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La storia del Sudafrica è ricca di spunti per i romanzieri, tanto che negli ultimi anni le proposte che arrivano da quel lontano Paese si sono moltiplicate, autori di ottima qualità capaci di offrire ai lettori splendidi affreschi della loro terra, con le contraddizioni sociali, i ricordi di un passato difficile da sopportare, la bellezza dei luoghi e la speranza per una coabitazione pacifica tra bianchi e neri. Questa volta è Elliot Edizioni a proporre un secondo libro di Daphne Rooke, una autrice che può quasi essere considerata un classico, e simbolo del doloroso Novecento.
J.M.Coetzee ,un grande “fan” di Daphne Rooke, tanto da acccostare il suo nome a quello di Nadine Gordimer e Doris Lessing, dice di lei “sangue e passione nei libri della Rooke”, sottolineando la sua capacità di ritrarre la classe dominante sudafricana in modo cristallino e tagliente, senza compiacimenti, anzi condannandone senza mezzi termini la cecità morale e l’insensibilità. I “GERMOGLI” sono quelli della canna di zucchero su cui si sono innalzati i profitti e i soprusi dei latifondisti locali, e Daphne Rooke riesce nell’intento di ritrarre mirabilmente gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento dando voce a due donne, Helena, appartenente ad una ricca famiglia, e l’amica indiana Leela, facente parte invece di quella categoria di diseredati costretti ad un regime di quasi schiavitù nelle fattorie dei bianchi.
Le loro aspirazioni, i loro sentimenti, saranno costretti a subire un mondo fatto di violenze, odio e soprusi, e a Helen non resterà che diventare donna custodendo troppi segreti. . . Una ottime autrice davvero, scomparsa da pochi giorni (nel gennaio 2009) che già ci aveva convinto con IO E MITTEE, pure pubblicato da Elliot, un altro intenso rapporto tra due donne separate dal colore della pelle!

Daphne Rooke ,
Germogli ,
Elliot Edizioni

Dall’autrice di Io e Mittee, una saga familiare ambientata nel Sudafrica del XX secolo

Helen Angus, come la sua amica indiana Leela, è prigioniera di un mondo nel quale la violenza e l’odio gareggiano con l’amore, la passione e l’infinita bellezza della loro terra. Helen è ancora un’adolescente quando si innamora di Chris, giovane per metà boero, e ne rimane incinta. Prima ancora che possa confidarlo a qualcuno, Chris parte per combattere la guerra anglo-boera, mentre l’amatissima madre di Helen, anch’essa incinta, muore nel dare alla luce un maschietto dalla salute molto cagionevole. Quando anche il bambino muore, l’irascibile e imprevedibile padre di Helen si appropria del figlio illegittimo della ragazza, nato nel frattempo, e lo riconosce come il proprio erede. Da quel momento Helen è costretta a crescere custodendo molti segreti . . Un romanzo di grande respiro, che attrae il lettore per la sua trama coinvolgente e appassionante, ricca di riferimenti storico-politici alla situazione del Sudafrica e alla condizione dei lavoratori indiani, importati come schiavi dagli inglesi. Una storia basata in gran parte sulle esperienze person

Daphne Rooke è nata nel 1914 nella provincia sudafricana del Transvaal. Cresciuta in una importante famiglia Afrikaans e a stretto contatto con la cultura Zulu, ha scritto numerosi romanzi nei quali ha raccontato i conflitti razziali e culturali del Sudafrica. Trasferitasi a metà degli anni Settanta in Australia, da quel momento ha interrotto completamente la sua attività di scrittrice. Vive attualmente in Gran Bretagna.

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