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Posts Tagged ‘gialli storici’

La Roma in piena decadenza del quarto secolo dopo Cristo, ormai in procinto di essere surclassata da Costantinopoli, nuovo faro della civiltà, un magistrato ancora fedele ai culti pagani, un complotto forse ordito dai cristiani, un delitto. Sono gli elementi di un affascinante  e denso romanzo storico, ben combinati con ottimi squarci sulla vita di una città in cui il religioso era ben presente nel quotidiana, una metropoli multietnica e zeppa di culti diversi, sporca e corrotta.

La prima stesura dell’opera risale al 1985, per essere poi pubblicata molto tempo dopo nel 2003 da Irradiazioni, e che può aspirare ora ad una platea molto più ampia grazie al nuovo editore e al grande interesse per il genere, il thriller storico!

Luigi De Pascalis,
Rosso Velabro. Delitti e magia nella Roma del IV secolo, La lepre

Roma, primavera dell’anno 363 d.C. L’Impero è al tramonto.
Treviri e la Nuova Roma di Costantino contendono all’Urbe il ruolo e il prestigio di capitale, i germani premono alle frontiere, i cristiani ambiscono all’amministrazione dello Stato mentre l’imperatore Giuliano conduce una difficile guerra contro i persiani.
Nell’arena dell’Anfiteatro Flavio l’invincibile gladiatore Armodio si lascia uccidere da un misterioso avversario. Poco dopo, in un cubiculum del teatro di Marcello viene assassinata la bella Domizia, moglie del prefetto dell’Urbe Lavinio Regolo il quale, durante una cerimonia d’iniziazione mitraica, è irrorato dal sangue sacrilego di una vittima umana anziché da quello salvifico di un toro.
La difficile indagine è affidata all’edile Caio Celso e al suo braccio destro, Alipio, che ben presto si troveranno al centro di un intrigo politico-religioso volto a sostituire l’imperatore Giuliano e creare una nuova classe dirigente filo-cristiana.
Lo scontro, sul piano fisico e metafisico, è fra dèi superni e dèi inferi, fra paganesimo e cristianesimo, tra uomini e dèi. Un giallo avvincente e sui generis, una trama che si dipana con perizia e coraggio tra poliziesco e narrativa fantastica.
Impossibile non scorgere alcune inquietanti analogie tra la Roma del IV secolo e il mondo moderno…

Luigi De Pascalis è stato il primo scrittore italiano di genere fantasy a essere tradotto negli Stati Uniti, entrando nella storica antologia curata da Lyon Sprague De Camp nel 1967, che gettò le basi del genere. È stato definito “un Tolkien mediterraneo”. La sua formazione è tortuosa: ha studiato Medicina, si è laureato in Scienze Politiche, dopodiché ha fatto i più svariati mestieri, tra cui il pittore.  A New York è protetto dal grande critico d’arte Harold Rosenberg, a Firenze è allievo di Ragghianti, a Milano conosce Flavio Caroli che si innamora della sua pittura. Nel frattempo scrive. Vince due volte il Premio Italia per la letteratura fantastica ed è finalista al Premio Camaiore per la letteratura gialla.

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Sam Eastland è lo pseudonimo di uno scrittore inglese vivente negli Stati Uniti, che conosce bene la storia dell’Unione Sovietica nel XX Secolo, come ben dimostra questo incalzante thriller ambientato ad una decina di anni di distanza dalla rivoluzione russa: ottime le descrizioni del periodo, molto interessante il personaggio principale, ripreso nella sua parabola dannata: dai gulag siberiani al servizio della paranoica Urss di Stalin!

Sam Eastland, L’occhio dello zar,Il Saggiatore

Pekkala un tempo era conosciuto come l’Occhio di smeraldo: il più famoso detective di tutta la Russia, il braccio destro dello zar, l’uomo a cui l’ultimo dei Romanov aveva affidato la sicurezza della sua famiglia e di tutto il paese. Ora, dopo la Rivoluzione, è solo il prigioniero 4745-P nel campo di lavoro della Siberia, dove è riuscito a sopravvivere per nove anni, e per il resto del mondo è un uomo morto e sepolto. Ma una possibilità di salvezza si presenta quando è Stalin stesso a convocarlo per chiedere il suo aiuto per risolvere un mistero che dura dal 1918. Lo zar e la sua famiglia non sono stati fucilati dai rivoluzionari come afferma la propaganda del partito: qualcuno li ha liberati o eliminati all’insaputa dei bolscevichi. La missione di Pekkala è scoprire che cosa sia successo davvero ai Romanov e trovare il loro tesoro scomparso. Il suo premio è la libertà per sé e la donna che ama. Il prezzo del fallimento è la morte. Ambientato nella Russia brutale e paranoica del periodo stalinista, L’occhio dello zar è il primo romanzo della serie che seguirà le avventure di Pekkala fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

 

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È la Roma dei Papi la “location” di questo piacevole giallo italiano, una città impregnata di vicoli oscuri e viuzze strette e maleodoroanti, dei misteri del Ghetto e di splendori architettonici che si riescono appena a percepire. Siamo nel 1839, alla fine del Carnevale, e Nunziata, padrona dell’Osteria del Gallo, si troverà ad essere protagonista di una indagine di omicidio…. Un personaggio ben delineato, un vivido affresco!

