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Posts Tagged ‘di Henry Bauchau’

Agli albori dell’esperienza di librai di Atlantide un rappresentante che conosceva davvero i libri ci segnalò un raffinato autore, Henry Bauchau, edito allora da Giunti. Agli inizi degli anni Novanta erano disponibili Antigone, Edipo sulla strada, Diotima e i leoni, Il ragazzo di Salamina (Per giovani lettori). Dopo anni di silenzio, Edizioni E.o pubblica questo suo nuovo testo, che rompe un lungo periodo di silenzio, e che ha ottenuto un ottimo successo in Francia.

L’autore è sì scrittore di romanzi, ma è anche poeta e psicoterapeuta, e queste cose riescono a combinarsi molto bene ne IL COMPAGNO DI SCALATA, dove toccherà all’anziano protagonista sorreggere il morale della giovane nuora ammalata di cancro, facendosi forza dell’esperienza di vita acquisita durante la Seconda Guerra Mondiale grazie all’esperienza vissuta con Stephane. Un romanzo potente, animato dalla prosa sapiente dell’autore, che riesce a raccontare la vita e lo spettro della morte, l’invecchiamento e la forza della memoria. Condito inoltre da un messaggio positivo, la volontà di far tesoro delle proprie esperienze per trasmetterle ad altri, con la speranza di poterli aiutare ad affrontare le asperità della vita.

Il compagno di scalata, di Henry Bauchau, Edizioni E.o
Il compagno di scalata racconta una doppia storia. La prima è ambientata durante la seconda guerra mondiale e narra l’amicizia tra due ragazzi. Stéphane insegna al narratore ad arrampicare in montagna e a superare la paura. Nonostante sia poco più grande dell’amico, diventa il suo idolo, un esempio di coraggio, modestia, onestà. Poi entrambi entrano nella resistenza contro i nazisti. Stéphane morrà da eroe, in circostanze mai chiarite, sicuramente torturato. Dopo sessantenni circa, il narratore ritorna su quell’episodio fondamentale della sua giovinezza e sull’indagine che aveva condotto all’epoca e che lo aveva portato a un confronto difficile con il torturatore dell’amico, il crudele e seduttivo Shadow. Contemporaneamente il narratore ci racconta delle sue visite in ospedale alla giovane nuora condannata da un cancro. Le due storie s’intrecciano attorno ai modi di vivere e morire. Ripensando a Stéphane, alla bellezza di un rapporto cresciuto sulla purezza dei sentimenti e sull’apprendimento del coraggio, il narratore troverà una via per aiutare la giovane nuora ad affrontare una prova ardua quanto la scalata di una parete di montagna.

Henry Bauchau ( http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_bauchau.htm )
Henry Bauchau, belga francofilo, è nato nel c.1915. Poeta e narratore, psicoterapeuta frequentatore dei seminari lacaniani. Ha scritto tra l’altro un “Saggio sulla vita di Mao Tzetung” (Essai sur la vie de Mau Zedong, 1982), e un romanzo dal titolo Edipo sulla strada. Bauchau preleva Edipo bendato dopo che la tragedia si è compiuta, ormai fuori dalle mura di Tebe, e lo incammina per la strada che lo porterà alla gloria e alla pace di Colono. Evitando il pericolo degli sproloqui psicoanalistici, Bauchau fa un racconto suggestivo, dove il gusto dell’avventura che talvolta ha il fatato andamento di un fantasy tra grotte, laghi sotterranei, duelli e agguati – si mescola al tempo fermo della divina manta in cui il personaggio precipita con la volontà di perdersi senza meta, senza cercare riscatto. L’erraticità tra cielo e terra cui è costretto Edipo resta qui iscritta nella stessa leggera risposta che egli ha dato alla Sfinge, risolvendone il quesito. La soluzione si è capovolta in domanda, la domanda più profonda, che ha fatto dello stesso Edipo e dell’uomo, dell’essere, un enigma, il più profondo. Colui che ha risposto diventa l’interrogante, colui che va, ponendosi in ascolto, fortificandosi nella sua ignoranza. Su questo cammino dove Edipo inciampa in pietre e furibondi ricordi, girandosi intorno, rinunciando nel suo sogno alla sicurezza di un centro e di una direzione, si aprono le storie di chi lo accompagna: Antigone che si ostina, nella sua bella fragilità, a riportare il padre nella dimora del tempo, a cercargli addosso qualche parola e la memoria del loro sangue. Il bandito Clios che si fa spalla dell’antico tiranno e al quale l’autore affida il racconto di un amore (uno dei momenti più alti del romanzo), storia barbara e dolcissima, di musica e di danza, che si consuma senza che la pelle nulla ne sappia. Nella fedeltà al mito (c’è anche una agnizione tramite ferita), ogni tanto Bauchau fa mostra del suo sapere moderno: lo strisciare di Edipo in un uterino labirinto fino all’uscita finale. Edipo che sogna un uomo di nome Sofokles. Eteocle e Polinice che «credono di combattere per un regno e sognano ancora di impossessarsi dell’ombra delle loro madre, così da privarne l’altro per sempre». Bauchau riesce tuttavia a lasciare spazio al piacere della narrazione.

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