchiamento e della forza della memoria. Condito inoltre da un messaggio positivo, la volontà di far tesoro delle proprie esperienze per trasmetterle ad altri, con la speranza di poterli aiutare ad affrontare le asperità della vita.
TONI MORRISON, IL DONO, FRASSINELLI
Dal primo premio Nobel afro-americano, una vibrante vicenda sul dolore dell’innocenza perduta, sullo sfondo dell’America della fine del Seicento.
UNA RAGAZZA COMUNE, JOHN BURNHAM SCHWARTZ, NERI POZZA
Scritto con rara grazia, UNA RAGAZZA COMUNE racconta al lettore l’avventura di una semplice ragazza destinata a diventare la consorte del Principe imperiale giapponese. Senza che questo le rechi eccessiva gioia, anzi..
Come Arthur Golden ne Memorie di una geisha, Schwartz si cala con precisione nel carattere femminile della protagonista, dando vita ad un felice ritratto del Giappone post Seconda Guerra Mondiale.
VITA E DESTINO, VASILIJ GROSSMAN, ADELPHI
Un altro grande libro sulle grandi tragedie del 900, sul fallimento delle ideologie. La riscoperta di un grande autore russo, oscurato dalla censura.
WILLIAM TREVOR,UOMINI D’IRLANDA, GUANDA
Trevor è considerato uno dei capostipiti della nuova letteratura irlandese, il patriarca dei vari John Banville, Roddy Doyle.In questa sua dodicesima raccolta di racconti il lettore troverà vite in discesa verso qualcosa, sia l’infelicità, sia una svolta verso l’esistenza.
MICHAEL ZADOORIAN, IN VIAGGIO CONTROMANO, MARCOS Y MARCOS
Resterete affascinati dall’ultimo viaggio di due attempati coniugi, con il loro camper sulla mitica Route 66! Una storia piena di tenerezza ed amore!

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da giovedì 16 aprile troverete in libreria L’impostore, di Damon Galgut. Noi lo segnaliamo subito, scommettendo su di lui. L’autore appartiene alla fiorente nuova ondata di autori sudafricani che si sta facendo conoscere nel mondo grazie alla qualità delle loro opere, e ci aveva già molto impressionato con Il buon dottore, di cui riproponiamo scheda, intervista e recensione.

Finalista al Booker Prize, una storia dura, capace di scuotere il lettore, e di catapultarlo nella realtà di un Sudafrica ancora sospeso tra un passato doloroso e un futuro incerto, la storia di due uomini “esiliati” in un ospedale ai margini del mondo.. Un autore accostabile a Coetzee, e non solo per questioni geografiche!

Il buon dottore, Damon Galgut, Guanda
Un avamposto in Sudafrica, un fatiscente centro ospedaliero, una terra desolata oppressa dalla miseria e dalle violenze di bande di ex miliziani in cerca di potere. In questo scenario si muovono due medici, amici nonostante le opposte visioni del mondo: uno, quarantenne, disincantato, insensibile e vile; l’altro, giovane, idealista, pieno di entusiasmo. Il giovane dottore riesce a infondere vigore nello staff, mentre nuove facce e vecchie conoscenze si aggirano nel piccolo centro, rinfocolando odi sopiti. I due medici vengono coinvolti negli eventi, in un clima di attesa dominato da un senso di minaccia e dalla fine prossima. E in un mondo dove il passato reclama un risarcimento nel presente, non c’è spazio per il sano moralismo del giovane dottore.

Una intervista, in italiano, all’autore

http://www.ilportoritrovato.net/html/bibliogalgut.html
Quasi del tutto sconosciuto fino a un paio di anni fa al di fuori del Sudafrica, Damon Galgut ha all’improvviso raggiunto una notorietà internazionale con il suo quinto romanzo, Il buon dottore, che nel 2003 è stato incluso nella short list del Booker Prize e che è stato ora pubblicato da Guanda nella traduzione di Valeria Raimondi (pp. 249, euro 14,50). L’io narrante del libro, che ha suscitato l’entusiasmo di uno scrittore attento come André Brink (“un romanzo straordinario, immerso nella storia contemporanea e al tempo stesso capace di trascenderla”) e che è stato da molti critici paragonato, per i toni e il rigore, ai testi di J.M. Coetzee, è un medico, Frank Eloff, da tempo arenato nel fatiscente ospedale della ex capitale di una homeland, una di quelle aree impoverite che il governo dell’apartheid aveva riservato alla “autodeterminazione” delle varie “nazioni” nere e che adesso sono rientrate a far parte del “nuovo” Sudafrica. In questa città fantasma, “concepita e progettata sulla carta dai perversi burocrati di una metropoli lontana”, arriva però un giovane medico, Laurence Waters, convinto che “le persone possono cambiare le cose” e desideroso di mettersi alla prova. Intorno al confronto fra l’idealismo ottuso di Laurence, e le disillusioni di Frank ruota l’asse narrativo di un romanzo che, forse non a caso, ha raccolto maggiori consensi all’estero che in Sudafrica (“ma il nostro paese – sottolinea lo scrittore – è poco sensibile ai temi culturali, basti pensare che per il Nobel alla Gordimer e a Coetzee i giornali sudafricani hanno pubblicato articoli di poche righe”). segue sul sito. . .

il nuovo libro:
Damon Galgut, L’impostore , Guanda

Una cittadina sperduta del Sudafrica, una landa desolata fra le montagne abitata da gente inospitale, una casa fatiscente circondata da un giardino incolto. Una sistemazione che non ha nulla di attraente, ma è perfetta per Adam, perché la sua vita è andata in pezzi e lui cerca solo un posto dove ricominciare a vivere, dove concentrarsi e dedicarsi ai suoi sogni di sempre, la scrittura e la poesia. L’ispirazione però tarda ad arrivare in un luogo così spettrale, che non gli trasmette emozioni, ma solo angoscia e strane paure . . Adam sta per cedere allo sconforto quando incontra Canning, un tipo strano che mostra subito nei suoi confronti grande entusiasmo e giovialità. È convinto di aver riconosciuto in Adam un suo vecchio compagno di scuola e non esita un istante a coinvolgerlo nella sua vita piena di segreti e stranezze. Canning abita, con la splendida ed enigmatica moglie Baby, in una grande proprietà ereditata dal padre, una sorta di paradiso terrestre, da dove dirige i propri affari e organizza strani incontri con politici corrotti e altri oscuri personaggi, che sembrano prendere importanti decisioni per il futuro del nuovo Sudafrica. Per Adam il rapporto con Canning e soprattutto con Baby segnerà l’inizio di un nuovo, sinistro capitolo della sua esistenza, in una storia in cui si mescolano magistralmente sesso e morte, avidità e potere, sete di vendetta e vecchi rancori personali. Damon Galgut è nato a Pretoria nel 1963, vive attualmente a Città del Capo.

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