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Posts Tagged ‘Dispersi’

il libraio deve cercare di tenere gli occhi aperti su quello che gli editori propongono, compito improbo vista la mole di libri che quotidianamente raggiungono gli scaffali. Deve cercare di schivare le orde di pile selvagge e rivolgere lo sguardo anche a chi è meno appariscente. Questa volta vale la pena segnalare Dispersi, il testo vincitore il Prix de la Litterature Arabe nel 2016, grazie al suo stile incisivo, evocativo e poetico. Un romanzo incentrato sulla tragedia dei cristiani d’Iraq, che risulta anche essere un potente inno al dispatrio, al sentimento che afferra coloro che vedono i componenti della famiglia sparsi per i quattro angoli del globo. La protagonista vive questo dramma, medico cristiano di servizio in una remota cittadina irachena: qui, lontana da Baghdad e dalla famiglia vive la parte più intensa della sua vita, incrociando le gioie personali con le pessime notizie che riguardano questo sfortunato Paese, che la costringono all’esilio, in una Parigi “ospitale ma amara”: “la casa resta una, ed è lì, in Iraq”.
 
Dispersi,
Inaam Kachachi, Brioschi Editore
 
 
Diwaniya. Questo il nome della cittadina a sud dell’Iraq a cui è destinata la giovane ginecologa Wardiya Iskandar. E nostalgia si chiama il sentimento che più le brucia dentro quando conta i giorni che la separano dal suo primo rientro a casa, nella Baghdad degli anni Cinquanta. Lei ancora non lo sa, ma Diwaniya la segnerà per sempre, le regalerà l’amore, le insegnerà la vita. Qui la brillante dottoressa cristiana imparerà la dedizione per le sue pazienti, qui manderà a memoria le canzoni di Umm Kalthum e qui metterà al mondo quattro figli. Ma l’Iraq, il paese più bello, è diviso e periodicamente tormentato da venti di guerra. E per Wardiya tornare a fine carriera nella capitale e aprire un nuovo ambulatorio si rivela un’esperienza pericolosa. A nulla è valso tributare alla sua terra una vita di appassionata fedeltà, forte come l’affetto di una figlia. Dopo aver visto fuggire le persone più care, anche a lei tocca prendere la via dell’esilio. E alla fine ci sarà una Parigi ospitale ma amara, dove Wardiya diventerà l’ultimo tassello di un’unica grande famiglia di dispersi. (trad. Elisabetta Bartuli)

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