Osteria di Nunziata, Donatella Paradisi, Robin

Scende la sera dell’ultimo giorno di Carnevale del 1839, nella Roma dei Papi. Nella sua osteria affacciata sul Tevere Nunziata si prepara a ricevere gli avventori che non mancheranno certo, in un giorno come questo.
È una donna bella e ancora giovane, che sembra non mostrare le tracce delle sofferenze e delle umiliazioni che il destino di trovatella prima e un matrimonio non voluto poi le hanno lasciato addosso.
Vedova e finalmente padrona della piccola osteria del Gallo, Nunziata sta lentamente riprendendo in mano il proprio destino, acquistando consapevolezza della propria forza e del proprio valore e dei diritti che il suo essere donna in tempi e condizioni tanto difficili le hanno finora negato.
È già notte quando la porta dell’osteria si apre e fanno la loro comparsa due uomini, l’uno mascherato da pastore, l’altro in un abbagliante abito da cavaliere… La mattina dopo uno dei due sarà trovato ucciso nella vicina secca di San Biagio, nei pressi di via Giulia.
È l’inizio di una straordinaria avventura che coivolgerà l’ostessa in prima persona e che avrà come sfondo la miseria dei vicoli di Roma, il Ghetto, un antico palazzo nobiliare, magnifiche chiese e cripte nascoste, che ospitano l’orrore segreto e quasi osceno dei cimiteri sotterranei.
In questo viaggio, che dura esattamente una settimana, Nunziata metterà alla prova intuizione e fede, intelligenza e coraggio, arrivando nello stesso tempo alla soluzione dell’enigma e alla consapevolezza dei propri diritti e del proprio intrinseco valore di donna.

Donatella Paradisi

Rassegna stampa

“… una meravigliosa avventura che ha come sfondo la miseria dei vicoli di Roma.”
La Repubblica – Roma

“Il viaggio nel tempo – e nelle letture – prosegue con L’osteria di Nunziata. Un’indagine nella Roma dei Papi di Donatella Paradisi, edito da Robin: è il Carnevale del 1839, Nunziata, proprietaria dell’osteria del Gallo, si ritrova coinvolta nelle indagini sull’omicidio di uno dei suoi avventori, che la porterà a scoprire le miserie del popolino romano, i misteri della città e i suoi diritti di donna, oltre, ovviamente, ai segreti legati all’omicidio.”
Valeria Arnaldi – Il Giornale

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Una trama incalzante, personaggi ben caratterizzati e uno sfondo storico sontuoso, la Bologna del Trecento, evidentemente studiata con scrupolo dall’autore: anche il secondo giallo con protagonista Mondino Dè Liuzzi è in grado di tenere avvinto il lettore!

Alfredo Colitto, I discepoli del fuoco, Piemme
Bologna, autunno 1312. Mondino de’ Liuzzi, medico anatomista, viene incaricato dal podestà di far luce su una morte strana e orribile: un membro del Consiglio degli Anziani è stato ritrovato carbonizzato in casa sua, eppure nella stanza nulla fa pensare a un incendio. Perfino la poltrona su cui l’uomo era seduto è rimasta quasi integra, mentre il corpo è bruciato in modo irregolare. I piedi sono illesi, un braccio è interamente ustionato, tutto il resto è ridotto in cenere. Mondino fa trasportare il cadavere nel suo studio per esaminarlo. Non riesce a svelare come è morto, ma sollevando con il coltello da dissezione la pelle bruciata del braccio scopre i resti di un tatuaggio: un mostro alato, con la testa di leone e il corpo avvolto nelle spire di un serpente. La mattina seguente il cadavere scompare. Qualche tempo dopo, un frate francescano viene ritrovato morto nel quartiere dei bordelli. In tasca ha un disegno molto simile al tatuaggio scoperto da Mondino. L’indagine sui due morti rivela l’esistenza di una setta di adoratori di Mithra, dio persiano del sole e del fuoco, adorato anche dai romani sotto il nome di Sol Invictus. Con l’aiuto di Gerardo da Castelbretone, un ex templare con cui ha stretto amicizia, Mondino viene a sapere che la setta si propone di salvare l’intera città per mezzo del fuoco purificatore: un grande incendio rituale in cui le anime di quelli che moriranno si riuniranno con Mithra.

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