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Posts Tagged ‘earth day’

Happy Earth Day! E ricordate che facendo acquisti presso le piccole realtà locali aiuta davvero il Pianeta:

L’ambiente
– Comprare locale significa meno packaging, meno trasporti, meno traffico e inquinamento
– Fare acquisti in un centro storico anziché in un centro commerciale vuol dire meno infrastrutture da costruire in aperta campagna, meno costi per il loro mantenimento, più denaro a disposizione per la vostra comunità

La comunità
– Il negoziante di una piccola realtà è vostro amico e vicino, sa consigliarvi e darvi attenzione come persona, prima che come cliente. Molte volte conosce voi e i vostri figli da tanti anni, e viceversa!
– Le piccole realtà del vostro paese contribuiscono a sostenere le attività di scuole e organismi di carità, versando in beneficenza molto più delle catene, in proporzione.
– I centri storici esistono da secoli, le piazze sono sempre state il fulcro della comunità, il luogo per incontrare persone e dare vita a nuove idee. Se i centri storici si svuotano, il degrado, sociale e culturale, avanza.
– Più piccole librerie, più editori indipendenti . Equazione semplice per contribuire a creare una offerta culturale variegata, valore sostenuto anche dalla Comunità Europea
– Più piccole realtà significa più scelta, più diversità culturale, la possibilità di dare vita in ogni paese ad una comunità come nessun’altra, non standardizzata e omologata.

Economicamente
– Atlantide è un contribuente regolare dello stato italiano: parte del denaro speso localmente rientra in circolo nella comunità, grazie alle imposte locali e alle addizionali. Noi inoltre non abbiamo la sede in Lussemburgo o in altri paradisi fiscali, in quei casi il denaro ricavato viene preso a voi (cittadino italiano) e custodito oltreconfine; ( vedi qui https://buoneletture.wordpress.com/…/02/22/amazon-e-le-impo…/)
Oltretutto, voi dovrete pagare più imposte per ovviare al mancato introito del vostro stato, che deve comunque far fronte alla parte elusa. Pensate di guadagnarci con gli sconti, poi vi aumentano la tassazione. Figo! (senza parlare del trattamento riservato ai lavoratori, in certe aziende -vedi il volume En Amazonie, Jean Baptiste Malet, Kogoi edizioni)

– Le piccole realtà agiscono in un’ottica più lungimirante di quella dei grandi gruppi,costretti a fornire elevati utili immediati ai propri azionisti, a qualunque costo, senza troppi problemi etici (con risultati sotto gli occhi di tutti, di questi tempi….A meno che non amiate il paradosso rappresentato dal Too big to fail)

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dal 22 aprile, in occasione della GIORNATA DELLA TERRA, in libreria LA GRANDE CECITA’, di Amitav Ghosh.

“L’Earth Day (la Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, celebrata ogni anno il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di Primavera.
Nata nel 1970 per sottolineare la necessità di conservazione delle risorse naturali terrestri, la Giornata della Terra è divenuta un importante avvenimento educativo ed informativo, oggi coordinato dall’Earth Day Network, organizzazione che si propone di creare, entro il 2020, anno in cui ci celebrerà il 50esimo anniversario della manifestazione, una rete globale di cooperazione ambientale senza precedenti.
In occasione della Giornata Mondiale della Terra 2017, Neri Pozza pubblicherà il libro di Amitav Ghosh “La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile”, nel quale lo scrittore, giornalista e antropologo indiano affronta una delle questioni più importanti:

“Come possono scrittori, studiosi e politici combattere l’incapacità collettiva di affrontare il cambiamento climatico?”
LA GRANDE CECITÀ, Amitav Ghosh, Neri Pozza

IL LIBRO – Nei primi anni del XXI secolo Amitav Ghosh lavorava alla stesura de Il paese delle maree, il romanzo che si svolge nelle Sundarban, l’immenso arcipelago di isole che si stende fra il mare e le pianure del Bengala.
Occupandosi della grande foresta di mangrovie che le ricopre, Ghosh scoprì che i mutamenti geologici che ciclicamente vi avvenivano – un argine poteva sparire nell’arco di una notte, trascinando con sé case e persone – stavano diventando qualcos’altro: un cambiamento irreversibile, il segno di un inarrestabile ritrarsi delle linee costiere e di una continua infiltrazione di acque saline su terre coltivate.
Che un’intera area sotto il livello del mare come le Sundarban possa essere letteralmente cancellata dalla faccia della terra non è cosa da poco. Mostra che l’impatto accelerato del surriscaldamento globale è giunto ormai a minacciare l’esistenza stessa di numerose zone costiere della terra.
La domanda, per Ghosh, nacque perciò spontanea. Come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura dinanzi a questo stato di cose? La risposta è contenuta in questo libro in cui l’autore della trilogia della «Ibis» ritorna con efficacia alla scrittura saggistica.
La cultura è, per Ghosh, strettamente connessa con il mondo della produzione di merci. Ne induce i desideri, producendo l’immaginario che l’accompagna.
Una veloce decappottabile – un prodotto per eccellenza dell’economia basata sui combustibili fossili – non ci attrae perché ne conosciamo minuziosamente la tecnologia, ma perché evoca l’immagine di una strada che guizza in un paesaggio incontaminato; pensiamo alla libertà e al vento nei capelli; a James Dean e Peter Fonda che sfrecciano verso l’orizzonte; a Jack Kerouac e a Vladimir Nabokov. Questa cultura, così intimamente legata alla storia del capitalismo, è stata capace di raccontare guerre e numerose crisi, ma rivela una singolare, irriducibile resistenza ad affrontare il cambiamento climatico.
Quando il tema del cambiamento climatico appare, infatti, in una qualche pubblicazione, si tratta quasi sempre di saggistica.
La rara e fugace comparsa di questo argomento in narrativa è sufficiente a relegare un romanzo o un racconto nel campo della fantascienza.
Che cosa è in gioco in questa resistenza? Un fallimento immaginativo e culturale che sta al cuore della crisi climatica?
Un occultamento della realtà nell’arte e nella letteratura contemporanee tale che «questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l’epoca della Grande Cecità»?

Amitav Ghosh è nato a Calcutta nel 1956, ha studiato a Oxford e attualmente vive tra la sua città natale e New York. Considerato «uno dei più grandi scrittori indiani» (la Repubblica), per Neri Pozza ha pubblicato: Il paese delle maree (2005), Circostanze incendiarie (2006), Il Palazzo degli specchi (2007), Mare di papaveri (2008), Il cromosoma Calcutta (2008), Lo schiavo del manoscritto (2009), Le linee d’ombra (2010), Il fiume dell’oppio (2011) e Diluvio di fuoco (2015).

«Una riflessione acuta, provocatoria e originalissima dalla penna di uno dei più grandi scrittori indiani».
la Repubblica

«Sono rare le occasioni in cui uno scrittore sfoggia una comprensione così feroce e una capacità narrativa tanto brillante da trasformare un soggetto ben noto portandolo alla luce in questo modo».
Naomi Klein, autrice di No logo

Traduzione e cura di Anna Nadotti e Norman Gobetti
Euro 16,50
208 pagine
EAN 9788854513372

 

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