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Posts Tagged ‘Gabriella Kuruvilla’

Gabriella Kuruvilla è considerata una delle promesse della narrativa italiana contemporanea. Nata a Milano da padre indiano e madre italiana, il suo stile è stato accostato a quello di Zadie Smith e di Hanif Kureishi, e pensiamo di poter fare anche il nome di Jumpha Lahiri.Questa sua raccolta di storie sulla migrazione, vicende dal tono tagliente di chi resta sospeso tra due mondi, si fa ricordare per la solidità narrativa, per la prosa limpida e capace . Una scrittrice da tenere d’occhio!

Gabriella Kuruvilla, E’la vita, dolcezza, Baldini Castoldi & Dalai
Ricordi, malinconie, sogni, rabbie, desideri. Di uomini e donne, neri e meticci. Sembrano incontri fatti per strada quelli dipinti dall’autrice, vite comuni in cui stupisce la capacità di scoperchiare l’ovvio, colpendo laddove uno meno se l’aspetta. Tanti luoghi, molti volti, il medesimo filo conduttore: sentirsi stranieri o stranieri a metà, in lotta per uscire da un limbo, nella difficoltà di affermare la propria unicità.
Una donna lascia l’India per raggiungere l’Italia, ma non trova nessuno zio ad aspettarla e risponde all’annuncio «Cerco badante, giovane e asiatica». Il figlio di una coppia mista separata vive il disagio dell’adolescenza e ricerca la sua identità. Una ragazza, indossati sari e sandali, scende in strada e insulta la Barbie, bianca e bionda, rivale in amore. Il sogno di una casa a Trivandrum si arena in un quadro, nel ricordo di un padre che ascoltava Bob Dylan e tifava per l’Inter. Una bambina che sta imparando l’italiano sbaglia sempre le doppie e si esercita copiando le parole su pezzetti di carta. Punita dal nonno per aver scritto «puttana», finirà da grande per vendere il suo corpo.
Ma è la vita, dolcezza.
Non c’è commiserazione, né giudizio morale. Le parole sono veloci graffi sulla tela, che lasciano affiorare un colore tanto intenso quanto enigmatico, creando un mosaico di storie in cui confluiscono dolcezza e durezza, riflessività e impulsività. Un libro che lascia tracce dentro di noi, al di là di ogni razza, età e genere.

Gabriella Kuruvilla, nata nel 1969 da padre indiano e madre italiana è laureata in architettura. Ha lavorato come giornalista per diversi quotidiani e riviste prima di dedicarsi interamente alle sue grandi passioni: la scrittura e la pittura. I suoi quadri sono stati esposti in Italia e all’estero. Con lo pseudonimo Viola Chandra ha pubblicato nel 2001 il romanzo Media chiara e noccioline, un estratto del quale è presente all’interno dell’antologia statunitense Multicultural Literature in Contemporary Italy (2007). Del 2005 è l’antologia Pecore nere che contiene i racconti Ruben e India; Documenti (da cui è tratto La casa), premiato al Concorso letterario Nazionale Lingua Madre, è pubblicato in Lingua Madre Duemilasette. è tra le poche scrittrici italiane sulla scia di Hanif Kureishi e Zadie Smith.

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